Alle ore 13:30 circa il Ftse Mib sale dello 0,5% a 53.950 punti con Nexi (+3,8%), Stellantis (+2,8%), Avio e Fincantieri (+2%). In calo Inwit (-1,4%), StM ed Eni (-1%). Il petrolio ritraccia del 2% a 81 (Wti) e 87 (Brent) dollari il barile.
La produzione industriale nell’Area Euro è rimasta invariata a giugno 2026, dopo un aumento dello 0,3% a maggio e rispetto alle aspettative del mercato di un calo dello 0,1%. La produzione è rimbalzata per i beni di consumo durevoli (0,3% contro -1,3% a maggio) e ha continuato ad aumentare per i beni di consumo non durevoli (3% contro 3,3%) e per l'energia (1,5% contro 2,6%).
La produzione è diminuita per i beni intermedi (-0,8% contro -0,2%) e per i beni strumentali (-1,4% contro 0,5%). Tra le maggiori economie del blocco, la produzione industriale è aumentata dello 0,2% in Germania, è rimasta invariata in Francia ed è diminuita dello 0,7% in Spagna. Su base annua, la produzione industriale è aumentata dello 0,1%, superando le aspettative del mercato che prevedevano un calo dello 0,8%.
Piazza Affari apre positiva, giovedì 13 agosto, il Ftse Mib sale dello 0,4% a 53.904 con Nexi (+2,8%), Saipem (+1,3%), Stellantis e Unipol (+1,2%). In calo StM, Prysmian (-1%),
Futures sullo Eurostoxx 600 in rialzo dello 0,4% giovedì 13 agosto mentre i mercati globali si avvicinano ai massimi storici. I prezzi dei bond salgono dopo che i dati sull'inflazione statunitense, più contenuti del previsto, hanno ridotto i timori di un imminente aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Quanto al petrolio, il Brent resta vicino ai 90 dollari il barile, il Wti viaggia a 83 dollari mentre Usa e Iran non trovano un accordo.
L'indice Msci All Country World, il più ampio indicatore delle azioni mondiali, è salito dello 0,1%, portandosi a ridosso del record intraday raggiunto la scorsa settimana. L'indice Asia-Pacifico ha guadagnato l'1%, trainato dai titoli tecnologici. Negli Stati Uniti, l'S&P 500 ha chiuso a un passo dai massimi storici, con gli operatori che hanno ridotto al 35% le probabilità di un rialzo dei tassi Fed a settembre.
I Treasury americani hanno registrato acquisti lungo tutta la curva. Il rendimento del biennale, particolarmente sensibile alle attese sui tassi, è sceso di due punti base al 4,18%. In rialzo anche i titoli di Stato australiani e neozelandesi.
L'oro, che tende a beneficiare di uno scenario di tassi più bassi, è salito fino ai massimi degli ultimi due mesi (4.400 dollari) prima di ridurre i guadagni.
Sul mercato valutario, lo yen si è rafforzato leggermente a 159,25 per dollaro. Il movimento è arrivato dopo che il governo del primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha mostrato apertura verso un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan nel breve termine. Secondo Bloomberg, la prossima stretta monetaria potrebbe arrivare già a settembre o ottobre.
Il dato sull'inflazione pubblicato mercoledì, unito al rallentamento del mercato del lavoro emerso la scorsa settimana, offre maggiore margine alla Fed guidata da Kevin Warsh per mantenere invariati i tassi. Una prospettiva che rassicura gli investitori dopo la correzione di luglio che aveva colpito molti titoli legati all'intelligenza artificiale.
«Il raffreddamento dell'inflazione core americana è esattamente ciò di cui il presidente della Fed Kevin Warsh aveva bisogno per allontanarsi dall'ipotesi di un rialzo dei tassi», ha commentato Vishnu Varathan, responsabile della ricerca macro per l'Asia escluso il Giappone di Mizuho Bank.
A luglio i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente, in linea con le attese degli economisti.
Nonostante il miglioramento dell'inflazione, il mercato continua a guardare con attenzione alle pressioni sui prezzi e all'aumento del deficit federale americano. Per questo motivo i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza restano relativamente elevati.
L'asta dei bond trentennali in programma giovedì dovrebbe registrare il costo di finanziamento più alto degli ultimi 25 anni, dopo che il collocamento da 42 miliardi di dollari di Treasury decennali ha segnato il rendimento più elevato dal 2007. Il rendimento dell’asta di mercoledì si è attestato infatti al 4,683%, il livello più alto dalla crisi finanziaria globale,
Secondo Gary Schlossberg, strategist del Wells Fargo Investment Institute, il dato sull'inflazione e il rallentamento dell'occupazione potrebbero convincere anche i membri più «falco» della Fed a evitare una stretta a settembre. Tuttavia, «restiamo prudenti sulle prospettive dell'inflazione a breve termine, considerando la volatilità del petrolio legata al conflitto in Medio Oriente e le persistenti pressioni sui prezzi derivanti da un'economia ancora robusta e dal boom dell'intelligenza artificiale».
L'entusiasmo per l'AI è tornato a sostenere i mercati asiatici. Il Kospi sudcoreano è balzato del 4%, entrando tecnicamente in un mercato toro, grazie soprattutto ai rialzi superiori al 5% di Samsung Electronics e SK Hynix. Secondo Mark Cranfield, strategist di Bloomberg, gli investitori asiatici stanno tornando a una strategia ormai consolidata: «long Corea del Sud e short Hong Kong», temporaneamente abbandonata durante il forte selloff di luglio.
Permangono però alcune sacche di cautela. I conti di Cisco Systems non hanno entusiasmato il mercato e il titolo ha perso il 4,1% nelle contrattazioni after-hours. Ancora peggio Cerebras Systems, che ha ceduto il 17% dopo il calo delle vendite nel business hardware.
Per Arun Sai, senior multi-asset strategist di Pictet Asset Management, il mercato ha ormai assorbito gran parte dell'incertezza legata al settore: «Siamo ancora nelle fasi iniziali del ciclo di investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Ci saranno inevitabilmente alti e bassi, ma una parte significativa dell'incertezza è già stata digerita dagli investitori».
Secondo un'esclusiva Reuters, la Bce è orientata ad approvare il takeover di Unicredit su Commerzbank . Da un documento interno sulla sua valutazione preliminare all'operazione, l'autorità europea non ha individuato «motivi per opporsi» all'operazione, pur ritenendo che il processo di integrazione sarà «complesso e lungo», con i supervisori tedeschi che chiedono una «strategia di mitigazione» per ricostruire il consenso all'interno dell'istituto tedesco dopo la scalata ostile, nonché un rafforzamento dei meccanismi di checks and balances interni al gruppo italiano.
Saipem si è aggiudicata un contratto offshore Epci in Medio Oriente del valore di circa 1,8 miliardi di dollari. Il progetto riguarda attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione di strutture offshore e sottomarine.
Il gruppo ha inoltre sottoscritto con Sonatrach una Limited Notice To Proceed per la realizzazione della Fase 1 del progetto Phosphates Intégré in Algeria, del valore di circa 500 milioni di euro.
Prysmian investirà oltre 1 miliardo di dollari in tre siti produttivi negli Stati Uniti, situati in North Carolina, South Carolina e Tennessee, per rafforzare la sua capacità produttiva nel mercato nordamericano.
Amplifon ha completato la cessione del proprio business in India a Hearzap. (riproduzione riservata)