Verso le ore 11:00 Piazza Affari vira al ribasso trascinata da Amplifon (-12% circa), Nexi (-3,6%), Stellantis (-2,9%) e Unicredit (-2,4%). Bene Eni (+0,7%), StM (+0,5%), Banco Bpm (+0,3%). Il Brent intanto viaggia attorno a 105 dollari con la guerra del Golfo.
Piazza Affari apre volatile, lunedì 16 marzo, sale dello 0,10% a 44.361 punti con StM (+2,5%), Fincantieri (+1,13%), Prsysmian (+1%) e Banco Bpm (+1%). In netto calo Amplifon (-10% circa) dopo aver annunciato l’acquisizione di GN Hearing, Nexi, A2a (-0,9%), Italgas (-0,8%). In leggera flessione Unicredit dopo ops parziale su Commerz.
I mercati azionari europei si preparano ad un’apertura in rialzo lunedì con i futures sullo Eurostoxx600 che viaggiano positivi per lo 0,5%, mentre i mercati seguono gli sviluppi in Medio Oriente e cercano di orientarsi in un contesto di prezzi del petrolio molto volatili.
Le tensioni sono aumentate dopo che, nel fine settimana, gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi militari sull’isola di Kharg, il principale hub iraniano per l’esportazione di petrolio. Nel frattempo, i trader stanno valutando le notizie secondo cui Washington annuncerà presto una coalizione di Paesi incaricata di scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
I ministri degli Esteri dell’Unione europea dovrebbero riunirsi nel corso della giornata per discutere l’eventuale estensione della missione navale congiunta, Operazione Aspides, lungo lo Stretto di Hormuz, anche se il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha espresso scetticismo sulla partecipazione della Germania. Sul fronte macroeconomico e societario, oggi in Europa non sono attese pubblicazioni rilevanti di dati economici né risultati aziendali.
Ma che cos’è Aspides? Un programma istituito dall'Ue nel febbraio 2024 come operazione di sicurezza marittima di natura difensiva a seguito dei ripetuti attacchi degli Houthi al trasporto marittimo internazionale dall'ottobre 2023. L'obiettivo è proteggere le navi e salvaguardare la libertà di navigazione lungo le principali rotte marittime intorno allo Stretto di Bab al-Mandab, monitorando anche lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso, il Golfo di Aden, il Mar Arabico e il Golfo di Oman.
La guerra in Medio Oriente e il suo impatto sulle forniture energetiche influenzeranno i mercati e le decisioni sui tassi delle principali banche centrali questa settimana. In primo piano c’è la Fed, con il presidente Jerome Powell che presiederà la sua penultima riunione. Decisioni sono attese anche da parte di Bce, Bank of Japan, Bank of England, Banca nazionale svizzera, Reserve Bank of Australia, Bank of Canada e dalle banche centrali di Cina, Brasile e Russia.
Secondo David Pascucci, Market Analyst di Xtb, «di fatto le banche centrali potrebbero rimanere tutte ferme». Bank of England era quella pronta a tagliare i tassi per via dell'andamento della disoccupazione e dell'inflazione, taglio che a quanto pare, almeno stando alle stime degli analisti, potrebbe non arrivare per via del possibile aumento dell'inflazione dovuto all'aumento del prezzo del petrolio. «Altra banca che poteva intervenire era probabilmente la Bank of Japan», avverte Pascucci, «che poteva muoversi sui tassi alzandoli all'1%, anche in questo le stime danno tassi fermi, questa volta per via di un possibile rallentamento economico e non per le aspettative di inflazione». La Bce é l'unica che di fatto era prevista rimanere ferma, la Fed invece é altamente dipendente dai dati del mercato del lavoro, ma di fatto questo aumento del prezzo del petrolio «sicuramente sta incidendo sulle aspettative di inflazione e i tassi potrebbero rimanere fermi seppur in presenza di un peggioramento netto delle buste paga del settore non agricolo», nota Pascucci.
Unicredit la lanciato lunedì un’ops parziale su Commerzbank per superare il la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di opa per favore «un confronto costruttivo con Commerzbank e i suoi azionisti».La proposta è di 0,485 azioni Unicredit per azione Commerz, che equivale a 30,8 euro per azione Commerz, con un premio del 4% sulla chiusura di venerdì. Ora l’istituto milanese detiene il 26% in azioni e il 4% in swap.
Pirelli ha rinviato al 16 aprile la riunione del cda per approvare il bilancio 2026, rispetto all'iniziale data del 26 marzo a causa delle tempistiche del procedimento sul golden power avviato dopo il mancato rinnovo del patto che legava Camfin ai cinesi di Sinochem. Secondo Reuters, oggi sono previste le audizioni davanti all'Ufficio Golden Power della presidenza del Consiglio.
Quanto ad Eni, l'accordo annunciato dalla presidente del Venezuela Delcy Rodríguez consentirà al gruppo petrolifero di continuare a fornire gas naturale al paese sudamericano attraverso la compagnia statale Pdvsa nel 2026 in modo economicamente sostenibile, con la prospettiva di consolidare e ampliare le forniture nel lungo periodo.
Banca Sistema: l'opas di Banca CF+ si è conclusa con adesioni pari all'80,75% delle azioni oggetto dell'offerta. L'ad e direttore generale Gianluca Garbi si è dimesso con effetto immediato, mentre tutti gli altri membri del cda si dimetteranno il 23 aprile, data dell'assemblea degli azionisti.
Ferretti: inizia l’opa parziale di Kkcg che termina il 13 aprile.
NewPrinces: cda bilancio; segue conference call. (riproduzione riservata)