Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rosso (-0,6%) con Nexi, spread sui minimi di settembre 2008. Corre Saipem
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rosso (-0,6%) con Nexi, spread sui minimi di settembre 2008. Corre Saipem
La Commissione Ue ha ribadito il suo sostegno all'Ucraina. A Milano anche le banche e Tim tra le azioni più vendute. Wall Street contrastata

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa  23/01/2026 07:35

Ftse Mib
44.831,60 17.36.29

-0,58%

Dax 30
24.859,36 17.30.14

+0,01%

Dow Jones
49.170,43 17.44.43

-0,43%

Nasdaq
23.577,59 17.39.51

+0,60%

Euro/Dollaro
1,1757 17.24.44

-0,01%

Spread
60,39 17.30.02

-2,50

  • Ore 15:30 Wall Street apre in calo. A Milano tengono gli energetici

  • Ore 14:40 Il Ftse Mib resta in rosso in attesa di Wall Street, spread sui minimi di settembre 2008
  • Ore 13:35 Il Ftse Mib lima le perdite con i titoli oil e della difesa, lo spread va sotto 62
  • Ore 12:35 Il Ftse Mib scivola con Stellantis e Nexi, il petrolio Wti balza oltre 60 dollari
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib il peggiore in Ue con Nexi e Buzzi, l’Eurozona fatica a riprendersi: indice Pmi composito stabile a 51,5
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Mps, bene i titoli oil con l’aumento dei rischi geopolitici
  • Ore 07:35 Europa attesa in calo, pesano Intel e le minacce di Trump all'Iran. Oro e petrolio inarrestabili

Il Ftse Mib chiude a 44.831 punti, in calo dello 0,6%. Tra le blue chip la migliore è Saipem (+4,4%) che stacca Leonardo (+2,1%) ed Eni (+2%). In calo Nexi (-4,2%), Mediobanca (-3,2%) e Unipol (-3,1%). Spread Btp/Bund in discesa a 60 punti base. 

Tra i listini europei sale solo Francoforte che chiude in rialzo dello 0,2%. Negli Stati Uniti i principali indici viaggiano contrastati dopo due ore di scambi con il Dow Jones che cede lo 0,5% mentre S&P 500 e Nasdaq guadagnano rispettivamente lo 0,2% e lo 0,6%. Tra i dati macro di giornata, l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è stato rivisto al rialzo a gennaio, salendo a 56,4 punti dai 54 della stima preliminare, mentre gli analisti si attendevano una conferma del dato iniziale.

Ore 15:30 Wall Street apre in calo. A Milano tengono gli energetici

I principali listini azionari statuntensi trattano in calo in apertura. Nel dettaglio, il Dow Jones scende dello 0,6% e l'S&P 500 dello 0,2%. «L’accordo di massima sulla Groenlandia e l’annullamento dei dazi Usa ad alcuni paesi europei a partire da febbraio, uniti ai dati macro ancora solidi hanno ridato fiato ai mercati, con i listini azionari che hanno chiuso in rialzo nella giornata di ieri e gli spread sull’high yeld statunitense sui minimi dal 2007», commentano gli strategist di Mps.

Sul fronte politico «i dettagli dell’accordo sulla Groenlandia restano scarsi e la disputa geopolitica sull'isola potrebbe riemergere, ma gli investitori traggono sollievo dai rapidi progressi verso un'intesa, dopo la significativa turbolenza dei mercati all'inizio della settimana», spiega James McCann, senior economist di Edward Jones.

Tuttavia, «non sono mancate le minacce di forti ritorsioni da parte di Trump verso l’Unione Europea, nel caso quest'ultima decidesse di vendere asset americani in risposta alle sue minacce di dazi», puntualizzano gli esperti di Mps.

Sul fronte della politica monetaria, gli strategist di Unicredit si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi. «I mercati finanziari attribuiscono una probabilità inferiore al 10% di un taglio dei tassi» nella prossima riunione, puntualizzano aggiungendo che «l’inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo».

Inoltre, i dati macro usciti questa settimana hanno confermato un mercato del lavoro stabile, una crescita del robusta nel terzo trimestre 2025 (+4,4% il dato finale del pil Usa) e superiore ai dati preliminari e un’inflazione Pce in linea con le attese. 

Dopo l'avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 44.722 punti, in calo dello 0,8%. Bene il comparto energetico con Saipem (+4%) ed Eni (+2%), mentre scende Nexi (-3,3%). 

Ore 14:40 Il Ftse Mib resta in rosso in attesa di Wall Street, spread sui minimi di settembre 2008

Non scemano le vendite su Piazza Affari (-0,74% a 44.757 punti alle 14:40 con le banche, Nexi, Unipol, Stellantis, Tim le più vendute) a causa dell’aumento dei rischi geopolitici con la Cina che ha invitato alla moderazione e al dialogo dopo le dichiarazioni del presidente statunitense, Donald Trump, sull'invio di ingenti forze militari verso l'Iran.

Il tycoon ha detto che gli Stati Uniti hanno «molte navi che stanno andando verso l’Iran, per ogni evenienza. Abbiamo una grande flottiglia che si muove verso quell'area e vedremo cosa succederà. Preferirei che non accadesse nulla», ha aggiunto, «ma li stiamo osservando molto da vicino».

Sull’altro fronte accesso, quello ucraino, la Commissione Europea ha ribadito il suo «pieno sostegno all'Ucraina fin dal primo giorno e in modo continuativo, insieme ai Pesi membri. Siamo i principali sostenitori, avendo già fornito finora quasi 200 miliardi di euro».

Quanto all'ipotesi di un esercito europeo, rilanciata da Volodymyr Zelensky a Davos, Bruxelles ha evidenziato di aver fin qui integrato Kiev «nei programmi di difesa, come Safe ed Edip, consentendole di effettuare appalti congiunti con gli Stati membri e permettendo alla sua industria di investire insieme a quella europea». L’euro flette dello 0,15% a 1,1735 dollari e lo spread Btp/Bund ripiega a quota 60,6 punti base, minimo di settembre 2008. 

Ore 13:35 Il Ftse Mib lima le perdite con i titoli oil e della difesa, lo spread va sotto 62

C’è attesa per l’avvio di Wall Street, previsto in rosso (-0,13% il futures sullS&P500 alle 13:35), a causa delle previsioni deludenti del colosso dei chip Intel e con i listini americani che hanno subito deflussi per quasi 17 miliardi di dollari nella settimana in cui il presidente statunitense, Donald Trump, ha alzato i toni sulla Groenlandia e minacciato l'imposizione di nuovi dazi all'Unione Europea, secondo Bank of America che ha citato i dati di Epfr Global, provider di dati sui flussi nei fondi e sull'asset allocation.

Comunque a Milano l’indice Ftse Mib lima le perdite e registra un calo dello 0,72% a 44.766 punti con Mps, Nexi, Stellantis e Unipol in flessione di oltre due punti percentuali. Non bastano a compensare Saipem, Eni, Fincantieri, Leonardo, Stm e Amplifon, in crescita di oltrte l’1%. Sul mercato obbligazionario il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,49% con il differenziale Italia/Germania a 61,8 punti base grazie al parziale ridimensionamento delle tensioni geopolitiche. In serata dal Tesoro i dettagli dell'asta Bot di mercoledì 28 gennaio.

Ore 12:35 Il Ftse Mib scivola con Stellantis e Nexi, il petrolio Wti balza oltre 60 dollari

Con i futures Usa che virano al ribasso (-0,20% quello sul Dow Jones), complice l’outlook deludente di Intel (-12,9% al pre market a Wall Street), i listini europei restano prudenti in un contesto di vendite diffuse. Il Ftse Mib cede lo 0,43% a 44.896 punti con Stellantis -2,43%, Nexi -2,4% e Campari -2% i peggiori. Contro corrente i titoli oil e della difesa.

Sul fronte geopolitico, il mercato registra segnali di parziale normalizzazione dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, si è ammorbidito sulla Groenlandia, mentre emergono maggiori dettagli sull’intesa raggiunta in ambito Nato.

Resta, inoltre, sotto osservazione il conflitto tra Russia e Ucraina: è in agenda un primo confronto a tre tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi, elemento che contribuisce a mantenere il premio per il rischio al centro.

L’euro scivola contro dollaro (-0,13% a 1,1738), mentre da Davos la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto di non vedere «una rottura dell'ordine mondiale, ma serve un piano B» e il petrolio Wti balza dell’1,68% a 60,36 dollari dopo che Trump ha annunciato una potenziale azione militare contro l'Iran, con l’energia che risulta tra i settori più forti in Europa (+1,31%), insieme alle telecomunicazioni (+1,11%).

Ore 10:20: Il Ftse Mib il peggiore in Ue con Nexi e Buzzi, l’Eurozona fatica a riprendersi: indice Pmi composito stabile a 51,5

Restano dimesse le borse europee (il Dax è fermo sulla parità, il Cac40 segna un modesto +0,04%, meglio il Ftse100 con un +0,25%, non il Ftse Mib in calo dello 0,34% a 44.936 punti alle 10:20 con Buzzi, Nexi, Mps, Hera, Tim in flessione di oltre un punto percentuale; al contrario, il rialzo del prezzo del petrolio per l’aumento dei rischi geopolitici, in Iran in primis, sostiene Saipem ed Eni, e Fincantieri recupera dopo il tonfo della vigilia).

L’Eurozona fatica a riprendersi. L’indice Pmi composito è rimasto stabile a gennaio a 51,5 punti, leggermente sotto le stime degli economisti a 51,6 punti. Più in dettaglio, l’indice Pmi manifatturiero questo mese è migliorato più delle attese a 49,4 punti dal precedente 48,8 punti (la previsione era 49,1 punti). Viceversa, quello dei servizi a gennaio è sceso più del previsto a 51,9 punti dal precedente 52,4 punti (52,6 punti la stima degli economisti). Di riflesso, l’euro vira al ribasso (-0,13% a 1,1738 dollari), mentre lo spread Btp/Bund scende a quota 61,4 punti base.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Mps, bene i titoli oil con l’aumento dei rischi geopolitici

Borse europee caute in avvio di seduta (-0,19% il Dax, -0,32% il Cac40, +0,02% il Ftse100 e -0,54% a 44.849 punti il Ftse Mib) a causa dell’aumento dei rischi geopolitici. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha infatti affermato che numerose navi militari statunitensi si stanno dirigendo verso l'Iran «per ogni evenienza».

Focus sulle trimestrali Usa

I futures sugli indici statunitensi indicano un andamento leggermente positivo, con quello sull’S&P 500 in rialzo dello 0,09%. L’attenzione degli investitori rimane rivolta ai risultati societari e ai dati macroeconomici in arrivo, mentre il mercato digerisce una stagione di trimestrali caratterizzata da aspettative elevate (l’outlook di Intel ha deluso). Il rendimento del Treasury decennale statunitense cala al 4,24%. Sul fronte valutario, l’euro scende dello 0,13% a 1,1737 dollari.

Dall’Ue a breve un pacchetto d'investimento considerevole in Groenlandia

La Commissione Europea proporrà a breve un pacchetto d'investimento considerevole in Groenlandia. «Stiamo lavorando per espandere le relazioni Ue con la Groenlandia, e in questo ambito, presto la Commissione proporrà un sostanzioso pacchetto di investimenti», ha annunciato la presidente, Ursula von der Leyen. L’Ue intende usare l'aumento delle spese di difesa per procurarsi attrezzature pronte per l'Artico.

Spread poco mosso a 63 in attesa dei dettagli dell’asta Bot del 28 gennaio

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,52% con lo spread con il Bund poco mosso a 63 punti base. Dal lato dell'offerta, il Tesoro ha annunciato che nel collocamento di martedì 27 gennaio saranno a disposizione degli investitori fino a 5 miliardi di euro tra Btp short e indicizzati a 5 e 10 anni. Questa sera i dettagli dell'asta Bot di mercoledì 28 gennaio.

A Milano bene i titoli oil e Stm. Giù Mps, Pirelli, Terna, Ferretti. Rally di Seco

Sul listino milanese con i prezzi del petrolio in aumento a causa dei rischi geopolitici, Eni sale dello 0,19% a 16,5 euro e Saipem del 2% a 2,89 euro, mentre il produttore di chip Stm spunta un +0,45% a 24,74 euro nonostante l’outlook deludente di Intel.

Quanto a Pirelli (-0,59% a 6,41 euro) ha reso noto di aver sottoscritto un contratto relativo a nuove linee bancarie multicurrency a 5 anni per complessivi 2,1 miliardi di euro con un pool di primarie banche nazionali e internazionali. Sostituiranno linee bancarie di pari importo in scadenza nel 2027, consentendo l’estensione delle scadenze fino al 2031.

È inoltre prevista la possibilità di prolungarne ulteriormente la scadenza fino a un massimo di ulteriori 2 anni, al 2033, alle medesime condizioni contrattuali. Nel dettaglio, il contratto prevede un term loan da 600 milioni di euro e linee revolving da 1,5 miliardi di euro. L’operazione consentirà di rafforzare ulteriormente il profilo di liquidità del gruppo, migliorando la struttura complessiva dell’indebitamento e allungandone le scadenze.

Venduta ma tra le banche Mps (-1,6% a 8,79 euro) il cui cda ha fissato al 28 gennaio una nuova riunione per deliberare sulla procedura di formazione della lista di candidati del board, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione del regolamento in tempi rapidi. Il consiglio di amministrazione per l'approvazione dei risultati finanziari 2025 si riunirà il 9 febbraio.

Mentre Anima (-0,62% a 6,36 euro) valuterà nel cda del 26 gennaio la candidatura per il nuovo ad avanzata dall'azionista di riferimento Banco Bpm.

Nel settore della nautica, Ferretti flette dello 0,31% a 3,83 euro dopo la presa di posizione di Weichai. L’azionista di controllo ha ribadito la natura strategica della partecipazione e ha comunicato la decisione di non aderire all’opa parziale lanciata da Kkcg Maritime. Weichai ha confermato, inoltre, l’intenzione di presentare una lista di maggioranza per il rinnovo del cda e valuta un possibile rafforzamento della propria quota. Il messaggio rafforza la visibilità sulla governance futura del gruppo e sul sostegno dell’azionista di riferimento alla strategia di lungo periodo.

E se Jefferies ha avviato la copertura del titolo Terna (-0,42% a 8,95 euro) con un rating hold e un target price a 9,8 euro, emergono indicazioni positive dal fronte degli ordini per la divisione Plant Making di Danieli (-0,16% a 62,9 euro). Il gruppo ha annunciato due nuovi contratti: un impianto bar & wire-rod rolling mill di ultima generazione destinato a Lodhia Industries in Tanzania, con avvio previsto nel primo semestre del 2027 e una nuova linea di forgiatura da 70 MN per lo stabilimento di Sheffield di Special Melted Products nel Regno Unito, controllata dal gruppo Cogne.

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Invece, la divisione statunitense di Seco (+7,21% a 3,34 euro), Seco Usa, ha ottenuto la certificazione di progetto per il programma sviluppato in collaborazione con Boeing, in cui opera come fornitore per lo sviluppo di un sistema di movimentazione sul ponte di volo destinato alla piattaforma di rifornimento aereo senza pilota MQ-25A Stingray, imbarcata sulle portaerei della Marina degli Stati Uniti.

Questo traguardo sancisce la consegna completa e l'accettazione del deck control device, a seguito della precedente dimostrazione delle operazioni di imbarco con controllo remoto annunciata nell'ottobre 2021. 

Ore 07:35 Europa attesa in calo, pesano Intel e le minacce di Trump all'Iran. Oro e petrolio inarrestabili

Borse europee attese in calo (-0,18% il futures sull’Eurostoxx) in avvio di seduta dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una potenziale azione militare contro l'Iran, dopo aver ottenuto un accesso totale e permanente degli Stati Uniti alla Groenlandia nell’accordo con la Nato. Su questo fronte i leader dell'Unione Europea hanno tirato un sospiro di sollievo, ma hanno avvertito di essere pronti a reagire se il tycoon dovesse minacciarli di nuovo.

Intel delude

A mettere sotto pressione i mercati, in particolare il settore dei semiconduttori, è Intel. Il colosso Usa non solo ha faticato a soddisfare la domanda dei suoi chip per i server utilizzati nei data center di intelligenza artificiale, ma ha previsto ricavi e utili trimestrali inferiori alle stime degli analisti, facendo cadere l’azione del 13% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street.

La società ha previsto ricavi per il trimestre in corso compresi tra 11,7 e 12,7 miliardi di dollari, rispetto alla stima media degli analisti di 12,51 miliardi. Inoltre, ha detto che l'utile per azione rettificato sarà in pareggio nel primo trimestre rispetto alle aspettative di un utile rettificato di 5 centesimi per azione. I futures sul Nasdaq 100 salgono, comunque, dello 0,25% e quelli sull’S&P 500 dello 0,18%.

Trump torna a minacciare l’Iran, il petrolio vola

I prezzi del petrolio schizzano dopo che Trump ha segnalato una potenziale azione militare contro l'Iran, uno dei principali produttori di greggio, sollevando preoccupazioni per ulteriori interruzioni dell'approvvigionamento in Medio Oriente. Nonostante alcune perdite registrate nelle sessioni precedenti, l’oro nero è diretto verso la quinta settimana consecutiva di guadagni a causa dell’aumento delle tensioni geopolitiche globali.

I future sul Brent balzano dello 0,92% a 64,65 dollari al barile, mentre quelli sul Wti  dello 0,93% a 59,91 dollari al barile. Il presidente statunitense, parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One il 22 gennaio, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno una flotta in movimento verso l’Iran e ha messo in guardia Teheran dal reprimere i manifestanti o dal riavviare il proprio programma nucleare.

«Abbiamo un’armada… che si sta dirigendo in quella direzione, e forse non dovremo usarla», ha detto Trump. «Preferirei non vedere accadere nulla, ma li stiamo osservando molto da vicino», ha aggiunto. Secondo alcune fonti, una portaerei e diversi cacciatorpediniere statunitensi dovrebbero arrivare in Medio Oriente nei prossimi giorni, alimentando i timori di un’azione militare. L’Iran è uno dei maggiori produttori di petrolio dell’Opec ed è anche un importante fornitore della Cina, il principale importatore mondiale di greggio. Qualsiasi intervento militare statunitense rischierebbe di interrompere le forniture di petrolio dal Paese.

Oro a un passo da 5.000 dollari l’oncia

La debolezza del dollaro non solo sostiene i prezzi del greggio, ma anche quelli dell’oro che hanno toccato un nuovo massimo storico, avvicinandosi al livello di 5.000 dollari l’oncia. Anche i prezzi dell’argento e del platino hanno raggiunto nuovi massimi storici. Sebbene i metalli preziosi abbiano perso parte dei guadagni dopo l’accordo commerciale sulla Groenlandia, i suoi commenti sull’Iran, uniti alla mancanza di dettagli sull’intesa per l’isola artica, hanno mantenuto elevata la domanda di beni rifugio.

L’oro spot ha raggiunto il record di 4.967,48 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro crescono dello 0,84% a 4.954,99 dollari l’oncia. L’argento spot è balzato del 3% fino al record di 99,38 dollari, mentre il platino spot è salito dell’1% al picco di 2.692,31 dollari l’oncia.

Lagarde (Bce) parla a Davos

Oltre all’intervento, alle 11, della presidente della Bce, Christine Lagarde, a Lagarde a Davos, lato macro, c’è attesa alle 10 per l’indice Pmi manifatturiero a gennaio preliminare e l’indice Pmi servizi a gennaio preliminare dell’Eurozona. Anche dagli Stati Uniti ma alle 15:45 arrivano il Pmi manifatturiero a gennaio preliminare e il Pmi servizi a gennaio preliminare. Alle 16 si chiude con l’indice dell’Università del Michigan a gennaio finale.

Nel frattempo, la Banca del Giappone ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0,75% dopo l'aumento di 25 punti base a dicembre. La decisione era attesa. La BoJ ha, però, rivisto al rialzo le stime sul pil, atteso in crescita tra lo 0,8% e lo 0,9% nel 2025 (dal precedente 0,6%-0,8%) e per il 2026 tra lo 0,8% e l'1% (da 0,6%-0,8%).

A Milano occhio a Stm, Pirelli, Mps, Anima, Terna e Seco

Sul listino milanese attenzione al produttore di chip Stm in scia all’outlook deludente di Intel.

Quanto a Pirelli ha reso noto di aver sottoscritto un contratto relativo a nuove linee bancarie multicurrency a 5 anni per complessivi 2,1 miliardi di euro con un pool di primarie banche nazionali e internazionali. Sostituiranno linee bancarie di pari importo in scadenza nel 2027, consentendo l’estensione delle scadenze fino al 2031.

È inoltre prevista la possibilità di prolungarne ulteriormente la scadenza fino a un massimo di ulteriori 2 anni, al 2033, alle medesime condizioni contrattuali. Nel dettaglio, il contratto prevede un term loan da 600 milioni di euro e linee revolving da 1,5 miliardi di euro. L’operazione consentirà di rafforzare ulteriormente il profilo di liquidità del gruppo, migliorando la struttura complessiva dell’indebitamento e allungandone le scadenze.

Invece, tra le banche, occhio a Mps il cui cda ha fissato al 28 gennaio una nuova riunione per deliberare sulla procedura di formazione della lista di candidati del board, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione del regolamento in tempi rapidi. Il consiglio di amministrazione per l'approvazione dei risultati finanziari 2025 si riunirà il 9 febbraio.

Mentre Anima valuterà nel cda del 26 gennaio la candidatura per il nuovo ad avanzata dall'azionista di riferimento Banco Bpm.

E se Jefferies ha avviato la copertura del titolo Terna con un rating hold e un target price a 9,8 euro, la divisione statunitense di Seco, Seco Usa, ha ottenuto la certificazione di progetto per il programma sviluppato in collaborazione con Boeing, in cui opera come fornitore per lo sviluppo di un sistema di movimentazione sul ponte di volo destinato alla piattaforma di rifornimento aereo senza pilota MQ-25A Stingray, imbarcata sulle portaerei della Marina degli Stati Uniti.

Questo traguardo sancisce la consegna completa e l'accettazione del deck control device, a seguito della precedente dimostrazione delle operazioni di imbarco con controllo remoto annunciata nell'ottobre 2021. 

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