Il Ftse Mib chiude a 45.672, in rialzo dello 0,2%. Il miglior titolo di giornata è Campari, che chiude con un balzo del 3,6%. Seguono i risultati positivi di Recordati (+2,2%), Leonardo (+2%) e Mediobanca (+1,8%). Il titolo della difesa chiude la giornata in territorio favorevole ma la giornata era iniziata in maniera ancor più ottimistica registrando un +4% dopo pochi minuti dall’apertura e mantenendosi attorno al 3% per gran parte della giornata.
Tonfo di Amplifon, che cede il 4,5%. Risultato molto negativo anche per Prysmian a -4,3%. In fondo al listino anche Stmicroelectronics (-2,7%) e Telecom (-1,9%).
Lo spread Btp-Bund scende a 65 punti base.
Gli altri listini europei si aggirano attorno alla parità: in positivo per Parigi (+0,12%) e Francoforte (+0,8%), in negativo per Londra (-0,1%).
A metà seduta Wall Street continua a essere contrastata tra la crescita del Dow Jones (+0,6%) e la discesa del Nasdaq (-0,5%).
Un euro vale 1,17 dollari. Tra le materie prime, il prezzo dell’oro è di 4.469 dollari l’oncia (+0,1%). L’argento, invece, è in ribasso del 2,3% a 75,9.
Alle ore 16:40 il Ftse Mib segna +0,23%. Sprint di Campari (+3,7%). Leonardo prosegue in rialzo (+2,75%), seppur ridimensionato rispetto a inizio giornata. Bene anche Italgas (+2,2%) e Recordati (+2,07%).
In fondo al listino continua a posizionarsi Amplifon, in ribasso del 4,7%. Perdono terreno anche Prysmian (-3,9%), Stmicroelectronics (-2,6%) e Telecom (-1,7%).
In Europa Parigi e Francoforte viaggiano in positivo (rispettivamente a +0,22% e +0,16%), mentre Londra si mantiene sulla parità.
Dall’altra parte dell’Atlantico, Dow Jones in ripresa (+0,33%) dopo una partenza debole. Prosegue negativo il Nasdaq (-0,5%).
Alle ore 15:42 il Ftse Mib si attesta appena sopra la parità (+0,12%). Leonardo, miglior titolo di giornata, continua a beneficiare del rally della difesa che coinvolge tutta Europa, registrando un +3,14%. In positivo anche Italgas (+2,1%), Campari (+1,7%) e Snam (+1,65%).
Amplifon perde il 4,75%. In rosso anche Prysmian (-1,84%), Lottomatica (-1,5%) e Stmicroelectronics (-1,46%).
Leggermente in sofferenza i maggiori listini europei: Francoforte viaggia a -0,1%, Parigi a -0,12% e Londra a -0,16%.
Wall Street apre in territorio negativo con Dow Jones giù dello 0,17%, Nasdaq in ribasso dello 0,5% e S&P 500 dello 0,16%.
Alle ore 13:40 circa il Ftse Mib viaggia sotto la parità (-0,2%), in calo Amplifon (-3,54%), Telecom Italia dopo il rally di ieri (-2,09%), Stellantis (-2,01%) e Prysmian (-1,99%). Bene invece Leonardo (+2,72%), Campari (+2,43%), Italgas (+1,74%) e Recordati (+1,62%).
L'indicatore del sentiment economico dell'Eurozona (ESI) è sceso a 96,7 a dicembre 2025, rispetto al massimo degli ultimi 31 mesi di 97,1 registrato a novembre, attestandosi leggermente al di sotto delle aspettative di mercato di 97 e rimanendo al di sotto della sua media di lungo termine. La fiducia si è indebolita tra i fornitori di servizi (5,6 contro 5,8), i commercianti al dettaglio (-6,9 contro -5,7) e i consumatori (-13,1 contro -12,8).
Al contrario, il sentiment è migliorato leggermente nel settore manifatturiero (-9,0 contro -9,3) e nelle costruzioni (-1,3 contro -1,6). L'indice delle aspettative di inflazione al consumo è aumentato di 2,4 punti, attestandosi a 26,7, mentre le aspettative sui prezzi di vendita dei produttori sono aumentate di 1 punto, attestandosi a 10,9. Tra le maggiori economie dell’area dell’euro, il sentiment è diminuito in Germania (-1,1), Francia (-0,9), Italia (-0,6) e Spagna (-0,5), mentre i Paesi Bassi sono stati l’unica grande economia a registrare un miglioramento (+0,5).
Piazza Affari apre in calo, giovedì 8 gennaio, il Ftse Mib cede lo 0,15% a 45.595 punti. In corsa Leonardo (+4,2%) e Fincantieri (+2,6%), bene Italgas (+2%) e StM (+0,5%). In calo Stellantis e Ferrari (-1,5%).
Gli ordini alle fabbriche in Germania sono aumentati del 5,6% su base mensile a novembre 2025, superando le stime di un calo dell'1,0% seguendo un aumento dell'1,6% a ottobre. Si è trattato dell'aumento più forte da dicembre 2024, trainato da ingenti ordinativi nella produzione di prodotti in metallo, aeromobili, navi, treni e veicoli militari.
Le borse europee sono attese in apertura in calo giovedì, mentre sui mercati restano forti le tensioni dopo la minaccia del presidente Usa, Donald Trump, di annettere la Groenlandia. I mercati in Asia, intanto, sono stati attraversati dalle vendite.
Secondo i dati di IG, l’indice britannico Ftse è visto aprire in ribasso dello 0,3%, mentre il Dax tedesco e il Cac 40 francese sono attesi poco sotto la parità. Il Ftse Mib italiano è indicato in calo dello 0,2%. Il petrolio giovedì rialza la testa (+0,45%) dopo due giorni di cali in seguito al blitz Usa in Venezuela che ieri ha affossato i titoli dell’oil italiani (Eni, Saipem, Tenaris).
I mercati globali sono concentrati questa settimana sull’aumento delle tensioni geopolitiche, dopo la destituzione lo scorso weekend del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti e le successive minacce di Washington di prendere il controllo della Groenlandia.
Mercoledì Wall Street ha chiuso in rosso e i titoli della Difesa sono scesi dopo che Trump ha dichiarato che «non permetterà» alle aziende del settore di distribuire dividendi o effettuare buyback finché non avranno affrontato le sue critiche, che riguardano tra l’altro i compensi dei dirigenti e i problemi produttivi.
I mercati europei restano in stato di massima allerta dopo le minacce di Trump di ricorrere anche alla forza militare per acquisire la Groenlandia, territorio semi-autonomo della Danimarca. Mercoledì, i titoli europei della Difesa hanno registrato forti rialzi, con l’indice Stoxx Europe Aerospace and Defense in progresso del 3% nel corso della seduta, segnando il quarto giorno consecutivo di guadagni.
L’Ue ha respinto in maniera decisa le ambizioni di Trump, mentre il segretario di Stato americano Marc Rubio dovrebbe incontrare funzionari danesi la prossima settimana. Rubio ha ridimensionato il rischio di un’invasione, affermando che Trump intende «comprare» la Groenlandia. Gli investitori attendono per questa settimana il parere della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi imposti da Trump, atteso per venerdì. La decisione potrebbe generare volatilità sui mercati.
La Commissione europea starebbe per decidere il ritiro della procedura d'infrazione contro il governo, che si appresta ad incassare il via libera del Parlamento all'emendamento che corregge il testo del decreto sui poteri speciali per recepire le regole Ue. Il voto finale dovrebbe arrivare oggi dall'aula del Senato. Gli effetti su Unicredit.
Bnp Paribas, advisor finanziario del socio cinese Sinochem, avrebbe raccolto l'interesse di fondi per la cessione dal 34% al 10% della quota di Pirelli.
Ambienti vicini al conglomerato cinese escludono la vendita dell'intera partecipazione anche perché per il momento all'orizzonte non ci sono compratori, almeno ai prezzi correnti. Non convince Pechino neanche l'idea di una Abb perché porterebbe a una vendita a sconto.
Il gruppo coreano Hyundai ha affidato a Danieli contratti per circa 650 milioni di dollari in qualità di «technological partner» per la realizzazione di un nuovo impianto produttivo green in Louisiana, negli Stati Uniti.
La Lazio ha pareggiato 2-2 in casa con la Fiorentina. Olidata ha nominato Maurizio Nasso amministratore delegato, attribuendogli anche l’incarico di direttore generale, con decorrenza dal 7 gennaio 2026.