Il Ftse Mib chiude a 45.719 punti, archiviando la settimana con un rialzo dello 0,1%. Tra le blue chip sale il lusso con Brunello Cucinelli (+3,3%) e Moncler (+2%). Bene anche Stm (+2,8%) ed Eni (+2,1%). In calo invece il comparto energia e utilities con Italgas (-2,1%), A2a (-1,5%) e Hera (-1,2%). Poste Italiane cede l’1,3%. Spread in calo a 67 punti.
Più toniche le altre borse europee co Parigi che guadagna l'1,4%, Francoforte lo 0,6% e Londra lo 0,8%. Positiva anche Wall Street dopo due ore di scambi.
I principali listini azionari statunitensi trattano in lieve rialzo in apertura. Nel dettaglio, il Dow Jones sale dello 0,25%, l’S&P 500 dello 0,17% e il Nasdaq Composite dello 0,01%. L’attenzione degli operatori rimane focalizzata sulle questioni geopolitiche e sul rapporto sull'occupazione di dicembre, mentre si attende il verdetto della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi.
«La sentenza potrebbe arrivare già nella giornata odierna. Dopo di che, credo che le aziende potrebbero tornare a rifornirsi, dando così il via a un nuovo ciclo manifatturiero», sostiene Ohsung Kwon, chief equity strategist di Wells Fargo.
Intanto il rapporto sull’occupazione di dicembre ha registrato un aumento dei posti di lavoro non agricoli di 50.000 unità, inferiore alle aspettative degli esperti. Contestualmente, i dati di novembre sono stati rivisti al ribasso. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% a dicembre, in calo rispetto al 4,5% registrato a novembre.
Sul fronte della politica monetaria Stephen Miran, membro votante del Fomc, ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg TV di prevedere tagli dei tassi di interesse di 150 punti base da parte della Federal Reserve nel 2026. Per il banchiere il Fomc ha mantenuto i tassi troppo alti per troppo tempo, rallentando di conseguenza l'economia statunitense.
Poco prima delle ore 13 di venerdì, il Ftse Mib viaggia poco sopra la parità. Bene Stm (+2,7%), Amplifon rimbalza (+2,9%), così come Stellantis (+2,35%). In calo Italgas (-2%), A2A e Poste (-1%).
L’indice dei prezzi alimentari della Fao è sceso dello 0,6% a 124,3 punti nel dicembre 2025, raggiungendo il livello più basso da agosto 2024.
I prezzi degli oli vegetali sono diminuiti dello 0,2%, toccando un minimo di sei mesi, grazie al calo delle quotazioni dell’olio di soia, colza e girasole, che ha più che compensato l’aumento dei prezzi dell’olio di palma.
Anche i prezzi della carne sono scesi dell’1,3%, ai minimi da sei mesi, con i maggiori ribassi per le carni bovine e avicole. I prodotti lattiero-caseari hanno registrato un forte calo del 4,4%, segnando il sesto ribasso mensile consecutivo, a causa della maggiore disponibilità stagionale di panna in Europa e dell’accumulo di scorte dopo l’elevata produzione dei mesi precedenti.
In controtendenza, i prezzi dei cereali sono aumentati dell’1,7%, sostenuti in particolare dal grano per le preoccupazioni sui flussi di export dall’area del Mar Nero. In rialzo anche lo zucchero, con un incremento del 2,4% dopo tre mesi di cali consecutivi, a seguito di una forte riduzione della produzione in Brasile, legata a una minore lavorazione della canna da zucchero e a un utilizzo più contenuto della canna per la produzione di zucchero. Nel complesso, nel 2025 l’indice Fao dei prezzi alimentari ha registrato una media di 127,2 punti, in aumento del 4,3% rispetto alla media del 2024.
Piazza Affari apre volatile, venerdì, salgono bene i titoli dell’oil con il recupero dei prezzi del petrolio: Tenaris +2%, Saipem +1,6%, Eni +1,2%, bene anche FinecoBank +1,5%. In calo Ferrari -1,5% e Moncler -1,2%.
Mercati asiatici trainati dai titoli della Difesa, venerdì 9 gennaio e futures sullo Eurostoxx 600 in rialzo dello 0,3%. Gli investitori attendono due catalizzatori chiave oggi.
In primo luogo, la Corte Suprema potrebbe emettere una sentenza sulla legittimità dei dazi del presidente Donald Trump, che potrebbe avere un impatto sulla politica commerciale e sulla situazione fiscale del Paese. «C’è un atteggiamento attendista da parte delle aziende prima di ricostituire le scorte, in attesa di capire cosa succederà con i dazi», ha detto Ohsung Kwon, chief equity strategist di Wells Fargo alla Cnbc. «La sentenza potrebbe arrivare già venerdì. Penso che, dopo di essa, le aziende potrebbero tornare a rifornirsi, e questo darebbe il via al ciclo manifatturiero».
In secondo luogo, venerdì sarà pubblicato il report sull’occupazione di dicembre, che dovrebbe mostrare un modesto miglioramento. Secondo gli economisti interpellati da Dow Jones, i nuovi occupati non agricoli sarebbero aumentati di 73.000 unità il mese scorso, mentre il tasso di disoccupazione sarebbe sceso lievemente al 4,5%.
Gli investitori seguiranno anche gli sviluppi relativi alla direttiva di Trump sull’acquisto di 200 miliardi di dollari in obbligazioni ipotecarie, che secondo il presidente contribuirebbe a ridurre i tassi di interesse e le rate mensili.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato giovedì di aver ordinato l’acquisto di 200 miliardi di dollari in obbligazioni ipotecarie, sostenendo che questa mossa porterà a una riduzione dei tassi e dei costi mensili. In un post su Truth, Trump ha spiegato di aver impartito questa direttiva perché Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie sponsorizzate dal governo che emettono mutui, dispongono di ampia liquidità.
Non ci sarà un giro di vite pesante contro i giganti del web come Google, Meta, Netflix, Microsoft o Amazon nell'ambito della revisione delle norme digitali Ue, nonostante le richieste del settore telco (di cui Tim fa parte). Lo riferiscono fonti a conoscenza diretta del dossier a Reuters.
I titoli della Difesa globale salgono giovedì dopo che il presidente Donald Trump ha chiesto un aumento sostanziale del bilancio militare degli Stati Uniti, alimentando un nuovo rally in mezzo alle tensioni geopolitiche in corso.
Cucinelli continua a ritenere valida la scommessa sui grandi magazzini di lusso e non prevede rischi economici, se non estremamente limitati, dai problemi del gruppo statunitense Saks Global. Lo ha detto il fondatore e presidente Brunello Cucinelli.
Brembo ha ottenuto nel 2025 il rating doppia A di sostenibilità ambientale da parte di Cdp, l’organizzazione non-profit che misura l’impegno per l'ambiente di aziende, città e organizzazioni, unica società in Italia a raggiungere questo risultato. (riproduzione riservata)