In concomitanza con la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre del 2026, prevista per il 6 agosto, Bper Banca pubblicherà una nuova guidance fino al 2029. Sofie Peterzens, analista di Goldman Sachs, si aspetta che la banca guidata da Gianni Franco Papa alzi la guidance a livello di margine di interesse netto con un cagr (tasso di crescita medio annuo composto) 2026-2029 del 2-3%, in linea con le stime del consenso.
Così il margine di interesse netto è atteso a 4,92 miliardi di euro nel 2029 (4,77 miliardi la stima del consenso Visible Alpha) dai 4,461 miliardi previsti nel 2026, sulla base di un tasso Euribor superiore all'attuale ipotesi del 2%. Si noti che la sensibilità del margine di interesse netto nel primo trimestre di quest’anno era pari a 225 milioni per uno spostamento di 100 punti base del tasso Euribor.
Quanto alle commissioni sono viste crescere a un tasso medio annuo del 3,4% a 3,152 miliardi dai 2,762 miliardi previsti nel 2026 (3,156 miliardi la stima del consenso). Sofie Peterzens si aspetta un miglioramento della guidance anche sui costi, inclusa una maggior chiarezza riguardo alle sinergie derivanti dall'integrazione della Banca Popolare di Sondrio oltre il 2027. «Ci aspettiamo, infatti, che Bper punti a un rapporto costi/ricavi inferiore al 40% entro il 2029, in calo dal 46% del 2025 e dal 43% previsto nel 2026», precisa l’esperta della banca d’affari Usa.
Il costo del rischio è stimato più basso, intorno a 35 punti base annui, rispetto all'attuale guidance di meno di 40 punti base. E a livello di capitale l’esperta di Goldman Sachs si attende un nuovo obiettivo di lungo termine per il Cet1 al 14,1% dal 14,3% stimato per il 2026 (14,4% il consenso), inferiore all'attuale guidance del 14,5%. Questo non impedirà a Bper di essere più generosa con i suoi azionisti con un payout più elevato all’80% (dal 75%) (dividendo a 0,85 nel 2026, a 1 euro nel 2027 e a 1,09 euro nel 2028, pari a un rendimento del 6,2%, 7,3% e 7,9%) e/o con l'introduzione di un programma di riacquisto di azioni proprie.
Visto il consolidamento in atto nel settore bancario italiano Sofie Peterzens si aspetta che il management di Bper fornisca maggiori informazioni riguardo all'attuale offerta lanciata da Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps che, se avesse successo, porterebbe Bper ad acquisire più di 600 filiali come parte dell'accordo tra Unipol e Intesa Sanpaolo.
A questo proposito il ceo, Gianni Franco Papa, a margine dell'incontro della Consob con il mercato finanziario per illustrare la relazione annuale, ha detto il 13 luglio che è stato concluso il consolidamento della Banca Popolare di Sondrio, «per il resto vedremo, è un po’ presto per parlarne».
Un consolidamento esecutivo da fine aprile che ha portato «1 milione clienti» al gruppo, mentre sul possibile aumento del numero delle filiali a coronamento dell'opas di Intesa Sanpaolo su Mps «quando sarà, ci faremo trovare preparati», ha aggiunto l’ad. Quanto ai numeri della prossima semestrale «li vedrete tra qualche giorno».
In vista poi dei risultati del secondo trimestre 2026, previsti per il 6 agosto, «abbiamo alzato le nostre stime su Bper. Ci aspettiamo che il margine di interesse netto aumenti su base trimestrale del 2%, poiché il miglioramento dei volumi, l'effetto del numero dei giorni e l'aumento dei tassi si rifletteranno sul portafoglio prestiti dell’istituto di credito. I volumi dei prestiti in Italia stanno ora crescendo del 2,5% su base annua a maggio, rispetto al +2% annuo di marzo. Bper ha previsto una crescita dei volumi del 3% all'anno. Insieme all'impatto dell'ultimo rialzo dei tassi avvenuto a giugno (gli economisti di Goldman Sachs si aspettano un ulteriore rialzo nel terzo trimestre), che impatterà positivamente sul margine di interesse netto soprattutto a partire dal terzo trimestre, ci aspettiamo che i margini migliorino rispetto ai minimi del primo trimestre. Per il 2026 stimiamo un margine di interesse netto totale leggermente superiore a 4,4 miliardi; come riferimento, la guidance prevede un dato stabile o in crescita a bassa singola cifra rispetto ai 4,4 miliardi del 2025. Le nostre stime sul margine di interesse netto sono state aumentate dell'1%/3%/3% nel 2026/2027/2028», continua Sofie Peterzens.
Per quanto riguarda le commissioni, il management di Bper ha previsto che aumenteranno a un tasso mid single digit rispetto ai 2,6 miliardi del 2025. «Per noi saranno pari a 2,8 miliardi grazie alla ripresa delle commissioni bancarie e all’accelerazione di quelle assicurative. Quanto alle spese operative dovrebbero beneficiare dei continui sforzi di riduzione dei costi, quindi il rapporto costi/ricavi dovrebbe attestarsi al 43% nel 2026, inferiore alla guidance del 45%. La qualità del credito rimarrà solida nonostante l'impennata dei prezzi dell'energia. Ci attendiamo un costo del rischio di 30 punti base, inferiore alla guidance di 40 punti base», prevede Sofie Peterzens.
Tra gli altri fattori, il capitale sarà influenzato dal buyback da 750 milioni (-90 punti base), dall'impatto delle partecipazioni di minoranza e di altre operazioni di M&A (+60 punti base), dal total return swap (-10 punti base) e dalla vendita di Nexi (+10 punti base). «Complessivamente, prevediamo un coefficiente Cet1 del 14,9% nel secondo trimestre, invariato rispetto al primo trimestre. Continuiamo a prevedere dividendi sulla base di un payout del 75% e ci aspettiamo un ulteriore programma di buyback da 500 milioni all'anno a partire dal 2027», conclude Sofie Peterzens che ha confermato il rating neutral sul titolo Bper e il prezzo obiettivo alzato lo scorso luglio da 14,30 a 14,50 euro. Il 13 luglio a Piazza Affari l’azione in chiusura è salita dello 0,47% a 14,044 euro. (riproduzione riservata)