Il Ftse Mib chiude la seduta odierna a 44.741, perdendo lo 0,33%.
I peggiori titoli del listino sono tutte del settore energia: Hera perde il 3,5%, Enel il 3,35% e Italgas il 2,7%. Male anche Stellantis, che cede il 2%.
Giornata positiva invece per Cucinelli, che guadagna il 4,15%, seguito in cima al listino da Buzzi (+2,7%), Banco Bpm (+2,1%) e Prysmian (+2%).
Londra (-1%) e Francoforte (-0,9%) soffrono più di Milano, mentre Parigi chiude piatta, perdendo meno dello 0,1%.
Continua a dominare il rosso Wall Street, con Dow Jones, Nasdaq e S&P che, a poco più di due ore dall’apertura perdono rispettivamente lo 0,9%, lo 0,7% e lo 0,6%.
A preoccupare il mercato è il prezzo del petrolio: il Brent è a 108 dollari al barile, dopo essere schizzato, alle 13:45 a quota 110. Anche il greggio ha conosciuto un rialzo importante in giornata, attestandosi a 97 dollari al barile.
L’euro scambia il dollaro a 1,15. Lo spread Btp-Bund sale a 80 punti base.
Le borse ampliano i cali nell’ultima parte della seduta del 18 marzo. Il Ftse Mib cede lo 0,7%, Parigi lo 0,3% e Francoforte l’1% intorno alle 16. Anche Wall Street viaggia con il segno meno (Dow Jones -0,8%, Nasdaq e S&P -0,6%) in attesa della decisione e delle previsioni di politica monetaria della Federal Reserve. Gli esperti si aspettano che la banca centrale americana lasci i tassi invariati.
I listini azionari statunitensi trattano in calo dopo la prima mezzora di scambi. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,5%, l'S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq Composite dello 0,3%, mentre gli investitori attendono la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse e la conferenza stampa del presidente Jerome Powell.
«Finora nella settimana abbiamo assistito ad una stabilizzazione del prezzo del petrolio poco sopra 100 dollari al barile associata ad un moderato recupero sugli indici azionari. Che sia la calma dopo la tempesta o solo una pausa del processo di aggiustamento ad uno scenario più complesso ce lo dirà il tempo», commentano gli strategist di Mps.
Sul fronte politico, ieri è stato ucciso Ari Larijani, figura chiave del regime iraniano, «negoziatore sul programma nucleare e relativamente moderato», commentano gli esperti. «Da più parti la lettura è negativa, dal momento che viene vista come l'eliminazione da parte di Israele di una possibile controparte in un eventuale negoziato, mentre i commenti lato Usa (Trump, Hassett) continuano a stressare il concetto che siamo più vicini alla fine che all'inizio dell'intervento», continuano gli strategist. «Da ultimo, il tentativo di costruire una coalizione è stato definitivamente riposto dopo che la Francia, il paese che appariva come più possibilista, si è sfilata».
Sul fronte della politica monetaria le stime sulla Fed «prevedono tassi fermi», afferma David Pascucci, market analyst di Xtb. «Sulle proiezioni economiche non possiamo assolutamente fare pronostici, sul discorso di Powell possiamo ipotizzare cosa potremmo aspettarci. Il rialzo dell'inflazione é al momento un'ipotesi, pertanto Powell potrebbe affermare che la Fed sta monitorando la situazione e che é pronta ad agire qualora dovessimo vedere un forte rialzo dei prezzi, in linea con il suo mandato. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'unica vera novità riguarda i disastrosi nonfarm payrolls che potrebbero essere oggetto di domande da parte della stampa, cosí come gli effetti di un probabile ritorno dell'inflazione sul consumatore americano», aggiunge l'esperto.
In sostanza, conclude Pascucci, «Powell potrebbe rimanere cauto sull'inflazione e pronto ad agire qualora dovessimo vedere dei rialzi forti della stessa (che al momento non possiamo ipotizzare), mentre sul mercato del lavoro potrebbe ancora temporeggiare come ha fatto fino ad ora. Tassi fermi e tutto rimandato alla prossima e ultima riunione di Powell».
Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia in calo dello 0,4%, a 44.717 punti. Sul listino pesano i ribassi delle utilities, con Enel che cede il 3,4%, Hera il 3,2% e A2a il 2,1%. In rosso anche Stellantis (-2,3%). Bene invece Buzzi (+3%) insieme a Brunello Cucinelli (+2,8%) e Moncler (+2,2%). Lo spread Btp/Bund risale a 80 punti.
Attorno alle ore 14:20 il Ftse Mib vira in rosso (-0,25%) con le utilities: Enel -2,8%, Hera -2,5%, Italgas –1,7%. Salgono Brunello Cucinelli +3,2%, Buzzi (+3%), Leonardo (+2%). Tornano a infiammarsi i prezzi dell’energia: Wti a 98 dollari, Brent a 108 dollari, gas europeo a 55 euro il megawatt all’ora.
Se Equita (+7,2%) e Danieli risparmio (+4,8%) corrono fra le mid cap, Misitano Stracuzzi perde il 50%, Acea quasi il 10%, Brembo l’8%, De Nora il 7%.
I futures sul Nasdaq viaggiano in calo dello 0,45% intanto dopo che nuovi dati hanno mostrato una forte accelerazione dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti, alimentando i timori di tassi d’interesse più elevati da parte della Federal Reserve che si riunisce oggi.
Sia l’inflazione alla produzione complessiva sia quella core sono risultate nettamente superiori alle attese a febbraio, segnalando pressioni già in aumento prima che lo shock energetico nel Golfo Persico innescasse un’impennata dei costi dell’energia a marzo.
I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,7% a febbraio, il rialzo più forte degli ultimi sette mesi e ben al di sopra delle attese dello 0,3%. Su base annua, l’indice PPI è salito al 3,4%, il livello più alto dell’ultimo anno, superando le previsioni del 2,9%. Anche i prezzi alla produzione core sono aumentati dello 0,5% su base mensile e del 3,9% su base annua, entrambi sopra le stime di mercato.
Le preoccupazioni inflazionistiche dovrebbero riflettersi nelle nuove proiezioni economiche dei membri del Fomc, attese in pubblicazione oggi. La crisi energetica si è intensificata dopo notizie secondo cui Israele avrebbe colpito impianti iraniani di lavorazione del gas naturale.
Nel pre-market, i titoli tecnologici e finanziari risultano in calo, mentre i rendimenti obbligazionari salgono lungo tutta la curva, il T bond decennale rende il 4,22% dal 4,2% di questa mattina.
Alle ore 12 circa il Ftse Mib sale dell’1% circa con i titoli della moda che rimbalzano (Brunello Cucinelli +4,4%, Moncler +3,3%), bene anche Mediobanca (+3,3%). In calo Acea dopo l’abb a 23 euro (-8,4% a 22,72 euro) e De Nora dopo i conti (-5% a 5,98 euro). In rosso pure Eni, Stellantis, Italgas e Hera in media per 1,5%.
Piazza Affari apre positiva, mercoledì il Ftse Mib sale dello 0,6% a 45.135 punti con le banche (Banco Bpm +2,3%, Mps +2%), il rimbalzo di Amplifon (+2,3%), bene anche Prysmian (+2,2%). In calo Eni (-1,8%), Inwit (-1,2%), Hera e Snam (-0,8%).
I mercati azionari europei sono attesi in rialzo mercoledì, mentre i prezzi del petrolio sono scesi dopo che l’Iraq ha raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni tramite il porto turco di Ceyhan, attenuando i timori di interruzioni dell’offerta legate alla guerra con l’Iran.
Gli Stati Uniti hanno inoltre intensificato gli sforzi per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se finora i Paesi alleati hanno respinto l’appello del presidente Usa, Donald Trump a contribuire alla sicurezza della navigazione. Giovedì è atteso poi un summit delicato a Washington fra Trump e la reticente premier Sanae Takaichi chiamata a rapporto dal presidente che vuole fare pressione su Tokyo per aderire alla scorta militare delle petroliere lungo Hormuz.
Nel frattempo, gli investitori si preparano a valutare i dati finali sull’inflazione dell’Eurozona di febbrai in vista di una probabile pausa sui tassi da parte della Banca Centrale Europea nel corso della settimana. Nel premarket, i futures sull’EuroStoxx 50 sono in rialzo di circa lo 0,8%.
Stasera la Fed si riunisce, molto probabilmente lascia i tassi fermi, commenta David Pascucci, Market Analyst di XTB: «il focus é sull'inflazione futura e sugli ultimi dati sulla disoccupazione. Nel frattempo i mercati sono molto tecnici e attuano un rimbalzo classico delle situazioni ad alta volatilitá»
Le stime prevedono tassi fermi, questo é dovuto all'aumento del prezzo del petrolio che di fatto alimenta i timori relativi ad un aumento dell'inflazione. Lasciati quindi i tassi fermi, nota l’analista, i mercati si concentreranno principalmente su due fattori: le proiezioni economiche e il discorso di Powell. Sulle proiezioni economiche «non possiamo fare pronostici, sul discorso di Powell possiamo ipotizzare cosa potremmo aspettarci. Il rialzo dell'inflazione é al momento un'ipotesi, pertanto Powell potrebbe affermare che la Fed sta monitorando la situazione e che é pronta ad agire qualora dovessimo vedere un forte rialzo dei prezzi, in linea con il suo mandato».
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'unica vera novitá «riguarda i disastrosi nonfarm payrolls che potrebbero essere oggetto di domande da parte della stampa, cosí come gli effetti un probabile ritorno dell'inflazione sul consumatore americano», ragiona Pascucci. In sostanza, Powell potrebbe rimanere «cauto sull'inflazione e pronto ad agire qualora dovessimo vedere dei rialzi forti della stessa (che al momento non possiamo ipotizzare), mentre sul mercato del lavoro potrebbe ancora temporeggiare come ha fatto fino ad ora». Tassi fermi e tutto rimandato alla prossima e ultima riunione di Powell alla guida della Fed.
Eni, doppio investimento in Indonesia per il nuovo hub del gas con Petronas. Con l'approvazione dei piani per i giacimenti di Gendalo, Gandang, Geng North e Gehem, Eni è pronta a fornire fino a 56,5 milioni di metri cubi al giorno, più 90mila barili di condensati. Spinta alle esportazioni di gnl. Gli asset confluiranno nella newco in via di definizione con la compagnia indonesiana.
Unicredit-Commerzbank, Orcel bussa a Palazzo Chigi. Il ceo informa il governo dell’ops lanciata sulla banca tedesca. L’offerta partirà dopo l’assemblea, ma c’è l’incognita delle autorizzazioni che arriveranno solo a fine anno.
A2A -Erg: a oggi non c'è nessun accordo aperto per una integrazione fra la multiutility di Milano e Brescia ed Erg anche perché i soci pubblici che controllano la multiutility, i comuni azionisti, non hanno intenzione di scendere sotto il 51% del capitale. E' quanto ha detto l'ad, Renato Mazzoncini, in una call con la stampa sui risultati 2025.
Su Amplifon, S&P conferma rating BB+, con outlook stabile, dopo accordo per acquisire Gn Hearing.
Su Acea è in corso una accelerated bookbuilding su 8,5 milioni di azioni, pari al 3,9% del capitale della utility di Roma. A vendere è il socio francese Suez che scenderebbe da poco più del 23% al 19% del capitale.
L'ad della Rai, Gianpaolo Rossi, che controlla il 65% del capitale di RaiWay, ha detto che un'eventuale proroga delle trattative per una integrazione con EI Towers verrà comunicata contestualmente alla scadenza dell'attuale MoU, fissata a fine marzo.
Il cda di Poste ha dato il via libera al progetto di riorganizzazione finalizzata alla creazione di un nuovo Polo Finanziario, nell'ambito del patrimonio BancoPosta che integri il business dei pagamenti e i servizi finanziari.
Brembo, cda risultati bilancio (preliminari pubblicati il 29 gennaio); segue conference call (14,30). De Nora, conference call su bilancio e Mid Term View. (riproduzione riservata)