Con i future Usa positivi (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500 alle 11:30) grazie ad «alcuni lievi progressi» nelle trattative di pace tra Stati Uniti e Iran, come ha ribadito il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in Svezia, anche le borse europee salgono (Dax +0,55%, Cac40 +0,31%, Ftse100 +0,31% e Ftse Mib +0,46% a 49.394 punti con Stm e Avio sempre in testa con un +3,29% e un +3,46%; in ripresa dopo la presentazione del nuovo piano industriale Stellantis, invece tra le banche spicca Unicredit con un +1,46%).
«Non voglio esagerare, ma c'è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi: l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari», ha dichiarato Rubio, mentre la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha esortato i ministri delle finanze della zona euro a tenere sotto controllo la spesa per le misure di sostegno alla crisi energetica, pena un aumento dei tassi di interesse da parte di Francoforte.
L’euro resta debole a 1,16 dollari (-0,12%) e lo spread Btp/Bund scende sotto 73 a 72,8 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in netto calo al 3,78%. I trader scontano almeno due aumenti dei tassi di interesse da 25 punti base da parte della Bce entro dicembre. L'ipotesi di un primo aumento a giugno è ormai quasi certa, ma la banca centrale manterrà probabilmente un atteggiamento cauto su eventuali ulteriori.
A Milano l’indice Ftse Mib accelera al rialzo, alle 10:20 guadagna lo 0,64% a 49.483 punti con i titoli industriali come Avio, Stm, Stellantis e Prysmian su di giri. Tra le banche Unicredit spunta un +1,44%, un po’ più indietro Intesa Sanpaolo con un +0,66%.
L’euro resta debole a 1,1611 dollari anche se l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche è salito a maggio a 84,9 punti dagli 84,5 punti del mese precedente, un dato migliore delle previsioni degli economisti che si attendevano una flessione a 84,2 punti. Viceversa, l'indice di fiducia delle imprese francesi è sceso a 93,6 a maggio dai 94,1 rivisti di aprile. La lettura è inferiore alle attese del mercato pari a 94 punti.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,58%, Cac40 +0,51%, Ftse100 +0,33% e Ftse Mib +0,50% a 49.414 punti). Stati Uniti e Iran restano divisi su uranio e Stretto di Hormuz, nonostante i timidi segnali dai colloqui di pace. Secondo una fonte iraniana l'accordo ancora non c'è: anche se le distanze si sono ridotte, restano i nodi dell'uranio arricchito e del controllo dello Stretto. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha criticato l'ipotesi di pedaggi sul canale, snodo chiave per l'energia globale. I prezzi del petrolio intanto si stabilizzano (future sul Brent -0,06% a 104,87 dollari al barile). Lo spread Btp/Bund scende a 73,55 punti base.
L’euro è stabile a 1,1605 dollari dopo che il pil del primo trimestre del 2026 della Germania ha registrato un aumento dello 0,3% su base trimestrale, uguale alla prima lettura, a fronte dello 0,2% del trimestre precedente. Rivisto al rialzo, invece, il dato su base tendenziale a +0,4% rispetto al +0,3% della stima preliminare, in linea con il +0,4% rilevato nel trimestre precedente.
Quanto alla fiducia dei consumatori in Germania è migliorata a -29,8 nelle previsioni per giugno rispetto a -33,1 di maggio, il valore più basso da febbraio 2023. Dato che il conflitto in Medio Oriente non si è intensificato, una certa incertezza geopolitica sembra essere già stata scontata dai mercati, insieme ai segnali di un possibile sostegno finanziario da parte del governo tedesco.
Invece, le vendite al dettaglio in Regno Unito ad aprile sono scese più delle attese degli economisti dell'1,3% su base mensile dopo il +0,6% registrato a marzo. Variazione nulla su base annua rispetto al +1,3% previsto dagli economisti e al +1,4% del mese precedente.
Sul listino milanese spiccano Stm con un +3,45% a 56,99 euro e nel lusso Brunello Cucinelli con un +1,65% a 84,86 euro dopo che il colosso svizzero Richemont ha registrato ricavi nel quarto trimestre superiori alle attese grazie alla forte domanda in Giappone e negli Stati Uniti che ha compensato il calo delle vendite in Medio Oriente: +13% i ricavi a 5,40 miliardi di euro, oltre le stime degli analisti a 5,30 miliardi.
Recordati arretra dello 0,48% a 51,45 euro dopo che un consorzio di fondi guidato da Cvc Fund IX e Groupe Bruxelles Lambert ha sottoscritto accordi vincolanti per la promozione di un’offerta pubblica di acquisto volontaria sul gruppo farmaceutico. Il prezzo proposto è di 51,29 euro per azione, leggermente sotto il prezzo di chiusura di giovedì 21 maggio di 51,7 euro. Obiettivo: il delisting del titolo, quotato 40 anni fa.
Recupra un +2,9% a 6,49 euro Stellantis, in calo del 2% nella seduta del 21 maggio, dopo che il gruppo automobilistico ha presentato un nuovo piano industriale da 60 miliardi di euro che prevede il lancio di 60 nuovi modelli entro il 2030, il rafforzamento delle partnership e una revisione del suo ampio portafoglio di marchi.
Invece Amplifon (-1% a 10,48 euro) ha completato con successo il collocamento di 45,3 milioni di azioni ordinarie di nuova emissione, pari al 20% del capitale sociale (pre-aumento di capitale), per un importo complessivo di 453 milioni di euro, mediante una procedura di accelerated bookbuilding riservata a investitori qualificati.
Sulla base della domanda raccolta nell'ambito della procedura di accelerated bookbuilding, che ha superato di molte volte l'offerta, il prezzo di emissione delle nuove azioni è stato fissato a 10 euro per azione. I proventi del collocamento saranno utilizzati per finanziare l’acquisizione del business Hearing da Gn Store Nord.
Nel settore oil Eni flette dello 0,8% a 23,6 euro anche se ha firmato tre accordi a lungo termine per l'acquisto di gas naturale liquefatto in Indonesia con sellers di gnl dei progetti South Hub e North Hub, entrambi operati da Eni con un interesse partecipativo che supera complessivamente l'80%.
Spunta invece un +0,58% a 2,43 euro Webuild dopo che la società saudita Neom ha esercitato il recesso dal contratto relativo al progetto Connector High-Speed Line per la realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità lungo la costa nord del Mar Rosso. Il recesso avrà efficacia a partire dal 27 maggio. E se Hsbc ha alzato di pareccchio il target price su Prysmian (+1,98% a 152,25 euro) da 115 a 170 euro (rating buy), AlphaValue ha tagliato il target price di Diasorin (+0,12% a 65,28 euro) da 106 a 94,5 euro (rating buy).
Infine, crolla del 16,86% a 1,542 euro The Italian Sea Group che ha reso noto che è emersa l'esistenza di perdite, la cui entità esatta è ancora in corso di determinazione, tali da incorrere nell'art.2447 c.c. La società ha quindi delineato un piano di risanamento che prevede tra l'altro la potenziale vendita di asset immobiliari e un possibile accordo con l'amministrazione finanziaria.
Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,94% il future sull’Eurostoxx50), in linea con i futures Usa (+0,35% quello sul Dow Jones e +0,39% quello sull’S&P500). I mercati tornano a sperare in una soluzione alla guerra tra Stati Uniti e Iran, aggrappandosi alle dichiarazioni positive provenienti da Washington e Teheran, anche se entrambe le parti hanno affermato di rimanere molto distanti sulle questioni cruciali dell’arricchimento nucleare e del controllo dello Stretto di Hormuz.
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato che ci sono stati «alcuni segnali positivi» nei colloqui per porre fine alla guerra in corso da quasi tre mesi. Tuttavia, ha precisato che qualsiasi accordo che preveda l'imposizione da parte dell'Iran di un sistema di pedaggio nello Stretto sarebbe inaccettabile. La Guida Suprema dell'Iran ha ordinato che l'uranio del Paese, quasi di grado militare, non debba essere inviato all'estero. Con l'Iran «stiamo trattando» e risolveremo «in un modo o nell'altro», ha detto Trump, ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare.
I messaggi contrastanti aumentano l'incertezza e mantengono il dollaro statunitense vicino al massimo delle ultime sei settimane, mentre gli investitori scontano tassi più elevati in gran parte del mondo a causa dell'aumento dell’inflazione. I rendimenti dei titoli di Stato (il Treasury Usa 10 anni scende al 4,56% e il Btp 10 anni al 3,89%) restano relativamente tranquilli dopo l'impennata registrata all'inizio di questa settimana.
I prezzi del petrolio scendono. Il future sul Brent arretra dello 0,28% a 104,64 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,27% a 97,74 dollari al barile. Hanno perso tra il 4% e il 7% questa settimana con le speranze di pace in Medio Oriente. All’inizio della settimana, infatti, Trump ha rinviato un attacco militare pianificato contro l’Iran. Successivamente ha affermato che la guerra era nelle sue fasi finali. E Teheran ha dichiarato di stare esaminando l’ultima proposta degli Stati Uniti su un accordo di pace.
A quanto pare le due parti avrebbero raggiunto una bozza finale per un accordo di pace. Tuttavia, i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz restano limitati, mantenendo sotto pressione le forniture globali. Trump ha ribadito la necessità di sequestrare le scorte di uranio dell’Iran, sostenendo che al Paese non può essere consentito possedere un’arma nucleare. E si è detto pronto a ordinare attacchi contro l’Iran se i negoziati in corso non dovessero produrre progressi. Nonostante le perdite della settimana, i prezzi del petrolio rimangono in rialzo tra il 50% e il 70%.
L’euro è stabile a 1,16 dollari in attesa alle 8 del pil del primo trimestre e della fiducia consumatori a giugno della Germania e delle vendite al dettaglio ad aprile della gran Bretagna. Alle 8:45 è in agenda il dato sulla fiducia delle imprese manifatturiere a maggio della Francia e alle 10 l’indice Ifo a maggio. Dagli Stati Uniti alle 16 esce la fiducia delle famiglie (Michigan) finale a maggio, l’indice anticipatore di aprile.
Sul listino milanese occhio a Recordati dopo che un consorzio di fondi guidato da Cvc Fund IX e Groupe Bruxelles Lambert ha sottoscritto accordi vincolanti per la promozione di un’offerta pubblica di acquisto volontaria sul gruppo farmaceutico. Il prezzo proposto è di 51,29 euro per azione, leggermente sotto il prezzo di chiusura di giovedì 21 maggio di 51,7 euro. Obiettivo: il delisting del titolo, quotato 40 anni fa.
Inoltre è da monitorare Stellantis, in calo del 2% nella seduta del 21 maggio, dopo che il gruppo automobilistico ha presentato un nuovo piano industriale da 60 miliardi di euro che prevede il lancio di 60 nuovi modelli entro il 2030, il rafforzamento delle partnership e una revisione del suo ampio portafoglio di marchi.
Invece Amplifon ha completato con successo il collocamento di 45,3 milioni di azioni ordinarie di nuova emissione, pari al 20% del capitale sociale (pre-aumento di capitale), per un importo complessivo di 453 milioni di euro, mediante una procedura di accelerated bookbuilding riservata a investitori qualificati.
Sulla base della domanda raccolta nell'ambito della procedura di accelerated bookbuilding, che ha superato di molte volte l'offerta, il prezzo di emissione delle nuove azioni è stato fissato a 10 euro per azione. I proventi del collocamento saranno utilizzati per finanziare l’acquisizione del business Hearing da Gn Store Nord.
Nel settore oil Eni ha firmato tre accordi a lungo termine per l'acquisto di gas naturale liquefatto in Indonesia con sellers di gnl dei progetti South Hub e North Hub, entrambi operati da Eni con un interesse partecipativo che supera complessivamente l'80%.
Occhio poi a Webuild dopo che la società saudita Neom ha esercitato il recesso dal contratto relativo al progetto Connector High-Speed Line per la realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità lungo la costa nord del Mar Rosso. Il recesso avrà efficacia a partire dal 27 maggio. E se Hsbc ha alzato il target price su Prysmian da 115 a 170 euro (rating buy), AlphaValue ha tagliato il target price di Diasorin da 106 a 94,5 euro (rating buy).
Infine, The Italian Sea Group ha reso noto che è emersa l'esistenza di perdite, la cui entità esatta è ancora in corso di determinazione, tali da incorrere nell'art.2447 c.c. La società ha quindi delineato un piano di risanamento che prevede tra l'altro la potenziale vendita di asset immobiliari e un possibile accordo con l'amministrazione finanziaria. (riproduzione riservata)