Brembo, perché l’acquisizione della divisione sospensioni di Tenneco può trasformare il gruppo: gli analisti
Brembo, perché l’acquisizione della divisione sospensioni di Tenneco può trasformare il gruppo: gli analisti
Le precedenti operazioni tra Brembo e Tenneco. La sostenibilità finanziaria di un’operazione da 1 miliardo di euro

di Francesca Gerosa 07/04/2026 14:10

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Nuova acquisizione in vista per Brembo negli Stati Uniti? Secondo Il Corriere della Sera l’azienda italiana che produce impianti frenanti starebbe valutando l'acquisto da Tenneco, società americana (fatturato annuo pari a circa 17 miliardi di dollari) dal 2022 controllata dal fondo Apollo, della divisione Sospensioni (per auto, veicoli commerciali leggeri e altre applicazioni), spendendo oltre 1 miliardi di euro. La strategia è chiara: rafforzare la propria presenza industriale in Nord America e ampliare l’offerta di prodotti.

Le attività nel settore sospensioni di Tenneco fanno parte di Monroe Ride Solutions che conta circa 9.000 dipendenti, gestisce 12 stabilimenti produttivi e annovera tra i propri clienti importanti case automobilistiche tra cui Mercedes, Bmw e Stellantis. Monroe Ride Solutions opera sia nelle soluzioni per primo equipaggiamento (OE) sia nelle sospensioni intelligenti, molto esposte al segmento delle auto di fascia alta e di lusso e ai veicoli elettrici. Il settore sospensioni rappresenta circa il 4% delle vendite di Brembo secondo le stime degli analisti di Mediobanca Research.

Le precedenti operazioni tra Brembo e Tenneco

Interpellata da milanofinanza.it, la società non ha voluto commentare quest’indiscrezione ma non si tratterebbe della prima operazione tra Brembo e Tenneco. Infatti, l’11 ottobre del 2024 Brembo ha comprato la svedese Öhlins Racing, leader nella produzione di sospensioni premium ad alte prestazioni per moto e auto, proprio da Tenneco, pagando 370 milioni di euro, ovvero 13,7x l'ev/ebitda 2025 e 2,8x l’ev/vendite. E segnando all’epoca la più grande acquisizione nella storia del gruppo italiano.

«Tali multipli erano decisamente superiori a quelli di Brembo al momento dell’acquisizione e risultavano in parte giustificati dall’elevato contenuto tecnologico di Öhlins, dai margini più elevati, al 21%-22%, e dall’impatto positivo sull’utile per azione», rammentano gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo

L'interesse strategico per il marchio Monroe

Al momento non è chiaro se Brembo sia interessata ad acquisire Monroe nella sua interezza oppure solo una parte, ad esempio le attività legate alle sospensioni intelligenti. Gli analisti di Equita ritengono che Brembo possa essere realmente interessata a quest’acquisizione alla luce dell'investimento nelle sospensioni di Ohlins poco più di un anno fa.

L'impatto di un'operazione trasformativa da 1 miliardo

Se così fosse per gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo e di Banca Akros un’operazione da 1 miliardo di euro sarebbe «trasformativa»: consentirebbe non solo a Brembo di fare un importante salto dimensionale e di diversificazione geografica con una forte presenza negli Stati Uniti, ma anche diventare un produttore completamente integrato del modulo freni-sospensioni e generare una quota maggiore di ricavi nel mercato aftermarket (ricambi).

«Una potenziale acquisizione dell’intera Monroe Ride Solutions rappresenterebbe un passo trasformativo per Brembo, che passerebbe da specialista dei sistemi frenanti a fornitore più ampio nel campo della dinamica del veicolo e del controllo del telaio, evolvendo da un livello di singolo componente a un livello di piattaforma e aumentando potenzialmente la propria rilevanza nelle fasi iniziali del processo di sourcing degli OEM», sottolineano gli analisti di Banca Akros

Sostenibilità finanziaria

D’altra parte, gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo non escludono che un’operazione di questo tipo, se riguardasse l’intero business di Monroe, pur potendo avvenire a multipli inferiori rispetto a quelli di Öhlins o della stessa Brembo, possa risultare diluitiva in termini di margini. In tal caso, precisano, «affinché il mercato valuti positivamente l’operazione, sarebbero necessarie sinergie significative».

Dal punto di vista finanziario, si ricorda che, prima di eventuali operazioni di M&A, l’obiettivo di debito netto di Brembo per l’esercizio 2026 è indicato al di sotto di 700 milioni di euro, corrispondente a un rapporto debito netto/ebitda di circa 1,1x. Comunque «riteniamo che un potenziale esborso di circa 1 miliardo di euro, che porterebbe il rapporto debito netto/ebitda standalone a circa 2,7x, sia pienamente sostenibile», rassicurano gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.

Anche per gli esperti di Equita l’esborso di oltre 1 miliardo di euro sarebbe sostenibile nell'attuale struttura finanziaria anche se è difficile fare ipotesi non conoscendo il perimetro dell’attività target (l’intera divisione sospensioni fatturerebbe oltre 3 miliardi). «Conoscendo il focus della società sull’alto di gamma, riteniamo possa trattarsi di un carve-out della divisione. Se il deal venisse confermato, immaginiamo che i multipli di entrata siano inevitabilmente diluitivi, ma giustificabili dalle sinergie potenziali future», precisano a Equita.

Ma se l’acquisizione riguardasse solo i sistemi semi-attivi e adattivi della divisione Monroe Intelligent Suspension, «riteniamo che quest’opzione sarebbe più coerente con il Dna di Brembo, fortemente orientato alle prestazioni e alle soluzioni intelligenti», precisano a Banca Akros.

I giudizi degli analisti su Brembo

L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha un rating buy e un target price a 10 euro sul titolo Brembo, lo stesso giudizio di Equita (target price a 11,30 euro), outperform Mediobanca Research (prezzo obiettivo a 11,50 euro). Invece Banca Akros ha un rating neutral e un target price a 9 euro. A Piazza Affari il titolo Brembo si limita a un progresso dello 0,06% a 8,23 euro. In attesa del cda del 7 maggio sui conti del primo trimestre del 2026, il consenso Bloomberg vede attualmente 5 rating buy, 6 hold e 0 sell con un target price medio a 9,77 euro sull’azione. (riproduzione riservata)