Il Ftse Mib ritraccia e si appiattisce alle ore 11:15 dopo la pubblicazione dell’inflazione in Italia al 4,1% dopo quella spagnola del 5% e ben oltre il target Bce del 2%. A Piazza Affari corre Technoprobe (+4,15%), salgono del 2% circa Inwit, Campari, Amplifon. In calo di un punto percentuale Eni, Poste Italiane, Ferrari e Tim. D’Amico corre dell’8,5%, Juventus invece perde oltre l’8% in vista dell’aumento di capitale.
L’inflazione ha superato le attese in Francia e Italia, aumentando la pressione sulla Banca centrale europea per mantenere una politica monetaria restrittiva. I prezzi in Francia sono aumentati del 3,4%, al ritmo più elevato da oltre due anni, mentre in Italia hanno accelerato al 4,1%, il livello più alto dal 2023. In entrambi i casi, l’energia è rimasta il principale fattore di spinta.
I dati di mercoledì arrivano dopo quelli diffusi martedì in Spagna, dove i prezzi hanno registrato l’aumento più forte da oltre tre anni. L’inflazione spagnola, al 5%, è risultata più del doppio rispetto all’obiettivo del 2% della Bce. Anche i dati preliminari delle regioni tedesche indicano una forte accelerazione dell’inflazione a livello nazionale.
L’impennata dei prezzi del petrolio e del gas naturale, innescata dal conflitto in Medio Oriente che dura da sette mesi, continua a trasmettersi all’economia europea. La dinamica sta spingendo la Bce a mantenere una politica monetaria restrittiva, mentre i governi intervengono per sostenere imprese e famiglie alle prese con bollette energetiche più elevate.
Eurostat pubblicherà venerdì il dato sull’inflazione dell’Eurozona. Gli economisti stimano che l’indice generale abbia raggiunto un massimo da tre anni al 3,7%.
La Bce ha finora aumentato i costi di finanziamento due volte, portandoli al 2,5%, mentre i mercati stanno scontando quasi altri quattro rialzi da un quarto di punto nei prossimi 12 mesi. Lunedì la presidente Christine Lagarde ha sostenuto la necessità di una «risposta misurata, se appropriata, per tenere sotto controllo l’inflazione».
Secondo Bloomberg Economics, «la ripresa dell’inflazione francese sta accelerando, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi alla pompa e del gas». Una parte delle pressioni si sta trasferendo anche ai servizi, in particolare ai trasporti, mentre i prezzi degli alimentari hanno accelerato dopo le ondate di calore. Le pressioni di fondo, tuttavia, restano contenute, mentre la crescita francese rimane ben al di sotto del potenziale.
I dati francesi mostrano che la maggior parte della pressione continua a provenire dall’energia, i cui prezzi sono aumentati del 21,2% su base annua a settembre. Un andamento in linea con le valutazioni dei componenti del consiglio della Bce, secondo cui non si sono ancora manifestati significativi effetti di secondo impatto.
L’inflazione nei servizi francesi è comunque accelerata al 2,2% dall’1,9%, mentre quella alimentare è salita all’1,5% dall’1,1%, spinta dall’aumento dei prezzi dei prodotti freschi.
I titoli di Stato francesi hanno ridotto i guadagni dopo la pubblicazione dei dati, mentre il premio di rendimento del decennale rispetto ai titoli tedeschi, considerati più sicuri, si è ampliato di un punto base a 120 punti base, il livello più alto dal 2012. Il movimento è tuttavia legato soprattutto alle difficoltà dei conti pubblici francesi.
La Francia ha registrato finora una crescita dei prezzi più contenuta rispetto ad altri Paesi europei, anche grazie al peso dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale. L’economia francese è stata inoltre penalizzata dalle ondate di calore e dall’incertezza sul quadro politico e sulla legge di bilancio.
Il Ftse Mib apre in rialzo dello 0,55%, mercoledì 30 settembre, con Mediolanum e FinecoBank in rialzo del 2% circa, Campari e Nexi (+1,5%). In calo frazionale Eni, Saipem, Generali e Tenaris.
Sotto stress il titolo Juventus (-7,2%) dopo l’annuncio del rosso da 66 milioni e l’aumento (di nuovo) di capitale da 250 milioni. Per contro corre D’Amico (+9%).
Secondo le stime preliminari, a settembre 2026 il tasso di inflazione annuale in Francia ha accelerato per il terzo mese consecutivo raggiungendo il 3% – il livello più alto dal febbraio 2024 – a fronte del 2,4% di agosto e di una previsione del 2,8% (il dato in Spagna è al 4,9%). I prezzi dell'energia hanno registrato una nuova accelerazione (21,2% contro il 16,7%), trainati dal rincaro dei prodotti petroliferi e del gas. Anche l'inflazione dei servizi è lievemente aumentata (2,2% contro l'1,9%), in parte perché il calo stagionale dei prezzi di alloggi e trasporti si è rivelato meno marcato rispetto a settembre 2025.
I prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti a un ritmo più sostenuto (1,5% contro l'1,1%), in particolare quelli dei prodotti freschi, mentre i prezzi dei beni manifatturieri sono diminuiti in misura leggermente inferiore (-0,3% contro -0,4%). Nel frattempo, i prezzi del tabacco sono aumentati del 3,3%, confermando il dato di agosto. Rispetto al mese precedente, l'indice dei prezzi al consumo (IPC) è sceso dello 0,3%, dopo aver registrato un rialzo dello 0,7%.
Dopo un’Asia altalenante, i futures sullo Eurostoxx 600 indicano un rialzo dello 0,6%, mercoledì 30 settembre, grazie al calo dei prezzi del petrolio.
Inflazione in forte rialzo in Spagna e Belgio, oggi sará il turno dell'inflazione in Italia e Germania, previste rispettivamente al 3,8% e al 3,2%. L'inflazione in salita in Europa spinge i rendimenti dei titoli di Stato verso l'alto, nota mercoledì David Pascucci - Market Analyst di XTB, una delle correlazioni primarie sui mercati che si manifesta in tutto il suo potenziale.
Ieri l'inflazione in Spagna é uscita molto alta, al 4,9%, livelli altissimi che vediamo anche in Belgio con l'inflazione che arriva al 4,69%. I livelli di inflazione sono eccezionali, i rendimenti in salita dei titoli di Stato sono solamente lo specchio di questi rialzi dell'inflazione che sembra non avere fine, spiega Pascucci.
Oggi toccherà a Italia e Germania, se il copione é lo stesso di Spagna e Belgio potremmo vedere l'inflazione a ridosso del 4% in Italia e nettamente sopra il 3% in Germania. D'altronde i dati rilasciati di recente mostrano un'economia solida che non teme minimamente alcun rallentamento, sottolinea l’esperto, pertanto l'inflazione alta potrebbe essere una naturale conseguenza.
Il Pil del secondo trimestre è previsto in leggero ribasso dal 2,1% al 1,5%, un calo sorprendente, nota Pascucci, vista la situazione economica florida per l'economia Usa. Oggi anche l’inflazione Pce, prevista stabile al 3,7%. Due dati fondamentali per la Fed e le sue proiezioni economiche che vedono comunque un'economia in crescita e senza alcun problema lato consumi.
1. Borse asiatiche e Treasury
L’indice Msci Asia Pacific sale per la prima volta dopo tre sedute, con il Nikkei in rialzo di oltre il 2% e il Taiex dello 0,7%. Il Kospi è invece più debole, mentre le azioni cinesi si muovono in ordine sparso. I bond si stabilizzano nella seduta asiatica dopo che il rendimento del Treasury trentennale ha superato il 5,61% a New York, raggiungendo il livello più alto dal 2002. I trader stanno aumentando le scommesse su un’ulteriore salita dei rendimenti. Intanto John Williams, presidente della Federal Reserve Bank di New York, ha detto che un altro rialzo dei tassi «alla fine dell’anno» potrebbe essere appropriato, spingendo gli investitori a ridimensionare le aspettative di un aumento già a ottobre.
2. Petrolio
Il petrolio mantiene i ribassi dopo aver registrato la maggiore flessione da oltre una settimana. I contratti sul Brent con scadenza dicembre trattano intorno ai 96 dollari al barile. Secondo stime separate di JP Morgan Chase e Goldman Sachs, i flussi di petrolio dal Medio Oriente stanno tornando verso i livelli precedenti alla guerra. Intanto, alcune settimane prima dell’inizio del conflitto con l’Iran, il principe ereditario di Abu Dhabi aveva assunto la guida di un fondo sovrano da 300 miliardi di dollari. Ora il fondo e i suoi vertici sono diventati centrali nella costruzione delle infrastrutture necessarie a contrastare il controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.
3. Yen
Lo yen si rafforza oltre quota 157 per dollaro, meglio delle altre valute del G10, sostenuto dagli avvertimenti delle autorità giapponesi sulla debolezza della valuta e dai flussi di fine trimestre. L’asta dei titoli di Stato giapponesi a due anni ha registrato una domanda superiore alla media degli ultimi 12 mesi, con i rendimenti elevati che hanno favorito gli acquisti.
4. OpenAI
OpenAI punta a raccogliere almeno 30 miliardi di dollari in un nuovo round di finanziamento, secondo fonti di Bloomberg, dopo aver rinviato il progetto di quotazione. La società punta a una valutazione di circa 1.400 miliardi di dollari, esclusi i nuovi capitali raccolti. Intanto il presidente Donald Trump ha sostenuto l’utilizzo di auditor esterni per valutare la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale, nell’ambito di un accordo con i vertici della Silicon Valley che punta ad affrontare i rischi dell’AI evitando nuove regole governative.
5. Gold Fields
La sudafricana Gold Fields sta valutando un’offerta più elevata per rilevare l’australiana Northern Star Resources. Le discussioni sono ancora in fase iniziale.
Unicredit resta ottimista sull'esito dei colloqui con il governo tedesco riguardo Commerzbank, ma ritiene opportuno astenersi da qualsiasi commento pubblico mentre le discussioni sono ancora in corso, ha detto un portavoce.
Su Banco Bpm, S&P migliora rating a 'BBB+' da 'BBB' con outlook positivo.
Eni comunica che la sua controllata Plenitude offrirà il 30% di sconto su luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso, con prezzo bloccato per due anni. Lo sconto, dice una nota, partirà dal 1° ottobre e riguarderà i clienti che sottoscriveranno l’offerta entro il 24 ottobre.
Terna Plus ha perfezionato la cessione a Engie Transmisiòn Perù del 100% di Terna Perù, titolare di una linea elettrica di circa 132 km, per un valore di circa 15 milioni di dollari..
Stellantis sospenderà per diversi giorni la produzione negli stabilimenti francesi di Mulhouse, Sochaux e Rennes, riferisce il quotidiano francese Les Echos. Un portavoce del gruppo automobilistico ha poco dopo confermato.
Juventus proporrà all'assemblea il conferimento di una delega per aumento di capitale per massimi 250 milioni, con il sostegno del socio di maggioranza Exor, dopo aver registrato una perdita di 66 milioni nell'esercizio chiuso al 30 giugno 2026. L'aumento, dice una nota, è previsto, in tutto o in parte, entro la fine del 2006.
Exor ha confermato che effettuerà immediatamente un versamento in conto futuro aumento di capitale per complessivi 60 milioni. (riproduzione riservata)