Al termine delle contrattazioni il Ftse Mib ha accentuato il rialzo, toccando quasi il punto percentuale (0,94%) a 48.246 punti. La storia principale di giornata ha riguardato Stellantis, tornata in utile nel primo trimestre del 2026. Ciononostante, il titolo ha proseguito in calo per tutta la giornata, per poi chiudere con un ribasso del 6,36%. In rosso anche Moncler (-2%) e Banca Mediolanum (-0,4%). Tra i rialzi si sono invece distinti A2a (+3,5%), Prysmian (+3%) e Stm (+2,87%).
Da segnalare il tonfo del 13,6% Bff Bank, quotata all’All-Share, dopo i conti che hanno segnato un calo dell’utile e la revisione dei target.
Nel giorno in cui la Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi di interesse invariati, lo spread Btp/Bund si è attestato a 84 punti, col rendimento del Btp decennale al 3,86% e quello del Bund tedesco al 3,04%. Intanto i principali listini europei hanno chiuso in positivo, col Dax di Francoforte che ha guadagnato l’1,35%, il Cac 40 di Parigi lo 0,5% e il Ftse 100 di Londra l’1,5%.
Come spiega Martina Daga, macro economist di AcomeA Sgr, «Lagarde riconosce che il quadro è diventato più incerto: si sono intensificati sia i rischi al rialzo sull’inflazione sia quelli al ribasso sulla crescita». L’appuntamento decisivo è quindi rimandato al meeting di giugno, «quando saranno disponibili nuove proiezioni macroeconomiche e ulteriori evidenze sulla trasmissione dello shock», conclude l’esperta.
Alle 17:45 i futures sul Brent viaggiano a 109,7 dollari (-0,7%) e quelli sul Wti a 104,3 dollari (-2,3%).
Il Ftse Mib riduce i guadagni e sale dello 0,2%. Tra i titoli migliori Prysmian (+3%), A2a (+3%) e Fincantieri (+2%). In calo Stellantis (-7,6%), Amplifon (-1,7%) e Moncler (-1,6%). Spread Btp/Bund in rialzo a 84 punti.
Wall Street apre la seduta contrastata.
L'indice Ftse Mib di Piazza Affari si porta a un passo da 48.000 punti alle 15:05 (+0,34% a 47.957 punti) grazie alla spinta di Prysmian, Fincantieri e A2A. Restano in rosso alcune banche, Moncler e soprattutto Stellantis (-5,96%) dopo la trimestrale.
Il rendimento del Btp 10 anni scende del 3,8% (spread con il Bund a 82 punti base) Nell'area euro, ha avvertito la presidente della Bce (tassi fermi al 2%), Christine Lagarde, in conferenza stampa, il rialzo dei prezzi dell'energia terrà l'inflazione ben sopra il 2% nel breve termine.
E più si prolungherà il conflitto in Iran e Medio Oriente, «più diventa probabile che l'impatto dei rincari si intensifichi». Per questo alla Bce «monitoreremo attentamente la portata e la durata dello shock e come si trasferisce alle aspettative sui prezzi e all'economia nel suo complesso», ha proseguito. Al tempo stesso, lo shock energetico implica un aumento dei rischi di indebolimento per l'economia, ha aggiunto.
Il dollaro, dopo il nulla di fatto della Fed, è debole. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 189.000 unità, in diminuzione di 26.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Mentre i consumi personali (Pce) sono aumentati dello 0,9% a marzo (+0,6% nel mese precedente), risultando in linea alle attese degli economisti. Quanto ai redditi personali hanno registrato un incremento dello 0,6%, contro stime per un +0,3% e rispetto al dato invariato del mese precedente.
La Bce lascia invariato il costo del denaro al 2%, come ampiamente previsto dagli economisti, e vede rischi al rialzo sui prezzi e al ribasso sul pil a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del conseguente shock energetico (il caro vita nell'area euro è balzato al 3% ad aprile a causa dei forti rincari dell'energia: +10,9% annuo).
Le borse europee consolidano i rialzi (Dax +0,76%, Cac40 +0,14%, Ftse100 +1,52% e Ftse Mib +0,19% a 47.889 punti alle 14:15 con Enel e Prysmian in testa, rispettivamente, con un +1,49% e un +3,26%; dimesse, invece, le banche e Stellantis). Lo spread Btp/Bund scende a quota 80,9 punti base (il rendimento del Btp 10 anni flette al 3,89%) e l’euro resta sotto 1,17 dollari (+0,17% a 1,1695 dollari).
La vulnerabilità energetica dell’Europa sta emergendo chiaramente dai dati. «I Pmi di aprile hanno deluso le aspettative, spingendoci a rivedere al ribasso le nostre previsioni di crescita per l’Eurozona, dall’1,5% allo 0,8% per il 2026. Il sostegno fiscale dovrebbe contribuire ad attenuare in parte l'impatto sull'attività, ma difficilmente riuscirà a controbilanciare l'impulso inflazionistico allo stesso modo, lasciando la Bce a gestire un difficile compromesso tra crescita e inflazione», sottolinea Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen.
Alle 14:45 è probabile che la presidente della Bce, Christine Lagarde, faccia leva nella conferenza stampa per giustificare il mantenimento di un approccio prudente. «L'attenzione sarà rivolta alla possibilità che lo shock energetico si ripercuota sull'inflazione dei servizi in senso più ampio, al di là degli ovvi canali diretti rappresentati dalle tariffe aeree e dai trasporti, con le aspettative di inflazione tenute sotto stretta osservazione», prevede Laura Cooper.
I mercati azionari europei sono contrastati (Dax +0,27%, Cac40 -0,29%, Ftse100 +1,34% e Ftse Mib +0,09% a 47.838 punti alle 13:05 con tutte le utility, in particolare A2A +3,16% e Enel +1,8%, Prysmian +3,38% e Leonardo +1,4% in evidenza) in attesa dell’esito della riunione delle Bce (previsti tassi fermi) e dopo che, come ampiamente stimato dagli economisti, la Bank of England ha lasciato il costo del denaro al 3,75%.
Nel board della BoE 8 membri hanno votato per lo status quo, solo 1 contro. La Banca centrale britannica ha osservato che il conflitto in Medio Oriente sta danneggiando i trasporti e le forniture di energia, spingendo i prezzi e i costi dei carburanti. «Stiamo monitorando la situazione molto attentamente, qualunque cosa accada assicureremo che l'inflazione torni al livello obiettivo nel medio termine», ha precisato la Bank of England. La sterlina resta ferma nei confronti dell’euro, che scambia a 0,8661. Mentre la moneta unica riconquista quota 1,17 dollari (+0,26%).
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib lima le perdite alle 12:15 (-0,14% a 47.730 punti base) grazie alle utility come Enel (+1,19%), Snam (+1,15%) e Terna (+1,59%), ma anche grazie a Prysmian (+3,9%), premiata dopo la buona trimestrale, e a Leonardo (+1,19%).
L’euro scatta in avanti (+0,15% a 1,1692 dollari) in attesa dell’esito della riunione della Bce e dopo l’incremento dell’inflazione in Eurozona al 3% ad aprile rispetto al 2,6% di marzo. Mentre il tasso di disoccupazione nel Vecchio continente si è attestato al 6,2% a marzo, in calo rispetto al 6,3% rivisto di febbraio, secondo i dati pubblicati da Eurostat. La lettura è in linea al consenso degli economisti. Invece, in Germania ha raggiunto il 6,4% ad aprile, invariato rispetto al mese precedente. La lettura è superiore al consenso degli economisti al 6,3%. In particolare, il numero dei disoccupati in Germania è aumentato di 20.000 unità ad aprile, contro un incremento atteso di 4.000 unità.
Viceversa, in Italia a marzo il tasso di disoccupazione è sceso al 5,2% (-0,1 punti), ma quello giovanile è aumentato al 18,1% (+0,6 punti). Il calo delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d'età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali i disoccupati risultano in lieve crescita. Il tasso di inattività è salito al 34,1% (+0,1 punti).
Solo Londra regge alle vendite (+0,59 l’indice Ftse100 alle 11). Francoforte perde lo 0,29%, Parigi l’1,23% e Milano lo 0,71% a 47.456 punti (con tutte le banche e Stellantis -7,75% sotto pressione, viceversa Prysmian, venduta in prima battuta dopo la pubblicazione della trimestrale, ha virato al rialzo, +3%) per il rischio che gli Stati Uniti possano attaccare di nuovo l'Iran.
L’euro è stabile a 1,1677 dollari e lo spread Btp/Bund è poco mosso a 84,5 punti base (ma il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,96%) dopo che l’inflazione preliminare in Eurozona ad aprile ha registrato un +1% mese su mese (+3% anno su anno dal 2,6% annuo di marzo, in linea con le stime degli economisti), mentre il pil del blocco nel primo trimestre solo un modesto +0,1% trimestre su trimestre (+0,8% anno su anno.)
Meglio l’Italia. L'Istat ha infatti pubblicato la stima preliminare del pil per il primo trimestre 2026 dell’Italia, che ha mostrato una crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% in termini tendenziali. La variazione acquisita per l'intero 2026 è pari allo 0,5%.
Tuttavia, anche in Italia si è registrato ad aprile un balzo dell'inflazione. Secondo le stime provvisorie dell'Istat, l'indice ha evidenziato una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua, da +1,7% del mese precedente a causa delle tensioni sui prezzi degli energetici (+9,5% da -2,1%) e degli alimentari non lavorati (+6,0% da +4,7%).
Borse europee sotto pressione in avvio di seduta, eccetto Londra (Dax -0,83%, Cac40 -1%, Ftse100 -0,02% e Ftse Mib -0,97% a 47.331 punti). L’attenzione si concentra sulle decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea e della Bank of England. Per entrambe le istituzioni non sono attese variazioni dei tassi di riferimento, ma gli investitori monitorano attentamente le indicazioni prospettiche, soprattutto alla luce delle pressioni inflazionistiche legate al rialzo delle materie prime.
Ad aprile i prezzi al consumo in Francia sono aumentati più del previsto, in base ai dati preliminari. Il tasso di inflazione armonizzato si è attestato al 2,5% su base annua ad aprile, complice l’aumento dei prezzi dell'energia. Gli economisti avevano previsto in media una lettura al 2,3%, con stime tra il 2,2% e il 2,6%. Se i dati preliminari saranno confermati, aprile sarà il primo mese da agosto 2024 in cui la Francia supererà l'obiettivo di inflazione del 2% fissato dalla Bce.
Hanno deluso le vendite al dettaglio in Germania, diminuite del 2% su base mensile a marzo, dopo il calo rivisto dello 0,3% di febbraio. Gli economisti si aspettavano una diminuzione dello 0,3% mese su mese. Anche su base annua sono calate del 2%, rispetto al precedente incremento rivisto dello 0,9% e a una previsione degli esperti di un +0,5%. Meglio del previsto, invece, i prezzi delle importazioni in Germania, aumentati del 2,3% su base annua a marzo, dopo un calo del 2,3% nel mese precedente. Gli economisti si aspettavano un incremento dell'1,6% anno su anno. Dopo questi dati macro l’euro è stabile a 1,1676 dollari.
La Fed il 29 aprile ha lasciato come atteso i tassi invariati al 3,5-3,75% nell'ultima riunione dell'era di Jerome Powell alla presidenza. La decisione è stata presa con otto voti a favore e quattro contrari - il dissenso più alto mostrato dal Fomc negli ultimi 34 anni, mentre aumentano i timori sul lato dell'inflazione. Powell ha fatto sapere che rimarrà comunque nel board, ma senza agire da «dissidente di alto profilo» sotto il suo successore designato, Kevin Warsh, la cui nomina alla guida della Fed ha superato il 29 aprile l’esame della commissione bancaria del Senato e potrebbe essere confermata dall’aula già entro due settimane, poco prima della fine del mandato di Powell come capo della banca centrale, il 15 maggio.
Il comparto energetico e delle materie prime resta sostenuto dal rialzo del petrolio, con Brent (future +1,23% a 111,80 dollari al barile) e Wti ai massimi da quattro anni. Questo movimento riflette il timore di un’interruzione dell’offerta legata alle tensioni geopolitiche in Iran, contribuendo al contempo a un incremento dei rendimenti obbligazionari europei (quello del Btp 10 anni sale al 3,98% con lo spread con il Bund poco mosso a 85,2 punti base, del Bund stessa scadenza al 3,12% e del Treasury Usa decennale al 4,42%), soprattutto dopo la notizia, riportata da Axios, secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando una possibile azione militare contro l’Iran per sbloccare lo stallo nei negoziati e porre fine alla guerra.
Il flusso di trimestrali societarie rappresenta un ulteriore elemento chiave. Tra i principali gruppi bancari, Bnp Paribas ha riportato un utile netto superiore alle attese, anche Société Générale e Bbva hanno registrato risultati solidi.
Sul listino milanese Banco Bpm flette dell’1,66% a 12,17 euro anche se Credit Agricole (l'utile del primo trimestre è cresciuto solo dell'1,8% rispetto all'anno precedente a 1,68 miliardi di euro, sotto le attese degli analisti di 1,72 miliardi) è salita al 22,9% del capitale. La banca francese ha presentato una lista di sette candidati per il consiglio di amministrazione, pur senza cercare il controllo della gestione.
Nel frattempo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è spuntato un pretendente per la Banca del Mezzogiorno (BdM) ed è proprio Credit Agricole che ha presentato una manifestazione d’interesse per l’ex Popolare di Bari, istituto salvato nel 2020 da Mediocredito Centrale con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Mentrre l’ad di Unicredit (-1,95% a 64,45 euro), Andrea Orcel, ha detto in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che il processo di acquisizione di Commerzbank da parte della banca italiana non si può fermare e andrà a buon fine perché la logica commerciale è chiara.
Quanto a Nexi (-0,63% a 3,94 euro) Cassa depositi e prestiti intende mantenere la propria quota e si oppone a qualsiasi acquisizione del gruppo di pagamenti da parte di Cvc Capital. Intesa Sanpaolo e Inwit riuniscono le rispettive assemblee degli azionisti.
Fa peggio Prysmian (-6% a 124,35 euro) anche se ha iniziato l'anno con crescita organica, margini in aumento e una forte generazione di cassa (free cash flow a 1.191 milioni di euro). Confermata la guidance 2026. Citi ha ribadito il rating buy e il target price a 113 euro sull’azione.
Vendite massicce pure su Stellantis (-8,76% a 6,16 euro) nonostante un utile operativo rettificato quasi triplicato nel primo trimestre a 960 milioni di euro, oltre la stima degli analisti a 568 milioni, grazie alla crescita delle vendete di veicoli in tutte le regioni, soprattutto nel suo mercato chiave nordamericano.
E se Pirelli (-0,78% a 5,74 euro) ha siglato un accordo con la società svedese di visione artificiale Univrses per integrare nel sistema Cyber Tyre le tecnologie di computer vision basate sull'intelligenza artificiale sviluppate dalla startup svedese, il cda di A2A (-0,26% a 2,33 euro) ha nominato Renato Mazzoncini ad della multiutility di Milano e Brescia per il terzo mandato consecutivo.
Nel caso di Ferretti, in calo del 2,6% a 4,098 euro, il proxy advisor Institutional Shareholder Services (ISS) ha raccomandato agli azionisti del gruppo di votare a favore della lista di candidati proposta da Kkcg Maritime per il rinnovo del board, dal momento che «appare essere la migliore opzione per assicurare continuità a livello strategico e di management».
Si preannuncia un giovedì nero per le borse europee (-0,87% il future sull’Eurostoxx50) con i prezzi del petrolio che hanno raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni (futures sul Brent +3% a 113,79 dollari al barile) a causa del rischio che gli Stati Uniti possano attaccare di nuovo l'Iran.
I conti trimestrali positivi dei giganti tecnologici statunitensi sono di poco supporto in vista di quelli di Apple. Gli utili di Alphabet, casa madre di Google, hanno superato le previsioni. Anche i risultati di Microsoft e Amazon sono stati solidi, invece Meta ha deluso perché ha aumentato le previsioni di spesa in conto capitale per investire altri miliardi nelle infrastrutture di intelligenza artificiale.
Gli investitori temono che la Bce (annuncio tassi ore 14:15) e la Banca d'Inghilterra (annuncio tassi ore 13) possano prospettare più avanti un aumento dei tassi di interesse, dopo che la Fed li ha mantenuti invariati al 3,5%-3,75%. Tuttavia, tre membri del consiglio della Fed hanno votato per abbandonare l'orientamento accomodante della banca centrale americana, nella decisione più divisa dal 1992.
Il presidente uscente, Jerome Powell, ha inoltre confermato che per ora rimarrà in carica come governatore per difendere l'indipendenza dell'istituzione, mentre il suo successore, Kevin Warsh, scelto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostenitore dei tassi bassi, si avvicina alla conferma.
Le banche centrali stanno aspettando di vedere quale esito prevarrà in Medio Oriente prima di intraprendere passi decisivi in qualsiasi direzione. I futures di Wall Street scendono (-0,57% quello sul Dow Jones e -0,20% quello sull’S&P500) e i Treasury Usa vengono venduti in modo massiccio con il rendimento del 10 anni al massimo da un mese al 4,43% e il dollaro che guadagna lo 0,20%, superando i 160 yen.
Morgan Stanley ha previsto che la Fed inizierà a tagliare i tassi solo l'anno prossimo, abbandonando la precedente previsione di tagli nel 2026, a causa dell'inflazione ostinata e della resilienza economica. Secondo il Cme Fedwatch, i mercati ora stanno scontando una probabilità del 44% di un incremento dei tassi entro aprile 2027, in aumento rispetto all'8% registrato prima che la Fed annunciasse la sua decisione.
L’agenda macro è piena. Già pubblicato il dato sul pil del primo trimestre del 2026 della Francia, invariato trimestre su trimestre e +1,1% anno su anno, alle 8 sono attesi i prezzi import e le vendite al dettaglio a marzo della Germania, alle 9 il pil del primo trimestre della Spagna, alle 9:55 il tasso di disoccupazione ad aprile della Germania di cui alle 10 si conoscerà il pil del primo trimestre come per l’Italia, in questo caso insieme al tasso di disoccupazione a marzo.
Alle 11 tocca al pil del primo trimestre dell’Eurozona insieme all’inflazione preliminare ad aprile e al tasso di disoccupazione a marzo. Altra raffica di dati macro dagli Usa: alle 14:30 le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione, il pil del primo trimestre, la spesa per consumi, i redditi delle famiglie e il deflatore a marzo. per chiudere alle 15:45 con il Pmi Chicago di aprile.
Sul listino milanese attenzione a Banco Bpm con Credit Agricole (l'utile del primo trimestre è cresciuto solo dell'1,8% rispetto all'anno precedente a 1,68 miliardi di euro, sotto le attese degli analisti di 1,72 miliardi) salita al 22,9% del capitale. La banca francese ha presentato una lista di sette candidati per il consiglio di amministrazione, pur senza cercare il controllo della gestione.
Nel frattempo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è spuntato un pretendente per la Banca del Mezzogiorno (BdM) ed è proprio Credit Agricole che ha presentato una manifestazione d’interesse per l’ex Popolare di Bari, istituto salvato nel 2020 da Mediocredito Centrale con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Mentrre l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha detto in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che il processo di acquisizione di Commerzbank da parte della banca italiana non si può fermare e andrà a buon fine perché la logica commerciale è chiara.
Quanto a Nexi Cassa depositi e prestiti intende mantenere la propria quota e si oppone a qualsiasi acquisizione del gruppo di pagamenti da parte di Cvc Capital. Intesa Sanpaolo e Inwit riuniscono le rispettive assemblee degli azionisti.
Mentre Prysmian ha iniziato l'anno con crescita organica, margini in aumento e una forte generazione di cassa (free cash flow a 1.191 milioni di euro). Confermata la guidance 2026. Citi ha ribadito il rating buy e il target price a 113 euro sull’azione.
Ha superato il test dei conti anche Stellantis con un utile operativo rettificato quasi triplicato nel primo trimestre a 960 milioni di euro, oltre le stime degli analisti a 568 milioni, grazie alla crescita delle vendite di veicoli in tutte le regioni, soprattutto nel suo mercato chiave nordamericano.
E se Pirelli ha siglato un accordo con la società svedese di visione artificiale Univrses per integrare nel sistema Cyber Tyre le tecnologie di computer vision basate sull'intelligenza artificiale sviluppate dalla startup svedese, il cda di A2A ha nominato Renato Mazzoncini ad della multiutility di Milano e Brescia per il terzo mandato consecutivo.
Nel caso di Ferretti il proxy advisor Institutional Shareholder Services (ISS) ha raccomandato agli azionisti del gruppo di votare a favore della lista di candidati proposta da Kkcg Maritime per il rinnovo del board, dal momento che «appare essere la migliore opzione per assicurare continuità a livello strategico e di management». (riproduzione riservata)