Attorno alle ore 12, il Ftse Mib accelera al ribasso, perde oltre l’1,5% con Prysmian (-7,79%), Bper Banca (-3,76%), Popolare di Sondrio (-3,65%) e Unicredit (-2,83%). Salgono invece Inwit (+3,20%), Tenaris (+3,15%), Buzzi (1,85%) e Telecom Italia (+1,27%).
Alle ore 10:30, il Ftse Mib accelera al ribasso, perde quota 46.000 a 45.933 appesantito dal -5,6% di Prysmian. In calo anche Amplifon (-2,3%), A2A e Bper Banca (-2% circa). Salgono Tenaris (+3,6%), Generali (+1,6%), Buzzi (+1%) e Mediobanca (+0,8%).
Gli analisti di Citi confermano venerdì il rating buy e il target price di 102 euro su Prysmian. Spiegano che il calo registrato dal titolo dipende in parte a causa di un articolo del Financial Times che indica una potenziale cancellazione (o taglio) dei dazi statunitensi sui derivati dei metalli. L'ipotesi non è ancora confermata e quindi non è ancora chiaro se i cavi saranno interessati.
I broker ritengono che la notizia sia negativa per il titolo Prysmian. Se i dazi sui cavi in alluminio venissero eliminati, mantenendo in vigore quelli sulle materie prime, il fatto potrebbe avvantaggiare i concorrenti stranieri, considerato il loro accesso a materie prime più economiche, come accaduto nell'estate del 2025. Anche la prospettiva di dazi sui cavi in rame appare ora alquanto remota, nota Citi.
I mercati restano nervosi dopo un’altra brutta chiusura di Wall Street e dell’Asia per la paura che i nuovi tool di AI intacchino i margini di guadagno di diversi settori. A Milano bene Buzzi che rimbalza (+2%), Generali (+1,93%), Inwit (+1,72%), Telecom Italia (1,27%), Azimut (+1,16%). Giù Prysmian (-2,7%), Saipem (-1,79%), Amplifon (-1,54%), Brunello Cucinelli (-1,41%) e A2a (-1,40%).
I mercati azionari europei si preparano ad aprire con grande cautela venerdì, mentre la paura per i nuovi tool di AI ha affossato di nuovo Wall Street colpendo il settore della logistica e quello del real estate dopo aver preso di mira software e risparmio gestito. In Asia è proseguito il selloff, mentre la Cina non riesce a risolvere il problema del settore immobiliare con i prezzi in continuo calo. Dal canto loro, i titoli tecnologici tornano sotto pressione per i forti dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Sul fronte macroeconomico, gli investitori analizzeranno venerdì i dati sui prezzi all’ingrosso in Germania, l’inflazione in Spagna e una serie di indicatori dell’Eurozona, tra cui commercio estero, occupazione e Pil. Sono attesi inoltre i risultati societari di Safran, NatWest e Adyen, tra gli altri.
I prezzi all'ingrosso in Germania sono aumentati dell'1,2% su base annua a gennaio 2026, mantenendo lo stesso ritmo del mese precedente. L'ultima rilevazione ha esteso il trend rialzista al 14° mese consecutivo, trainato da una forte impennata dei prezzi dei minerali non ferrosi e dei prodotti semilavorati correlati, che sono balzati del 43,8%.
Il Bitcoin è sceso intorno ai 66.000 dollari venerdì, cancellando gran parte dei recenti guadagni mentre le criptovalute tornano sotto pressione. Il ribasso segue l’avvertimento di Standard Chartered su possibili ulteriori debolezze e ai risultati deludenti di Coinbase. Il calo, che ha visto il Bitcoin scendere sotto quota 66.000 dollari dopo un breve rally, è stato accompagnato dalla flessione delle principali altcoin come Ethereum e Solana.
Giovedì Buzzi ha perso l'8,85% con i titoli del cemento a picco in tutta Europa. Questi ultimi scontano la maggiore prudenza Ue sulla transizione green, che secondo gli analisti limiterà la capacità delle aziende che hanno già sostenuto ingenti investimenti per limitare le emissioni di strappare prezzi più elevati.
Le utility risentono delle indiscrezioni sul Dl Energia dopo che la premier Giorgia Meloni ha confermato che la prossima settimana arriverà in Consiglio dei ministri «una misura molto articolata» per contrastare l'aumento dei prezzi dell'energia. A2A ha lasciato giovedì sul terreno il 4,7% ed Enel l'1,71-
Fincantieri avrà un approccio di tipo opportunistico sulle acquisizioni, che non sono il cuore della strategia di crescita della società, ha detto l'ad Pierroberto Folgiero.
Cementir Holding vede il margine operativo lordo nel 2028 a circa 460 milioni di euro; il piano 2026-2028 ipotizza la distribuzione di un dividendo crescente. (riproduzione riservata)