Elezioni in Brasile, cosa aspettarsi per la borsa e i bond carioca se vince Bolsonaro o Lula
Elezioni in Brasile, cosa aspettarsi per la borsa e i bond carioca se vince Bolsonaro o Lula
Forte anche del peso del comparto energetico in borsa, da inizio anno l’indice Msci Brazil in euro cresce del 41%. La corsa può continuare?

di Marco Capponi e Gaia Difraia 25/10/2026 09:58

Ftse Mib
48.558,86 5.55.26

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Dax 30
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Euro/Dollaro
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Spread
122,00 17.29.48

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Il secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, in calendario per oggi, domenica 25 ottobre, «rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti per i mercati emergenti», dichiara Kristin Ceva, responsabile strategie Paesi emergenti di Payden & Rygel. «Al primo turno, il candidato conservatore dell'opposizione Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente, ha sorpreso le attese ottenendo il 47,03% dei voti, davanti al presidente uscente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, fermo al 45,16%». 

Un testa a testa serratissimo confermato anche dai sondaggi alla vigilia del secondo turno, che danno i due candidati appaiati intorno al 50%.

La reazione della borsa carioca

«Il risultato del primo turno ha rafforzato le aspettative di un possibile cambiamento nell'indirizzo della politica economica, con prospettive di maggiore disciplina fiscale e riforme favorevoli al mercato. La reazione iniziale degli investitori è stata positiva, ma l'esito del ballottaggio resta un fattore di incertezza per gli asset brasiliani», prosegue l'esperta.

Non a caso, il mercato ha premiato la borsa carioca dopo il primo turno (lo scorso 4 ottobre) con un balzo importante. Tanto che l’indice Bovespa, principale paniere della borsa di San Paolo, nell’ultimo mese si è apprezzato – in valuta locale – dell’11%. Discorso simile per gli strumenti di risparmio gestito dedicati. Il più grande Etf per investitori europei sul mercato brasiliano, l’iShares Msci Brazil (4,8 miliardi di euro di masse in gestione) in un mese si è apprezzato in euro del 15%, mentre da inizio anno è in rally del 41%. Merito anche del peso dei titoli energetici in portafoglio, che rappresentano quasi un quinto della capitalizzazione totale.

Cosa aspettarsi sull’obbligazionario

Sul fronte obbligazionario la traiettoria dei bond verdeoro si inserisce nel più ampio contesto del debito dei mercati emergenti, che «ha risentito del rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e di un contesto meno favorevole al rischio di credito. Le obbligazioni sovrane e societarie in valuta forte hanno registrato un ampliamento degli spread rispetto ai titoli del Tesoro americani di analoga scadenza, mentre il debito in valuta locale ha sofferto soprattutto per il deprezzamento delle divise emergenti nei confronti del dollaro», afferma l'analista.

In Brasile ma non solo, continua l’esperta, «i fondamentali si confermano resilienti: la crescita economica rimane discreta, l'inflazione è generalmente gestibile e i tassi reali restano positivi. Inoltre, fabbisogni di finanziamento esterno relativamente contenuti e riserve valutarie consistenti contribuiscono a rafforzare la capacità di assorbire gli shock».

Quali settori sono favoriti in borsa

«Sembra che Lula stia valutando Geraldo Alckmin come ministro delle Finanze per rafforzare la propria credibilità fiscale. Poiché gran parte delle buone notizie è ormai già scontata dai prezzi, è probabile che gli asset brasiliani rimangano molto sensibili agli annunci di politica economica che seguiranno il secondo turno elettorale», aggiunge Pablo Riveroll, fund manager & global head of equities research di Schroders. 

La disciplina fiscale è la chiave di volta delle aspettative del mercato. Tassi a lungo termine più bassi e un ciclo di allentamento monetario più rapido «creano dei chiari vincitori. I mercati dei capitali dovrebbero beneficiarne per primi: costi di provvista più contenuti e un contesto azionario più solido tendono a riaprire la finestra delle quotazioni e ad attrarre flussi sull'azionario, a vantaggio delle borse, delle banche d'affari e dei broker», dichiara il gestore.

Al contempo «i settori long-duration e sensibili ai tassi come le utility, i centri commerciali e i costruttori residenziali, traggono beneficio da tassi di attualizzazione più bassi, che aumentano il valore attuale dei loro flussi di cassa futuri. Le banche attive nel credito al consumo, dal canto loro, dovrebbero registrare un miglioramento della qualità del credito con il calo dei costi per interessi a carico dei debitori, riducendo lo stress sui portafogli crediti che erano stati sotto pressione», conclude il money manager. (riproduzione riservata)