Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rosso (-1,6%), pesanti Ferrari e Iveco. Bene Prysmian
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rosso (-1,6%), pesanti Ferrari e Iveco. Bene Prysmian
Negli Stati Uniti borse in rialzo, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione aumentano meno del previsto ma l’inflazione pce di giugno sale oltre le attese. L’euro riduce i guadagni. Anche Tenaris sotto pressione

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa 31/07/2025 08:39

Ftse Mib
42.196,20 6.57.29

-0,59%

Dax 30
23.902,21 23.51.15

-0,57%

Dow Jones
45.544,88 19.15.06

-0,20%

Nasdaq
21.455,55 23.51.15

-1,15%

Euro/Dollaro
1,1687 23.01.05

-0,08%

Spread
88,91 17.29.38

+1,64

  • Ore 15:30 Wall Street in rialzo sostenuta dalle trimestrali delle big tech
  • Ore 14:35 Ftse Mib in calo, giù Ferrari post-conti
  • Ore 13:40 Il Ftse Mib accelera al ribasso, Bruxelles in pressing su Trump: confermi i dazi al 15%
  • Ore 12:15 Il Ftse Mib vira al ribasso con Iveco e Tenaris. Spread stabile a 83
  • Ore 10:30 Ftse Mib poco sotto la parità, Iveco cade. L’euro sale a 1,14 dollari
  • Ore 09:05 Ftse Mib sulla parità, frenato da Iveco, Nexi e Tenaris. Spread poco mosso a 83
  • Ore 08:30 Europa attesa in rialzo grazie a Microsoft e Meta. Euro in ripresa dopo la Fed

Il Ftse Mib perde terreno nell’ultima parte delle seduta e chiude a 40.987 punti, in calo dell’1,6%. Pesano il tonfo di Ferrari, che cade dell’11,7% dopo i conti del primo semestre 2025, ma anche i ribassi di Tenaris (-6%) e Iveco che perde il 4,5% all’indomani della doppia cessione a Leonardo (di Iveco Defence) e a Tata Motors (del resto del business). 

Tra le blue chip la migliore è Prysmian (+2,7%), sostenuta da conti convincenti, insieme a Banco Bpm (+2,3%), Saipem (+1,9%) e Pirelli (+1,1%). Spread poco mosso a 84 punti. 

Ore 15:30 Wall Street in rialzo sostenuta dalle trimestrali delle big tech

I listini azionari statunitensi aprono in rialzo, sostenuti da una solida stagione delle trimestrali e dai progressi nei colloqui Usa-Cina. Il Dow Jones sale dello 0,16%, l'S&P 500 dello 0,67% e il Nasdaq avanza dell'1,15%.

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha espresso fiducia nel fatto che Stati Uniti e Cina riescano a raggiungere un accordo commerciale, mentre si avvicina la scadenza di domani per l’entrata in vigore dei dazi reciproci sulla maggior parte dei Paesi mondiali. «Credo che abbiamo le basi per un accordo», ha dichiarato Bessent durante un'intervista a Cnbc, aggiungendo che «ci sono ancora alcuni dettagli tecnici da definire da parte cinese. Sono fiducioso che si arriverà a un accordo, ma non è ancora concluso al 100%».

Bessent non ha fornito dettagli su come potrebbe essere l'accordo finale con Pechino. Tuttavia, ha sottolineato di non aver ancora discusso la questione con il presidente Usa, Donald Trump, sottolineando che le due parti hanno negoziato a Stoccolma per due giorni, in colloqui che ha definito «duri». 

Come previsto, la Federal Reserve non ha modificato i tassi d'interesse di riferimento. Tuttavia, due governatori hanno votato contro questa decisione, sostenendo la necessità di un taglio. Durante la conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, non ha fornito indicazioni chiare su un possibile taglio dei tassi nella prossima riunione di settembre. «Jerome Too Late Powell lo ha fatto di nuovo!!! È arrivato troppo tardi, e troppo arrabbiato, troppo stupido e troppo politico, per ricoprire l'incarico di presidente della Federal Reserve», ha dichiarato Trump su Truth aggiungendo che «sta costando al nostro Paese migliaia di miliardi di dollari».

Inflazione pce più alta del previsto

I dati, però, sembrano dare ragione a Powell. L’indice dei prezzi al consumo (pce), l’indicatore che la Fed osserva con maggiore attenzione, è salito più del previsto nel mese di giugno. Il dato generale ha restituito un aumento del 2,6% su base annuale e dello 0,3% mensile. Numeri che superano le stime degli analisti, ferme rispettivamente al 2,5% e allo 0,2%, e che si allontanano dal target del 2% della Fed. In più, l’inflazione di fondo (escluse le componenti più volatili come energia e alimentari) è rimasta invariata, attestandosi al 2,8%.

Ore 14:35 Ftse Mib in calo, giù Ferrari post-conti

L’indice Ftse Mib (-0,62% a 41.378 punti alle 14:35 con Ferrari, Iveco e Tenaris che perdono oltre il 4% dopo i conti) si conferma il peggiore in Europa dopo i dati macro Usa. L’euro riduce i guadagni a un +0,30% a 1,1432 dollari e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,34%. Negli Stati Uniti le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 1.000 unità a 218.000 (la previsione era 222 mila unità). L’indice del costo lavoro nel secondo trimestre ha registrato +0,9% su base trimestrale, un dato invariato rispetto al precedente (+0,8% la stima degli economisti). Invece, le spese personali a giugno hanno registrato un +0,3% su base mensile, in aumento rispetto al precedente 0% (la previsione degli economisti era +0,4%).

Tony Rodriguez, Head of Fixed Income Strategy di Nuveen, continua a prevedere due tagli dei tassi di 25 punti base quest'anno, seguiti da altri due tagli nel 2026. «Queste previsioni riflettono le nostre prospettive macroeconomiche, il percorso previsto della politica fiscale e le nostre ipotesi di base sui dazi. Se i dazi dovessero risultare più elevati di quanto attualmente previsto e/o se la crescita dovesse rallentare in modo più marcato, i rischi sarebbero orientati verso ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed rispetto a quanto attualmente previsto», precisa Rodriguez. «La crescita economica ha subito un rallentamento più marcato nel 2025, anche se continuiamo a ritenere relativamente basse le probabilità di una recessione».

In Germania inflazione stabile al 2% su anno a luglio

Importante in chiave Bce, il tasso d'inflazione annuale della Germania si è attestato al 2% a luglio, invariato rispetto al mese precedente, secondo i dati preliminari. Gli economisti si aspettavano un dato all'1,9%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%, rispetto alla lettura invariata del mese precedente e al consenso degli economisti che avevano previsto un aumento dello 0,2%.

Ore 13:40 Il Ftse Mib accelera al ribasso, Bruxelles in pressing su Trump: confermi i dazi al 15%

Nonostante i futures statunitensi galvanizzati (+0,88% quello sull’S&P500) dalle buoni trimestrali di Meta e Microsoft, Francoforte perde lo 0,06%, Parigi lo 0,38% e Milano lo 0,77% a 41.318 punti alle 13:40, frenata da Tenaris, Stm, Ferrari e A2a, contro corrente Banco Bpm e Prysmian. Positiva solo Londra (+0,40%). «L'Ue si aspetta che domani gli Stati Uniti diano attuazione all'accordo» di domenica tra Ursula von der Leyen e Donald Trump basato su una tariffa del 15%, ha detto il portavoce della Commissione Ue, Olof Gill.

La Commissione Europea rimane determinata a raggiungere e garantire il numero massimo di esenzioni sui dazi Usa «anche per prodotti tradizionali come vini e liquori», ma «non ci aspettiamo che vini e liquori siano inclusi tra il primo gruppo di esenzioni annunciate domani dagli Stati Uniti. Pertanto questo settore, come tutti gli altri settori economici, sarà soggetto al 15%», ha precisato Gill.

L’euro non fa una piega e continua a salire dello 0,40% a 1,1443 dollari. A giugno i prezzi alla produzione dell'industria italiana sono aumentati dell'1,5% su base mensile e del 2,5% su base annua (era +1,7% a maggio). Sul mercato interno sono cresciuti del 2,2% rispetto a maggio e del 3,9% su anno (da +2,7% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, sono risultati stabili in termini congiunturali e registrano una crescita tendenziale più contenuta (+0,9%; era +1% a maggio). Sul mercato estero sono calati dello 0,2% su base mensile (+0,1% area euro, -0,4% area non euro) e aumentati dello 0,3% su anno (+0,8% area euro, -0,4% area non euro).

Ore 12:15 Il Ftse Mib vira al ribasso con Iveco e Tenaris. Spread stabile a 83

L’indice Ftse Mib si spegne (-0,20% a 41.553 punti alle 12:15), appesantito dai cali di Tenaris (-4,13%), A2A (-2,17%) e Nexi (-1,81%), tutte in scia alla pubblicazione della semestrale. Giù anche Iveco (-4,6%) e Stm (-2,22%) controbilanciate dal buon andamento delle banche, soprattutto di Banco Bpm, Popolare di Sondrio e Unicredit.

Inflazione stabile all’1,7% a luglio in Italia

L’euro continua a salire dello 0,34% a 1,1436 dollari e lo spread Btp/Bund è stabile a quota 83,5 punti base. Il tasso di disoccupazione destagionalizzato nell'area euro si è attestato al 6,2% a giugno, invariato rispetto al dato rivisto di maggio. La lettura è inferiore al consenso degli economisti che si aspettavano un aumento al 6,3%.

Mentre a luglio l'inflazione in Italia ha registrato una variazione del +0,4% su base mensile e del +1,7% su luglio 2024, come nel mese precedente. L’Istat ha sottolineato che la stabilità del tasso di variazione tendenziale dell'indice generale sintetizza andamenti differenziati dei diversi aggregati: hanno accelerato i prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +4,2% a +5,1%), dei beni alimentari lavorati (da +2,7% a +3,1%), dei servizi vari (da +1,6% a +2,2%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +3,4%).

Viceversa, sono scesi i prezzi dei beni energetici regolamentati (da +22,6% a +16,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,2% a +2,6%) e si è accentuata la flessione di quelli dei beni energetici non regolamentati (da -4,2% a -5,8%).  L'inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l'indice generale.

Ore 10:30 Ftse Mib poco sotto la parità, Iveco cade. L’euro sale a 1,14 dollari

Le borse europee si rafforzano (Dax +0,53%, Cac40 +0,23%, Ftse100 +0,31%), non Milano (Ftse Mib -0,02% a 41.631 punti con Iveco che perde il 4,76% dopo la cessione a Tata Motors, seguita da Nexi, -2,39%, e da Tenaris, -3,46%, vendute in seguito alla pubblicazione dei conti) grazie alle ottime trimestrali sia nel Vecchio continente che negli Stati Uniti con Meta e Microsoft che non hanno deluso.

L’euro sale dello 0,43% a 1,1446 dollari dopo che il numero di disoccupati in Germania è aumentato molto meno del previsto a luglio: +2.000 unità in termini destagionalizzati, raggiungendo i 2,97 milioni. Gli economisti si aspettavano un aumento di 15.000 unità. Il tasso di occupazione destagionalizzato è rimasto invariato al 6,3%.

In Italia, invece, a giugno il tasso di disoccupazione è calato al 6,3%, mentre l'aumento degli occupati (+0,1%, pari a +16 mila) ha coinvolto le donne, i dipendenti permanenti, gli autonomi e tutte le classi d'età ad eccezione dei 35-49enni, per i quali si è registrato un calo. Il tasso di occupazione è risultato stabile al 62,9%.

Ore 09:05 Ftse Mib sulla parità, frenato da Iveco, Nexi e Tenaris. Spread poco mosso a 83

Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,38%, il Cac40 dello 0,11%, il Fte100 dello 0,22% e il Ftse Mib dello 0,03% a 41.650 punti con gli operatori concentrati sulle trimestrali societarie. A Milano tengono banco quelle di alcuni finanziari e industriali. I futures statunitensi salgono con il Nasdaq +1,30% e l'S&P 500 +0,92%, trainati dai conti trimestrali forti di Microsoft e Meta. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,34% (al 3,52% quello del Btp 10 anni; lo spread con il Bund è poco mosso a 83,7 punti base), mentre il dollaro si indebolisce contro le principali valute: l'euro sale dello 0,45% a 1,1449 e lo yen avanza dello 0,35% a 148,94 contro il biglietto verde. 

Fed, il 68% dei trader si aspetta un taglio dei tassi di 25 punti base il 17 settembre

Come era nelle attese, la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse per la quinta volta, anche se la decisione non è stata unanime. L’appuntamento si sposta sul prossimo meeting del 17 settembre (secondo il FedWatch Tool, il 68% dei trader si aspetta un taglio di 25 punti base), dove la Fed aggiornerà anche le stime economiche, ricorda Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. «Gli ultimi indicatori suggeriscono che la crescita dell'attività economica si è moderata nella prima metà dell'anno, mentre il tasso di disoccupazione rimane basso e le condizioni del mercato del lavoro rimangono solide. Per Trump, i tassi alti sono un ostacolo diretto alla sua agenda economica. Dopo aver approvato una legge finanziaria che taglia le tasse ai più ricchi e aumenta la spesa militare, la Casa Bianca punta a finanziare tutto aumentando il debito. Ma con la Fed ferma al 4,5%, il piano diventa costoso. Tuttavia, una banca centrale deve essere indipendente nelle sue decisioni», precisa Tognoli.

A Milano cadono Iveco, Nexi e Tenaris. Meglio Leonardo, Prysmian, Unicredit e Fineco

Sul listino milanese Iveco perde il 4,73% a 18,11 euro e Leonardo sale dello 0,38% a 48,12 euro dopo che hanno siglato un accordo per l'acquisizione da parte del gruppo aerospaziale della divisione difesa della controllata di Exor. L'enterprise value dell'operazione è di 1,7 miliardi di euro e il closing è atteso nel primo trimestre del 2026. I proventi della cessione saranno distribuiti agli azionisti Iveco sotto forma di dividendo straordinario.

Inoltre, Iveco ha raggiunto un accordo con Tata Motors in base al quale il gruppo indiano lancerà un'offerta volontaria sul 100% della società a un prezzo per azione pari a 14,1 euro per una valutazione senza il business della difesa di 3,8 miliardi. Leonardo ha registrato un aumento di ordini, ricavi ed ebit nel primo semestre del 2025 e ha rivisto al rialzo le previsioni per l'anno in corso.

Conti anche per Mediobanca (-0,44% a 19,31 euro). L’esercizio 2024/2025 si è chiuso con i migliori risultati di sempre: l’utile netto è salito a 1,33 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, a fronte di ricavi consolidati pari a 3,72 miliardi (+3%), in linea con la guidance.

E se FinecoBank (+1,10% a 19,28 euro) ha registrato un utile semestrale stabile a 317,8 milioni (-0,8%) e ha confermato gli obiettivi del 2025, Nexi (-2,66% a 5,042 euro) nel primo semestre ha visto i ricavi crescere del 3,4% a 1,715,5 miliardi e l'utile normalizzato di pertinenza salire a 328,5 milioni (+8,5%).

Ottima, poi, la semestrale di Prysmian (+0,91% a 69,12 euro) che ha alzato la guidance per il 2025. Nonostante il netto cambio del cambio euro/dollaro, ora considerato a 1,14 rispetto al precedente 1,06, ora prevede un ebitda adjusted tra 2.300 e 2.375 milioni (in precedenza 2.250-2.350 milioni) e un free cash flow tra 1.000 e 1.075 milioni (da 950-1.050 milioni).

Meno brillanti i conti di Tenaris (-3,89% a 15,82 euro) con le vendite nel primo semestre del 2025 diminuite dell'11% rispetto al primo semestre del 2024 a 6.008 milioni di dollari, a causa del calo del 5% dei volumi di prodotti tubolari spediti e del -7% dei prezzi medi di vendita dei tubi. Il margine ebitda è sceso dal 26,7%, escludendo un accantonamento di 171 milioni di dollari, al 23,8%, mentre l’ebitda è diminuito del 21% e l'utile netto del 4% su base annua a 1.060 milioni di dollari.

Scende, inoltre, dello 0,30% a 7,88 euro Stellantis dopo che un tribunale dei Paesi Bassi ha detto che le auto diesel vendute da Opel, Peugeot, Citroen e DS nei Paesi Bassi a partire dal 2009 contenevano un software progettato per eludere i test sulle emissioni.

Quanto a Unicredit (+1% a 64,8 euro), gli investimenti in titoli sovrani russi tramite la filiale locale espongono la banca al rischio di possibili sanzioni internazionali, come ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.

Ore 08:30 Europa attesa in rialzo grazie a Microsoft e Meta. Euro in ripresa dopo la Fed

Borse europee attese in rialzo (+0,33% il future sull’Eurostoxx50), meglio i futures sugli indici azionari statunitensi (+0,93% quello sull’S&P500 e +1,33% quello sul Nasdaq) in scia ai solidi risultati trimestrali di Meta (ricavi a 47,42 miliardi di dollari nel secondo trimestre e utile a 18,34 miliardi, +36%) e Microsoft (ricavi a 76,55 miliardi nel trimestre e utile a 27,23 miliardi, +24%) che hanno rimarcato la forte domanda di chip per l'intelligenza artificiale e gli importanti investimenti nei data center.

Pimco: la Fed inizierà a tagliare i tassi nella seconda metà dell’anno

Mentre il presidente della Fed, Jerome Powell, ha affermato che i tassi di interesse (lasciati invariati tra il 4,25% e il 4,5%; due governatori del board si sono dissociati, sostenendo la necessità di un taglio) sono nella giusta posizione per gestire la continua incertezza sui dazi e sull'inflazione, attenuando le aspettative di un taglio del costo del denaro a settembre. «Ci sono ancora molte, molte incertezze da risolvere», ha detto in conferenza stampa. «Non sembra che siamo molto vicini alla fine di questo processo».

Sebbene ci saranno due mesi interi di dati prima della riunione della Fed del 16-17 settembre, Powell ha affermato che la banca centrale è ancora nelle prime fasi di comprensione di come la riscrittura delle tasse sulle importazioni da parte di Trump e altre modifiche politiche si evolveranno in termini di inflazione, occupazione e crescita economica. 

«Powell ha ribadito l’approccio basato sui dati e minimizzato il segnale emerso dal Summary of Economic Projections di giugno, che mostrava la previsione mediana di un taglio di 50 punti base nel 2025 da parte dei funzionari della Fed», sottolinea Richard Clarida, Global Economic Advisor di Pimco. Ma «l’approccio di Powell, basato sui dati, è apparso leggermente più falco rispetto alle aspettative del consenso, che sperava in qualche segnale di un possibile taglio dei tassi nella riunione del Fomc di settembre».

Di conseguenza, «i mercati hanno ridimensionato leggermente le probabilità di un taglio a settembre, che ora viene visto più o meno come una probabilità al 50%. Il nostro scenario di base prevede che la Fed inizierà a tagliare i tassi nella seconda metà dell’anno, in quanto ci aspettiamo un ulteriore rallentamento dell’economia. Tuttavia, l’incertezza resta elevata e saranno i dati a guidare le decisioni della Fed e, di conseguenza, le aspettative del mercato sull’evoluzione futura dei tassi d’interesse», conclude Clarida.

Sorprendono i prezzi all’import a giugno in Germania

L’euro sale dello 0,35% a 1,1438 dollari in attesa dei dati macro. Già pubblicati i prezzi all’import a giugno in Germania, stabili su mese, contro il -0,2% atteso dagli economisti e dopo il -0,7% di maggio. Su base annuale hanno registrato un decremento dell'1,4% a fronte del -1,1% del mese precedente e rispetto al -1,6% atteso. Al netto dei prodotti petroliferi e minerari, i prezzi sono scesi dello 0,4% su base annua e dello 0,3% su base mensile.

Alle 9:55 tocca al tasso di disoccupazione a luglio sempre in Germania (precedente: 6,3%) e alle 10 lo stesso dato in Italia (precedente: 6,5%). Alle 11 l’inflazione a luglio preliminare in Italia (precedente: +0,2% mese su mese, +1,7% anno su anno) e il tasso di disoccupazione a giugno in Eurozona (precedente: 6,3%). Mentre alle 12 è in agenda il dato sui prezzi alla produzione a giugno in Italia (precedente: -0,7% mese su mese, +1,7% anno su anno) e alle 14 l’inflazione a luglio preliminare in Germania (precedente: invariata mese su mese, +2% anno su anno)

Dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -4.000 unità a 217.000), il deflatore a giugno (precedente: +2,3% anno su anno ), la spesa per consumi a giugno (precedente: -0,1% m/m) e i redditi delle famiglie a giugno (precedente: -0,4% mese su mese) per chiudere alle 15:45 con l’indice Napm Chicago a luglio (precedente: 40,4 punti).

Il petrolio scende per i Pmi cinesi deboli

I prezzi del petrolio virano al ribasso (futures sul Wti -0,20% a 69,86 dollari al barile e sul Brent -0,30% a 72,24 dollari al barile) dopo la pubblicazione dei dati deludenti sull’indice Pmi manifatturiero della Cina di luglio che si è contratto più del previsto a causa di interruzioni legate a condizioni meteorologiche estreme e alle tariffe commerciali statunitensi. Anche il Pmi non manifatturiero ha deluso, con l’attività economica complessiva del Paese che è cresciuta a malapena nel mese.

Più in dettaglio, Il Pmi manifatturiero è calato di 0,4 punti a 49,3, sotto il consenso degli economisti a 49,7 punti. Il dato è in contrazione da aprile. E il Pmi non manifatturiero si è attestato a 50,1 punti, -0,4 punti. Questi dati hanno intensificato i timori per una debole attività economica nella principale nazione importatrice di petrolio al mondo che potrebbe, quindi, ridurre la domanda di greggio. I dati hanno anche mostrato che il sostegno iniziale fornito dalle misure di stimolo di Pechino si sta esaurendo, rendendo necessari ulteriori interventi. Il Politburo cinese ha segnalato questa settimana che nei prossimi mesi verranno introdotti nuovi stimoli economici.

A Milano occhio a Iveco, Leonardo, Mediobanca, Unicredit, Fineco, Nexi, Prysmian, Stellantis e Tenaris 

Sul listino milanese attenzione a Iveco e Leonardo che hanno siglato un accordo per l'acquisizione da parte del gruppo aerospaziale della divisione difesa della controllata di Exor. L'enterprise value dell'operazione è di 1,7 miliardi di euro e il closing è atteso nel primo trimestre del 2026. I proventi della cessione saranno distribuiti agli azionisti Iveco sotto forma di dividendo straordinario.

Inoltre, Iveco ha raggiunto un accordo con Tata Motors in base al quale il gruppo indiano lancerà un'offerta volontaria sul 100% della società a un prezzo per azione pari a 14,1 euro per una valutazione senza il business della difesa di 3,8 miliardi. Leonardo ha registrato un aumento di ordini, ricavi ed ebit nel primo semestre del 2025 e ha rivisto al rialzo le previsioni per l'anno in corso.

Conti anche per Mediobanca. L’esercizio 2024/2025 si è chiuso con i migliori risultati di sempre: l’utile netto è salito a 1,33 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, a fronte di ricavi consolidati pari a 3,72 miliardi (+3%), in linea con la guidance.

E se FinecoBank ha registrato un utile semestrale stabile a 317,8 milioni (-0,8%) e ha confermato gli obiettivi del 2025, Nexi nel primo semestre ha visto i ricavi crescere del 3,4% a 1,715,5 miliardi e l'utile normalizzato di pertinenza salire a 328,5 milioni (+8,5%).

Ottima, poi, la semestrale di Prysmian che ha alzato la guidance per il 2025. Nonostante il netto cambio del cambio euro/dollaro, ora considerato a 1,14 rispetto al precedente 1,06, ora prevede un ebitda adjusted tra 2.300 e 2.375 milioni (in precedenza 2.250-2.350 milioni) e un free cash flow tra 1.000 e 1.075 milioni (da 950-1.050 milioni).

Meno brillanti i conti di Tenaris con le vendite nel primo semestre del 2025 diminuite dell'11% rispetto al primo semestre del 2024 a 6.008 milioni di dollari, a causa del calo del 5% dei volumi di prodotti tubolari spediti e del -7% dei prezzi medi di vendita dei tubi. Il margine ebitda è sceso dal 26,7%, escludendo un accantonamento di 171 milioni di dollari, al 23,8%, mentre l’ebitda è diminuito del 21% e l'utile netto del 4% su base annua a 1.060 milioni di dollari.

Attenzione, inoltre, a Stellantis dopo che un tribunale dei Paesi Bassi ha detto che le auto diesel vendute da Opel, Peugeot, Citroen e DS nei Paesi Bassi a partire dal 2009 contenevano un software progettato per eludere i test sulle emissioni.

Quanto a Unicredit, gli investimenti in titoli sovrani russi tramite la filiale locale espongono la banca al rischio di possibili sanzioni internazionali, come ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.

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