Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+0,3%) con Lottomatica e le banche. Giù Diasorin
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+0,3%) con Lottomatica e le banche. Giù Diasorin
Wall Street positiva nonostante rischi di un nuovo shutdown. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,48% in attesa del verdetto di S&P sull’Italia il 30 gennaio. Spread a 59 punti

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa  26/01/2026 08:25

Ftse Mib
44.950,32 17.40.00

+0,26%

Dax 30
24.933,08 18.00.00

+0,13%

Dow Jones
49.303,11 18.36.44

+0,42%

Nasdaq
23.665,97 18.31.59

+0,70%

Euro/Dollaro
1,1890 18.16.33

-0,05%

Spread
59,07 17.29.47

-1,82

  • Ore 15:45 Wall Street positiva. A Milano bene le banche

  • Ore 14:45 Futures Usa sulla parità dopo i dati macro
  • Ore 13:10 Ftse Mib sopra 45.000 con Bper e Banco Bpm. Lo spread scende a 58
  • Ore 11:25 Il Ftse Mib consolida il rialzo con le banche, Enel e Tim. Spread sul minimo da settembre 2008
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib il migliore in Ue con Banco Bpm e Unicredit, l’euro balza a 1,18 dollari
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib sale con Tim, spread stabile a 61
  • Ore 08:25 Europa attesa poco mossa, l’oro balza a 5.100 dollari nella settimana della Fed

Il Ftse Mib chiude a 44.950 punti, in rialzo dello 0,3%. Tra le blue chip le migliori sono Lottomatica (+2,5%), Banco Bpm (+1,6%) e Intesa Sanpaolo (+1,3%). In calo Diasorin (-3,3%), Leonardo (-2,7%) e Stm (-2,5%). Spread a 59 punti base. 

Tra i listini europei scende il Cac 40 di Parigi (-0,2%), mentre le altre borse chiudono sopra la parità. Positiva Wall Street dopo due ore di scambi nella settimana della Federal Reserve, che si riunisce il 27 e 28 gennaio. «Lo scenario principale resta quello di tassi fermi, con la Fed orientata a prendere tempo e valutare il mix tra disinflazione, andamento del mercato del lavoro. Crediamo che più del “cosa fa” possa essere importante il “cosa lascia intendere”: se il presidente Powell ribadisce che serve più evidenza prima di tagliare, la narrativa diventa “higher for longer”; se invece riconosce progressi più solidi sull’inflazione, torna in primo piano l’ipotesi di tagli nel 2026 in base ai dati», sostiene Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. 

Ore 15:45 A Milano bene le banche

Wall Street apre contrastata. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,5% a 45.053 punti, sostenuto dalle banche con Banco Bpm (+2,3%), Intesa Sanpaolo (+1,2%) e Unicredit (+1,2%) tra le migliori. Bene anche Lottomatica (+1,5%). In calo invece Diasorin (-2,3%), Stm (-2,1%) e Leonardo (-1,8%)

Negli Stati Uniti «è emerso il rischio di un nuovo shutdown del governo Usa il 30 gennaio: dopo l’ennesima uccisione di un cittadino durante un’operazione anti-immigrazione, il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer, ha promesso di bloccare i piani di spesa se il programma Homeland Security non verrà definanziato», sottolineano gli strategist di Mps. «Altri sviluppi hanno riguardato i dazi (minaccia di tariffe al 100% al Canada in caso di accordo commerciale con la Cina) e l'Iran (movimenti di navi Usa nell'Oceano Indiano che potrebbero preludere ad un intervento)».

Tutto questo «rischia di mettere in ombra il meeting della Fed di mercoledì e una settimana intensa sul fronte trimestrali, dove il 32% della market cap dell'S&P500 riporterà gli utili, incluse Microsoft, Meta, Tesla e Apple», aggiungono gli esperti.

La banca centrale statunitense «con ogni probabilità manterrà i tassi invariati», afferma Eric Winograd, chief Us economist di Alliance Bernstein. «Con un mercato del lavoro stabile, un’inflazione persistente e superiore all’obiettivo e una crescita economica e mercati finanziari entrambi solidi, non vi sono motivazioni per un taglio dei tassi in questa fase, soprattutto ora che il tasso di policy è rientrato nell'intervallo delle stime di neutralità».

Ore 14:45 Futures Usa sulla parità dopo i dati macro

Con i futures Usa inchiodati sulla parità nella settimana della Fed (attesi tassi fermi), in un contesto globale caratterizzato da maggior cautela, il Dax segna un -0,02% e il Cac 40 un -0,23%. Regge il Ftse100 con un +0,10%, meglio il Ftse Mib con un +0,23% a 44.934 punti, sostenuto dalle banche, Tim e Lottomatica. Sotto pressione, viceversa, Stm, Stellantis, i titoli del lusso e della difesa come Fincantieri e Leonardo.

L’attenzione degli operatori resta concentrata sul rafforzamento dello yen (cross dollaro/yen a 154,12, -0,82%), sulle dinamiche geopolitiche e su un quadro macro che vede i rendimenti obbligazionari in calo (al 4,23% quello del decennale Usa e al 3,48% quello italiano con lo spread schiacciato a 59,3 punti base in attesa del verdetto di S&P sull’Italia il 30 gennaio). Il che contribuisce a far schizzare l’oro che ha aggiornato il massimo storico a 5.111 dollari l’oncia.

Il dollaro perde terreno anche nei confronti dell’euro (vale 1,1851, +0,54%) anche se i nuovi ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono aumentati del 5,3% a livello mensile a novembre, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un +3,8%. Anche l'indice Cfnai della Federal Reserve di Chicago è migliorato a -0,04 punti a novembre dai -0,42 di ottobre, sopra il livello di -0,2 previsto dagli economisti. 

Ore 13:10 Ftse Mib sopra 45.000 con Bper e Banco Bpm

I futures Usa si portano sulla parità dopo che in un’intervista telefonica al Wall Street Journal, il presidente statunitense, Donald Trump, ha aperto all'ipotesi di ritirare l'Ice da Minneapolis in seguito all’uccisione di Alex Pretti, pur senza indicare la tempistica: «A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale», ha detto il tycoon.

Milano sovraperforma (+0,38% a 45.002 punti alle 13:10) le altre piazze europee, mentre lo spread Btp/Bund scende a quota 58,9 punti base: venerdì 30 gennaio il primo appuntamento del 2026 con le agenzie di rating: S&P dovrebbe confermare il rating BBB+ (outlook stabile) sull’Italia.

Tutte le banche in spolvero, come Bper (+1,12%) dopo che la presidenza del Consiglio dei Ministri ha notificato che non eserciterà i poteri speciali, ai sensi della normativa golden power, in merito alla fusione per incorporazione della Banca Popolare di Sondrio (+0,84%). Acquisti importanti anche su Intesa Sanpaolo, Unicredit, Tim, Lottomatica. 

Ore 11:25 Il Ftse Mib consolida il rialzo con le banche, Enel e Tim. Spread sul minimo da settembre 2008

Anche se i futures Usa restano negativi (-0,19% quello sull’S&P500 alle 11:25), Londra (+0,02%) e Milano (+0,29% a 44.960 punti con tute le banche, Tim, Enel, Eni e Lottomatica in testa) reggono alle vendite. La geopolitica passa direttamente dai mercati.

«Il rally di oro e argento non è solo una corsa al bene rifugio, è un voto di sfiducia verso un’architettura monetaria e politica dominata dal dollaro», commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. «L’oro sopra i 5.100 dollari l’oncia, da 2.700 un anno fa, e l’argento oltre i 100, da 30 nello stesso periodo, non raccontano soltanto tensioni geopolitiche o tassi in calo. Raccontano la ricerca di un’ancora in un sistema sempre meno cooperativo e sempre più coercitivo. Il mercato dell’argento è emblematico. A Shanghai il prezzo ha raggiunto i 112 dollari l’oncia, mentre lo spot occidentale restava a 96 dollari l’oncia, con un premium record superiore ai 16 dollari l’oncia. Non è solo speculazione».

In questo contesto macro, la stagione degli utili del quarto trimestre entra nel vivo negli Stati Uniti. Nel settore tecnologico spiccano Apple, Meta Platforms, Microsoft, Ibm e Tesla. Accanto a loro, aggiunge Debach, una lunga lista di nomi attraversa i settori chiave dell’economia americana: Boeing e General Motors per l’industria, UnitedHealth Group per la sanità, AT&T e Verizon per le telecomunicazioni, Ge Vernova per l’energia, Starbucks e Disney per i consumi, Blackstone per la finanza alternativa, Caterpillar per il ciclo, Mastercard, Visa e American Express per i pagamenti, insieme ai colossi energetici Chevron ed Exxon Mobil.

Ore 10:20 Il Ftse Mib il migliore in Ue con Banco Bpm e Unicredit, l’euro balza a 1,18 dollari

I mercati azionari europei, eccetto Milano, si portano sotto la parità (-0,04% il Dax, -0,32% il Cac40, -0,04% il Ftse100 e +0,19% a 44.917 punti il Ftse Mib alle 10:20 con Banco Bpm +2,6% con alcuni consiglieri che hanno avviato una riflessione sulle possibili implicazioni concorrenziali della partecipazione del 20,104% del Credit Agricole, Bper Banca +1,16%, Unicredit +0,89% e Mediobanca +0,77% tra i migliori) dopo che il morale delle imprese tedesche è rimasto invariato a gennaio rispetto al mese precedente. Secondo il sondaggio dell'istituto Ifo, l'indice del clima di fiducia delle aziende è rimasto a 87,6 questo mese.

L’indice Ifo delude

Gli economisti avevano previsto un lieve aumento a 88,2. «Le valutazioni sulla situazione attuale sono leggermente migliorate, mentre le aspettative sono state riviste leggermente al ribasso. L'economia tedesca inizia il nuovo anno con poco slancio», sottolinea Clemens Fuest, presidente dell’Ifo.

Spread Btp/Bund sul minimo da settembre 2008

Con le tensioni geopolitiche in aumento, l’euro balza a 1,1855 dollari (+0,58%), mentre lo spread Btp/Bund va sotto 60 a 59,7 punti base, il minimo da settembre 2008, con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,49%. Il 27 gennaio Tesoro colloca massimi 5 miliardi di Btp Short-term e Btpei, per proseguire mercoledì con 7,5 miliardi in Bot semestrali. In serata verranno annunciati i dettagli del collocamento a medio-lungo in calendario giovedì 29 gennaio.

Ore 09:05 Il Ftse Mib sale con Tim, spread stabile a 61

Borse europee positive, tranne Parigi (-0,08%), in avvio di seduta ma poco convincenti (Dax +0,08%, Fte100 +0,22% e Ftse Mib +0,14% a 44.894 punti) come i futures sugli indici azionari statunitensi che indicano un’apertura debole, con l’S&P 500 in calo dello 0,20%. I rendimenti dei Treasury Usa scendono con il decennale al 4,20% (al 3,49% quelli del Btp 10 anni con lo spread stabile a 61,3 punti base), mentre il dollaro si indebolisce ulteriormente, favorendo il rafforzamento dell’euro e dello yen. Gli investitori restano in attesa delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve (mercoledì 28 gennaio) e delle prossime trimestrali dei colossi tecnologici americani.

Il dollaro debole favorisce la corsa dell’oro e dell’argento

Il mercato delle materie prima fa scintille. L’oro ha sfondato quota 5.1100 dollari l’oncia, sostenuto dalla domanda di beni rifugio, dalle tensioni geopolitiche e dal calo del dollaro. Anche l’argento ha registrato un nuovo massimo storico con un rialzo superiore al 7%, beneficiando della stessa dinamica. Viceversa, il futures sul petrolio Wti arretra dello 0,16% a 60,97 dollari al barile e quello sul Brent dello 0,08% a 65,01 dollari al barile, in un contesto di equilibrio tra rischi geopolitici e aspettative sulla domanda globale.

A Milano bene Tim, Generali, Banco Bpm e Ferrari. Stonano Stellantis, Pirelli e Iveco

Sul listino milanese Intesa Sanpaolo è stabile a quota 5,78 euro. Sia la banca italiana sia il gruppo del costruttore romano Caltagirone hanno smentito le indiscrezioni relative a colloqui sulla cessione a Ca’ de Sass della quota del gruppo in Generali (+0,60% a 33,61 euro). Il cda del 1° febbraio di Intesa ha all'esame solo il bilancio 2025 e il piano 2026-2029. Anche per il gruppo Caltagirone (+0,49% a 10,2 euro) la notizia «è priva di ogni fondamento» dal momento che non c'è stato «alcun contatto con Intesa su questo tema».

Poco mossa a 8,68 euro Mps che riunirà di nuovo il cda mercoledì 28 gennaio per sciogliere i nodi sulla stesura della lista del cda per il rinnovo dei vertici. Il Comitato nomine punta a escludere l'ad dal processo di selezione dei candidati e ha messo in discussione la stessa ricandidatura di Luigi Lovaglio perché indagato a Milano. Una decisione verrà presa mercoledì dal board, prima del voto dei soci il 4 febbraio sulle modifiche allo statuto.

Meglio Banco Bpm con un +0,52% a 12,47 euro. Alcuni consiglieri hanno avviato una riflessione sulle possibili implicazioni concorrenziali della partecipazione del Credit Agricole. Sui rischi di concentrazione bancaria sta ragionando anche l'Agcm per capire quali effetti potrebbe avere un rafforzamento dei francesi a ridosso del 30%.

Acquisti, inoltre, su Tim (+0,88% a 0,5744 euro) che sarebbe in trattative con l'operatore di rete in fibra ottica Open Fiber per attivare 200.000 nuove linee in fibra ottica, con l'obiettivo di raddoppiare la propria copertura a 400.000 linee entro la metà del 2028. Le trattative farebbero parte dei piani di espansione dell'attuale partnership commerciale tra le due società. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price sull’azione ordinaria Tim da 0,6 a 0,65 euro (rating overweight) e sulla risparmio da 0,72 a 0,77 euro.

Scende contro corrente Stellantis (-0,81% a 8,22 euro) anche se l'India taglierà i dazi sulle auto importate dall'Unione Europea al 40% da livelli che ora arrivano al 110%, nell'ambito di un accordo di libero scambio che potrebbe giungere già martedì 27 gennaio. L'India ridurrebbe immediatamente i dazi su un numero limitato di veicoli provenienti dall’Ue con un prezzo d'importazione superiore a 15.000 euro. Questa aliquota verrebbe ulteriormente abbassata fino al 10% nel tempo.

Nel settore industriale Pirelli arretra dello 0,62% a 6,45 euro con Camfin che ha comunicato la volontà di non rinnovare il patto parasociale, in scadenza il 18 maggio, che la lega ai cinesi di Sinochem nel capitale del gruppo, e Iveco ha previsto per il 2025 un free cash flow delle attività industriali di 60 milioni di euro, ben al di sotto del target precedente compreso tra 250 e 350 milioni, flette dello 0,19% a 18,78 euro. Inoltre il gruppo ha avvertito che tutti gli altri obiettivi saranno raggiunti o resteranno lievemente al di sotto della guidance. Confermata la stima di un dividendo straordinario tra 5,5 e 6,0 euro per azione.

Nel settore del lusso, si segnala che Jefferies ha tagliato il target price da 107 a 93 euro (-0,68% a 81,44 euro) su Brunello Cucinelli (rating hold) e da 310 a 300 euro (+1,30% a 288 euro) su Ferrari (rating hold), viceversa ha alzato il prezzo obiettivo da 49 a 51,7 euro (+0,34% a 49,79 euro) su Moncler (hold). Su Leonardo (-0,28% a 57,9 euro), infine, è intervenuta Equita alzando le stime per il triennio 2026-2028 e il target price del +16% a 64 euro. «L’azione resta la nostra best pick nel settore della difesa e il rating è buy», si legge nella nota della sim. (riproduzione riservata)

Ore 08:25 Europa attesa poco mossa, l’oro balza a 5.100 dollari nella settimana della Fed

Borse europee attese poco mosse (+0,05% il futures sull’Eurostoxx50) nella settimana della riunione della Fed, che si concluderà mercoledì 28 gennaio. Dopo tre tagli dei tassi di interesse da 25 punti base in ciascuno degli ultimi tre meeting del 2025, i futures sui Fed Fund prezzano almeno un'altra identica riduzione del costo del denaro nel resto dell'anno, secondo i dati di Lseg. Ma non nella prima riunione del 2026. L'attenzione degli investitori sarà rivolta, tra l'altro, alle minacce del presidente statunitense, Donald Trump, all'indipendenza dell'istituto centrale dopo che l'amministrazione Usa ha avviato un'indagine contro il governatore, Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio, sul progetto miliardario di ristrutturazione della sede della Fed.

Nuovo record per oro e argento

In attesa del verdetto della Fed, i futures Usa scendono (-0,13% quello sull’S&P500), l’oro e l’argento hanno aggiornato nuovi massimi storici, a 5.111 dollari l’oncia e a 109,45 dollari l’oncia, rispettivamente, di fronte alle incertezze geopolitiche, commerciali e monetarie suscitate dalla politica del presidente americano Donald Trump, il rendimento dei Treasury Usa 10 anni scende al 4,21% e quello del Btp 10 anni al 3,51%.

Il 27 gennaio Tesoro colloca massimi 5 miliardi di Btp Short-term e Btpei, per proseguire mercoledì con 7,5 miliardi in Bot semestrali. In serata verranno annunciati i dettagli del collocamento a medio-lungo in calendario giovedì 29 gennaio.

Dollaro in netto calo su yen ed euro

Protagonista dei mercati valutari lo yen, salito al massimo degli ultimi due mesi nei confronti del dollaro che scambia a 154,118 (-0,82%). La premier giapponese Takaichi ha assicurato che il suo governo adotterà tutte le misure necessarie contro le speculazioni sui mercati. Intanto in vista delle elezioni che ha indetto il mese prossimo, il consenso di Takaichi è sceso nei sondaggi.

Anche l’euro balza dello 0,60% a 1,1857 dollari in attesa alle 10 dell’indice Ifo (misura la fiducia delle imprese tedesche) a gennaio, mentre alle 14:30 tocca agli ordini di beni durevoli a novembre negli Stati Uniti.

A Milano occhio a Intesa Sanpaolo, Generali, Mps, Banco Bpm, Stellantis, Tim, Pirelli, Iveco, Brunello Cucinelli, Ferrari, Moncler, Leonardo


Sul listino milanese attenzione a Intesa Sanpaolo perché sia la banca italiana sia il gruppo del costruttore romano Caltagirone hanno smentito le indiscrezioni relative a colloqui sulla cessione a Ca’ de Sass della quota del gruppo in Generali. Il cda del 1° febbraio di Intesa ha all'esame solo il bilancio 2025 e il piano 2026-2029. Anche per il gruppo Caltagirone la notizia «è priva di ogni fondamento» dal momento che non c'è stato «alcun contatto con Intesa su questo tema».

Quanto a Mps riunirà di nuovo il cda mercoledì 28 gennaio per sciogliere i nodi sulla stesura della lista del cda per il rinnovo dei vertici. Il Comitato nomine punta a escludere l'ad dal processo di selezione dei candidati e ha messo in discussione la stessa ricandidatura di Luigi Lovaglio perché indagato a Milano. Una decisione verrà presa mercoledì dal board, prima del voto dei soci il 4 febbraio sulle modifiche allo statuto.

Anche Banco Bpm resta sorvegliato speciale. Alcuni consiglieri hanno avviato una riflessione sulle possibili implicazioni concorrenziali della partecipazione del Credit Agricole. Sui rischi di concentrazione bancaria sta ragionando anche l'Agcm per capire quali effetti potrebbe avere un rafforzamento dei francesi a ridosso del 30%.

Invece, Tim e l'operatore di rete in fibra ottica Open Fiber sarebbero in trattative per attivare 200.000 nuove linee in fibra ottica, con l'obiettivo di raddoppiare la propria copertura a 400.000 linee entro la metà del 2028. Le trattative farebbero parte dei piani di espansione dell'attuale partnership commerciale tra le due società. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price sull’azione ordinaria Tim da 0,6 a 0,65 euro (rating overweight) e sulla risparmio da 0,72 a 0,77 euro.

Da monitorare, inoltre, Stellantis con l'India che taglierà i dazi sulle auto importate dall'Unione Europea al 40% da livelli che ora arrivano al 110%, nell'ambito di un accordo di libero scambio che potrebbe giungere già martedì 27 gennaio. L'India ridurrebbe immediatamente i dazi su un numero limitato di veicoli provenienti dall’Ue con un prezzo d'importazione superiore a 15.000 euro. Questa aliquota verrebbe ulteriormente abbassata fino al 10% nel tempo.

Nel settore industriale occhi anche a Pirelli con Camfin che ha comunicato la volontà di non rinnovare il patto parasociale, in scadenza il 18 maggio, che la lega ai cinesi di Sinochem nel capitale del gruppo, e a Iveco che ha previsto per il 2025 un free cash flow delle attività industriali di 60 milioni di euro, ben al di sotto del target precedente compreso tra 250 e 350 milioni. Inoltre il gruppo ha avvertito che tutti gli altri obiettivi saranno raggiunti o resteranno lievemente al di sotto della guidance. Confermata la stima di un dividendo straordinario tra 5,5 e 6,0 euro per azione.

Nel settore del lusso, si segnala che Jefferies ha tagliato il target price da 107 a 93 euro su Brunello Cucinelli (rating hold) e da 310 a 300 euro su Ferrari (rating hold), viceversa ha alzato il prezzo obiettivo da 49 a 51,7 euro su Moncler (hold). Su Leonardo, infine, è intervenuta Equita alzando le stime per il triennio 2026-2028 e il target price del +16% a 64 euro. «L’azione resta la nostra best pick nel settore della difesa e il rating è buy», si legge nella nota della sim. (riproduzione riservata)