Il tonfo di Broadcom trascina giù i titoli dei semiconduttori. La società statunitense, specializzata in sensori e chip di vari tipi, non è riuscita a soddisfare le aspettative nonostante numeri in aumento nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2026. Le azioni hanno quindi perso terreno cedendo circa il 15% all’avvio degli scambi il 4 giugno.
La delusione sui risultati di Broadcom ha messo sotto pressione l’intero settore dei chip, reduce da una fase di rally che ha spinto Wall Street verso i massimi storici. Proprio Broadcom, ad esempio, prima della trimestrale registrava un rialzo di quasi il 40% da inizio 2026.
In questo contesto il Philadelphia Semiconductor Index, che comprende le 30 maggiori società del settore quotate negli Stati Uniti, perde il 5% intorno alle 16:30, mentre l’Etf VanEck Semiconductor cede il 4,4%.
Broadcom ha chiuso il secondo trimestre fiscale (terminato il 30 aprile) con ricavi per 22,2 miliardi di dollari, in aumento del 48% nel confronto con il 2025, ma al di sotto dei 22,27 miliardi attesi dagli analisti Lse. L’utile netto invece ha battuto le stime arrivando a 9,3 miliardi (1,91 dollari per azione o 2,44 dollari considerando il dato rettificato) con un balzo dell’88%. Il principale motore della domanda sono stati i chip per l’intelligenza artificiale, campo nel quale Broadcom ha importanti accordi di compravendita con Google e Anthropic.
L’amministratore delegato Hock Tan ha dichiarato che lo slancio positivo dato dall’AI sta proseguendo anche nel terzo trimestre e ha stimato che il fatturato di questo segmento triplicherà rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, raggiungendo i 16 miliardi. Tuttavia, l’azienda non ha migliorato le stime 2026.
La caduta di Broadcom ha trascinato giù anche gli altri player della filiera dei semiconduttori. Arm Holdings, specializzata nel design di chip per l’AI, cede circa il 7,5%, Micron Technology il 7,4% e Marvell Technology il 3,5%. A Piazza Affari ne risente Stm, peggior blue chip con un ribasso del 4,5% quando manca meno di un’ora al termine della seduta. Meno marcato l’impatto sull’olandese Asml, in calo dell’1,3%. (riproduzione riservata)