Bper Banca archivia il primo semestre 2026 con il miglior utile della sua storia e alza le stime sull'intero esercizio, confermando la capacità di sostenere la redditività anche in un contesto di tassi in progressiva normalizzazione.
L'istituto guidato da Gianni Franco Papa ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un utile netto ordinario di 1,33 miliardi di euro, sostenuto dal contributo record del secondo trimestre, il più elevato mai realizzato dal gruppo.
A trainare i risultati è stato soprattutto il buon andamento dei ricavi, saliti del 4,5% a 3,88 miliardi di euro. Il margine di interesse si è attestato a 2,21 miliardi (+1,4%), mostrando una sostanziale tenuta nonostante l'evoluzione dello scenario dei tassi. Nel secondo trimestre la crescita è stata favorita sia dalla dinamica commerciale sia dall'effetto positivo dei tassi e della componente non commerciale.
In occasione della riunione del cda, Bper ha rappresentato «l'opportunità di avanzare a Bff Bank una manifestazione di interesse, allo stato non vincolante, finalizzata all'acquisizione delle sole attività afferenti ai business dei pagamenti e di banca depositaria».
Continua anche l'espansione delle commissioni nette, aumentate del 4,8% a 1,35 miliardi di euro. A sostenere il risultato sono stati soprattutto i servizi di investimento (+10,3%) e il comparto assicurativo danni e protezione (+13,2%), mentre le commissioni dell'attività bancaria tradizionale sono rimaste sostanzialmente stabili. Positivo anche il contributo della finanza, che ha generato 234,4 milioni, mentre i dividendi hanno apportato ulteriori 34,4 milioni.
Sul fronte dei costi prosegue il percorso di efficientamento. Gli oneri operativi sono diminuiti del 3,9% a 1,61 miliardi grazie soprattutto alla riduzione delle spese amministrative (-15,9%), mentre i costi del personale sono cresciuti dell'1,3%. Il miglioramento dell'efficienza ha portato il cost/income ratio al 41,4%, in netto calo rispetto al 45% dello stesso periodo del 2025 e tra i livelli migliori del settore.
Resta sotto controllo anche il rischio di credito. Il costo del credito annualizzato si è attestato a 28 punti base, mentre gli indicatori di qualità degli attivi confermano la solidità del portafoglio. L'Npe ratio è pari al 2,3% lordo e all'1,1% netto, con un livello di copertura dei crediti deteriorati salito al 54,1%, tra i più elevati del sistema bancario italiano.
La raccolta continua a crescere. Quella diretta raggiunge 167,1 miliardi di euro (+0,9%), mentre il risparmio gestito sale dell'11,4% a 87,1 miliardi. In aumento anche la raccolta amministrata (+4,6%) e le polizze vita (+4,7%). I crediti netti verso la clientela si attestano a 129,7 miliardi, con nuove erogazioni per 13,5 miliardi nel semestre (+1,5%).
Sul fronte patrimoniale il gruppo mantiene livelli di capitale ampiamente superiori ai requisiti regolamentari. Il Cet1 ratio si attesta al 15%, mentre il Total Capital ratio raggiunge il 20,1%. Solida anche la posizione di liquidità, con un Liquidity Coverage Ratio del 162% e un Net Stable Funding Ratio del 132%. Il patrimonio netto consolidato sale così a 18 miliardi di euro.
Alla luce della performance del secondo trimestre, Bper ha rivisto al rialzo la guidance 2026 sia per il margine di interesse sia per il cost/income ratio (up low single digit). Il consiglio di amministrazione del 4 novembre valuterà inoltre la distribuzione di un acconto sul dividendo in contanti per circa 700 milioni di euro, confermando la politica di remunerazione degli azionisti dopo un semestre che ha segnato nuovi massimi per redditività ed efficienza operativa.
La banca ha aggiornato il nuovo Il piano industriale B:Dynamic Full Value 2027 al 2028 puntando su crescita dei ricavi, efficienza e forte remunerazione degli azionisti. Bper prevede un payout complessivo pari o superiore all’85% degli utili (dal precedente circa 75%), con dividendi cash e buyback per circa 7,5 miliardi nel periodo 2025-2028. I ricavi saliranno dai 7,4 miliardi del 2025 a circa 8 miliardi nel 2028, sostenuti dalla crescita delle commissioni, attese a 3 miliardi grazie a wealth management, bancassurance e servizi. Il margine di interesse è previsto in aumento a 4,7 miliardi.
Sul fronte dei costi, la banca punta a ridurre gli oneri operativi a 2,8 miliardi nel 2028, portando il cost/income ratio dal 45% al 40%, grazie a 300 milioni di risparmi lordi. L’utile netto è stimato a 2,7 miliardi, con un Cet1 superiore al 14,5% nonostante le distribuzioni agli azionisti. Gli impieghi cresceranno a 141 miliardi, mentre le attività finanziarie totali raggiungeranno 460 miliardi. Le priorità strategiche saranno il rafforzamento del credito alle imprese, la crescita del private banking e della bancassurance, la digitalizzazione con l’intelligenza artificiale e una maggiore efficienza operativa. (riproduzione riservata)