Le borse europee restano in rosso (Dax -0,74%, Cac40 -0,84%, Ftse 100 -0,06% e Ftse Mib -1,45% a 52.028 punti alle 10:20 con Stm -14% e Moncler -7,63% fanalini di coda, contro corrente Eni +2,38% in scia alla volata del petrolio verso 98 dollari al barile a causa dei continui attacchi Usa contro l’Iran e Amplifon +3,47%). Il quadro europeo resta dominato dalla Bce, attesa confermare i tassi. Gli investitori guarderanno soprattutto al tono della comunicazione e alle indicazioni su inflazione e crescita. I futures sull’S&P 500 cedono lo 0,37%, indicando un avvio debole anche a Wall Street. Alphabet, Tesla e Ibm sono arretrati nel dopo mercato.
L’euro sale dello 0,07% a 1,1416 ollari. L'indice sulla fiducia delle imprese francesi è salito a 97,2 punti a luglio dai 95 rivisti di giugno. Considerando esclusivamente il settore manifatturiero, l'indice si è attestato a 101,3 punti rispetto ai 100,2 rivisti del mese precedente e al consenso degli economisti a 101 punti.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 83,6 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni resta oltre il 4%. La riunione della Bce «sarà molto probabilmente un evento di monitoraggio, dopo che il Comitato ha alzato i tassi d’interesse nella scorsa riunione. Il mercato si aspetta un ulteriore rialzo nella riunione di settembre e, sebbene Lagarde non fornirà alcuna forward guidance, limitandosi a ribadire la necessità per un approccio data dependent e riunione per riunione, non si opporrà alle aspettative di ulteriori misure restrittive», sottolinea Dave Chappell, Portfolio Manager, Fixed Income, di Columbia Threadneedle Investments.
«La riunione e la conferenza stampa sarebbero state senza dubbio molto diverse se la tregua, raggiunta in modo frettoloso e firmata da Trump, fosse durata più di un paio di settimane. Invece, i banchieri centrali osservano con apprensione il nuovo aumento dei prezzi dell’energia e, nel caso della Bce, l’impennata del gas naturale, mentre l’Europa si prepara a ricostituire le riserve in vista dell’inverno», precisa Chappell.
Borse europee in calo in avvio di seduta (Dax -0,68%, Cac40 -1,1%, Ftse100 -0,27% e Ftse Mib -1,54% a 51.978 punti). La crisi tra Stati Uniti e Iran ha investito anche il Mar Rosso: le minacce degli Houthi hanno spinto le petroliere a deviare la rotta, accrescendo i timori per le forniture globali e spingendo il greggio sui massimi dalla prima settimana di giugno (future sul Brent +3,85% a 97,69 dollari al barile).
A margine della riunione dei ministri degli Esteri Asean, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha detto che Washington resta disponibile a trattare ma dubita di una reale volontà negoziale da parte dell'Iran. Mentre Libano e Israele hanno in programma di tenere il prossimo ciclo di colloqui mediati dagli Usa martedì 4 agosto in Italia.
Nonostante le preoccupazioni sull’inflazione, la riunione della Bce dovrebbe concludersi con una conferma dei tassi. L’ultimo sondaggio Reuters indica che tutti e 74 gli analisti interpellati scommettono su una conferma del tasso di riferimento del 2,25% sui depositi, livello che dovrebbe però venire innalzato al 2,50% nella riunione di settembre, quando saranno a disposizione le nuove stime trimestrali dello staff su crescita e inflazione. Il mercato monetario continua del resto a prezzare altre due nuove strette sui tassi, proiettando il riferimento sui depositi a 2,69% per fine anno e 2,75% in febbraio.
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 83,6 punti base, ma il rendimento del Btp 10 anni sale al 4,037%. Secondo Giancarlo Giorgetti le informazioni attualmente disponibili non evidenziano scostamenti tali da alterare il quadro sulla crescita delineato dal governo, che nel Dfp prevede per quest'anno una crescita di 0,6%.
Sul listino milanese Unicredit che ha presentato i primi risultati dopo il successo dell'ops su Commerzbank, archiviando un secondo trimestre superiore alle attese del mercato perde il 2,10% a 81,46 euro. Il margine di intermediazione, pari ai ricavi complessivi, si è attestato a 6,52 miliardi di euro, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato ha superato il consenso degli analisti raccolto dalla banca, che indicava ricavi medi per 6,49 miliardi. Anche l'utile netto ha battuto le aspettative. Il trimestre si è chiuso con un risultato di 2,91 miliardi, superiore ai 2,84 miliardi previsti dal consenso.
Giù anche Moncler (-7,18% a 47,71 euro) che chiuso il primo semestre con ricavi in crescita del 9% a cambi costanti a 1,29 miliardi di euro e un ebit di 245,4 milioni, pari a un margine del 19%, grazie alla tenuta del canale diretto e alla forte performance in Asia. L'utile netto è aumentato a 164,7 milioni da 153,5 milioni un anno prima.
Non passa il test dei conti Stm, in calo del 13,37% a 50,46 euro, anche se ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 26% a 3,49 miliardi di dollari. L’utile lordo è balzato del 31,1% a 1,22 miliardi di dollari. E l’utile operativo è migliorato dalla perdita di 133 milioni del secondo trimestre del 2025 a un utile operativo di 187 milioni.
Decisamente meglio Saipem, in rialzo dello 0,66% a 4,42 euro, anche se l’Antitrust Ue ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione con la norvegese Subsea7, avvertendo che l'operazione potrebbe comportare aumenti dei prezzi e una riduzione dell'innovazione.
Inoltre Stellantis (-0,67% a 5,053 euro) ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 7,1% a giugno e del 6% nel semestre, sfiorando le 966 mila vetture vendute nell’Unione Europea.
Nel settore della difesa bene Leonardo con un +0,76% a 51,55 euro. Secondo l'ad, Lorenzo Mariani, l'eventuale adesione di un altro Paese al programma Gcap per la realizzazione di jet da combattimento - che vede già coinvolti Regno Unito, Italia e Giappone - dovrà avvenire idealmente entro la fine del 2026 o al più tardi nei prossimi 12 mesi.
Infine, Bff Bank, in flessione dello 0,34% a 2,97 euro, ha comunicato che Banca d'Italia ha ridotto i requisiti patrimoniali Mrel, con il Mrel Trea ora pari al 19,67% rispetto al precedente 20% e il Mrel Lre al 5,33% rispetto al precedente 5,40%.
Borse europee attese in calo (-0,28% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, in linea con i future Usa (-0,10% quello sul Dow Jones e -0,15% quello sull’S&P500), con le forze statunitensi che hanno lanciato ulteriori attacchi contro obiettivi militari iraniani. La missione, ha spiegato il Centcom, continuerà a indebolire ulteriormente la capacità di tehean di minacciare i marittimi civili e le navi commerciali che transitano nelle acque regionaliì.
In precedenza fonti iraniane hanno segnalato esplosioni nella città di Ahvaz, nella parte centro-occidentale del Paese, e nei pressi di Bushehr, importante città portuale nel Golfo Persico. Mentre Ryad ha confermato che una nave appartenente a una compagnia saudita è stata colpita nel Mar Rosso, poco dopo che i ribelli Houthi nello Yemen hanno rivendicato l'attacco a due petroliere saudite, identificate come Encela e Laylia, che a loro dire hanno violato il blocco navale imposto dai ribelli yemeniti. L’attacco rappresenta l'ultima escalation di un conflitto che sta minacciando sempre più le infrastrutture energetiche e il traffico marittimo internazionale.
Lunedì 20 luglio gli Houthi avevano annunciato l'imposizione di un blocco navale contro l'Arabia Saudita. Mentre i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno fermato tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz che rimarrà «completamente chiuso finché gli Stati Uniti continueranno le loro azioni nefaste nella regione», hanno affermato i Pasdaran. «Nessuna petroliera potrà entrare o uscire, e qualsiasi nave ingannata dagli Stati Uniti che intenda attraversarlo senza il coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran subirà la stessa sorte», hanno aggiunto.
Nel frattempo la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha adottato il 22 luglio anche una proposta di bilancio da 95 miliardi di dollari, presentata esclusivamente dai Repubblicani, per finanziare la guerra all'Iran e altre priorità della Casa Bianca, nonostante le obiezioni dei Democratici e di alcuni Repubblicani intransigenti, preoccupati per l'assenza di tagli di bilancio compensativi.
Ma lo speaker Mike Johnson è andato avanti, considerando l'iniziativa unilaterale Repubblicana come la migliore opportunità per far approvare le priorità del presidente Trump in un Congresso diviso. Il risultato della votazione è stato di 216 voti a favore e 214 contrari, con due repubblicani e un indipendente che si sono uniti ai democratici nell'opposizione. Anche se la Camera ha approvato la risoluzione, la strategia di Johnson dovrà affrontare incertezze maggiori al Senato.
I prezzi del petrolio salgono ancora, registrando il quinto rialzo consecutivo, dopo che i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato l’attacco contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, alimentando i timori di ulteriori interruzioni delle forniture lungo le principali rotte marittime del Medio Oriente. Il future sul Brent è in rialzo del 2,37% a 96,30 dollari al barile, mentre quello sul Wti dell’1,68% a 88,29 dollari al barile.
Gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb gestiscono insieme una quota significativa delle spedizioni marittime globali di greggio, motivo per cui sono osservati con estrema attenzione. Gli operatori stanno concentrando sempre più l'attenzione sui rischi legati ai trasporti, sull'aumento dei premi assicurativi e sulla possibilità di nuovi attacchi contro petroliere o infrastrutture energetiche.
Sul fronte statunitense, i dati governativi hanno mostrato un inaspettato aumento delle scorte di petrolio greggio. La U.S. Energy Information Administration ha comunicato che le scorte commerciali di greggio sono aumentate di 2 milioni di barili, raggiungendo 411,7 milioni di barili nella settimana conclusa il 17 luglio, contro le attese degli esperti che prevedevano, invece, una diminuzione. Anche le scorte di benzina sono aumentate di 0,8 milioni di barili e quelle di distillati di 1,4 milioni di barili.
In attesa dell’esito della riunione della Bce (alle 14:15 l’annuncio, attesi tassi fermi), l’euro sale dello 0,18% a 1,1428 dollari. Nell’agenda macro alle 08:45 c’è l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a luglio della Francia, alle 14:30 le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati uniti e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori preliminare a luglio dell’Eurozona.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit che ha presentato i primi risultati dopo il successo dell'ops su Commerzbank, archiviando un secondo trimestre superiore alle attese del mercato. Il margine di intermediazione, pari ai ricavi complessivi, si è attestato a 6,52 miliardi di euro, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato ha superato il consenso degli analisti raccolto dalla banca, che indicava ricavi medi per 6,49 miliardi. Anche l'utile netto ha battuto le aspettative. Il trimestre si è chiuso con un risultato di 2,91 miliardi, superiore ai 2,84 miliardi previsti dal consenso.
Mentre Moncler chiuso il primo semestre con ricavi in crescita del 9% a cambi costanti a 1,29 miliardi di euro e un ebit di 245,4 milioni, pari a un margine del 19%, grazie alla tenuta del canale diretto e alla forte performance in Asia. L'utile netto è aumentato a 164,7 milioni da 153,5 milioni un anno prima.
Al test dei conti anche Stm che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 26% a 3,49 miliardi di dollari. In termini sequenziali, il dato è salito del 12,7%, 110 punti base al di sopra del valore intermedio della guidance del produttore di chip. L’utile lordo è balzato del 31,1% a 1,22 miliardi di dollari. E l’utile operativo è migliorato dalla perdita operativa di 133 milioni del secondo trimestre del 2025 a un utile operativo di 187 milioni.
Quanto a Saipem, l’Antitrust Ue ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione con la norvegese Subsea7, avvertendo che l'operazione potrebbe comportare aumenti dei prezzi e una riduzione dell'innovazione.
Inoltre Stellantis ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 7,1% a giugno e del 6% nel semestre, sfiorando le 966 mila vetture vendute nell’Unione Europea.
Nel settore della difesa è da monitorare Leonardo perché secondo l'ad, Lorenzo Mariani, l'eventuale adesione di un altro Paese al programma Gcap per la realizzazione di jet da combattimento - che vede già coinvolti Regno Unito, Italia e Giappone - dovrà avvenire idealmente entro la fine del 2026 o al più tardi nei prossimi 12 mesi.
Infine, Bff Bank ha comunicato che Banca d'Italia ha ridotto i requisiti patrimoniali Mrel, con il Mrel Trea ora pari al 19,67% rispetto al precedente 20% e il Mrel Lre al 5,33% rispetto al precedente 5,40%.
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