Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,4%, in rosso Eni (-4,7%). Corrono Tim, Italgas e i titoli della difesa
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,4%, in rosso Eni (-4,7%). Corrono Tim, Italgas e i titoli della difesa
Nell’Eurozona l’inflazione scende al 2% ma le borse Ue chiudono in calo. Positiva solo Francoforte (+0,9%). La tedesca Bayer fa causa alle big pharma Usa per la tecnologia dei vaccini anti-Covid. Wall Street mista dopo i record di Dow Jones e S&P 500 

di Sara Bichicchi ed Elena Dal Maso  07/01/2026 08:15

Ftse Mib
45.671,70 23.50.46

+0,25%

Dax 30
25.127,46 23.50.46

+0,02%

Dow Jones
49.266,11 0.31.29

+0,55%

Nasdaq
23.480,02 23.50.46

-0,44%

Euro/Dollaro
1,1657 0.48.47

-0,09%

Spread
68,77 17.30.12

-1,95

  • Ore 15:30 – Wall Street apre cauta

  • Ore 14:30 – Ftse Mib poco mosso, futures Usa sulla parità
  • Ore 11:40 – Il Ftse Mib vira in negativo, inflazione al 2% nell’Eurozona
  • Ore 9:15 – Piazza Affari sulla parità, rally di Italgas. Il calo del petrolio colpisce Eni, Tenaris e Saipem
  • Ore 8:20 – Europa attesa cauta mentre il petrolio vira in rosso. Occhio a Eni, Saipem e Snam 

Il Ftse Mib chiude a 45.558 punti, in calo dello 0,4%. Scendono i titoli legati al petrolio con Eni in ribasso del 4,7%, Tenaris del 3,5% e Saipem del 3,5%. Bene invece Tim, la migliore con un balzo del 5,8%, Italgas (+5,4%) e la difesa con Fincantieri (+5,3%) e Leonardo (+5,1%). 

In calo anche gli altri listini europei con l’eccezione di Francoforte (+0,9%), nonostante un calo inatteso delle vendite al dettaglio in Germania nel mese di novembre 2025. Wall Street viaggia contrastata dopo due ore di scambi.

La borsa tedesca ha beneficiato del buon andamento del colosso della difesa Rheinmetall che ha guadagnato il 4,9%, mentre Bayer è cresciuta dello 0,8% dopo che la controllata Monsanto ha avviato un'azione legale negli Stati Uniti contro Pfizer, BioNTech e Moderna per violazione dei brevetti relativi alla tecnologia a mRna dei vaccini contro il Covid-19.

Bayer ha intentato una causa simile contro Johnson & Johnson presso il tribunale federale del New Jersey, sostenendo che il processo basato sul Dna utilizzato dalla rivale Usa nella produzione dei suoi vaccini abbia violato il suo brevetto.

Ore 15:30 – Wall Street apre cauta

I listini azionari statunitensi trattano poco mossi in apertura dopo che il Dow Jones e l'S&P 500 hanno segnato nuovi record nella seduta del 6 gennaio. Nel dettaglio, il Dow Jones apre in rialzo dello 0,13%, mentre l'S&P 500 cala frazionalmente dello 0,01% e il Nasdaq dello 0,02%.

All'avvio dei mercati statunitensi il Ftse Mib amplia le perdite e viaggia a 45.622 punti, in calo dello 0,3%. Continuano a scendere i titoli legati al petrolio, con Eni che perde il 3,8%, Tenaris il 3,2% e Saipem il 2,8%. In calo anche Moncler (-3,7%). 

La migliore è invece Italgas che guadagna il 5,5%, seguita da Leonardo (+5%) e Tim (+5%). 

Ore 14:30 – Ftse Mib poco mosso, futures Usa sulla parità

Il Ftse Mib si mantiene intorno alla parità in attesa dell’avvio di Wall Street.

Anche i future sui listini azionari statunitensi trattano poco mossi in preapertura, dopo che il Dow Jones e l’S&P 500 hanno toccato nuovi massimi storici nella giornata di ieri. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones tratta in rialzo dello 0,13%, mentre quello sull'S&P 500 cala frazionalmente dello 0,02%.

«Il nuovo anno è iniziato con un proseguimento della buona fase degli asset rischiosi nonostante gli sviluppi geopolitici continuino ad apparire preoccupanti», commentano gli strategist di Mps. Sul fronte politico «gli osservatori si domandano quale direzione prenderà la vicenda Venezuela e la giornata di ieri non ha prodotto maggiore chiarezza, se non una dichiarazione di Trump che si attende un flusso di 30-50 milioni di barili di petrolio venezuelano verso gli Usa (che corrisponde a circa 30-50 giorni di produzione)», aggiungono gli esperti.

Ore 11:40 – Il Ftse Mib vira in negativo, inflazione al 2% nell’Eurozona

Alle ore 11:40 il Ftse Mib vira in rosso (-0,3%) a 45.600 punti con il calo dei titoli petroliferi: Saipem e Tenaris -4%, Eni -3,7%. In corsa Italgas (+6%), bene anche Leonardo (+2,75%), Hera e A2a (+2,2%).

Inflazione in calo in Eurozona 

Il tasso di inflazione annuo nell'area euro è sceso al 2% a dicembre, segnando il minimo degli ultimi quattro mesi, in discesa rispetto al 2,1% registrato in ciascuno dei due mesi precedenti e in linea con le aspettative. Il rallentamento è dovuto ad un calo dei prezzi dell'energia, insieme a una minore pressione sui costi nei servizi e nei beni industriali non energetici. Anche l'inflazione di fondo ha subito un rallentamento, scendendo al 2,3%.

Ore 9:15 – Piazza Affari sulla parità, rally di Italgas. Il calo del petrolio colpisce Eni, Tenaris e Saipem

Piazza Affari apre sopra la parità a 45.796 punti, mercoledì 7 gennaio. Rally di Italgas (+8,2%), bene Leonardo e Fincantieri (+2%), Tim e A2a (+1,2%). In calo Diasorin (-2,3%), Eni, Tenaris e Saipem attorno al 2%.

Germania, vendite al dettaglio in calo inatteso

Le vendite al dettaglio in Germania sono diminuite dello 0,6% su base mensile a novembre 2025, deludendo le aspettative di un aumento dello 0,2% e invertendo la tendenza al rialzo dello 0,3% di ottobre. Si è trattato del primo calo mensile da agosto, trainato da un calo dell'1,9% delle vendite di generi alimentari.

Ore 8:20 – Europa attesa cauta mentre il petrolio vira in rosso. Occhio a Eni, Saipem e Snam 

Dopo una sessione asiatica in rosso, appesantita dall’ordine del presidente Usa, Donald Trump di convogliare il petrolio venezuelano verso gli Usa, i futures sui mercati azionari europei si aspettano un'apertura cauta attorno alla parità.

Gli investitori sono cauti anche in vista dei dati aggiornati attesi per mercoledì, come l'inflazione nell'Eurozona e in Italia, le vendite al dettaglio e la disoccupazione in Germania, oltre alla fiducia dei consumatori in Francia. I dati pubblicati martedì hanno mostrato che l'inflazione in Germania e Francia è diminuita a dicembre, supportando la posizione della Banca Centrale Europea di mantenere stabile la politica monetaria.    

Petrolio al centro: occhio al livello di 55 dollari

La situazione tecnica del petrolio, spiega David Pascucci, analista di Xtb, rimane legata ad un trend negativo che dura da mesi, specchio di un'economia globale che di fatto potrebbe rallentare. «Il petrolio e strutturalmente debole da anni, infatti vediamo un calo del prezzo, chiaro segno di un calo della domanda, in concomitanza con un deprezzamento del dollaro il che deprezza ulteriormente il petrolio che é notoriamente regolato in dollari», ragiona l’analista.

Ora, con le recenti vicende del Venezuela, Xtb vede la piú grande riserva di petrolio al mondo, 303 miliardi di barili, come potenziale aumento dell'offerta su scala globale: «stiamo parlando di un aumento del 20-25% di petrolio sui mercati globali, evento che almeno in teoria dovrebbe spingere ulteriormente al ribasso il prezzo del greggio». A livello tecnico tutto sembra propenso per il proseguimento del ribasso del prezzo, quindi per il momento «si punta alla rottura al ribasso dei 55 dollari al barile».

A Piazza Affari occhio a…

Su Pirelli il governo italiano sta valutando alcune misure per rendere il gruppo cinese Sinochem un azionista passivo, tra cui la sterilizzazione dei diritti di voto.

Snam ha annunciato l’avvio del collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2031 per un importo nominale di 500 milioni di euro e il contestuale riacquisto delle obbligazioni in circolazione convertibili in azioni ordinarie di Italgas e con scadenza nel 2028.

Jefferies ha avviato la copertura di Avio con giudizio buy, si legge in un report del broker. (riproduzione riservata)