Borse europee poco mosse in avvio di seduta (Dax sulla parità, Cac40 +0,51%, Ftse100 +0,26% e Ftse Mib +0,05% a 49.851 punti). La Fed ha lasciato invariati i tassi a 3,75%-4%, in linea con le aspettative, mettendo in stand-by i ritocchi del costo del denaro fino alle elezioni statunitensi di midterm e in attesa di ulteriori dati sulla traiettoria dell'inflazione che resta elevata. Con una decisione 10-2, la banca centrale Usa ha migliorato il proprio giudizio sull'economia, che ora cresce a un «ritmo sostenuto», lasciando intendere che potrebbero esserci ulteriori rialzi dei tassi in futuro, a seconda dell'andamento dei prezzi al consumo.
Atteso, invece, nel primo pomeriggio il verdetto della Bce che, analogamente, dovrebbe lasciare invariati i tassi al 2,5%. Un sondaggio Reuters prevede un rialzo a dicembre a causa di un'inflazione che resta su livelli elevati a cui si somma la crisi del debito francese. L'attenzione degli investitori si concentrerà, oltre che sul debito francese, anche sull'eventuale uscita anticipata della presidente, Christine Lagarde.
Non dovrebbero muoversi molto i rendimenti nell’asta di Btp e Ccteu che verranno offerti per un massimo di 7,75 miliardi di euro. Il 28 ottobre in chiusura i tassi del titolo decennale erano pari al 4,50%, da confrontare con il 4,58% dell'ultima asta a fine settembre, mentre quelli del quinquennale al 4,07% da 4,08% dell'ultimo collocamento.
Lo spread Btp/Bund sale a 116,24 punti base con il rendimento del Btp a 10 anni in flessione al 4,49%. Il 28 ottobre in serata il governo ha dato il via libera alla legge di bilancio per l'anno prossimo che prevede tagli alle tasse e maggiori spese per 26 miliardi di euro. Nella conferenza stampa successiva al Cdm, la premier, Giorgia Meloni, ha aggiunto che 5 miliardi di euro saranno raccolti da banche e compagnie assicurative per finanziare le misure previste dalla manovra, mentre un contributo di 700 milioni di euro arriverà dalle società energetiche.
Sul listino milanese nel settore bancario Intesa Sanpaolo segna un -0,28%, Unicredit un -0,13% e Mediobanca è stabile. Meglio gli assicurativi: Generali passa di mano a 42,84 euro (+0,37%) e Unipol a 25,22 euro (+0,44%). Mentre tra le utility Enel spunta un +0,14%, Snam un +0,23%, Italgas, attesa al test dei conti come Amplifon (+1,08%), un +0,04%, Hera un +0,16%, Iren un -0,08%. Quanto al comparto oil Eni registra un -0,09% con il prezzo del petrolio Brent in calo del’1% a 110,5 dollari al barile.
Caso a parte Mps (-0,55% a 10,81 euro) nel giorno dell’assemblea chiamata a votare una serie di operazioni strategiche proposte dall'ad, Luigi Lovaglio per respingere l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo, tra cui le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali (-0,16% a 60,6 euro), e la fusione di Mediobanca. La banca guidata da Carlo Messina ha avvertito che ritirerà la sua offerta se i soci di Mps approveranno anche una sola delle due ops.
Invece Banco Bpm (-1,12% a 13,64 euro) ha ricevuto da parte della Bce la comunicazione contenente gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale. Francoforte ha confermato per il 2027 lo stesso Pillar 2 Requirement complessivo richiesto per il 2026 e pari al 2,25%.
Il requisito a livello di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare su base consolidata dal 1° gennaio 2027 sarà pertanto pari al 9,53%. Gli ulteriori requisiti che Banco Bpm deve rispettare sono i seguenti: 11,45% in termini di Tier 1 capital ratio; 14,01% in termini di Total capital ratio. Il gruppo supera ampiamente tutti i requisiti prudenziali assegnati: 14,02% Common Equity Tier 1 ratio; 16,04% Tier 1 ratio; 18,81% Total Capital ratio.
Regge Prysmian (+0,14% a 107,9 euro) che punta a raggiungere e superare i target al 2028 con due anni di anticipo e alza ulteriormente la guidance 2026 dopo il terzo trimestre, definito dal ceo Massimo Battaini «il migliore di sempre». Nel periodo luglio-settembre i ricavi sono stati pari a 6,4 miliardi, con una crescita organica del 13,1%, mentre l’adjusted ebitda è lievitato del 32,1% a 851 milioni. L’utile netto è sceso di oltre il 31% a 408 milioni, complice l’incasso straordinario per la cessione di Yofc del 2025.
Mentre Stm (-1,73% a 42,63 euro) ha registrato nel terzo trimestre ricavi e margini sopra le attese del mercato e ha previsto per il quarto trimestre un fatturato di 4,15 miliardi, in aumento rispetto ai 3,76 miliardi del terzo trimestre, con una variazione possibile del 3,5% in più o in meno. Gli analisti si attendevano 4,10 miliardi.
Crolla del 6% a 6,168 euro Campari che ha confermato la guidance sul 2026 dopo aver registrato una crescita organica delle vendite nette del 3,4% nel terzo trimestre, sostenuto dalla domanda dei suoi aperitivi e della tequila. La società ha ribadito l'aspettativa di conseguire una sovraperformance rispetto al settore, con una crescita organica delle vendite nette di circa il 3%, con i seguenti driver di crescita aggiornati: crescita più sostenuta in Europa; crescita più contenuta in Nord America. Negli Stati Uniti, nonostante la forte crescita degli aperitivi e della tequila, il gruppo ha però previsto un calo marginale delle vendite nette nell'anno, a causa di una performance più moderata nel secondo semestre in alcune categorie e di un'elevata base di confronto nel quarto trimestre.
«I risultati del terzo trimestre di Campari sono leggermente superiori alle attese, grazie al contributo positivo dell’Europa, ma il Nord America ha deluso le aspettative», afferma Citi. «Sebbene il management abbia confermato la guidance per l’esercizio 2026, che prevede una crescita organica delle vendite di circa il 3%, il gruppo prevede ora per il Nord America una «lieve flessione» della crescita organica delle vendite sull’intero esercizio. Si tratta di un dato in contrasto con le attese di consenso per il Nord America, che indicavano una crescita del 3,1%».
Anche se gli aperitivi e la tequila hanno continuato a registrare buone performance negli Stati Uniti, il peggioramento delle prospettive riflette un secondo semestre più debole per il 50% del portafoglio, in particolare per Wild Turkey, Courvoisier e Grand Marnier. A livello di gruppo, «la performance più debole attesa nel secondo semestre negli Stati Uniti sarà compensata da risultati migliori in Europa. Tuttavia, considerando che molti investitori buy-side si aspettavano una sorpresa positiva più marcata sulla crescita organica delle vendite nel terzo trimestre e un miglioramento della guidance per l’intero esercizio a livello di gruppo», avverte Citi, «questo aggiornamento rischia di essere accolto negativamente dal mercato. Ci aspettiamo quindi che il titolo, su cui abbiamo un rating buy e un target price a 7,50 euro, registri un forte ribasso».
Infine, Avio che, nell'ambito del contratto quadro già in essere con Mbda in Francia, ha firmato un ordine di produzione di oltre 55 milioni di euro sale dell’1,98% a 32,95 euro.
Borse europee attese poco mosse (-0,03% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta mentre i futures Usa sono deboli (-0,25% quello sull’S&P500) dopo che i conti deludenti e il consumo di liquidità per l’AI da parte di Alphabet ha fatto crollare l’azione del 10% nelle contrattazioni after-hour a Wall Street, facendo perdere quasi 400 miliardi di dollari al suo valore di mercato. Viceversa, Microsoft (+3%) ha superato le previsioni con flussi di cassa migliori del previsto.
Focus sulla Bce che dovrebbe lasciare invariato il tasso sui depositi al 2,5% (alle 14:15 la decisione). Sebbene il quadro energetico sia diventato più difficile rispetto a settembre, i responsabili della politica monetaria hanno attenuato il senso di urgenza a seguito dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e del più generale inasprimento delle condizioni finanziarie, spiega Henry Cook, Senior Europe Economist di Mufg Bank.
I prezzi del petrolio e del gas sono aumentati nettamente e si collocano ora ben al di sopra delle ipotesi utilizzate nello scenario avverso della Bce, mentre l’inflazione dovrebbe superare il 4% nei prossimi mesi. Per il momento, continua Cook, i dati interni rimangono generalmente rassicuranti sul fronte degli effetti inflazionistici di secondo impatto, con le indicazioni provenienti dalle indagini che non forniscono ancora prove chiare di una diffusione delle pressioni sui prezzi.
Guardando avanti, «continuiamo a prevedere un moderato inasprimento della politica monetaria, in un’ottica di gestione dei rischi. Il nostro scenario di base resta quello di un ulteriore inasprimento di 50 punti base, con la prossima mossa a dicembre, in concomitanza con le proiezioni aggiornate della Bce», aggiunge Cook, riconoscendo, tuttavia, che la sua previsione è leggermente inferiore rispetto a un mese fa, alla luce dell’inasprimento delle condizioni finanziarie e dei nuovi elementi che mettono alla prova il quadro di resilienza della crescita.
Alla luce del contesto di mercato, l’attenzione sarà fortemente concentrata sulla conferenza stampa alle 14:45 della presidente Christine Lagarde. «Saranno inevitabili domande sulla Francia (il rendimento degli Oat 10 anni sale al 4,93%, ndr) e sugli spread sovrani. Ci aspettiamo che Lagarde sottolinei che il Consiglio direttivo sta monitorando attentamente le condizioni finanziarie, evitando accuratamente qualsiasi discussione su livelli specifici degli spread o soglie che farebbero scattare un intervento. Per il momento, la questione più importante è se, e in quale misura, presenterà il recente inasprimento delle condizioni finanziarie come un sostituto diretto dell’azione di politica monetaria».
Nel frattempo, il petrolio cala mentre gli operatori valutavano i nuovi sforzi diplomatici in Medio Oriente per scongiurare una possibile ripresa degli attacchi militari statunitensi contro l’Iran. Il future sul Brent flette dell’1% a 110,48 dollari al barile, dopo essere salito di oltre l’1% nella seduta precedente, mentre quello sul Wti dell’1,44% a 101,30 dollari al barile. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha avviato un contatto con Mohsen Rezaei, segretario del principale organo di sicurezza iraniano.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran continua a concedere una possibilità alla diplomazia. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha confermato che Vance ha scritto alle autorità iraniane, precisando tuttavia che l’iniziativa era incentrata sull’offerta di forniture mediche. Il 28 ottobre, in un’intervista ad Axios, il tycoon ha affermato che sono in corso negoziati attraverso intermediari, precisando però di non sapere se produrranno risultati concreti.
«Notizie di questo tipo possono influenzare i prezzi», afferma Rebecca Babin, senior trader specializzata nel settore energetico presso Cibc Private Wealth Group. «Qualsiasi segnale di comunicazione tra alti funzionari delle due parti potrebbe essere sufficiente a innescare alcune prese di profitto sul greggio e a ridurre, almeno in parte, il premio per il rischio incorporato nei prezzi».
Nonostante il calo recente, il Brent ha registrato un rialzo del 10% nel corso del mese di ottobre, raggiungendo il livello più alto da aprile, mentre il conflitto continua a protrarsi. Quest’impennata ha esercitato forti pressioni sui consumatori e messo in difficoltà le banche centrali impegnate a contenere l’inflazione. La Fed il 28 ottobre ha scelto di mantenere invariati i tassi, ma gli economisti si attendono un rialzo a dicembre.
Il 3 novembre gli elettori statunitensi saranno chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato, in un contesto caratterizzato da segnali di un possibile calo del consenso nei confronti dei repubblicani. Il presidente Trump ha lasciato intendere più volte che potrebbe riprendere la campagna militare contro Teheran una volta concluso il voto, eventualmente coordinandosi con Israele.
L’euro cade dello 0,13% a 1,1136 dollari in attesa alle 11 degli indici di fiducia a ottobre dell’Eurozona e alle 12 di quelli dell’Italia. Alle 13:30 tocca alle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, al reddito e spesa personale e al deflatore a settembre, oltre che al pil del terzo trimestre. Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni scende al 5,003% in attesa, tra l’altro, dell’asta di titoli a 7 anni da 44 miliardi di dollari.
Sul listino milanese attenzione a Prysmian che punta a raggiungere e superare i target al 2028 con due anni di anticipo e alza ulteriormente la guidance 2026 dopo il terzo trimestre, definito dal ceo Massimo Battaini «il migliore di sempre». Nel periodo luglio-settembre i ricavi sono stati pari a 6,4 miliardi, con una crescita organica del 13,1%, mentre l’adjusted ebitda è lievitato del 32,1% a 851 milioni. L’utile netto è sceso di oltre il 31% a 408 milioni, complice l’incasso straordinario per la cessione di Yofc del 2025.
Mentre Stm ha registrato nel terzo trimestre ricavi e margini sopra le attese del mercato e ha previsto per il quarto trimestre un fatturato di 4,15 miliardi, in aumento rispetto ai 3,76 miliardi del terzo trimestre, con una variazione possibile del 3,5% in più o in meno. Gli analisti si attendevano 4,10 miliardi.
Tra l’altro sempre nel settore dei chip il colosso Samsung Electronics ha registrato un aumento di 15 volte degli utili trimestrali, trainati dal boom dell’AI, ma l’azione è caduta del 4% circa perché gli investitori hanno reagito negativamente alla mancanza di nuovi piani di ritorni per gli azionisti come invece ha fatto la rivale SK Hynix.
Attese al test dei conti anche Italgas, Amplifon ed Edison.
Tra le banche, è da monitorare Mps nel giorno dell’assemblea chiamata a votare una serie di operazioni strategiche proposte dall'ad, Luigi Lovaglio per respingere l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo, tra cui le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, e la fusione di Mediobanca. La banca guidata da Carlo Messina ha avvertito che ritirerà la sua offerta se i soci di Mps approveranno anche una sola delle due ops.
Intanto Banco Bpm ha ricevuto da parte della Bce la comunicazione contenente gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale. Francoforte ha confermato per il 2027 lo stesso Pillar 2 Requirement complessivo richiesto per il 2026 e pari al 2,25%.
Il requisito a livello di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare su base consolidata dal 1° gennaio 2027 sarà pertanto pari al 9,53%. Gli ulteriori requisiti che Banco Bpm deve rispettare sono i seguenti: 11,45% in termini di Tier 1 capital ratio; 14,01% in termini di Total capital ratio. Il gruppo supera ampiamente tutti i requisiti prudenziali assegnati: 14,02% Common Equity Tier 1 ratio; 16,04% Tier 1 ratio; 18,81% Total Capital ratio.
Invece Campari ha confermato la guidance sul 2026 dopo aver registrato una crescita organica delle vendite nette del 3,4% nel terzo trimestre, sostenuto dalla domanda dei suoi aperitivi e della tequila. L'outlook per il 2026 rimane confermato. Campari ha ribadito l'aspettativa di conseguire una sovraperformance rispetto al settore, con una crescita organica delle vendite nette di circa il 3%, con i seguenti driver di crescita aggiornati: crescita più sostenuta in Europa; crescita più contenuta in Nord America. Negli Stati Uniti, nonostante la forte crescita degli aperitivi e della tequila, il gruppo ha però previsto un calo marginale delle vendite nette nell'anno, a causa di una performance più moderata nel secondo semestre in alcune categorie e di un'elevata base di confronto nel quarto trimestre.
«I risultati del terzo trimestre di Campari sono leggermente superiori alle attese, grazie al contributo positivo dell’Europa, ma il Nord America ha deluso le aspettative», afferma Citi. «Sebbene il management abbia confermato la guidance per l’esercizio 2026, che prevede una crescita organica delle vendite di circa il 3%, il gruppo prevede ora per il Nord America una «lieve flessione» della crescita organica delle vendite sull’intero esercizio. Si tratta di un dato in contrasto con le attese di consenso per il Nord America, che indicavano una crescita del 3,1%».
Anche se gli aperitivi e la tequila hanno continuato a registrare buone performance negli Stati Uniti, il peggioramento delle prospettive riflette un secondo semestre più debole per il 50% del portafoglio, in particolare per Wild Turkey, Courvoisier e Grand Marnier. A livello di gruppo, «la performance più debole attesa nel secondo semestre negli Stati Uniti sarà compensata da risultati migliori in Europa. Tuttavia, considerando che molti investitori buy-side si aspettavano una sorpresa positiva più marcata sulla crescita organica delle vendite nel terzo trimestre e un miglioramento della guidance per l’intero esercizio a livello di gruppo», avverte Citi, «questo aggiornamento rischia di essere accolto negativamente dal mercato. Ci aspettiamo quindi che il titolo, su cui abbiamo un rating buy e un target price a 7,50 euro, registri un forte ribasso».
Infine, occhio ad Avio che, nell'ambito del contratto quadro già in essere con Mbda in Francia, ha firmato un ordine di produzione di oltre 55 milioni di euro.
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