Bper, fine della corsa? Ubs taglia rating e target price: ecco perché
Bper, fine della corsa? Ubs taglia rating e target price: ecco perché
Ubs spiega perché il potenziale upside legato all’uso del capitale in eccesso (oltre 1 miliardo di euro) non è più un catalizzatore

di Francesca Gerosa 15/05/2026 12:00

Ftse Mib
49.116,47 6.57.57

-1,87%

Dax 30
23.950,57 23.51.08

-2,07%

Dow Jones
49.526,17 12.30.07

-1,07%

Nasdaq
26.221,52 23.51.08

-1,54%

Euro/Dollaro
1,1629 23.00.31

-0,03%

Spread
77,49 17.29.28

+4,42

Mancano fattori catalizzatori e il potenziale di upside è limitato. Con queste motivazioni Ubs ha abbassato il rating su titolo Bper Banca a neutral e l’azione scende a Piazza Affari il 15 maggio del 3,15% a 12,28 euro, sottoperformando l’indice Ftse Mib (-1,76% a 49.168 punti).

Bper non è più buy

«Declassiamo Bper da buy a neutral e tagliamo il target price da 13,5 a 12,5 per azione, un livello che implica un potenziale upside limitato rispetto alla quotazione attuale, con il titolo che tratta a un premio inferiore al 20% rispetto ai competitor europei (10,6x vs 9x) dopo una sovraperformance superiore al 30% (circa il 60% in termini assoluti) negli ultimi 12 mesi», si legge nel report di Ubs.

In particolare, la quarta banca italiana con una quota di mercato del credito dell’8% post acquisizione della Popolare di Sondrio tratta a un eps 2027 di 10,6x (10,1x escludendo il capitale in eccesso) e a 1,7x il prezzo/book value tangibile 2026 per un Rote del 15,4% nel 2027 e un costo del capitale del 10,5%.

Attesa una crescita dell’utile inferiore alla media del settore

Non solo. Dopo i risultati del primo trimestre del 2026, Ubs ha ridotto le stime di utile per azione (eps) per il periodo 2026-2030 del 4-6% (da 1,16 a 1,09 euro vs consenso a 1,13; da 1,26 a 1,18 euro vs consenso a 1,25 e da 1,27 a 1,20 euro) a causa di una progressione dei ricavi leggermente inferiore alle attese e di un’aliquota fiscale più alta (35%, in linea con la guidance), portando le previsioni del 3-4% sotto quelle del consenso

Nel complesso, «stimiamo che la banca guidata da Gianni Franco Papa genererà una crescita dell’eps del 6-7% annuo nei prossimi 2-3 anni, inferiore alla media del settore dell’8-10%, e un Rote nel 2026-2028 superiore al 15%», continua Ubs.

Lato positivo, il broker ha alzato le stime sulle commissioni dell’1-3% con una crescita attesa del 3-4% anno su anno. E ha lasciato invariati i costi operativi, incorporando un miglioramento del cost/income ratio nei prossimi anni (40% entro il 2030 dal 45% atteso dal management nel 2026). Pure le stime sugli accantonamenti per perdite su crediti rimangono sostanzialmente invariate, con un costo del rischio tra 38-40 punti base nel 2026-2027 e 30-35 punti base negli anni successivi.

Bper può superare un Cet1 del 13% con un buyback al 9,9%

A marzo 2026 Bper ha annunciato un buyback pari al 3% del capitale, equivalente a 750 milioni di euro, senza cancellazione delle azioni, con il management che mantiene le azioni proprie come buffer per cogliere eventuali opportunità di crescita inorganica. Ubs ha stimato un impatto di 90 punti base sul capitale e di 80 punti base dal Trs sul 9,9% del capitale di Bper. Questo dovrebbe portare il Cet1 al 14,3-14,5% nel 2026-2027, traducendosi in capitale in eccesso rispetto alla soglia ottimale del 13% superiore a 1 miliardo di euro (1,32 miliardi), il 5% della capitalizzazione di Bper (26,4 miliardi), in linea con i livelli di Banco Bpm.

Ma l’upside legato all’uso del capitale in eccesso non è più un catalizzatore

«Con il prezzo di Bper che , a nostro avviso, già riflette le aspettative di un possibile rafforzamento della distribuzione di capitale, la nostra preferenza in Italia è ora per Intesa Sanpaolo tra le banche e per FinecoBank e Banca Generali nel settore del risparmio gestito», indica Ubs.

D’altra parte «anche assumendo l’esecuzione di un buyback più ampio, pari al 9,9% del capitale e la cancellazione completa delle azioni, il potenziale upside implicito sarebbe limitato a meno del 5%, quindi utile se completamente eseguito, ma non più un catalizzatore non prezzato nei livelli attuali del titolo», avverte Ubs. E questo anche se Bper è in grado di raggiungere le sinergie lorde attese per 290 milioni dall’acquisizione della Banca Popolare di Sondrio. (riproduzione riservata)