Borse europee attese in calo (-0,67% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con i futures Usa poco convincenti (+0,03% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500). I prezzi del petrolio risalgono anche se si intensificano i contatti diplomatici con l’Iran, in vista delle elezioni in Israele e negli Stati Uniti.
Il future sul Brent sale dello 0,43% a 111,22 dollari al barile, dopo aver perso quasi l’1% nella seduta precedente, mentre il future sul Wti si attesta a 102,03 dollari al barile (+0,27%). Il 26 ottobre alti funzionari di Arabia Saudita, Pakistan e Turchia si sono recati a Teheran per una serie di colloqui. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Irib, i partecipanti hanno concordato di proseguire le trattative.
Nel frattempo, oggi, 27 ottobre, il presidente russo, Vladimir Putin, dovrebbe incontrare il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, e l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, a margine di un vertice sull’energia a Mosca. Nel conflitto in Medio Oriente, che dura ormai da diversi mesi, la Russia è stata uno dei principali alleati di Teheran.
I rischi restano tuttavia elevati, anche se i flussi di greggio sono tornati su livelli prossimi a quelli precedenti alla guerra, i costi del trasporto marittimo rimangono alti. Inoltre in Libano Hezbollah si starebbe preparando a una nuova guerra dopo aver ricevuto finanziamenti dall’Iran, secondo quanto riportato da Reuters. Mentre una coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha dichiarato di aver distrutto quattro droni diretti verso il sud del Regno e tre missili balistici puntati verso la parte orientale del Paese, lanciati dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran.
Gli investitori si preparano a una settimana ricca di potenziali fattori in grado di influenzare i mercati: oggi 27 ottobre si tengono le elezioni in Israele. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha promesso di rovesciare il regime di Teheran, contando sul sostegno del presidente statunitense, Donald Trump. Il suo sfidante, il leader dell’opposizione, Gadi Eisenkot, sostiene che il programma nucleare iraniano debba essere fermato, ma ha aggiunto che il cambio di regime «non è un obiettivo raggiungibile».
Mentre il 28 ottobre è attesa la decisione della Fed sui tassi di interesse. Diversi esponenti della banca centrale americana hanno lasciato intendere che non vi sia alcuna fretta di procedere con un ulteriore rialzo dei tassi, nonostante l’aumento dei costi energetici. E il 3 novembre si svolgeranno le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Le elezioni di metà mandato statunitensi rappresentano un ulteriore possibile punto di svolta. Trump ha infatti lasciato intendere che gli attacchi contro l’Iran potrebbero riprendere dopo il voto. Nel fine settimana, parlando a Fox News, il presidente americano ha dichiarato che «si sta avvicinando il momento di decidere» se raggiungere un accordo con Teheran oppure «finire la questione una volta per tutte».
Per il momento, le forze statunitensi stanno imponendo un blocco ai porti iraniani per interrompere le esportazioni di greggio della Repubblica islamica, mentre contribuiscono a garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz per le forniture provenienti dagli altri produttori del Golfo Persico. L’Iran ha comunicato ad Arabia Saudita, Turchia e Pakistan di essere disposto a valutare una proposta per riaprire la via marittima entro sette giorni, in cambio della revoca delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti.
L’euro perde lo 0,11% e va sotto 1,12 dollaro a 1,1160 in attesa alle 09:45 della fiducia dei consumatori a ottobre della Francia, alle 11 della massa monetaria M3 a settembre dell’Eurozona, alle 13:30 degli ordini di beni durevoli preliminari a settembre degli Stati Uniti, alle 13:55 dell’indice settimanale Redbook, alle 14 dell’indice Shiller sui prezzi delle case ad agosto, alle 15 del dato sulle vendite di case nuove a settembre e sulla fiducia dei consumatori a ottobre.
Sul listino milanese attenzione a Iveco visto che l’opa di Tata Motors si è chiusa con adesioni pari all'87,8%, superando la soglia di accettazione dell'80%.
Mentre è stato sottoscritto il 98,42% dell’aumento di capitale previsto da 2,5 miliardi di Unipol, per un ammontare complessivo di 2,46 miliardi. L’aumento serve a finanziare l’acquisizione degli sportelli da Mps qualora l’opas di Intesa Sanpaolo sulla banca senese vada a buon fine.
Quanto all’opa lanciata da Cvc e dalla società d’investimento belga Gbl su Recordati, conclusa venerdì, sarà riaperta dal 3 al 9 novembre. Gli offerenti continueranno a riconoscere 53 euro per ogni azione conferita.
Conti per Sogefi che ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con ricavi in crescita dell'1,2% a 732,8 milioni di euro e un utile netto di 33,6 milioni rispetto ai 28,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Conferma per l'intero 2026 l'attesa di una flessione dei ricavi low-single digit, intorno all'1-2%, e di un ebit adjusted sostanzialmente stabile rispetto al 2025
Invece, Ferretti ha chiuso i primi nove mesi con ricavi a 888,6 milioni di euro, pressoché in linea con il 2025, ma l’utile è sceso a 49,9 milioni. Confermate le stime sul fatturato 2026, atteso tra 1,2 e 1,24 miliardi. Tagliate, invece, le stime sulla redditività: l’ebitda adjusted è atteso in un range tra 174 e 185 milioni rispetto alla previsione precedente di 186-197 milioni. L’ebitda margin è stimato tra 14,5% e 14,9% contro 15,5%-15,9%.
Infine è da monitorare Webuild che, secondo Bloomberg, con la brasiliana Odebrecht Engenharia & Construção SA figura tra i principali membri dei consorzi selezionati come offerenti preferenziali per la costruzione di una tratta ferroviaria di 830 chilometri (516 miglia) del Corridoio di Lobito. Il progetto collegherà i giacimenti di rame e cobalto dell’Africa centrale con un porto sulla costa atlantica dell’Angola.
Africa Finance Corporation, lo sviluppatore principale della cosiddetta sezione zambiana del progetto, ha selezionato i gruppi, che dovrebbero finalizzare i contratti entro un periodo compreso tra otto e dodici settimane dall’avvio dei negoziati, previsto per il mese prossimo. Webuild, Mota-Engil Sgps Sa e la turca IC Ictas stanno negoziando la costruzione della tratta che collega Chingola, in Zambia, al confine con l’Angola. (riproduzione riservata)