Il Ftse Mib chiude a 45.847 punti, in rialzo dell’1% e aggiorna i massimi da fine 2000, sostenuto dal rally di Leonardo (+6,3% nella prima seduta dopo l’attacco sferrato dagli Stati Uniti al Venezuela nel fine settimana). Tra le blue chip corre anche Tenaris (+4,6%), il cui business è legato a doppio filo alla produzione di petrolio e gas. Completa il podio un altro titolo della difesa nel Ftse Mib, Fincantieri (+4,5%). In calo, invece, Brunello Cucinelli che cede l’1,9%, insieme a Recordati (-1,9%) e Banco Bpm (-1,7%). Spread Btp/Bund a 66 punti.
Toniche anche le altre borse europee con il Dax di Francoforte che guadagna l’1,4%, il Cac 40 di Parigi lo 0,2% e il Ftse 100 di Londra lo 0,5%.
Negli Stati Uniti Wall Street estende i guadagni dopo due ore di scambi, con il Dow Jones (+1,4%) che sale per la prima volta sopra i 49 mila punti. Sempre negli Usa l’indice Ism manifatturiero scende a 47,9 punti nel mese di dicembre, in calo rispetto ai 48,2 punti di novembre. Gli esperti si aspettavano una lettura pari a 48,3 punti.
Wall Street apre in rialzo la seduta del 5 gennaio 2026 con l'S&P 500 che guadagna lo 0,6%, il Dow Jones lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,5%. Sul fronte geopolitico tiene naturalmente banco l’evoluzione della situazione in Venezuela, dopo la cattura – da parte degli Stati Uniti – del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie. Sul fronte macroeconomico, invece, questa settimana il focus sarà sul report sull’occupazione di dicembre: gli economisti prevedono che l'economia abbia creato 54.000 nuovi posti di lavoro nel mese scorso negli Usa.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,7%, a quota 45.698 punti, spinto dai titoli delle difesa e da quelli legati all’energia. La migliore blue chip intorno alle 15:45 è Leonardo che cresce del 5,8% insieme a Tenaris (+4%), Fincantieri (+3,8%) e Saipem (+3,1%). In calo il lusso con Moncler (-1,7%) e Brunello Cucinelli (-1,1%). Debole Banco Bpm (-2,1%). Positive anche le altre borse europee con Francoforte, la migliore, che guadagna l’1%.
Verso le ore 15:00, il Ftse Mib sale dello 0,65% con Leonardo (+6%), Tenaris (+4,6%), Fincantieri (+3,45%) e Saipem (+3,4%). In calo Moncler (-2,5%), Banco Bpm (-2,08%), Brunello Cucinelli (-1,79%) e Nexi (-1,78%). Il gas euroepo (Ttf di Amsterdam) perde il 6% a 27,29 euro al megawatt all’ora.
Intanto i future sui listini azionari statunitensi trattano poco mossi in preapertura, mentre gli investitori reagiscono all’attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela e alla cattura del leader Nicolas Maduro. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones cala frazionalmente dello 0,07%, mentre quello sull'S&P 500 cresce dello 0,23%.
Verso le ore 12:20, il Ftse Mib sale dello 0,7% grazie a Leonardo (+6%) e Fincantieri (+4%) da un lato, Saipem e Tenaris dall’altro (+4%). In calo Moncler (-1,7%), Nexi (-1,3%) e Banco Bpm (-1,2%).
I prezzi del gas naturale in Europa scendono di oltre il 5%, a 27,5 euro per megawatt ora, estendendo un calo del 45% nel 2025, dal momento che l’abbondante offerta globale continua a pesare sul mercato. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, l’Europa dovrebbe aver importato una quantità record di gas naturale liquefatto (Gnl), riducendo le preoccupazioni per i livelli di stoccaggio relativamente bassi, che si attestano intorno al 60,6% rispetto al 70,8% dello stesso periodo dello scorso anno.
Flussi costanti di Gnl dagli Stati Uniti e da altri fornitori hanno dato agli acquirenti europei flessibilità maggiore rispetto agli anni recenti. Un inizio mite della stagione di riscaldamento e consegne affidabili tramite gasdotti dalla Norvegia hanno ulteriormente alleviato la pressione.
Il mercato è cambiato profondamente dalla crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, con il Gnl che ora rappresenta circa il 45% delle importazioni di gas dell’Ue, rispetto a circa il 20% prima della guerra. Guardando al futuro, nuovi progetti di esportazione di Gnl nel mondo indicano condizioni di offerta più generose, aumentando la probabilità di un eccesso di offerta prolungato.
Alle ore 10:15 di lunedì 5 gennaio, il Ftse Mib sale dello 0,5% a 45.600 punti con Leonardo (+6% circa) e Fincantieri (+4,5%) in corsa assieme a Saipem e Tenaris (+3%). In calo Banco Bpm (-1,4%) e le utilities: Italgas, Terna, Hera (-1,1%).
Lo EuroStoxx 50 sale di oltre l’1% lunedì e lo EuroStoxx 600 guadagna lo 0,5% aggiornando i massimi storici toccati venerdì. I mercati seguono gli sviluppi in Venezuela dopo che gli Stati Uniti hanno catturato nel fine settimana il presidente Nicolás Maduro e la moglie, anche se per il momento la maggior parte delle preoccupazioni sembra essersi attenuata.
I titoli della Difesa corrono sostenuti dalle preoccupazioni per la sicurezza europea. Leonardo corre del 5,35%, Fincantieri del 3,8%, Rheinmetall mette a segno un rialzo del 6,7%, mentre Bae Systems e Thales salgono rispettivamente del 4,2% e del 4,4%.
In rialzo anche il settore tecnologico, che ha beneficiato del rally globale dei titoli dei semiconduttori. Le azioni Asml Holding balzano del 3,8%, raggiungendo un nuovo massimo storico a 1.025 euro. In progresso anche Sap (+0,2%), Prosus (+0,5%), Infineon Technologies (+3,0%) e Adyen (+1,9%). In controtendenza Nestlé, in calo del 2,3%, mentre Novartis cede l’1% e Roche lo 0,7%.
Il Ftse Mib apre in rialzo dello 0,85% a 45.760 punti, lunedì 5 gennaio, con Leonardo (+3,83%), Tenaris (+3,61%), Fincantieri (+3,23%) e Saipem (+3,20%). In calo frazionale, Terna, Snam, Banco Bpm e Inwit.
Dopo l’attacco Usa al Venezuela di sabato, i mercati in Asia corrono e toccano nuovi massimi, lunedì 5 gennaio, grazie ai titoli tech, AI e della Difesa, mentre i futures sullo Eurostoxx 600 salgono dello 0,5%. In corsa oro e dollaro, mentre il petrolio viaggia in calo e volatile, tra le preoccupazioni sull’offerta globale di greggio.
Il clima positivo sui mercati azionari arriva dopo che le borse asiatiche hanno registrato il miglior avvio d’anno dal 2012, sostenute dall’ottimismo sul fatto che i massicci investimenti delle aziende nella tecnologia possano rafforzare la crescita degli utili. Per ora, il sentiment risk on sembra ignorare il timore che le tensioni geopolitiche possano interrompere un rally che ha spinto le azioni globali al miglior risultato degli ultimi otto anni.
«L’intelligenza artificiale resta assolutamente il fattore dominante nei mercati in questo momento», spiega Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets, in un’intervista a Bloomberg Television. «L’ottimismo sulla tecnologia continua a prevalere su qualsiasi altra narrativa».
I prezzi del petrolio oscillano, segnalando che il mercato globale del greggio sta inizialmente assorbendo gli sviluppi in Venezuela senza eccessivi scossoni. Il Brent è arrivato a perdere fino all’1,2% in apertura, per poi recuperare le perdite e tornare nuovamente in calo.
Resta comunque incertezza su ciò che accadrà ora. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha chiesto agli Stati Uniti di collaborare con il suo Paese, adottando un tono più conciliatorio verso l’amministrazione Trump dopo l’indignazione iniziale per la cattura di Maduro. «Il disturbo geopolitico tende a svanire rapidamente», ha scritto Dilin Wu, strategist di Pepperstone Group. «L’improvvisa escalation in Venezuela non si è riversata in modo significativo sugli asset rischiosi, confermando la tendenza dei mercati a prezzare gli shock geopolitici solo per breve tempo e ad assorbirli velocemente».
Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avranno bisogno di un «accesso totale» e che le compagnie petrolifere americane investiranno miliardi di dollari per ricostruire le infrastrutture energetiche venezuelane, ormai in forte deterioramento. Queste ultime non sono state colpite dagli attacchi statunitensi a Caracas. Impianti come il porto di José, la raffineria di Amuay e le aree petrolifere della cintura dell’Orinoco restano operative.
Gli strategist di Bloomberg ritengono che gli investitori stanno ricevendo un primo segnale d’allerta: i rischi geopolitici resteranno centrali. Questo sosterrà la domanda di metalli preziosi, ma potrebbe rendere più ripida la curva dei Treasury, mentre i mercati iniziano a prezzare una spesa per la Difesa statunitense ancora più elevata sotto l’amministrazione Trump. Allo stesso tempo, non si osserva una corsa ai bond perché le azioni continuano a salire spinte dal tema dell’AI.
«Dal punto di vista dei mercati, è meglio evitare reazioni eccessive», ha scritto Marko Papic, chief strategist di Bca Research. «Un impiego massiccio di truppe di terra è altamente improbabile. Di conseguenza, la spesa fiscale non dovrebbe risentirne e i rendimenti obbligazionari non dovrebbero salire». Lunedì, il rendimento del Treasury decennale è sceso di un punto base al 4,18%.
La presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Anna Paulson, ha affermato che modesti ulteriori tagli dei tassi potrebbero essere appropriati più avanti nel 2026, a condizione che lo scenario economico resti favorevole. I dati macroeconomici saranno decisivi nel corso della settimana. Oltre al report sull’occupazione di dicembre, il Bureau of Labor Statistics pubblicherà mercoledì i dati di novembre su posti vacanti, dimissioni e licenziamenti. Anche gli indici Ism di dicembre per manifattura e servizi offriranno indicazioni sull’andamento dell’occupazione. A fine settimana, il governo Usa diffonderà i dati di ottobre sugli avvii di cantieri, mentre l’Università del Michigan pubblicherà l’indice preliminare di fiducia dei consumatori di gennaio.
Exor e Piero Ferrari, primo e secondo azionista di Ferrari, si sono accordati per il rinnovo del patto parasociale per il controllo della società. Il patto, giunto a scadenza domenica, è stato esteso fino al 4 gennaio 2029, con rinnovo automatico per ulteriori tre anni, salvo disdetta delle parti.
Stellantis ha registrato una flessione delle immatricolazioni del 5,54% a dicembre e di poco meno dell'8% per l'intero 2025, secondo calcoli Reuters basati sui dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Nel complesso le immatricolazioni di auto in Italia sono cresciute del 2,22% a dicembre e calate del 2,12% nell'intero 2025.
Eni monitora con attenzione gli sviluppi in Venezuela ma al momento non c'è alcun impatto sulle attività nel Paese, ha riferito sabato un portavoce. La compagnia italiana produce solo gas in Venezuela, destinato interamente al consumo interno. Al 30 giugno i crediti di Eni verso la compagnia di Stato venezuelana Pdvsa ammontavano a 2,3 miliardi di dollari.
Nella relazione all'assemblea di Mps chiamata a modificare lo statuto per dimezzare la quota di utili da destinare a riserva legale ed eliminare la previsione relativa alla riserva statutaria, il cda del Monte scrive che «si sono ... realizzati i presupposti per... una solida remunerazione per gli azionisti» con un payout fino al 100% degli utile e un Rote del 14%. Infatti, «tale proposta è formulata al fine di consentire ... la distribuzione di una maggior quota degli utili di esercizio, quale dividendo a favore degli azionisti».
Su Banco Bpm, Morgan Stanley ha tagliato il rating a underweight da equal weight e ha alzato il target price a 14 da 13,3 euro.
Marco Ottolini è dal primo gennaio il nuovo direttore sportivo della Juventus che ha pareggiato a Lecce. La Lazio ha perso 2-0 contro il Napoli. Eles, inizia opa volontaria totalitaria su azioni ordinarie promossa da Xenon, che termina il 6 febbraio. (riproduzione riservata)