Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,8%. Brilla Tim
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,8%. Brilla Tim
Vendite sul greggio, con il Brent a 97,7 dollari  (-8%) e il Wti a 90,4 dollari (-8%). Lo spread Btp/Bund si allarga a 91 punti base, mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali sale al 3,92%

di Elena Dal Maso e Giulia Venini 23/03/2026 08:10

Ftse Mib
43.189,80 17.40.00

+0,81%

Dax 30
22.653,86 18.00.00

+1,22%

Dow Jones
46.444,02 19.54.52

+1,90%

Nasdaq
22.047,79 19.49.42

+1,85%

Euro/Dollaro
1,1626 19.34.34

+0,72%

Spread
88,51 17.30.14

-1,97

  • Ore 15:30 – Il Ftse Mib accentua i rialzi (+2%). Denaro su Tim

  • Ore 14:00 – Ftse Mib tonico: Trump insiste su un’intesa. Volano Tim, Unicredit. Giù petrolio, gas, Diasorin e Poste

  • Ore 12:30 – Piazza Affari impenna al rialzo (+2%) dopo un post pacifista di Trump. Crollano petrolio e spread (-10%)

  • Ore 11:30 – Piazza Affari sprofonda: Poste -10%, spread in volata (+10%) sopra 100 e gas in corsa. Selloff su Diasorin e Poste

  • Ore 9:15 – Piazza Affari in netto rosso: crolla Diasorin, vendite su Poste, vola Tim.  Selloff sull’oro

  • Ore 8:15 – Europa attesa in rosso fra minacce e ultimati: crolla l’oro (-9,2%), selloff sui bond. Occhio a Poste-Tim

Il Ftse Mib chiude la prima giornata di contrattazioni con un rialzo dello 0,8% a 43.189 punti. Dopo l’inizio disastroso di giornata, i principali indici europei hanno virato sopra la parità a seguito delle rassicurazioni del presidente americano Donald Trump su colloqui «produttivi» con l’Iran e l’annuncio di una sospensione degli attacchi contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche di Teheran. Di qui le vendite sul greggio, con il Brent a 97,7 dollari  (-8%) e il Wti a 90,4 dollari (-8%).

Sull’azionariato italiano a brillare è stata Tim, che ha messo a segno un +4,7% in chiusura dopo l’opas totalitaria lanciata da Poste (-6,8%). Bene anche le banche, con Bper e Banco Bpm in guadagno del 3,5%. La maglia nera va invece a Diasorin, che ha perso il 12,7% al termine delle contrattazioni a seguito di conti che hanno deluso gli investitori. Con l’allentamento dell’escalation in Medioriente le vendite hanno riguardato anche gli energetici e i titoli legati alla difesa: cali su Eni (-3,6%) e Leonardo (-2,6%).

Lo spread Btp/Bund si è allargato a 91 punti base, con il rendimento tra i titoli di Stato decennali al 3,92%. Nel frattempo, solo il Ftse 100 di Londra ha chiuso leggermente sotto la parità (-0,1%), mentre il Dax di Francofrte e il Cac 40 di Parigi hanno registrato rialzi rispettivamente dell’1,2% e dello 0,8%.

Wall Street viaggia in territorio positivo di oltre un punto percentuale. 

Ore 15:30 – Il Ftse Mib accentua i rialzi (+2%). Denaro su Tim

Alle 15:30 il Ftse Mib accentua il rialzo, mettendo a segno un 2% mosso da Tim, in guadagno del 6%, da Ferrari (+4,3%) e dalle banche, con Unicredit (+4,8%) e Banco Bpm (+4%). Ancora vendite su Diasorin (-12,2%) e su Poste (-5,3%). Spread a 85 punti. 

Riprendono quota anche i listini europei dopo che il presidente americano Donald Trump ha definito «produttivi» i colloqui con l’Iran. 

Ore 14:00 – Ftse Mib tonico: Trump insiste su un’intesa. Volano Tim, Unicredit. Giù petrolio, gas, Diasorin e Poste

Dopo le ore 14:00 il Ftse Mib riprende quota (+1,7%), era sceso in seguito all’intervento dell’Iran che non è in trattative con gli Usa. Ma a stretto giro Trump ha parlato di nuovo, questa volta su Fox News spiegando che «gli ultimi colloqui hanno avuto luogo la notte scorsa e sono stati molto buoni».  Erano presenti Steve Witkoff, Jared Kushner e le loro controparti iraniane.

A Piazza Affari, bene Tim (+7%), Unicredit (+5%) e Ferrari (+4%). In calo Diasorin (-11%) e Poste (-6%). Lo spread cala del 4% circa a 89 punti, il petrolio perde il 10% (sia Brent che Wti), il gas europeo il 7%. 

Ore 12:30 – Piazza Affari impenna al rialzo (+2%) dopo un post pacifista di Trump. Crollano petrolio e spread (-10%)

Alle ore 12:30 il Ftse Mib passa improvvisamente in positivo (+2%) dopo un post di Trump delle ore 12:23. Crolla il petrolio del 10%, sia il Wti a 89 dollari, sia il Brent a 101 dollari. E crolla anche lo spread del 6,6% a 86 punti. Più tardi il governo iraniano nega colloqui in corso fra le parti, ma le borse restano ben intonate. Tim corre del 5,5%, Unicredit del 3,8%, Ferrari del 3,6%. Diasorin e Poste dimezzano quasi le perdite a -11,3% e -6%, Eni -3,7%. 

Il presidente Usa scrive infatti: «Sono felice di annunciare che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, una conversazione molto buona e produttiva su una risoluzione totale del conflitto…  Ho informato il dipartimento della Guerra di posporre tutti gli attacchi militari contro gli impianti energetici iraniani per un periodo di 5 giorni soggetto all’andamento dei prossimi colloqui».

Ore 11:30 – Piazza Affari sprofonda: Poste -10%, spread in volata (+10%) sopra 100 e gas in corsa. Selloff su Diasorin e Poste

Verso le ore 11:30 il selloff che sta attraversando i mercati incide sullo spread che balza del 10% tornano sopra i 100 punti di differenziale. Piazza Affari peggiora e il Ftse Mib perde il 2,6% a 41.719 punti con Diasorin (-16,3%), Poste (-10% circa), StM (-4,4%) e Leonardo (-3,6%).

Il petrolio Wti sale a 100 dollari il barile, il Brent oltre 113 dollari, il gas europeo al TTF di Amsterdam torna a volare: +4,2% a 61,7 euro al megawatt all’ora.

Ore 9:15 – Piazza Affari in netto rosso: crolla Diasorin, vendite su Poste, vola Tim.  Selloff sull’oro

Piazza Affari apre in netto calo lunedì 23 marzo, il Ftse Mib cede l’1,7% a 42.143 punti con Poste (-4,25%), Prysmian e Saipem (-3%). Crolla Diasorin dopo i conti (-25%), il titolo è in asta di volatilità. Corre Tim (+5,5), Amplifon sale dello 0,5%.

Ore 8:15 - Europa attesa in rosso fra minacce e ultimati: crolla l’oro (-9,2%), selloff sui bond. Occhio a Poste-Tim

I mercati azionari europei si preparano ad aprire in deciso calo lunedì (futures sullo Eurostoxx 600 a -1%), prolungando il selloff dei giorni scorsi, mentre gli investitori seguono gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e valutano l’impatto dei prezzi energetici elevati su inflazione e crescita. Petrolio Wti ha toccato nel frattempo il 100 dollari al barile, il Brent 113 dollari dopo che il presidente Usa Donald Trump ha dato un ultimatum all’Iran di 48 ore sullo Stretto di Hormuz (scade nella notte di Washington) e Teheran ha risposto con una minaccia a chi compra i Treasury Usa. Intanto l’euro perde lo 0,4% a 1,1523 e i futures sul Nasdaq calano al -1% circa. Crolla l’oro: -9,2% a 4.153 dollari.

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è entrata nella quarta settimana senza segnali di allentamento: il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane nel caso in cui lo Stretto di Hormuz non venga riaperto, mentre Teheran ha avvertito che colpirà asset chiave statunitensi e israeliani nella regione se le proprie infrastrutture energetiche dovessero essere attaccate.

L’impennata dei prezzi dell’energia ha alimentato i timori inflazionistici a livello globale, spingendo le principali banche centrali verso un orientamento più restrittivo. La scorsa settimana, la Banca centrale europea ha lasciato i tassi invariati, ma ha segnalato la disponibilità ad alzarli nel breve termine se le pressioni sui prezzi dovessero intensificarsi.

A Piazza Affari occhio a…


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Per Pierluigi Tortora, numero uno di Plt Holding, per la lista per il cda di Mps presentata dalla stessa Plt è necessario il sostegno di circa un quinto del capitale di Mps. L'imprenditore attivo nel business delle rinnovabili ha spiegato che l'idea dietro la lista è coagulare il consenso di chi ha sostenuto il progetto dell'ops su Mediobanca e favorirne la realizzazione, un elemento che dovrebbe rilevare nelle valutazioni dei proxy adviser data la specificità del caso Mps, sebbene di solito i proxy si allineino alla lista del cda, che in questo caso tuttavia contiene tre diversi candidati ad.
Un gruppo di fondi, titolari di una quota complessiva di oltre lo 0,7%, ha depositato una lista di soli candidati indipendenti.

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Quanto a Banco Bpm, il comitato dei gestori, in rappresentanza di alcune Sgr e investitori istituzionali, ha depositato una lista di minoranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione nell'assemblea del 16 aprile.
A partire da oggi Avio sostituisce Banca Popolare di Sondrio nel Ftse Mib.

Diasorin ha chiuso il 2025 con ricavi ed ebitda in crescita ma con utili in calo per un effetto cambi sfavorevole e ha confermato la guidance sul 2026 che tuttavia non tiene conto di «potenziali impatti negativi» derivanti dal conflitto militare in Medio Oriente.

Lottomatica: S&P ha rivisto l'outlook a «positivo» da «stabile», grazie al miglioramento della generazione del cash flow operativo, confermando il rating BB. (riproduzione riservata)