Il Ftse Mib ha virato sopra la parità portandosi, alle 15:30, allo 0,1% di rialzo. Tra i titoli migliori spicca ancora il rally di Stm, che raggiunge il 10% di guadagno. Bene anche Eni (+1,6%) e Snam (+1,3%). Si muovono in controtendenza Diasorin (-3%), Amplifon (-2,64%) e Nexi (-2%). Spread Btp/Bund a 78 punti.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib resta in rosso dello 0,17% a 47.705 punti alle 14:40 con tutte le banche, Nexi, Poste, Amplifon, Diasorin, Moncler e Unipol in flessione di oltre un punto percentuale. Stm con un +8,3% si conferma regina della seduta. Lo spread Btp/Bund scende sotto 79 a 78,8 punti base ma il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,81% dopo l’allarme dell’Ocse: l’aumento globale dei prezzi dell'energia nel 2026 peserà sulla crescita dell’Italia nei prossimi due anni.
Una minor crescita nei consumi delle famiglie, nella produzione e negli investimenti rallenterà la crescita del pil a +0,4% nel 2026, con un effetto della crescita simile ad altri Paesi Ocse; nel 2027 il pil crescerà dello 0,6%, come previsto dal governo Meloni.
Pur vedendo rischi al ribasso, per l'Ocse le prospettive di crescita nel medio termine possono essere migliorate implementando riforme ben calibrate che aumentino gli investimenti e l'occupazione.
Il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro (-0,12%). Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 214.000 unità, in aumento di 6.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Secondo un sondaggio Reuters tra gli economisti, pubblicato il 22 aprile, la Fed attenderà almeno sei mesi prima di tagliare i tassi di interesse quest’anno, con lo shock energetico legato alla guerra in Iran che ha riacceso un’inflazione già elevata.
Nel frattempo, «il comparto obbligazionario evidenzia un equilibrio fragile. I rendimenti governativi oscillano in funzione delle aspettative su inflazione e politica monetaria: nelle fasi di ottimismo si osserva una discesa dei tassi, mentre il riemergere delle tensioni in Iran riporta pressione al rialzo. Gli spread restano sotto controllo ma sensibili a eventuali shock improvvisi», afferma a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca. In questo contesto, «gli investitori mantengono un approccio prudente, con livelli di liquidità più elevati rispetto alla media e una crescente attenzione alla diversificazione. Fino a quando non emergerà un accordo concreto in Medio Oriente, lo scenario più probabile resta quello di una volatilità elevata e di una direzionalità limitata nel breve periodo».
Le borse europee restano caute in attesa dell’avvio di Wall Street, mentre l'Iran mantiene il controllo sullo Stretto di Hormuz dopo il fallimento dei colloqui di pace con Washington. Il segretario generale dell'Ocse, Mathias Cormann, ha detto di non intravedere, in uno scenario di base, alcun rischio di stagflazione a causa della guerra in Medio Oriente. Lo spread Btp/Bund resta più alto dell’apertura a 79,22 punti base e l’euro accelera al ribasso (-0,19% a 1,1681 dollari).
Francoforte segna un -0,41%, Parigi un +0,11%, Londra un -0,81% e Milano un -0,31% a 47.636 punti alle 12:50. Stellantis, che avrebbe individuato quattro impianti in Europa con problemi di sovracapacità che potrebbero essere venduti o condivisi con partner cinesi, spunta un +0,59%.
Secondo Bloomberg, l'azienda automobilistica avrebbe avviato colloqui con potenziali partner o acquirenti, e i rappresentanti della cinese Dongfeng Motor Corp avrebbero visitato gli stabilimenti di Rennes e Madrid all'inizio di questo mese.
Non è stata ancora presa alcuna decisione su impianti specifici. Nel frattempo, il gruppo avrebbe comunicato ai governi francese e italiano che il problema della capacità produttiva in eccesso in Europa riguarda quattro stabilimenti, tra cui Rennes, Cassino e Madrid. Meglio di Stellantis fanno Stm (+6,38%), Eni (+1,31%), Snam (+1%) e Mediobanca (+1%).
Con i futures Usa negativi (-0,53% quello sul Dow Jones e -0,46% quello sull’S&P500), a Milano l’indice Ftse Mib resta in calo alle 11:30 dello 0,24% a 47.668 punti con Moncler in calo del 4% circa, Diasorin del 3,4% e Avio e Amplifon che flettono oltre il 2%. In rosso pure Banco Bpm, Unicredit, Nexi, Poste Italiane e Unipol. Salgono contro corrente Stm (+6,6%), le utility, Eni e Generali, questa mentre è in corso l’assemblea degli azionisti da cui è emerso che Unicredit è salita all’8,72% del capitale della compagnia assicurative triestina. Lo spread Btp/Bund sale a 79,25 punti base e l’euro va sotto 1,17 a 1,1691 dollari (-0,10%) in attesa dei dati macro Usa (alle 14:30 le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione e alle 15:45 il Pmi manifatturiero e il Pmi servizi preliminari ad aprile).
Mercati azionari europei contrastati (Dax -0,24%, Cac40 +0,42%, Ftse100 -0,6% e Ftse Mib -0,32% a 47.631 punti alle 10:15 con le banche, Diasorin e Moncler sotto pressione; Stm si conferma il migliore con u +8% grazie a un primo trimestre e a un outlook sul secondo oltre le attese).
L’euro è stabile a 1,17026 dollari dopo che ad aprile l'attività economica della zona euro ha subito una contrazione a sorpresa con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran che ha indebolito la domanda mentre i prezzi energetici sono volati.
L'indice Pimi composito è sceso a 48,6 ad aprile da 50,7 a marzo, ben al di sotto delle aspettative degli economisti a 50,1. Si ricorda che un valore inferiore alla soglia di 50 separa la crescita dalla contrazione.
«La zona euro sta affrontando difficoltà economiche sempre più gravi a causa della guerra in Medio Oriente, il che rappresenta un grande grattacapo per i responsabili politici», ha affermato Chris Williamson, capo economista aziendale di S&P Global. «Nel frattempo, le sempre più diffuse carenze di approvvigionamento minacciano di frenare ulteriormente la crescita», ha aggiunto.
Anche l’indice Pmi relativo al settore dei servizi è sceso da 50,2 a 47,4, sotto la previsione degli economisti a 49,8. Decisamente meglio il Pmi manifatturiero a 52,2 dai 51,6 di marzo, contro le aspettative di un calo a 50,9.
Apertura negativa per le borse europee (-0,7% il Dax, -0,02% il Cac40, -0,53% il Ftse100 e -0,22% a 47.678 punti il Ftse Mib) con i futures Usa che segnalano un avvio debole dopo i massimi storici registrati nella seduta precedente da S&P 500 e Nasdaq. Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz rappresentano uno dei principali fattori di pressione sui mercati. Le notizie relative al sequestro e agli attacchi contro navi commerciali, insieme alle operazioni statunitensi su petroliere legate all’Iran, alimentano l’incertezza e sostengono i prezzi del petrolio, con il Wti in rialzo oltre il 1% sopra i 94 dollari al barile.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione è rivolta alla pubblicazione degli indici Pmi preliminari di aprile. Le stime indicano un ulteriore rallentamento dell’attività economica nell’area euro, con valori prossimi alla stagnazione, mentre nel Regno Unito si prospetta un possibile passaggio in territorio di contrazione, soprattutto a causa della debolezza del settore dei servizi. Sempre nel Regno Unito, i dati sulle finanze pubbliche risultano peggiori delle attese a marzo, contribuendo a indebolire il quadro fiscale. Inoltre, la fiducia dei consumatori rilevata dal Brc ha raggiunto il minimo storico in vista della pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasury statunitensi mostrano un incremento di circa 2 punti base lungo la curva, con il decennale al 4,31% (al 3,83% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund a 78,37 punti base). Il dollaro si rafforza leggermente rispetto alle principali valute, con l’euro che passa di mano a 1,17015 (-0,02%).
Sul listino milanese Unicredit perde l’1,16% a 64,92 euro con il governo italiano che guarda con favore al progetto su Commerzbank, riconoscendone i razionali economici, ma non sarebbe favorevole a un eventuale trasferimento della sede centrale del gruppo bancario italiano in Germania, come ha chiarito il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, mentre la banca guidata da Andrea Orcel ha ribadito che non ci sono piani in proposito visto che «la sede del gruppo è e rimarrà in Italia».
Intanto da Francoforte la ceo del gruppo tedesco, Bettina Orlopp, ha ribadito la sua opposizione all'operazione affermando che il management «non vede un piano di integrazione convincente».
Mentre Banco Desio (+0,55% a 9,22 euro) ha concordato con Consob la proroga fino all'8 maggio del periodo di adesione all'opa lanciata su Solutions Capital Management Sim (+0,43% a 4,62 euro) qualora, al termine dell'offerta, non venisse a detenere una partecipazione almeno pari al 95% del capitale della Sim.
Invece, dopo un periodo di sospensione, la Consob ha riavviato l'esame sull'opas lanciata da Banca CF+ su Banca Sistema (+0,94% a 1,724). Il periodo istruttorio si concluderà l'11 maggio.
Svetta su tutti STMicroelectronics con un +7% a 4,17 euro dopo aver chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi netti a 3,1 miliardi di dollari, in crescita del 23% anno su anno e del 21,4% escludendo il contributo dell'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp completata lo scorso 2 febbraio. Il risultato è di 50 punti base sopra il valore intermedio della guidance della società. Il margine lordo si è posizionato al 33,8%, anch'esso sopra le attese, grazie a un mix di prodotto migliore e a minori oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva. L’utile netto si è attestato a 37 milioni di dollari GAAP (122 milioni non GAAP).
Nel settore auto Stellantis che si conferma tra i costruttori più in forma del panorama europeo nel 2026 limita il guadagno a un +0,45% a 7,33 euro. A marzo il gruppo guidato da Antonio Filosa ha registrato un incremento delle vendite del 6,8% nell’Ue, secondo solo al +7,8% di Volkswagen tra i principali player.
Inoltre, si fa presente che Amplifon (-1,4% a 9,72 euro), Azimut (-0,77% a 37,18 euro), Bper Banca (-0,31% a 12,078 euro), Generali (stabile a 37,35 euro), Brunello Cucinelli (-0,76% a 85,68 euro) e Salvatore Ferragamo (-0,38% a 7,85 euro) riuniscono le rispettive assemblee degli azionisti.
Borse europee attese in calo (-0,63% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con l’Iran che ha sequestrato due navi nello Stretto di Hormuz, rafforzando la sua presa sulla strategica via d’acqua dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha rilanciato i colloqui di pace per venerdì 24 aprile, ma Teheran non si fida degli Stati Uniti e teme attacchi a sorpresa.
Lo stato del cessate il fuoco di due settimane, che sarebbe dovuto scadere due giorni fa, resta poco chiaro, in una situazione che appare di stallo. Le autorità iraniane hanno anche criticato la decisione Usa di mantenere il blocco navale sul commercio marittimo dell’Iran, considerato da Tehran un atto di guerra. I futures Usa flettono (-0,54% quello sul Dow Jones e -0,39% quello sull’S&P500).
In questo contesto di forti tensioni il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,83% con lo spread con il Bund a 76 punti base. Il 22 aprile i rendimenti euro sono saliti con gli investitori che hanno ignorato l'estensione a tempo indeterminato da parte di Trump del cessate il fuoco, mentre le quotazioni del petrolio sono tornate saldamente sopra quota 100 dollari al barile (future sul Brent +0,87% a 102,8 dollari) segno che il focus resta sulle potenziali ricadute economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Sul fronte interno, lo scenario prefigurato dal ministero dell'Economia è di una crescita economica dell’Italia dello 0,6% sia quest'anno sia il prossimo rispetto allo 0,7% e 0,8% indicati a settembre. Per il rapporto tra deficit e pil l'indicazione è del 2,8% quest'anno da 3,1% del 2025. L'Italia, nel frattempo, resta sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo.
Infatti l’Istat il 22 aprile ha confermato il disavanzo al 3,1% del pil per lo scorso anno, gelando le speranze dell'esecutivo che avrà margini di spesa limitati in vista delle elezioni politiche in programma nel 2027. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato che il governo potrebbe ricorrere alla clausola di salvaguardia per rinegoziare gli obiettivi sui conti pubblici sottoscritti in sede Ue e imporre una tassazione sui profitti delle aziende energetiche.
A metà giornata la diffusione delle minute del board di marzo, quando la Bce ha lasciato i tassi invariati ma si è detta pronta ad agire qualora le pressioni sui prezzi dovute allo shock energetico dovessero mostrarsi persistenti. Il capo economista, Philip Lane, ha sottolineato che finché non sarà chiaro quanto durerà il conflitto in Iran, la banca centrale non potrà stimare il suo impatto effettivo sull'economia. Per il collega Martins Kazaks, la Bce ha il «lusso» di non dover affrettare un rialzo dei tassi in vista della cruciale riunione di politica monetaria in programma il 30 aprile. I mercati monetari, fa presente Reuters, vedono solo una piccola probabilità di un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base in questa occasione, anche se prezzano ormai quasi integralmente due aumenti della stessa entità entro la fine dell’anno.
Lato macro, alle 10 sono in agenda gli indici Pmi servizi, manifatturiero e composito preliminari ad aprile dell’Eurozona, alle 14:30 le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione degli Stati Uniti e alle 15:45 il Pmi manifatturiero e il Pmi servizi preliminari ad aprile sempre in Usa.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit con il governo italiano che guarda con favore al progetto su Commerzbank, riconoscendone i razionali economici, ma non sarebbe favorevole a un eventuale trasferimento della sede centrale del gruppo bancario italiano in Germania, come ha chiarito il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, mentre la banca guidata da Andrea Orcel ha ribadito che non ci sono piani in proposito visto che «la sede del gruppo è e rimarrà in Italia».
Intanto da Francoforte la ceo del gruppo tedesco, Bettina Orlopp, ha ribadito la sua opposizione all'operazione affermando che il management «non vede un piano di integrazione convincente».
Mentre Banco Desio ha concordato con Consob la proroga fino all'8 maggio del periodo di adesione all'opa lanciata su Solutions Capital Management Sim qualora, al termine dell'offerta, non venisse a detenere una partecipazione almeno pari al 95% del capitale della Sim.
Invece, dopo un periodo di sospensione, la Consob ha riavviato l'esame sull'opas lanciata da Banca CF+ su Banca Sistema. Il periodo istruttorio si concluderà l'11 maggio.
Quanto a STMicroelectronics ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi netti a 3,1 miliardi di dollari, in crescita del 23% anno su anno e del 21,4% escludendo il contributo dell'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp completata lo scorso 2 febbraio. Il risultato è di 50 punti base sopra il valore intermedio della guidance della società. Il margine lordo si è posizionato al 33,8%, anch'esso sopra le attese, grazie a un mix di prodotto migliore e a minori oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva. L’utile netto si è attestato a 37 milioni di dollari GAAP (122 milioni non GAAP).
Nel settore auto è da monitorare Stellantis che si conferma tra i costruttori più in forma del panorama europeo nel 2026. A marzo il gruppo guidato da Antonio Filosa ha registrato un incremento delle vendite del 6,8% nell’Ue, secondo solo al +7,8% di Volkswagen tra i principali player.
Inoltre, si fa presente che Amplifon, Azimut, Bper Banca, Generali, Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo riuniscono le rispettive assemblee degli azionisti. (riproduzione riservata)