Ore 15 - Futures Usa in calo. Il Ftse Mib cede lo 0,8%
Wall Street tratta in calo in apertura. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,8%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq Composite lo 0,32%, dopo che l'incontro tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti in Pakistan si è concluso senza un accordo. Alle 16 del 13 aprile scatta il blocco dello Stretto di Hormuz deciso dagli Stati Uniti: le restrizioni riguardano tutte le navi da e per porti iraniani. Alle navi neutrali attualmente presenti nei porti iraniani è stato concesso un periodo di grazia limitato per ripartire.
A Wall Street intanto sono iniziate le trimestrali delle grandi banche americane con i conti di Goldman Sachs. La banca capitanata da David Solomon ha riportato ricavi per 17,2 miliardi di dollari (+14%) nel primo trimestre 2026, un utile per azione di 17,55 dollari e un utile netto di 5,6 miliardi.
I future sui listini azionari statunitensi trattano in calo in preapertura, con quello sul Dow Jones che lascia sul terreno l’1% e quello sull'S&P 500 lo 0,6%, dopo che l'incontro tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti in Pakistan si è concluso senza un accordo.
La risposta del presidente degli Usa Donald Trump, al fallimento delle negoziazioni è stata quella di imporre, a partire dalle ore 16 di oggi, un blocco a qualsiasi nave che tenti di entrare o uscire dai porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman.
Intanto intorno alle 15 il Ftse Mib scende dello 0,8%, penalizzata dai ribassi del lusso (Brunello Cucinelli -3,6% e Moncler -3,2%). In Europa il Dax di Francoforte perde l'1,2%, il Cac 40 di Parigi lo 0,8% e il Ftse 100 di Londra lo 0,4%. «La debolezza dei mercati azionari è modesta. Ciò riflette in parte una certa assuefazione alle prime pagine dei giornali e l’aspettativa che Trump attenui nuovamente le proprie minacce», commenta Alex Everett, investment director di Aberdeen Investments. «I mercati si stanno muovendo come se gli scenari estremi non fossero da prendere in considerazione. La scorsa settimana ha fatto capire che né l’Iran né gli Stati Uniti stanno cercando un’ulteriore escalation e forse i negoziati possono continuare, nonostante la delusione dei colloqui del fine settimana a Islamabad. I mercati stanno pertanto puntando su una via di mezzo».
Le borse europee viaggiano in rosso a metà seduta dopo il fallimento dei negoziati Usa-Iran a Islamabad durante il fine settimana e il blocco dello Stretto di Hormuz imposto da Donald Trump che ha fatto schizzare nuovamente i prezzi del petrolio.
In una giornata priva di dati macroeconomici di rilievo, gli investitori stanno valutando anche l'impatto in Europa della vittoria del partito di opposizione ungherese Tisza che pone fine ai 16 anni di potere del primo ministro Viktor Orban in una storica svolta elettorale. La borsa di Budapest guadagna oltre il 3%, in controtendenza agli altri listini europei. Parigi cede circa lo 0,8%, Francoforte perde l’1% e Londra arretra dello 0,4%. Milano lascia sul terreno lo 0,7%.
Alle ore 10:30 circa il Ftse Mib perde lo 0,8%, salgono Leonardo del 2%, Saipem, Tenaris ed Eni. In calo Brunello Cucinelli del 3,3%, Stellantis (-3%), Buzzi e Moncler (-2,2%). Intanto la borsa di Budapest corre del 3% dopo la vittoria dell’opposizione in Ungheria.
I futures europei del gas naturale sono saliti di quasi il 9% a 47,5 euro lunedì, rimbalzando dai minimi delle ultime cinque settimane dopo che il presidente Usa, Trump ha annunciato il blocco dello Stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei colloqui con l’Iran, aggravando lo shock globale dell’offerta energetica.
Le forze statunitensi dovrebbero iniziare ad applicare restrizioni su tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani lunedì ma non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi in transito nello stretto da e verso porti non iraniani. Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti intercetteranno qualsiasi nave che abbia pagato un pedaggio all’Iran per un passaggio sicuro attraverso il corridoio marittimo.
Anche se la maggior parte delle esportazioni di gas del Medio Oriente è diretta verso l’Asia, un’interruzione prolungata nello stretto aumenterebbe la competizione tra i Paesi importatori, soprattutto considerando che l’Europa deve riempire gli stoccaggi in vista del prossimo inverno. Le spedizioni di Gnl dal Golfo sono ferme da oltre un mese e il più grande impianto al mondo, in Qatar, è fuori servizio dall’inizio di marzo dopo essere stato colpito da attacchi iraniani.
Piazza Affari apre in deciso calo lunedì 13 aprile, il Ftse Mib cede l’1% circa a 47.165 punti. Bene Eni (+1,7%), Leonardo (+1,1%), Saipem (+1,1%), Tenaris (+0,75%). In calo Brunello Cucinelli (-2,8%), Stellantis, Unicredit e Mediobanca (-2% circa). Spread in rialzo a 80 punti.
Borse europee attese in netto calo lunedì 13 aprile (Eurostoxx futures -1,2%) dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato domenica l’intenzione di bloccare lo Stretto di Hormuz e starebbe valutando nuovi attacchi contro l’Iran, alimentando i timori di un’ulteriore escalation nella crisi energetica globale. Il petrolio riprende a correre (+8%) sfiorando i 105 dollari il barile. A questo si aggiunga che l’esercito statunitense ha dichiarato che inizierà il blocco dei porti iraniani lunedì alle 10:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti).
Petrolio di nuovo sopra i 100 dollari dopo le ultime notizie circa gli sviluppi nell'area di Hormuz, commenta lunedì David Pascucci - Market Analyst di Xtb. «Le notizie che arrivano fanno cambiare sentiment in modo repentino, la situazione sui prezzi é prettamente tecnica. Nel frattempo i mercati vedranno l'uscita delle trimestrali delle banche Usa questa settimana, poi l'uscita del dato ufficiale dell'inflazione europea». Nello specifico, lunedì è attesa la trimestrale di Goldman Sachs, la prima fra gli istituti Usa. Attesi sempre in giornata i conti di LVMH.
Le elezioni parlamentari del 12 aprile segnano una svolta per l'Ungheria, decretando la fine di un'era politica durata 16 anni. Il partito d'opposizione Tisza guidato da Péter Magyar ottiene una vittoria travolgente e con 138 seggi supera in Parlamento la maggioranza dei due terzi (la cosiddetta super-maggioranza) che permette di modificare la Costituzione. Il partito Fidesz del premier uscente Viktor Orbán è fermo a 55 seggi, la destra ancor più estrema di Mi Hazánk ne avrebbe 6. L'affluenza è stimata al 77,8%, la più alta nella storia post-comunista del Paese.
La vittoria di Magyar è stata accolta con entusiasmo a Bruxelles. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha celebrato l'esito su X scrivendo: «Questa notte il cuore dell'Europa sta battendo più forte in Ungheria».
Come si è visto, il petrolio arriva a toccare i 105 dollari. La chiusura della scorsa settimana é stata «particolarmente negativa, una chiusura che fa presagire uno stop di questa salita e l'inizio di un possibile ritracciamento», nota Pascucci. La situazione «sembra promettere bene dal punto di vista dei prezzi. La dinamica di queste settimane potrebbe tendere piú al negativo che al positivo, l'area tra i 104 e i 109 dollari potrebbe essere un'area dalla quale potrebbero partire movimenti ribassisti», ragiona l’esperto.
La direzionalitá di brevissimo dell'azionario é «sicuramente quella rialzista, cosí come abbiamo visto nel corso delle scorse 2 settimane. Ora peró siamo giunti a dei livelli assolutamente di guardia, siamo su massimi che di fatto dovrebbero fare da muro a questo rialzo di breve per poi confermare un eventuale ribasso nel corso della settimana successiva», nota Pascucci. In ogni caso questa é una settimana di «test dei massimi utile a capire se la direzionalitá di lungo termine sia effettivamente ribassista».
Unicredit non ha apportato alcun cambiamento alla propria strategia in Russia e non intende né liquidare le attività nel Paese né restituire la licenza bancaria, riferisce un portavoce del gruppo.
L'Italia ha imposto diverse restrizioni alla cinese Sinochem nel tentativo di risolvere una controversia sulla governance di Pirelli, ha dichiarato sabato il produttore di pneumatici.
Le restrizioni rimarranno in vigore fino a quando Sinochem manterrà una partecipazione in Pirelli superiore al 9,99%, ha affermato la società in un comunicato, a dimostrazione del fatto che Roma intende che Sinochem riduca la propria quota azionaria del 34%.
Banco Bpm è potenzialmente interessato all’acquisto di Banca del Mezzogiorno in un’operazione che rafforzerebbe la sua presenza nelle regioni meridionali, secondo fonti di stampa.
Secondo un documento dell'autorità europea garante della concorrenza pubblicato venerdì, l'Unione Europea ha approvato la vendita di Sparkle, la divisione di Telecom Italia dedicata ai cavi sottomarini, a un consorzio guidato dal Tesoro italiano.
L'operazione, del valore di 700 milioni di euro, deve ancora ottenere l'autorizzazione dall'autorità antitrust statunitense.
Poste Italiane ha comunicato venerdì di aver presentato all'autorità di vigilanza Consob la documentazione relativa alla sua offerta pubblica di acquisto su Telecom Italia, del valore di 10,8 miliardi di euro, in contanti e azioni.
La polizia italiana sta indagando sui danni subiti da un traliccio di trasmissione che a marzo hanno temporaneamente interrotto il funzionamento del gasdotto Transalpine (TAL), hanno reso noto sabato il gestore della rete Terna e TAL, dopo che alcuni media hanno fatto riferimento a un possibile sabotaggio.
Quanto a Ferrari, la seconda tranche fino a 250 milioni di euro del piano di buyback al 2030 da 3,5 miliardi complessivi inizierà oggi e terminerà entro il 28 agosto.
Ferretti, termina opa parziale Kkcg.
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