Brasile, Flávio Bolsonaro scomparso dopo la sconfitta elettorale. Sospetti di fuga negli Usa e indagini sui fondi americani
Brasile, Flávio Bolsonaro scomparso dopo la sconfitta elettorale. Sospetti di fuga negli Usa e indagini sui fondi americani
Dopo la vittoria di Lula, la Corte suprema brasiliana indaga sui presunti finanziamenti stranieri alla campagna del senatore conservatore e sui possibili collegamenti con ambienti politici americani

di di Giusy Iorlano  27/10/2026 18:44

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Chiusa la battaglia elettorale, per Flávio Bolsonaro si apre la resa dei conti giudiziaria. La Corte suprema brasiliana ha ordinato, infatti, alla polizia federale di indagare sui sospetti di finanziamenti stranieri alla campagna del senatore conservatore, sconfitto al ballottaggio da Luiz Inácio Lula da Silva, e su possibili aggiramenti dei limiti di legge attraverso società, fondazioni, consulenze e intermediari.

Mentre prende corpo l’inchiesta sui presunti legami con ambienti conservatori americani, si moltiplicano le voci di una fuga all’estero. Secondo Folha de S.Paulo, gli alleati della cerchia più ristretta della famiglia Bolsonaro hanno appreso oggi che il senatore è fuggito dal Brasile diretto in Argentina e che, da lì, intendeva recarsi negli Stati Uniti. Buenos Aires smentisce che il senatore sia entrato in Argentina. 

Per il sito brasiliano Metropoles, invece, Flavio Bolsonaro ha lasciato il Brasile ed è già in volo per gli Stati Uniti. Con lui ci sarebbero anche la moglie e le due figlie. L’informazione, scrive il sito, è stata confermata da persone vicine alla famiglia. L’ultimo messaggio di Flávio è stato inviato al suo collaboratore Rogério Marinho alle 8 del mattino.

Secondo fonti di polizia citate dall’Agence France-Presse, non esiste alcuna registrazione ufficiale dell’uscita del parlamentare dal territorio brasiliano. La polizia federale sta effettuando verifiche ai valichi di frontiera e raccogliendo informazioni per ricostruire gli eventuali spostamenti del senatore, al quale la magistratura avrebbe imposto di non lasciare il Paese.

La testata argentina Infobae ha invece ricostruito un possibile itinerario attraverso Puerto Iguazú, località al confine con il Brasile. Al centro delle notizie c’è un jet privato Gulfstream che sarebbe partito da Buenos Aires lunedì sera, arrivando a Puerto Iguazú alle 23.45. Il velivolo, secondo le informazioni pubblicate, avrebbe dovuto proseguire verso Fort Lauderdale, in Florida, ma il volo sarebbe stato cancellato.

Non è tuttavia accertato che Bolsonaro fosse a bordo dell’aereo, né che abbia attraversato il confine argentino. Le autorità brasiliane stanno verificando le informazioni con quelle argentine. 

Passaporti annullati dopo la mancata consegna

La polizia federale brasiliana ha annullato i passaporti del senatore dopo che non avrebbe rispettato l’ordine di consegnare i documenti entro il termine stabilito dalla magistratura. Il provvedimento si inserisce nelle misure adottate nell’ambito delle indagini a suo carico e del divieto di espatrio.

Lo stesso Flávio aveva raccontato in un video pubblicato su Instagram di essere stato informato del ritiro del passaporto per ordine del giudice Alexandre de Moraes. Il provvedimento sarebbe stato notificato mentre usciva dalla casa del padre Jair Bolsonaro a Brasilia, dove l’ex presidente si trova agli arresti domiciliari in relazione al procedimento sul tentato golpe del 2022.

L’inchiesta sui finanziamenti stranieri alla campagna

Il fronte più delicato riguarda i presunti finanziamenti provenienti dall’estero e destinati alla campagna elettorale di Flávio Bolsonaro. Due giorni dopo la vittoria di Lula, la Corte suprema ha ordinato alla polizia federale di verificare se risorse straniere siano state trasferite al senatore direttamente oppure attraverso servizi, consulenze, società, fondazioni e intermediari.

L’obiettivo è accertare se eventuali finanziamenti abbiano aggirato i limiti stabiliti dalla legislazione brasiliana. L’indagine dovrà ricostruire l’origine delle risorse, i destinatari e le eventuali modalità utilizzate per finanziare attività politiche e di comunicazione.

Flávio Bolsonaro è già coinvolto in diverse inchieste. Una riguarda i sospetti di corruzione e riciclaggio di denaro nell’ambito del finanziamento di Dark Horse, un film dedicato al padre Jair Bolsonaro. Gli accertamenti puntano a chiarire i possibili collegamenti con il Banco Master e il finanziere Daniel Vorcaro.

Un altro filone riguarda i presunti rapporti finanziari con l’avvocato Willer Tomaz, coinvolto nelle indagini sulle frodi ai danni dei pensionati dell’Inss, l’istituto previdenziale brasiliano.

Il senatore nega qualsiasi irregolarità. Le ipotesi al centro delle indagini dovranno essere verificate dagli inquirenti e non costituiscono, allo stato, responsabilità accertate.

Nel mirino anche Rockbridge e le terre rare brasiliane

Tra gli elementi che la magistratura intende approfondire figura il possibile coinvolgimento di Rockbridge, rete conservatrice americana cofondata dal vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance.

Il giudice della Corte suprema Flávio Dino vuole chiarire se eventuali iniziative di sostegno alla campagna abbiano avuto soltanto una dimensione politica e comunicativa oppure se possano essere state legate anche a interessi economici sulle risorse strategiche del Brasile.

In particolare, l’attenzione si concentra sulle terre rare, materie prime essenziali per numerosi comparti industriali e tecnologici e al centro della competizione economica tra Stati Uniti e Cina.

L’eventuale esistenza di un collegamento tra ambienti conservatori statunitensi, sostegno politico a Bolsonaro e interessi sulle risorse brasiliane è uno degli aspetti che gli investigatori dovranno verificare. Al momento, non è possibile considerare dimostrato un rapporto diretto tra questi elementi.

Sotto esame gli algoritmi di Meta e X

L’indagine si estende anche al ruolo delle piattaforme digitali durante la campagna elettorale. La Corte suprema vuole verificare le accuse secondo cui gli algoritmi dei social network sarebbero stati utilizzati intenzionalmente per favorire alcuni candidati o penalizzarne altri.

Durante la campagna, gli ambienti vicini a Lula avevano criticato soprattutto Meta e X, sostenendo che la gestione dei contenuti avesse favorito Bolsonaro oppure ridotto la visibilità dei messaggi dei suoi avversari.

Gli accertamenti dovranno stabilire se vi siano state effettive manipolazioni, quali eventuali responsabilità possano essere individuate e se siano stati commessi illeciti. Anche in questo caso, le accuse politiche non equivalgono a prove di un intervento deliberato delle piattaforme.

Il Partido Liberal riconosce la vittoria di Lula

Sul piano politico, il Partido Liberal, la formazione di Flávio Bolsonaro, ha riconosciuto ufficialmente proprio nella mattinata del 27 ottobre la vittoria di Lula, pur chiedendo chiarimenti sulle questioni emerse durante la campagna.

«Riconosciamo il risultato presidenziale proclamato dal Tribunale superiore elettorale», si legge nel comunicato firmato dal presidente del partito, Valdemar Costa Neto. La formazione ha aggiunto che continuerà a seguire gli sviluppi e a cercare risposte attraverso un confronto politico democratico, nel rispetto delle istituzioni.

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