Mentre Wall Street viaggia in territorio positivo, il Ftse Mib vira al rialzo e segna lo 0,5%. Tra i titoli migliori spiccano quelli legati all’energia, con Enel che guadagna il 3,4%, Saipem il 3% ed Eni il 2,5%. In rosso Fincantieri (-2,8%) e Diasorin (-1,6%). Spread a 79 punti, cambio euro/dollaro a 1,1475.
Alle 14:30 il Ftse Mib che viaggia con un ribaso dello 0,14%. In evidenza, tra le blue chip, Saipem (+2,37%) su cui Berenberg ha alzato il target price a 3,9 euro da 3,3 euro, confermando il giudizio buy. Bene anche Enel (+2,14%) e Eni (+2,21%). In rosso invece Prysmian (-1,8%) e FIncantieri (-1,68%).
Alle ore 11:20 il Ftse Mib cerca di riagganciare la parità mentre i prezzi del petrolio restano fra 95 (Wti) e 100 dollari (Brent). Slgono Saipem ed Eni (+2,5%), Enel e Inwit (+1,5%). In calo Brunello Cucinelli, Fincantieri (-1,8%), Tim e Prysmian (-1,5%).
La produzione industriale in Italia è diminuita dello 0,6% su base mensile a gennaio 2026, dopo il calo dello 0,5% registrato nel mese precedente, deludendo le attese del mercato che prevedevano un aumento dello 0,3%. Si tratta del secondo calo consecutivo, in un contesto di riduzione della produzione nei beni strumentali (-2,2% dopo +0,7% a dicembre), nei beni intermedi (-0,8% dopo -0,2%) e nei beni di consumo (-0,6% dopo -0,7%). Al contrario, la produzione di energia ha accelerato la crescita (+4,5% dopo +0,2%).
Su base annua, la produzione industriale è diminuita dello 0,6%, invertendo il rialzo del 2,7% registrato a dicembre. La flessione è stata determinata dal calo dei beni di consumo (-3,8% dopo +0,1%), dei beni intermedi (-1,6% dopo +2,8%) e dei beni strumentali (-0,3% dopo +7,3%), che hanno più che compensato il forte rimbalzo della produzione di energia (+10,4% dopo -0,1%). Tra i comparti industriali, i cali più marcati sono stati registrati nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,9%), nei prodotti chimici (-7,2%) e nelle altre industrie manifatturiere (-5,7%).
Il Ftse Mib apre in rosso, venerdì 13 marzo, l’indice cede lo 0,9% a 44.052 punti con Prysmian (-2,5%) e il settore bancario: Mediobanca, Unicredit e Intesa Sanpaolo cedono il 2%. Salgono Saipem, Eni e Tenaris dell’1,5% circa. Intanto l’euro cede lo 0,55% a 1,1451.
Dopo una sessione in rosso a Wall Street e in Asia e con il warning della BoJ di un rialzo dei tassi se lo yen resta così debole, i mercati europei sono attesi sopra la parità venerdì 13 marzo. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato la cancellazione dei dazi al petrolio russo per cercare di calmare i prezzi del greggio ancora molto alti (Wti a 66 e Brent a 101 dollari il barile) con la guerra Usa-Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Dal canto suo, il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha promesso di mantenere chiuso lo stretto mentre Teheran ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere dell’area.
In Europa gli investitori guarderanno oggi a diversi dati macroeconomici: il Pil del Regno Unito, l’inflazione dei prezzi all’ingrosso della Germania, la produzione industriale dell’Eurozona, oltre ai dati finali sull’inflazione al consumo di Francia e Spagna.
Atteso in tarda serata l’aggiornamento di Fitch sul rating dell'Italia. L’agenzia Usa assegna al Paese un giudizio BBB+ con outlook stabile, alzato a settembre 2025.
Secondo gli analisti di Citigroup, la recente escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha bruscamente interrotto il rally dei dei titoli ciclici, innescando tra gli investitori una classica fuga verso gli asset più sicuri.
Questa rotazione di mercato ha favorito una netta sovraperformance dei fattori difensivi, in particolare Quality e Low Risk, mentre ha messo sotto pressione alcuni dei precedenti leader, come il Price Momentum.
L’analisi delle fasi di conflitto del passato mostra che questo spostamento verso strategie più difensive è un fenomeno tipico: storicamente, spiega Citi, l’esposizione ai fattori Quality, Low Risk e alle large cap ha offerto una maggiore capacità di tenuta nei momenti di tensione. Sebbene il posizionamento degli investitori sia diventato più prudente, resta meno pessimista rispetto ai livelli registrati in precedenti episodi di conflitto.
A livello di singoli titoli, i mercati hanno innanzitutto ridotto le posizioni più affollate (crowded trades). Il processo di riduzione del rischio è stato più marcato in Asia, limitato negli Stati Uniti e in Europa a livelli visti durante il conflitto tra Russia e Ucraina.
Quindi, ecco come si stanno muovendo i mercati
1. Per stile/fattore di investimento
Gli acquisti si stanno concentrando su fattori difensivi:
Quality: società con bilanci solidi, utili stabili, debito basso
Low Risk / Low Volatility: titoli con bassa volatilità e business meno ciclici
Large Cap: grandi capitalizzazioni
In pratica gli investitori abbandonano i titoli ciclici e più speculativi (come quelli guidati dal momentum) e si spostano su aziende più stabili.
2. Per settore
Questi settori tendono a reggere meglio durante shock geopolitici.
3. Per area geografica
Asia: maggiore riduzione del rischio (vendite più forti)
Europa: riduzione simile a quella vista durante la guerra Invasione russa dell'Ucraina
Stati Uniti: de-risking più limitato
Questo implica che gli Stati Uniti stanno tenendo meglio rispetto ad altre aree.
4. In sintesi: gli investitori stanno comprando grandi società difensive di alta qualità, soprattutto nei mercati sviluppati (in particolare negli Stati Uniti), riducendo invece l’esposizione a titoli ciclici e alle borse più rischiose come l’Asia.
Stellantis sta valutando accordi con case automobilistiche cinesi per sostenere le attività in Europa, scrive Bloomberg.
Prysmian ha stretto una partnership con Rio Tinto per lo sviluppo di cavi in alluminio sostenibile per l'industria delle costruzioni negli Stati Uniti.
Bper-Popolare di Sondrio: le rispettive assemblee straordinarie hanno approvato il progetto di fusione tra i due istituti.
Il Garante della privacy ha sanzionato Intesa Sanpaolo per 17,6 milioni di euro per aver trattato in modo illecito i dati relativi a circa 2,4 milioni di clienti nell'ambito di un'operazione societaria.
Credem, il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo pari a 0,75 euro per azione.
Safilo ha archiviato il 2025 con utile netto adjusted ed ebitda adjusted in crescita rispettivamente del 30,4% e del 12% sul 2024. Verrà proposto all'assemblea un nuovo piano di buyback per un numero massimo di 10 milioni di azioni. (riproduzione riservata)