Le borse europee sono positive in avvio di seduta. Il Dax guadagna lo 0,29%, il Cac40 lo 0,6%, il Ftse100 lo 0,15% e il Ftse Mib lo 0,38% a 48.742 punti. La settimana è dominata dalle decisioni di politica monetaria di cinque grandi banche centrali. Fed, Bce e Bank of Japan dovrebbero tutte mantenere i tassi invariati, pur lasciando aperta la porta a ulteriori rialzi a dicembre, mentre le banche centrali di Nuova Zelanda e Canada dovrebbero procedere con un aumento.
Il 28 ottobre si concluderà il meeting Fed, da cui gli economisti interpellati da Reuters si aspettano tassi invariati ma un rialzo in dicembre. Il giorno successivo la Bce si pronuncerà sui tassi, al termine del meeting da cui i mercati si aspettano una conferma dei tassi a 2,5%. Gli economisti si aspettano ancora un approccio cauto, meeting-by-meeting con le prospettive per l'inflazione in peggioramento sebbene non ci siano tracce di effetti second-round.
Il rendimento degli Oat francesi cala al 4,98%, dopo che Moody's ha confermato il rating sovrano Aa3 con outlook negativo. L'agenzia statunitense ha risparmiato al governo di Parigi un declassamento che i mercati avevano ampiamente scontato. S&P e Fitch avevano già tagliato il rating francese in precedenza. Moody's ha precisato che il rating Aa3 presuppone che un bilancio 2027 orientato alla riduzione del deficit venga adottato, e che i costi di finanziamento e le tensioni sociali si attenuino nei prossimi mesi.
Il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 4,58% (spread con il Bund in calo a 121 punti base) dopo che Scope Ratings ha confermato il rating dell'Italia a BBB+ con un outlook positivo, affermando che le aspettative di una continua disciplina fiscale e di una maggiore resilienza economica sostengono l'outlook del Paese. L'agenzia ha ribadito che l'elevato debito pubblico, il debole potenziale di crescita e la demografia sfavorevole rimangono i principali vincoli al rating dell'Italia.
Il 27 ottobre il Consiglio dei ministri si riunirà per approvare la legge di bilancio 2027-2029, secondo quando dichiarato ieri dal vice presidente del Consiglio e appena rieletto segretario della Lega, Matteo Salvini. Il ministero del Tesoro ha comunicato che metterà all'asta il 28 ottobre Bot per un valore di 4,5 miliardi di euro, mentre giovedì arriveranno i dettagli dell'asta di titoli a medio e lungo termine.
Questo dopo che l’Italia ha registrato una domanda sostenuta per il nuovo Btp Valore a doppia tranche dedicato agli investitori retail. Gli ordini complessivi sono stati oltre 16,5 miliardi di euro e sono state riviste al rialzo le cedole per entrambi i titoli: il Btp Valore offre il 3,75% per il primo e secondo anno, il 4,20% per il terzo e quarto anno e il 4,75% per il quinto anno, mentre il Btp Valore Insieme, riservato agli investitori istituzionali, stacca un'unica cedola finale al 22,70%.
Sul listino milanese Generali che ridurrà del 9% il personale in Germania (conta oltre 9.000 dipendenti nel Paese, dove lo scorso anno ha registrato premi assicurativi per oltre 15 miliardi di euro) nell’ambito di un piano di semplificazione passa di mano a quota 42,19 euro (+0,21%). La compagnia assicurativa prevede di istituire cinque centri regionali a Monaco di Baviera, Colonia, Karlsruhe, Amburgo e Saarbrücken, riunendo team attualmente distribuiti in tutta il Paese per ridurre i costi e rafforzare la collaborazione. La riduzione dei posti di lavoro sarà realizzata principalmente attraverso «accordi di uscita volontaria e prepensionamento».
Generali investirà «un importo nell’ordine di centinaia di milioni di euro» in tecnologia informatica, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Prevede inoltre di assumere nuovi dipendenti «dotati delle competenze necessarie per il futuro». Nell’ambito della strategia delineata dall’amministratore delegato, Philippe Donnet, fino al 2027, la società triestina punta ad accelerare la crescita nei segmenti di attività che considera più redditizi, semplificando al contempo il proprio modello operativo, aumentando l’automazione e migliorando la produttività. In Germania, ha già avviato interventi di riduzione dei costi e modernizzazione delle attività, con l’obiettivo di portare il rapporto costi/ricavi al 52% entro il 2027 rispetto al 57% del 2024.
Banca d'Italia ha identificato per il 2027 Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Bper e Iccrea, come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia.
Norges Bank Investment Management, il gestore del fondo sovrano norvegese, voterà contro le offerte proposte da Monte dei Paschi (+0,92% a 10,74 euro) per l’acquisizione di Banco Bpm (+0,42% a 13,14 euro) e Banca Generali (+0,88% a 57,45 euro). Viceversa la deputazione della Fondazione Mps ha deciso all'unanimità che appoggerà il piano di difesa dell'ad, Luigi Lovaglio contro l'opas di Intesa Sanpaolo (+0,68% a 5,9 euro) e prenderà in considerazione eventuali offerte presentate da terzi solo se l'assemblea degli azionisti di Mps del 29 ottobre lo respingerà. La decisione di Palazzo Sansedoni giunge dopo che il presidente, Riccardo Coppini, si era invece espresso a favore dell'offerta di Intesa Sanpaolo.
Il presidente dell'Antitrust, Saverio Valentino, ha dichiarato che l’Autorità potrebbe dover imporre alcune misure correttive all'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps per garantire che la partecipazione indiretta che Ca’ de Sass acquisirebbe in Generali, a seguito della sua offerta sull'istituto di credito senese, rimanga un investimento puramente finanziario. La Banca Centrale Europea dovrebbe approvare questa settimana l'opas proposta da Intesa sul Monte. Termina oggi, 26 ottobre, l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro di Unipol (+0,12% a 24,62 euro) per finanziare l'acquisizione degli sportelli Mps in caso di successo dell'offerta Intesa Sanpaolo sulla banca senese.
Invece, Eni (-0,83% a 27,42 euro) potrebbe prendere una decisione finale d’investimento sulla prima fase del giacimento venezuelano Junin-5 prima della fine del 2026, come ha dichiarato Francesco Gattei, direttore finanziario e responsabile della transizione energetica della società, durante la conference call con gli analisti sui conti del terzo trimestre del 2026. Eni ha presentato alle autorità venezuelane un piano di sviluppo del giacimento.
La prima fase consentirebbe di raggiungere una produzione lorda di 200.000 barili al giorno entro 18-24 mesi, ha aggiunto Guido Brusco, direttore operativo per le risorse naturali globali. La seconda fase potrebbe portare la produzione a 400.000 barili al giorno entro la fine del 2029. Il giacimento potrebbe potenzialmente raggiungere una produzione di 1 milione di barili al giorno intorno al 2032-2033. Inoltre il colosso oil guidato da Claudio Descalzi firmerà nei prossimi giorni contratti infrastrutturali fino a 1,8 miliardi di dollari per il progetto gas offshore a Cipro, secondo quanto ha scritto il Wall Street Journal.
Quanto a Recordati (-1,3% a 53,1 euro), Cvc e la società di investimento belga Gbl hanno raggiunto una partecipazione del 74,3% nella società farmaceutica al termine del periodo di offerta. Restando in tema di m&a, l'editore de Il Fatto Quotidiano (+26,36% teorico) ha comunicato di aver ricevuto da parte dei soci fondatori una comunicazione in cui si dichiarano indisponibili ad apportare le proprie azioni a un'eventuale offerta che dovesse essere lanciata da Lmdv Media al termine dell'attività di due diligence annunciata. Il cda di Seif si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il contenuto del comunicato di Lmdv Media.
Inoltre, Icop (+3,72%a 25,1 euro) ha abbassato ancora la soglia di adesioni necessaria per rendere efficace l'ops su Trevi (stabile a 5,135 euro) portandola al 51% dei diritti di voto dal precedente 55%. Su Trevi è in corso anche un'opa concorrente lanciata da Webuild (+1,22% a 1,90 euro).
Inizia il periodo di adesione all'opa volontaria totalitaria promossa da PF Holding (veicolo del gruppo indiano Mahindra), su Pininfarina. Il cda ha ritenuto congruo, dal punto di vista finanziario, il corrispettivo dell'offerta. Mentre la società di investimento Sri Global ha presentato un'offerta vincolante per l'acquisizione di tutte le attività del produttore di yacht, The Italian Sea Group, sostenuta da un piano di investimenti da 260 milioni di euro volto a favorire l'espansione in Italia attraverso partnership e acquisizioni e in America tramite operazioni industriali, secondo quanto dichiarato a Il Sole 24 Ore sabato dall'ad, Giulio Gallazzi.
E se Indel B promuoverà un'offerta pubblica di acquisto volontaria su azioni proprie pari al 6,68% del capitale a un corrispettivo di 20,50 euro, sabato 24 ottobre è improvvisamente scomparso l'ad e direttore generale di Igd, Roberto Zoia. Il cda, che si è riunito d'urgenza, ha adottato le opportune misure per garantire la continuità operativa e si è riservato di assumere nel più breve tempo possibile ogni altro provvedimento di sua competenza.
Infine, si segnala che Berenberg ha alzato il rating su Avio da hold a buy e il prezzo obiettivo da 33 a 39 euro. «In precedenza, temevamo che gli investitori dovessero attendere a lungo, attraversando una fase di crescita degli utili contenuta e un ciclo di investimenti in conto capitale, prima di vedere i benefici derivanti dalla produzione nel nuovo stabilimento statunitense», si legge nella nota del broker.
«Tuttavia, la carenza di motori a razzo a propellente solido è di natura strutturale ed è stata ulteriormente aggravata dai conflitti attualmente in corso. I principali operatori del settore della difesa e dell’aerospazio (prime contractor) vogliono poter contare su un fornitore indipendente, dotato di capacità produttiva su larga scala, e Avio possiede un’esperienza consolidata nella realizzazione e nell’esecuzione dei programmi, che le consente di conquistare quote di mercato», continua Berenberg.
Gli investitori dovranno «comunque avere pazienza, ma oggi abbiamo maggior fiducia riguardo alle dimensioni effettive del mercato, all’aggiudicazione di nuovi programmi e alle prospettive economiche del settore della propulsione per la difesa. Di conseguenza, abbiamo rivisto decisamente al rialzo le nostre stime per il 2030: ricavi del 19% oltre il consenso degli analisti e un ebitda rettificato superiore del 49%».
Invece Citi ha ripristinato la raccomandazione sul titolo Prysmian, dopo un periodo in cui il giudizio era stato sospeso, assegnando un rating buy e un prezzo obiettivo di 136 euro. «Il clima di forte nervosismo attorno agli investimenti legati all’intelligenza artificiale e ai data center dovrebbe continuare a influenzare il titolo nel breve periodo», afferma la banca d’affari. «Tuttavia, guardando oltre le turbolenze attuali, riteniamo che la recente riduzione dei multipli di valutazione possa offrire un’interessante opportunità di ingresso in un caso d’investimento con prospettive favorevoli nel medio termine».
Nel periodo 2026-2030, aggiunge Citi, Prysmian offre un tasso di crescita medio annuo dell’ebitda del 16%, superiore a quello delle grandi società del settore elettrico. «Eppure, il suo multiplo ev/ebitda previsto per il 2026 è in linea con quello di queste società o persino inferiore. Tale situazione riflette le preoccupazioni degli investitori riguardo alle prospettive degli utili dopo il 2030. Riteniamo che le quotazioni attuali incorporino già uno scenario piuttosto negativo. Le prospettive di lungo periodo», conclude Citi, «restano sostenute da mega trend strutturali, quali l’elettrificazione e gli investimenti nelle reti elettriche. Inoltre, l’acquisizione di Molex contribuisce ad attenuare i rischi per i margini della divisione Digital Solutions nel periodo successivo al 2030».
Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,35% il future sull’Eurostoxx50) con i prezzi del petrolio che arretrano dai massimi degli ultimi sei mesi. Il future sul Brent scende dell’1,94% a 109,53 dollari al barile, mentre quello sul Wti flette del 2,28% a 100,92 dollari al barile. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato a Fox News che «si sta arrivando al momento di una decisione» sulla possibilità di raggiungere un accordo con Teheran oppure di «finirla una volta per tutte». Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che «non tenteranno» un attacco se agiranno razionalmente, riferendosi agli Stati Uniti.
L’indice di forza relativa (Rsi) a 14 giorni del benchmark globale, che misura il ritmo e l’intensità dei movimenti dei prezzi, ha superato quota 74 venerdì 23 ottobre, oltre il livello di 70 che alcuni trader considerano un segnale di possibile correzione. Nel frattempo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha nuovamente sottolineato la solidità dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, oggetto di contesa.
Il Brent è comunque aumentato di oltre l’85% dall’inizio dell’anno, poiché la guerra in Medio Oriente ha interrotto i flussi petroliferi e coinvolto i ribelli Houthi dello Yemen, che hanno preso di mira l’Arabia Saudita. Gli investitori si preparano ad affrontare diversi importanti appuntamenti che potrebbero influenzare i mercati: il 27 ottobre sono previste le elezioni israeliane, seguite dalle elezioni di metà mandato statunitensi all’inizio di novembre. Tra i due appuntamenti, la Federal Reserve definirà la propria politica monetaria.
Negli ultimi giorni, Washington ha ordinato un ampliamento dell’evacuazione del personale diplomatico da varie aree del Medio Oriente, mentre Trump ha lasciato intendere che le forze statunitensi potrebbero riprendere gli attacchi dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Da parte sua, l’Iran si sta preparando a reagire, anche contro Israele e gli Emirati Arabi Uniti.
Nel fine settimana si sono verificati ulteriori scontri tra gli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran e l’Arabia Saudita, aumentando i rischi per i flussi energetici. Il gruppo ribelle ha dichiarato di aver preso di mira l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad in risposta agli attacchi sauditi di sabato a Sana’a e in altre zone dello Yemen. «L’intensificarsi dei combattimenti nella regione, insieme ai timori che un’escalation sia imminente, significa che i mercati petroliferi devono incorporare nei prezzi il rischio di un esaurimento delle scorte di petrolio e di prodotti raffinati», afferma Vivek Dhar, analista di Commonwealth Bank of Australia. «Riteniamo che i future sul Brent debbano salire fino a 150 dollari al barile per provocare una distruzione incontrollata della domanda, ossia una riduzione dei consumi causata dai prezzi elevati, nelle economie emergenti asiatiche».
Nel frattempo, in assenza di dati macro, il dollaro sale nei confronti dello yen dello 0,32% a 157,091, viceversa cala nei confronti dell’euro che vale 1,1215 (+0,22%) mentre tra le criptovalute il Bitcoin per un attimo è andato sotto gli 80.000 dollari a 79.397 perché aumentano l’avversione al rischio e i timori legati all’intelligenza artificiale. Poi ha recuperate parte delle perdite e si attesta a 80.084 dollari (-0,48%). Il movimento si è verificato dopo che gli investitori hanno ritirato 772,4 milioni di dollari dagli Etf spot sul Bitcoin quotati negli Stati Uniti giovedì e venerdì della scorsa settimana. Si tratta di una brusca inversione rispetto agli afflussi netti superiori a 1 miliardo di dollari registrati all’inizio della settimana.
Sul mercato obbligazionario il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,96% dopo la sorpresa elettorale in Brasile: il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto per un quarto mandato, il secondo consecutivo, battendo al ballottaggio il senatore di destra Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Secondo i dati diffusi dal Tribunale superiore elettorale, Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti validi, pari a 64.256.232 preferenze, contro il 48,21% del rivale, fermatosi a 59.826.041 voti.
Il margine è stato di oltre 4,4 milioni di voti. Il candidato sconfitto ha tuttavia annunciato che non riconoscerà il risultato e che chiederà l'annullamento delle elezioni. La vittoria di Lula rappresenta un precedente storico nella politica brasiliana: dall'introduzione del sistema a doppio turno nel 1989, nessun candidato arrivato secondo al primo turno era mai riuscito a ribaltare il risultato al ballottaggio.
Anche il rendimento degli Oat a 10 anni cala al 5,028% dopo che Moody’s ha mantenuto il rating della Francia ad Aa3, allo stesso livello di quello del Regno Unito, confermando tuttavia un outlook negativo. Il rendimento del Btp 10 anni si muove di pari passo, flette al 4,59%. Resta alta l’attenzione sulle banche centrali: si riuniranno la Fed (27-28 ottobre) e la Banca centrale canadese (28 ottobre), la Bce (29 ottobre) e Bank of Japan (30 ottobre).
Sul listino milanese attenzione a Generali che ridurrà del 9% il personale in Germania (conta oltre 9.000 dipendenti nel Paese, dove lo scorso anno ha registrato premi assicurativi per oltre 15 miliardi di euro) nell’ambito di un piano di semplificazione. La compagnia assicurativa prevede di istituire cinque centri regionali a Monaco di Baviera, Colonia, Karlsruhe, Amburgo e Saarbrücken, riunendo team attualmente distribuiti in tutta il Paese per ridurre i costi e rafforzare la collaborazione. La riduzione dei posti di lavoro sarà realizzata principalmente attraverso «accordi di uscita volontaria e prepensionamento».
Generali investirà «un importo nell’ordine di centinaia di milioni di euro» in tecnologia informatica, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Prevede inoltre di assumere nuovi dipendenti «dotati delle competenze necessarie per il futuro». Nell’ambito della strategia delineata dall’amministratore delegato, Philippe Donnet, fino al 2027, la società triestina punta ad accelerare la crescita nei segmenti di attività che considera più redditizi, semplificando al contempo il proprio modello operativo, aumentando l’automazione e migliorando la produttività. In Germania, ha già avviato interventi di riduzione dei costi e modernizzazione delle attività, con l’obiettivo di portare il rapporto costi/ricavi al 52% entro il 2027 rispetto al 57% del 2024.
Banca d'Italia ha identificato per il 2027 Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Bper e Iccrea, come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia.
Norges Bank Investment Management, il gestore del fondo sovrano norvegese, voterà contro le offerte proposte da Monte dei Paschi per l’acquisizione di Banco Bpm e Banca Generali. Viceversa la deputazione della Fondazione Mps ha deciso all'unanimità che appoggerà il piano di difesa dell'ad, Luigi Lovaglio contro l'opas di Intesa Sanpaolo e prenderà in considerazione eventuali offerte presentate da terzi solo se l'assemblea degli azionisti di Mps del 29 ottobre lo respingerà. La decisione di Palazzo Sansedoni giunge dopo che il presidente, Riccardo Coppini, si era invece espresso a favore dell'offerta di Intesa Sanpaolo.
Il presidente dell'Antitrust, Saverio Valentino, ha dichiarato che l’Autorità potrebbe dover imporre alcune misure correttive all'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps per garantire che la partecipazione indiretta che Ca’ de Sass acquisirebbe in Generali, a seguito della sua offerta sull'istituto di credito senese, rimanga un investimento puramente finanziario. La Banca Centrale Europea dovrebbe approvare questa settimana l'opas proposta da Intesa sul Monte. Termina oggi, 26 ottobre, l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro di Unipol per finanziare l'acquisizione degli sportelli Mps in caso di successo dell'offerta Intesa Sanpaolo sulla banca senese.
Invece, Eni potrebbe prendere una decisione finale d’investimento sulla prima fase del giacimento venezuelano Junin-5 prima della fine del 2026, come ha dichiarato Francesco Gattei, direttore finanziario e responsabile della transizione energetica della società, durante la conference call con gli analisti sui conti del terzo trimestre del 2026. Eni ha presentato alle autorità venezuelane un piano di sviluppo del giacimento.
La prima fase consentirebbe di raggiungere una produzione lorda di 200.000 barili al giorno entro 18-24 mesi, ha aggiunto Guido Brusco, direttore operativo per le risorse naturali globali. La seconda fase potrebbe portare la produzione a 400.000 barili al giorno entro la fine del 2029. Il giacimento potrebbe potenzialmente raggiungere una produzione di 1 milione di barili al giorno intorno al 2032-2033. Inoltre il colosso oil guidato da Claudio Descalzi firmerà nei prossimi giorni contratti infrastrutturali fino a 1,8 miliardi di dollari per il progetto gas offshore a Cipro, secondo quanto ha scritto il Wall Street Journal.
Quanto a Recordati Cvc e la società di investimento belga Gbl hanno raggiunto una partecipazione del 74,3% nella società farmaceutica al termine del periodo di offerta. Restando in tema di m&a, l'editore de Il Fatto Quotidiano ha comunicato di aver ricevuto da parte dei soci fondatori una comunicazione in cui si dichiarano indisponibili ad apportare le proprie azioni a un'eventuale offerta che dovesse essere lanciata da Lmdv Media al termine dell'attività di due diligence annunciata. Il cda di Seif si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il contenuto del comunicato di Lmdv Media.
Inoltre, Icop ha abbassato ancora la soglia di adesioni necessaria per rendere efficace l'ops su Trevi portandola al 51% dei diritti di voto dal precedente 55%. Su Trevi è in corso anche un'opa concorrente lanciata da Webuild.
Inizia il periodo di adesione all'opa volontaria totalitaria promossa da PF Holding (veicolo del gruppo indiano Mahindra), su Pininfarina. Il cda ha ritenuto congruo, dal punto di vista finanziario, il corrispettivo dell'offerta. Mentre la società di investimento Sri Global ha presentato un'offerta vincolante per l'acquisizione di tutte le attività del produttore di yacht, The Italian Sea Group, sostenuta da un piano di investimenti da 260 milioni di euro volto a favorire l'espansione in Italia attraverso partnership e acquisizioni e in America tramite operazioni industriali, secondo quanto dichiarato a Il Sole 24 Ore sabato dall'ad, Giulio Gallazzi.
E se Indel B promuoverà un'offerta pubblica di acquisto volontaria su azioni proprie pari al 6,68% del capitale a un corrispettivo di 20,50 euro, sabato 24 ottobre è improvvisamente scomparso l'ad e direttore generale di Igd, Roberto Zoia. Il cda, che si è riunito d'urgenza, ha adottato le opportune misure per garantire la continuità operativa e si è riservato di assumere nel più breve tempo possibile ogni altro provvedimento di sua competenza.
Infine, si segnala che Berenberg ha alzato il rating su Avio da hold a buy e il prezzo obiettivo da 33 a 39 euro. «In precedenza, temevamo che gli investitori dovessero attendere a lungo, attraversando una fase di crescita degli utili contenuta e un ciclo di investimenti in conto capitale, prima di vedere i benefici derivanti dalla produzione nel nuovo stabilimento statunitense», si legge nella nota del broker.
«Tuttavia, la carenza di motori a razzo a propellente solido è di natura strutturale ed è stata ulteriormente aggravata dai conflitti attualmente in corso. I principali operatori del settore della difesa e dell’aerospazio (prime contractor) vogliono poter contare su un fornitore indipendente, dotato di capacità produttiva su larga scala, e Avio possiede un’esperienza consolidata nella realizzazione e nell’esecuzione dei programmi, che le consente di conquistare quote di mercato», continua Berenberg.
Gli investitori dovranno «comunque avere pazienza, ma oggi abbiamo maggior fiducia riguardo alle dimensioni effettive del mercato, all’aggiudicazione di nuovi programmi e alle prospettive economiche del settore della propulsione per la difesa. Di conseguenza, abbiamo rivisto decisamente al rialzo le nostre stime per il 2030: ricavi del 19% oltre il consenso degli analisti e un ebitda rettificato superiore del 49%».
Invece Citi ha ripristinato la raccomandazione sul titolo Prysmian, dopo un periodo in cui il giudizio era stato sospeso, assegnando un rating buy e un prezzo obiettivo di 136 euro. «Il clima di forte nervosismo attorno agli investimenti legati all’intelligenza artificiale e ai data center dovrebbe continuare a influenzare il titolo nel breve periodo», afferma la banca d’affari. «Tuttavia, guardando oltre le turbolenze attuali, riteniamo che la recente riduzione dei multipli di valutazione possa offrire un’interessante opportunità di ingresso in un caso d’investimento con prospettive favorevoli nel medio termine».
Nel periodo 2026-2030, aggiunge Citi, Prysmian offre un tasso di crescita medio annuo dell’ebitda del 16%, superiore a quello delle grandi società del settore elettrico. «Eppure, il suo multiplo ev/ebitda previsto per il 2026 è in linea con quello di queste società o persino inferiore. Tale situazione riflette le preoccupazioni degli investitori riguardo alle prospettive degli utili dopo il 2030. Riteniamo che le quotazioni attuali incorporino già uno scenario piuttosto negativo. Le prospettive di lungo periodo», conclude Citi, «restano sostenute da mega trend strutturali, quali l’elettrificazione e gli investimenti nelle reti elettriche. Inoltre, l’acquisizione di Molex contribuisce ad attenuare i rischi per i margini della divisione Digital Solutions nel periodo successivo al 2030». (riproduzione riservata)