Bper Banca chiude il terzo trimestre con un utile netto di pertinenza della capogruppo pari a 666,1 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto ai 575,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Il margine di interesse si è attestato a 1,16 miliardi, in aumento del 7,9% su base annua. Alla luce dei risultati dei primi nove mesi, l’istituto ha inoltre rivisto al rialzo la guidance 2026 per il costo del rischio e il coefficiente patrimoniale Cet1, che la banca prevede superiore al 14,5%.
Accanto ai risultati, il consiglio di amministrazione ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2026 pari a 33 centesimi per azione, per un ammontare complessivo di circa 694,1 milioni. Lo stacco della cedola è fissato al 23 novembre, la record date al 24 e il pagamento al 25 novembre.
Nei primi nove mesi dell’anno l’utile netto consolidato ordinario è salito a 2,014 miliardi, in aumento del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Depurato dagli effetti di alcune componenti di mercato, il risultato si attesta a 1,941 miliardi, con una crescita del 12,2%. I ricavi core, definiti come somma di margine di interesse e commissioni nette, hanno raggiunto 5,379 miliardi (+3,5%), grazie al contributo sia del margine di interesse, a 3,375 miliardi (+3,5%), sia delle commissioni nette, pari a 2,004 miliardi (+3,4%).
La dinamica delle commissioni ha beneficiato soprattutto del wealth management, che ha generato 864,2 milioni (+9,2%), e della bancassurance, con 100,4 milioni (+11,6%). In calo dell’1,7% a 1,039 miliardi le commissioni dell’attività bancaria tradizionale. Il totale dei proventi operativi netti è salito a 5,82 miliardi (+5,8%), mentre gli oneri operativi sono scesi del 2,2% a 2,422 miliardi. Il cost/income ratio si è così ridotto al 41,6%, dal 45% di un anno prima.
Sul fronte del credito, il costo annualizzato si è attestato a 27 punti base. I crediti netti verso la clientela hanno raggiunto 130,3 miliardi (+3,5% su base annua), con nuove erogazioni per 20,2 miliardi nei nove mesi, in crescita del 7,3%. La qualità degli attivi resta sotto controllo: il rapporto tra crediti deteriorati lordi e impieghi è pari al 2,3%, quello netto all’1,1%, mentre la copertura complessiva dei crediti deteriorati raggiunge il 53,4%.
La posizione patrimoniale si conferma solida, con un Cet1 ratio del 15,1% a fine settembre e una generazione organica di capitale pari a 2 miliardi nei primi nove mesi. La raccolta diretta si è attestata a 169,1 miliardi (+2% su base annua), mentre quella gestita è cresciuta del 7% a 86,7 miliardi. Le attività finanziarie totali hanno raggiunto 423,9 miliardi, in aumento del 2,4%. (riproduzione riservata)