Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib regge con Mps (+0,8%), il petrolio si infiamma (+2,7%) con il botta e risposta Usa-Iran sul D-Day
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib regge con Mps (+0,8%), il petrolio si infiamma (+2,7%) con il botta e risposta Usa-Iran sul D-Day
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi respinge le minacce di Trump di imporre nuove sanzioni. Brent sopra 94 dollari al barile. Acquisti su Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, Banca Generali storna

di Francesca Gerosa 20/08/2026 08:30

Ftse Mib
52.769,55 13.43.56

+0,29%

Dax 30
25.998,43 13.43.42

-0,36%

Dow Jones
53.463,05 13.32.51

+0,22%

Nasdaq
26.331,09 7.25.15

+0,16%

Euro/Dollaro
1,1700 12.49.39

+0,30%

Spread
84,25 13.58.50

+7,38

  • Ore 12:15 Ftse Mib positivo con Mps (+0,7%), l’euro balza a 1,17 dollari
  • Ore 10:45 Il Ftse Mib regge grazie a Eni e alle utility, risalgono i rendimenti dei titoli di Stato
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Stellantis e Mps, male Amplifon. Lo spread sale a 81
  • Ore 08:30 Europa attesa poco mossa, Trump annuncia guerra economica contro l'Iran: il petrolio sfiora 92 dollari

I prezzi del petrolio si infiammano (+2,92% a 86,85 dollari al barile il future sul Wti e +2,7% a 94,11 dollari al barile quello sul Brent) e le borse europee cadono (Dax -0,43%, Cac40 -0,27%, Ftse100 -0,19%), eccetto Milano. Il Ftse Mib segna infatti un +0,27% a 52.758 punti alle 13:10 con Mps in rialzo dello 0,88% mentre è in corso il cda della banca senese chiamato ad analizzare le opzioni strategiche messe a punto dal ceo, Luigi Lovaglio, per trovare un'alternativa all'opas di Intesa Sanpaolo (+0,84%): il board deve discutere di una doppia operazione, un'offerta su Banco Bpm (+0,15%) e una su Banca Generali (-0,07%). 

Il ministro degli Esteri iraniano respinge le minacce di Trump di imporre nuove sanzioni

Intanto si accende il fronte geopolitico. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha respinto le minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre una nuova campagna di sanzioni, sostenendo che la Casa Bianca sta cercando di distogliere l’attenzione dalle questioni interne.

In un messaggio pubblicato sui social, Araghchi ha suggerito che Trump stia tentando di spostare l’attenzione dal «debito senza precedenti e dall’aumento vertiginoso dei costi degli interessi» che gravano su Washington, aggiungendo che «insistere su politiche fallimentari» porterà a «un’ulteriore sconfitta».

Queste dichiarazioni arrivano dopo che il tycoon ha annunciato che Washington imporrà all’Iran nuove e severe restrizioni economiche, mentre i due Paesi restano in forte contrapposizione sulla questione dello Stretto di Hormuz. Trump ha inoltre avvertito di «conseguenze economiche enormi» per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran, senza tuttavia specificare quali saranno esattamente le misure previste.

«Sto annunciando la più devastante operazione economica mai intrapresa contro un qualsiasi Paese! Sarà una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti», ha dichiarato Trump in un post sui social, aggiunge che l’Iran è «appeso a un filo»

In mezzo a questo botta e risposta, lo stallo tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz persiste e mostra pochi segnali di allentamento. L’Iran ha dichiarato che la via d’acqua resterà chiusa finché gli Stati Uniti non rispetteranno i termini di un accordo provvisorio firmato a giugno, scaduto all’inizio di questa settimana con nessuna delle due parti che ha mostrato disponibilità a rinnovarlo. 

I dati sul traffico indicano che il passaggio delle petroliere nel canale si è ridotto a un livello minimo, nonostante le dichiarazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto sarebbe aperto. Prima dell’inizio della guerra, alla fine di febbraio, circa un quinto del petrolio mondiale e del gas naturale liquefatto transitava attraverso questo corridoio.

Ore 12:15 Ftse Mib positivo con Mps (+0,7%), l’euro balza a 1,17 dollari

Con i futures Usa deboli i mercati azionari del Vecchio Continente restano in ordine sparso (Dax -0,4%, Cac40 -0,32%, Ftse100 -0,18% e Ftse Mib +0,16% a 52.700 punti alle 12:15 con Mps in rialzo dello 0,78% in attesa dell’esito del cda e Intesa Sanpaolo dello 0,68%. Non stanno al passo Banco Bpm -0,09% e Banca Generali -0,07%, in tandem con Generali -0,65%; invece guadagnano oltre un punto percentuale Italgas, Terna ed Eni). I piani a sorpresa del Tesoro statunitense per il riacquisto di titoli hanno contribuito solo in parte ad arrestare l’aumento globale dei costi di indebitamento a lungo termine.

Infatti i timori sull’inflazione e sul debito pubblico in forte crescita fanno salire di nuovo i rendimenti statunitensi a più lunga scadenza (al 5,219% il Treasury Usa a 30 anni), mentre il dollaro perde terreno con l’euro che avanza dello 0,28% a 1,17.

A giugno la produzione nel settore delle costruzioni è diminuita dell'1,3% nell'area euro e dell'1% nell'Ue, secondo le prime stime di Eurostat. A maggio era cresciuta dello 0,2% nell'area euro e dello 0,1% nell'Ue. Su base annua è diminuita dello 0,7% ed è aumentata dello 0,2%, rispettivamente.

Ore 10:45 Il Ftse Mib regge grazie a Eni e alle utility, risalgono i rendimenti dei titoli di Stato

Le borse europee virano al ribasso, eccetto Milano dove l’indice Ftse Mib sale dello 0,20% a 52.722 punti alle 10:45 grazie a Eni +1,4% e alle utility come Italgas +1,2% e Snam +0,9%. Più debole il Dax (-0,052%). Anche i futures statunitensi perdono colpi (-0,07% quello sull’S&P500) e sul mercato valutario l'euro si mantiene sostanzialmente stabile nei confronti del dollaro a quota 1,1698, mentre il dollaro si rafforza nei confronti dello yen, con il cambio a 158,479.

Mentre risalgono i rendimenti dei titoli di Stato (al 4,67% quello del Treasury Usa a 10 anni e al 4,08% quello del Btp stessa scadenza) dopo che la decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare l’entità dei riacquisti di titoli di debito con scadenza da 10 a 30 anni, portandoli ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione, ha ridato sollievo ai mercati il 19 agosto.


L'attenzione nel mercato italiano si concentra soprattutto sul comparto bancario, con Mps (+0,56%) al centro del risiko. È in programma il consiglio di amministrazione straordinario convocato per analizzare possibili operazioni strategiche. Secondo le ultime indiscrezioni, il ceo, Luigi Lovaglio, potrebbe chiedere al consiglio il via libera per procedere contemporaneamente con due iniziative: una su Banca Generali, +0,89% e una su Banco Bpm +0,21%.

Le ipotesi allo studio vengono considerate non soltanto come una risposta difensiva all'offerta pubblica di scambio annunciata da Intesa Sanpaolo (+0,69%), ma anche come un progetto con una logica industriale. Qualunque operazione dovrebbe comunque passare dall'approvazione degli azionisti, poiché l'istituto senese è soggetto alla passivity rule dopo l'avvio dell'offerta di Intesa.

Stona Stellantis (-1,3%), dopo le precisazioni sul piano industriale per il Sud America. La società ha confermato che non sono previste modifiche al piano quinquennale presentato nello scorso mese di maggio. Le recenti dichiarazioni del management relative a una revisione strategica riguardano esclusivamente l'evoluzione del mix energetico nella regione rispetto al precedente programma bio-ibrido illustrato nel 2023 e non comportano cambiamenti agli obiettivi industriali già comunicati dal gruppo.

Invece, su richiesta dell’azionista principale (Roma Capitale al 51%), Acea (+0,48%) ha deciso di posticipare al 28 settembre l’assemblea straordinaria(prevista inizialmente il 7 di settembre). L’obiettivo è quello di approfondire gli effetti delle proposte avanzate da Caltagirone, sull’innalzamento dall’8% al 12% del limite all’esercizio del diritto di voto previsto per gli azionisti diversi da Roma Capitale.

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Stellantis e Mps, male Amplifon. Lo spread sale a 81

Borse europee caute in avvio di seduta: Francoforte segna un -0,29%, Parigi un +0,02%, Londra un -0,06% e Milano +0,33% a 52.790 punti mentre gli investitori metabolizzano la decisione del Tesoro americano di iniettare ulteriore liquidità tramite buyback di titoli a lungo termine per placare il nervosismo del mercato obbligazionario.

Le nuove minacce di Trump spingono il petrolio

Restano però alte le tensioni geopolitiche (future sul Brent +0,88% a 92,43 dollari al barile) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha minacciato ritorsioni economiche contro qualsiasi Paese che offra «qualsiasi forma di sostegno» all'Iran, mentre Washington cerca di mettere fine alla guerra iniziata quasi sei mesi fa al fianco di Israele. Secondo i dati di Kepler, oltre 80% delle esportazioni petrolifere iraniane via mare è diretto in Cina. Il tycoon ha promesso una «guerra economica e isolamento senza precedenti», senza però fornire dettagli sulla natura delle misure. Teheran vive sotto pesanti sanzioni ormai dalla Rivoluzione islamica del 1979. 

Meno tensione sui rendimenti dei titoli di Stato in attesa dell’asta della Francia

Il rendimento del Treasury Usa a 30 anni, volato al record del 2007 al 5,33%, spinto dai timori di una prossima escalation del conflitto tra Usa e Iran, scende al 5,19% e quello del decennale al 4,64%. Anche il rendimento del Btp 10 anni flette al 4,057% con lo spread con il Bund in aumento a 81,56 punti base. In agenda l'asta a medio e lungo termine della Francia: fino a 12,5 degli Oat nominali 2029, 2031, 2032 e 2034 e fino a 1,5 miliardi degli indicizzati 2032, 2043 e 2047.

A Milano bene Stellantis, Mps, Intesa Sanpaolo, Banca Generali, Eni, Stellantis. Male Amplifon

Sul listino milanese occhi puntati tutti su Mps (+0,22% a 11,79 euro) che riunisce il consiglio di amministrazione per esaminare possibili opzioni difensive rispetto all'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo (+0,69% a 6,83 euro) sulla banca senese. A quanto pare il ceo, Luigi Lovaglio, sta valutando una possibile doppia operazione su Banco Bpm (+0,06% a 16,65 euro) e Banca Generali (+2,67% a 69,15 euro).

Nell'ambito, invece, dell'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie Tim (+0,20% a 7,69 euro), al 19 agosto sono state presentate 1.844.475 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente hanno raggiunto quota 37.217.111, pari al 2,1811% sul totale degli strumenti oggetto dell’offerta. L'opas è iniziata il 20 luglio e si concluderà l'11 settembre.

Tra gli industriali è ben impostata Stellantis (+1,70% a 4,71 euro), non Amplifon, in calo del 4,75% a 11,63 euro. Citi ha confermato il rating buy e il target price a 16,50 euro sull’azione dopo che il 19 agosto, a mercati chiusi, GN Store Nord ha comunicato in via preliminare un trend organico del business Hearing nel secondo trimestre del 2026 pari a -2%, penalizzato dall’andamento difficile dei ricavi di un cliente importante statunitense.

Il dato si confronta con la crescita del 10% del canale wholesale riportata da Demant; considerando la crescita cumulata su due anni, GN Hearing si attesta a +2,9% nel trimestre contro il +4,7% del wholesale di Demant.

«Riteniamo che questo annuncio possa pesare oggi sul titolo Amplifon, ma vedremmo un’eventuale debolezza come una potenziale opportunità di acquisto, per tre motivi: la performance di GN non ha impatto sulle previsioni 2026 di Amplifon, poiché il perfezionamento dell’operazione non è previsto prima della fine del 2026. GN lancerà ReSound Sensia a partire dal 20 agosto, sia nella categoria Rie sia in quella Ite. Il nuovo prodotto incorpora caratteristiche che hanno riscosso un buon successo tra gli audiologi, come già osservato con Vivia; ciò dovrebbe sostenere un miglioramento della crescita nel corso del 2027», spiega Citi.

«Le nostre stime incorporano già dis-sinergie pari a circa il 6-7%, rispetto all’1-5% circa previsto nelle operazioni precedenti. Riteniamo pertanto che le nostre previsioni siano già sufficientemente prudenti da assorbire anche un trimestre deludente per GN», precisa la banca d’affari.

Berenberg è intervenuta su Eni (+0,29% a 24 euro), alzando il target price da 22 a 25,5 euro (rating hold confermato) dopo che il colosso oil ha registrato un andamento molto positivo negli ultimi 12 mesi, con il titolo in rialzo di quasi il 60% nel periodo. Ha sovraperformato la maggior parte dei suoi concorrenti.

«A nostro avviso, questo risultato è stato sostenuto da diversi fattori, tra cui il forte successo nelle attività di esplorazione, con un tasso di sostituzione delle riserve superiore al 150% nel 2024/2025, che contribuisce a sostenere un buon profilo di crescita della produzione fino al 2030», sottolinea il broker.

Inoltre, «il modello delle società satellite ha iniziato a generare una crescita significativa attraverso Azule e Searah, mentre il gruppo ha beneficiato di importanti dismissioni che hanno contribuito a finanziare un maxi programma di riacquisto di azioni proprie», aggiunge Berenberg, prevedendo una generazione di free cash flow interessante e aumentando le stime di utile per azione 2026 del 6% e 2027 dell’11%, «tuttavia, considerata la forte performance del titolo, manteniamo una raccomandazione hold».

Nel settore del lusso Brunello Cucinelli spunta un +0,11% a 87,42 euro. Sempre Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 97 euro dopo che la società ha registrato alcuni dei tassi di crescita e dei Roe più elevati e più costanti del settore del lusso: «riteniamo che la società sia ben posizionata per mantenere questa leadership, con un tasso medio annuo di crescita dei ricavi del 10% e Roe intorno al 20% negli anni a venire: una combinazione estremamente favorevole alla creazione di valore per gli azionisti».

Si tratta di una performance superiore a quella dei concorrenti, che riflette il posizionamento del brand Brunello Cucinelli, le sue basse quote di mercato, un modello di business ben finanziato e focalizzato sugli stakeholder e una struttura patrimoniale efficiente. «A nostro avviso, le preoccupazioni degli investitori più pessimisti relative all’esposizione al wholesale sono infondate, così come è errata la focalizzazione degli analisti sui margini anziché sul Roe», sostiene Berenberg. 

I margini ebit e il free cash flow più bassi rispetto ai competitor per il broker riflettono scelte deliberate e strategiche: «non sfruttare eccessivamente il proprio pricing power e garantire che l’azienda sia pienamente finanziata in termini sia di capacità produttiva fino al 2035, sia di qualità e posizionamento della propria rete di negozi».

Dal punto di vista della valutazione a 31x il p/e a due anni, Brunello Cucinelli tratta nella parte bassa del proprio intervallo di valutazione degli ultimi 15 anni e in linea con la media precedente al 2017. Il tasso di crescita implicito scontato dal titolo, pari al 6,4% annuo, nota Berenberg, «è solo 1 punto percentuale superiore a quello del settore e 0,1 punti percentuali inferiore a quello del colosso del lusso Hermès. Un ritorno ai premi di crescita medi precedenti al 2019 implicherebbe un rialzo relativo superiore al 30% per il titolo Brunello Cucinelli», prevede la banca d’affari.

Ore 08:30 Europa attesa poco mossa, Trump annuncia guerra economica contro l'Iran: il petrolio sfiora 92 dollari

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta  (future sull’Eurostoxx50 +0,02%) anche se la decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare l’entità dei riacquisti di titoli di debito con scadenza da 10 a 30 anni, portandoli ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione, ha ridato sollievo ai mercati.

La decisione del Tesoro Usa di raddoppiare l’entità dei riacquisti di titoli di debito ridà sollievo ai mercati

È arrivata dopo che la vendita di obbligazioni ha spinto il rendimento dei titoli del Tesoro Usa a 30 anni al livello più alto dal 2007, complici i timori per l’escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran e per il deterioramento della situazione fiscale statunitense (il debito pubblico ha superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari).

L’aumento rispetto ai riacquisti da 2 miliardi di dollari precedentemente previsti si applicherà al segmento da 10 a 20 anni e a quello da 20 a 30 anni e sarà in vigore dal 9 settembre al 4 novembre. La misura ha contribuito a far scendere il rendimento del Treasury a 30 anni al 5,18% e quello del titolo decennale al 4,63%. Il future sul Nasdaq 100 sale dello 0,36% e quello sull’S&P 500 dello 0,21%. Secondo gli analisti, la decisione del Tesoro Usa può migliorare temporaneamente la liquidità sulla parte lunga della curva dei rendimenti, anche se gli investitori restano cauti perché le pressioni sui conti pubblici potrebbero continuare a mantenere elevati i premi a termine.

Le preoccupazioni per l'inflazione in Usa si sono acuite

Inoltre, le preoccupazioni per l'inflazione si sono acuite durante la riunione della Federal Reserve del 28-29 luglio, secondo quanto è emerso dai verbali della seduta pubblicati il 19 agosto, diversi membri del comitato si sono espressi a favore di un aumento dei tassi di interesse mentre molti hanno affermato che sarebbe necessario un aumento dei costi di finanziamento se l'inflazione non scendesse al target del 2% fissato dalla banca centrale americana.

A luglio il Fomc ha votato 9 a 3 per mantenere i tassi nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. La maggior parte dei partecipanti prevedeva che l'inflazione sarebbe diminuita nel corso dell'anno, man mano che gli effetti dei dazi e dei precedenti aumenti dei prezzi dell'energia si sarebbero attenuati, ma molti hanno anche rilevato la possibilità che l'inflazione potesse rimanere elevata in modo più persistente. E la ripresa della guerra con l'Iran offusca le prospettive inflazionistiche, mentre il mercato del lavoro resta stabile.

Trump annuncia guerra economica contro l'Iran: il petrolio sfiora 92 dollari

Il petrolio resta fonte di preoccupazione con i prezzi del Brent in rialzo dello 0,21% a 91,81 dollari al barile dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato «una guerra economica contro l'Iran, l'operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese!» e ha avvertito che «qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all'Iran un'ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende».

Nel frattempo sono aumentate a sorpresa le scorte di greggio negli Stati Uniti nell'ultima settimana. L'Eia, la divisione del Dipartimento dell'Energia americano, ha segnalato che gli stock di greggio, negli ultimi sette giorni al 14 agosto, sono saliti di 4,4 milioni di barili a 428,8 milioni di barili al giorno, contro attese per un incremento di 0,2 milioni. La settimana precedente gli stock di greggio erano aumentati di 17,4 milioni di barili. Le riserve strategiche di petrolio sono calate di 5,3 milioni di barili al giorni a 293,4 milioni.

Volano i prezzi alla produzione in Germania

Il dollaro sale nei confronti dello yen, mentre resta debole sull’euro che vale 1,1678 (+0,05%). Già pubblicati i prezzi alla produzione hanno registrato in Germania a luglio un aumento annuo del 3%, in accelerazione rispetto al +1,8% del mese precedente e a fronte del +2,7% stimato dal consenso degli economisti. Su base mensile, hanno segnato un incremento dell'1,1%, dopo il -0,3% di giugno e oltre la stima del consenso a +0,5%. Alle 14:30 soono in agenda le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati uniti e l’indice Philadelphia Fed di agosto, mentre alle 16 tocca all’indice anticipatore di luglio.

A Milano occhio a Mps, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Banca Generali, Tim, Amplifon, Eni e Brunello Cucinelli

Sul listino milanese occhi puntati tutti su Mps che riunisce il consiglio di amministrazione per esaminare possibili opzioni difensive rispetto all'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo sulla banca senese. A quanto pare il ceo, Luigi Lovaglio, sta valutando una possibile doppia operazione su Banco Bpm e Banca Generali.

Nell'ambito, invece, dell'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie Tim, al 19 agosto sono state presentate 1.844.475 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente hanno raggiunto quota 37.217.111, pari al 2,1811% sul totale degli strumenti oggetto dell’offerta. L'opas è iniziata il 20 luglio e si concluderà l'11 settembre.

Da monitorare, inoltre, Amplifon con Citi che ha confermato il rating buy e il target price a 16,50 euro dopo che il 19 agosto, a mercati chiusi, GN Store Nord ha comunicato in via preliminare un trend organico del business Hearing nel secondo trimestre del 2026 pari a -2%, penalizzato dall’andamento difficile dei ricavi di un cliente importante statunitense. Il dato si confronta con la crescita di circa il 10% del canale wholesale riportata da Demant; considerando la crescita cumulata su due anni, GN Hearing si attesta a +2,9% nel trimestre, contro il +4,7% del wholesale di Demant.

«Riteniamo che questo annuncio possa pesare oggi sul titolo Amplifon, ma vedremmo un’eventuale debolezza come una potenziale opportunità di acquisto, per tre motivi: la performance di GN non ha impatto sulle previsioni 2026 di Amplifon, poiché il perfezionamento dell’operazione non è previsto prima della fine del 2026. GN lancerà ReSound Sensia a partire dal 20 agosto, sia nella categoria Rie sia in quella Ite. Il nuovo prodotto incorpora caratteristiche che hanno riscosso un buon successo tra gli audiologi, come già osservato con Vivia; ciò dovrebbe sostenere un miglioramento della crescita nel corso del 2027», spiega Citi. «Le nostre stime incorporano già dis-sinergie pari a circa il 6-7%, rispetto all’1-5% circa previsto nelle operazioni precedenti. Riteniamo pertanto che le nostre previsioni siano già sufficientemente prudenti da assorbire anche un trimestre deludente per GN».

Berenberg è intervenuta su Eni, alzando il target price da 22 a 25,5 euro (rating hold confermato) dopo che il colosso oil ha registrato un andamento molto positivo negli ultimi 12 mesi, con il titolo in rialzo di quasi il 60% nel periodo. Ha sovraperformato la maggior parte dei suoi concorrenti. «A nostro avviso, questo risultato è stato sostenuto da diversi fattori, tra cui il forte successo nelle attività di esplorazione, con un tasso di sostituzione delle riserve superiore al 150% nel 2024/2025, che contribuisce a sostenere un buon profilo di crescita della produzione fino al 2030. Inoltre, il modello delle società satellite ha iniziato a generare una crescita significativa attraverso Azule e Searah, mentre il gruppo ha beneficiato di importanti dismissioni che hanno contribuito a finanziare un maxi programma di riacquisto di azioni proprie», sottolinea Berenberg, prevedendo una generazione di free cash flow interessante e aumentando le stime di utile per azione 2026 del 6% e 2027 dell’11%, «tuttavia, considerata la forte performance del titolo, manteniamo una raccomandazione hold».

Nel settore del lusso occhio a Brunello Cucinelli perché sempre Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 97 euro dopo che la società ha registrato alcuni dei tassi di crescita e dei Roe più elevati e più costanti del settore del lusso: «riteniamo che la società sia ben posizionata per mantenere questa leadership, con un tasso medio annuo di crescita dei ricavi del 10% e Roe intorno al 20% negli anni a venire: una combinazione estremamente favorevole alla creazione di valore per gli azionisti. Si tratta di una performance superiore a quella dei concorrenti, che riflette il posizionamento del brand Brunello Cucinelli, le sue basse quote di mercato, un modello di business ben finanziato e focalizzato sugli stakeholder e una struttura patrimoniale efficiente. A nostro avviso, le preoccupazioni degli investitori più pessimisti relative all’esposizione al wholesale sono infondate, così come è errata la focalizzazione degli analisti sui margini anziché sul Roe». 

I margini ebit e il free cash flow più bassi rispetto ai competitor per il broker riflettono scelte deliberate e strategiche: «non sfruttare eccessivamente il proprio pricing power e garantire che l’azienda sia pienamente finanziata in termini sia di capacità produttiva fino al 2035, sia di qualità e posizionamento della propria rete di negozi. Dal punto di vista della valutazione a 31x il p/e a due anni, Brunello Cucinelli tratta nella parte bassa del proprio intervallo di valutazione degli ultimi 15 anni e in linea con la media precedente al 2017. Il tasso di crescita implicito scontato dal titolo, pari al 6,4% annuo, è solo 1 punto percentuale superiore a quello del settore e 0,1 punti percentuali inferiore a quello del colosso del lusso Hermès. Un ritorno ai premi di crescita medi precedenti al 2019 implicherebbe un rialzo relativo superiore al 30% per il titolo Brunello Cucinelli», prevede Berenberg. (riproduzione riservata)