Borse europee caute in avvio di seduta. Il Dax flette dello 0,03%, il Cca40 dello 0,18%, il Ftse100 dello 0,10%, invece il Ftse Mib sale dello 0,22% a 48.490 con i prezzi del petrolio sempre in rialzo (future sul Brent +1% a 114,33 dollari al barile). Lo spread Btp/Bund cala ma resta elevato a 124 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 4,59% contagiato dall’effetto Francia: l’Oat decennale viaggia al 5,06% a causa della fragile situazione delle finanze pubbliche francesi in attesa che Moody’s si pronunci a mercati chiusi sul rating di Parigi. Il differenziale tra la Francia e la Germania il 22 ottobre si è spinto fino a quota 177 (a 172 il 23 ottobre), sui massimi da 15 anni, ai tempi della crisi del debito, e i Cds a 5 anni sono saliti oltre i 100 punti base per la prima volta dal 2012.
Moody’s è l'unica tra le grandi agenzie di rating a mantenere Parigi nella fascia della doppia A (Aa3), ma con outlook negativo e un declassamento appare un esito altamente plausibile, secondo Citi Un ulteriore sforamento dell'obiettivo di deficit quest'anno e l'aumento dei costi di finanziamento fornirebbero ampie motivazioni qualora decidesse di abbassare il merito di credito del Paese, spiega Citi.
La domanda è se la Bce sarà disposta ad agire in caso di un ulteriore aumento delle tensioni finanziarie. Secondo Nomura, l'asticella per un intervento di Francoforte resta molto alta: sarebbe necessario un peggioramento marcato delle dinamiche di contagio nell'area euro prima che la Banca Centrale Europea consideri i movimenti del mercato tali da compromettere in modo disordinato e ingiustificato il corretto funzionamento della trasmissione della politica monetaria.
Intanto sul fronte interno si chiude alle 13 il collocamento del nuovo Btp Valore dual-tranche che il Tesoro dedica ai soli piccoli investitori. Il 22 ottobre, al termine del quarto giorno di offerta, gli ordini hanno totalizzato 14,9 miliardi di euro. Fonti di mercato hanno previsto una raccolta complessiva superiore ai 14 miliardi per l'emissione.
Via XX Settembre renderà noti i tassi cedolari definitivi che nel caso della prima tranche non saranno inferiori a 3,7%, 4,1% e 4,7% e nel caso della seconda al 22,25%. Ma come sottolinea MF-Milano Finanza potrebbero essere rivisti al rialzo. A mercati chiusi anche i dettagli del collocamento Bot di mercoledì 28 ottobre. Il giorno prima, martedì, saranno a disposizione degli investitori massimi 3,5 miliardi di Btp short-term e Btpei.
Sul listino milanese Eni è la migliore con un +2,7% a 26,85 euro dopo che, considerati gli eccellenti risultati industriali dei primi nove mesi del 2026 e il miglioramento delle proiezioni sui flussi di cassa per l'intero esercizio (16,5 miliardi di euro), ha deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (1,3 miliardi) e un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback che sale a 3,8 miliardi. La produzione organica della divisione E&P è aumentata del 7% a 1,83 milioni di barili equivalenti al giorno, trainata dall'avvio di nuovi progetti e dal contributo della joint venture Searah sull'intero trimestre.
Tra l’altro il 22 ottobre Eni ha deliberato la distribuzione agli azionisti della seconda delle quattro tranche del dividendo 2026, di 0,27 euro, su un’erogazione complessiva annuale, pari a 1,1 euro, per ciascuna azione in circolazione alla data di stacco cedola del 23 novembre.
Sempre nel settore oil Tenaris spunta un +1,98% a 25,3 euro e Saipem un +1,8% a 4,29euro: è tra i principali contractor del drilling in Egitto, Medio Oriente e Nord Africa che ha firmato un memorandum of understanding per esplorare nuove opportunità di collaborazione nella perforazione offshore, a partire dal mercato egiziano e con possibili sviluppi in altri Paesi di comune interesse. Inoltre dalle ultime rilevazioni della Consob, è emerso che il fondo Blackrock è salito all'8,63% del capitale dal 5,16% precedente.
Tra le banche Mps si apprezza dello 0,57% a 10,62 euro con Barclays scesa al 3,77% del capitale della banca senese dal 5,03% detenuto in precedenza, secondo le ultime rilevazioni della Consob. Viceversa, JP Morgan è salita all'8,79% del capitale di Bper (-0,25% a 12,76 euro) dal 5,79% precedente, sempre secondo le ultime rilevazioni della Consob. Invece Barclays ha tagliato il target price su Generali (-0,21% a 42,23 euro) da 30 a 29,5 euro (rating underweight). Su Stellantis (-2,25% a 3,70 euro) è intervenuta Hsbc, abbssando il target price da 4 a 3,3 euro (raccomandazione reduce).
Tra i tech Stm sale dello 0,41% a 40,1 euro anche se Nvidia ha perso il 4,40% con vendite rilevanti nei settori dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori e Meta il 6,9% dopo la pubblicazione dei conti, poiché gli investitori si sono concentrati sulla sua spesa per l’intelligenza artificiale, mentre il produttore sudcoreano di chip per memorie SK Hynix ha sospeso la prevista quotazione negli Stati Uniti della sua divisione Solidigm, specializzata in chip, a causa della volatilità dei mercati, una mossa che arriva anche dopo che le autorità sudcoreane avevano espresso preoccupazioni sul fatto che l’operazione potesse minare gli interessi degli azionisti.
La quotazione in borsa di Solidigm, ex divisione di Intel specializzata in memorie flash Nand e unità a stato solido, era stata presa in considerazione per contribuire a finanziare un nuovo stabilimento negli Stati Uniti e soddisfare la crescente domanda di chip nei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Avrebbe, inoltre, potuto finanziare l’annullamento e il riacquisto di azioni. La vendita delle azioni avrebbe potuto raccogliere 15 miliardi di dollari e valutare la divisione a 150 miliardi di dollari.
Nel lusso Moncler flette dell’1,63% a 43,34 euro (Barclays ha tagliato il target price da 60 a 58 euro, ribadendo overweight, e Berenberg da 57 a 55 euro, hold), Brunello Cucinelli perde l’1,71% a 84,96 euro e Ferragamo il 2% a 6,52 euro anche se Prada ha registrato una crescita organica dei ricavi pari all’1% nel terzo trimestre del 2026, in linea con le aspettative del mercato, dimostrando resilienza in un settore debole e nonostante il rallentamento del suo marchio minore Miu Miu. Il risultato è stato sostenuto dalla continua crescita nelle Americhe, sebbene a un ritmo più lento rispetto al trimestre precedente.
Borse europee attese poco mosse (-0,02% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con i prezzi del petrolio ancora in rialzo. Il Brent rimane sui massimi degli ultimi cinque mesi (+0,72% a 113,98 dollari al barile il future), mentre l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente mantiene i mercati in allerta per il peggioramento delle condizioni di approvvigionamento.
Il greggio aveva inizialmente perso terreno dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva invocato una legge risalente alla Guerra Fredda con l’obiettivo di incrementare la produzione di carburanti. Il tycoon sta cercando di ridurre i costi dei carburanti in vista delle elezioni del 3 novembre, in un momento in cui il forte aumento dei prezzi dell’energia e l’inflazione rappresentano temi centrali nel dibattito elettorale e nelle preoccupazioni degli elettori.
Tuttavia, i prezzi hanno rapidamente invertito la rotta e si avviano a chiudere la settimana in territorio positivo (+3%). Le tensioni in Medio Oriente, tra l’Arabia Saudita e gli Houthi dello Yemen, nonché nell’area dello Stretto di Hormuz, oltre al protrarsi delle ostilità tra Russia e Ucraina e alle indiscrezioni secondo cui Stati Uniti e Israele starebbero valutando la possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre, fanno temere il protrarsi delle interruzioni delle forniture nella regione, con il rischio di un ulteriore peggioramento.
Giornata piuttosto interessante dal punto di vista macro, anche se non di quelle da prima pagina. Al centro della scena ci saranno i Pmi flash di ottobre, sia in Europa sia negli Stati Uniti. «Si tratta di indicatori anticipatori che arrivano in un momento delicato, vista l’inflazione ancora sticky, aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bce e un’incertezza politica in Europa destinata ad aumentare nelle prossime settimane», spiega Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.
In mattinata usciranno in sequenza i Pmi flash di Francia, Germania e infine dell’intera Eurozona. Il consenso punta a una decelerazione rispetto a settembre, con il manifatturiero dell’area euro che dovrebbe attestarsi intorno a 52,7 punti (da 52,9 di agosto), mentre i servizi sono attesi un po’ più deboli a 52,5 punti (da 52,6 di agosto), prevede Tognoli. La Germania dovrebbe continuare a mostrare maggior solidità, con il manifatturiero ancora sopra 53 punti, mentre la Francia resta la più fragile e più vicina alla soglia di 50 punti.
Oltre al numero principale, sarà importante guardare i sotto-indici di prezzi e di occupazione. «Un raffreddamento più marcato del previsto, soprattutto nei servizi, rischierebbe di alimentare i timori di un rallentamento della crescita proprio mentre si avvicina la stagione elettorale europea (Spagna a fine novembre e, più avanti, la Francia). Al contrario, una tenuta migliore delle attese», aggiunge Tognoli, «potrebbe temporaneamente allentare le pressioni, senza però cancellare i rischi legati al fronte fiscale francese né le preoccupazioni per un’inflazione ancora alimentata da costi energetici e da possibili tensioni commerciali con la Cina».
Nel pomeriggio sarà il turno degli Stati Uniti, con i Pmi flash S&P Global e la lettura finale del University of Michigan Consumer Sentiment. «I Pmi americani restano su livelli sensibilmente più elevati rispetto a quelli europei, con il manifatturiero atteso a 55,4 punti e i servizi a 57,8 punti. Un eventuale raffreddamento», conclude Tognoli, «verrebbe comunque letto più come un rientro graduale verso un ritmo più sostenibile che come un segnale di debolezza strutturale. Il dato sul sentiment dei consumatori, atteso stabilmente basso a 46,3 punti, sarà utile soprattutto per le aspettative di inflazione a uno e cinque anni. In un contesto in cui i mercati continuano a prezzare ulteriori rialzi Fed, un eventuale rialzo di queste aspettative potrebbe riaccendere pressioni sui tassi».
Per il resto si segnala che a mercati americani chiusi S&P si pronuncia sul debito sovrano della Germania, del Belgio, della Filancia e della Grecia, Fitch su quello dell’Irlanda e soprattutto Moody's su quello della Francia. Molti analisti si aspettano un taglio di un gradino ad A1, l’equivalente dell’A+ già assegnato da S&P e Fitch. «Il punto è l’incertezza, la cosa che meno piace ai mercati. Non si sa se il bilancio passerà, né come, né chi governerà dopo aprile. Chiunque sarà, se le tensioni sul debito diventassero un problema di liquidità, dovrà probabilmente trattare con la Bce», avverte Marco Turatti, Senior Market Specialist di Capital.com. Il rendimento degli Oat francesi resta sopra il 5%, il massimo degli ultimi 24 anni, al 5,082% e quello del Btp 10 anni al 4,60%.
Sul listino milanese attenzione a Eni che, considerati gli eccellenti risultati industriali dei primi nove mesi del 2026 e il miglioramento delle proiezioni sui flussi di cassa per l'intero esercizio (16,5 miliardi di euro), ha deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (1,3 miliardi) e un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback che sale a 3,8 miliardi. La produzione organica della divisione E&P è aumentata del 7% a 1,83 milioni di barili equivalenti al giorno, trainata dall'avvio di nuovi progetti e dal contributo della joint venture Searah sull'intero trimestre.
Tra l’altro il 22 ottobre Eni ha deliberato la distribuzione agli azionisti della seconda delle quattro tranche del dividendo 2026, di 0,27 euro, su un’erogazione complessiva annuale, pari a 1,1 euro, per ciascuna azione in circolazione alla data di stacco cedola del 23 novembre.
Sempre nel settore oil Saipem, tra i principali contractor del drilling in Egitto, Medio Oriente e Nord Africa, ha firmato un memorandum of understanding per esplorare nuove opportunità di collaborazione nella perforazione offshore, a partire dal mercato egiziano e con possibili sviluppi in altri Paesi di comune interesse. Inoltre dalle ultime rilevazioni della Consob, è emerso che il fondo Blackrock è salito all'8,63% del capitale dal 5,16% precedente.
Tra le banche è da monitorare Mps con Barclays scesa al 3,77% del capitale della banca senese dal 5,03% detenuto in precedenza, secondo le ultime rilevazioni della Consob. Viceversa, JP Morgan è salita all'8,79% del capitale di Bper dal 5,79% precedente, sempre secondo le ultime rilevazioni della Consob. Invece Barclays ha tagliato il target price su Generali da 30 a 29,5 euro (rating underweight). Su Stellantis è intervenuta Hsbc, abbssando il target price da 4 a 3,3 euro (raccomandazione reduce).
Occhio anche a Stm dopo che Nvidia ha perso il 4,40% con vendite rilevanti nei settori dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori e Meta ha registrato un calo del 6,9% dopo la pubblicazione dei conti, poiché gli investitori si sono concentrati sulla sua spesa per l’intelligenza artificiale, mentre il produttore sudcoreano di chip per memorie SK Hynix ha sospeso la prevista quotazione negli Stati Uniti della sua divisione Solidigm, specializzata in chip, a causa della volatilità dei mercati, una mossa che arriva anche dopo che le autorità sudcoreane avevano espresso preoccupazioni sul fatto che l’operazione potesse minare gli interessi degli azionisti.
La quotazione in borsa di Solidigm, ex divisione di Intel specializzata in memorie flash Nand e unità a stato solido, era stata presa in considerazione per contribuire a finanziare un nuovo stabilimento negli Stati Uniti e soddisfare la crescente domanda di chip nei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Avrebbe, inoltre, potuto finanziare l’annullamento e il riacquisto di azioni. La vendita delle azioni avrebbe potuto raccogliere 15 miliardi di dollari e valutare la divisione a 150 miliardi di dollari.
Nel lusso focus su Moncler (Barclays ha tagliato il target price da 60 a 58 euro, ribadendo overweight, e Berenberg da 57 a 55 euro, hold), Brunello Cucinelli e Ferragamo dopo che Prada ha registrato una crescita organica dei ricavi pari all’1% nel terzo trimestre del 2026, in linea con le aspettative del mercato, dimostrando resilienza in un settore debole e nonostante il rallentamento del suo marchio minore Miu Miu. Il risultato è stato sostenuto dalla continua crescita nelle Americhe, sebbene a un ritmo più lento rispetto al trimestre precedente. (riproduzione riservata)