Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1,4%) con Buzzi e Nexi. Tonfo di Fincantieri
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1,4%) con Buzzi e Nexi. Tonfo di Fincantieri
Euro oltre 1,17 dollari dopo i dati macro Usa. Batte le attese il pil finale degli Stati Uniti del terzo trimestre 2025: +4,4%. Rutte (Nato): nell'accordo sulla Groenlandia previsti più sforzi per la sicurezza dell’Artico

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa  22/01/2026 07:35

Ftse Mib
45.091,23 17.40.00

+1,36%

Dax 30
24.856,47 18.00.00

+1,20%

Dow Jones
49.384,01 22.12.39

+0,63%

Nasdaq
23.436,02 22.07.46

+0,91%

Euro/Dollaro
1,1751 21.52.21

+0,14%

Spread
61,51 17.29.53

-3,28

  • Ore 15:30 Wall Street apre in rialzo. Trump: ritorsione se i paesi Ue vendono i Treasury
  • Ore 14:35 Ftse Mib sopra 45.000 nonostante la caduta di Fincantieri. Futures Usa positivi
  • Ore 13:15 Ftse Mib in rally con Prysmian e Buzzi, Trump firma lo statuto del Board of Peace
  • Ore 11:20 Ftse Mib sopra 45.000 anche con i venti di pace in Ucraina, il petrolio cade
  • Ore 10:10 Ftse Mib tonico con Banca Mediolanum e Poste. Spread stabile a 63
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con forza dopo il dietrofront di Trump sui dazi. Stellantis, Ferrari e Stm super star
  • Ore 07:35 Europa attesa in netto rialzo dopo il dietrofront di Trump sui dazi

Il Ftse Mib chiude a 45.091 punti, in rialzo dell'1,4%. La migliore è Buzzi che sale del 3,9%, seguita da Nexi (+3,9%) e Azimut (+3%). In netto calo la difesa con Fincantieri (-8,7%) e Leonardo (-3,1%). Spread Btp/Bund in discesa a 61,5 punti.

Positive anche le altre borse europee e Wall Street dopo che il discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos ha allentato le tensioni sulla Groenlandia. Il tycoon ha annunciato il ritiro dei dazi promessi ai paesi che hanno mandato truffe sull’isola. 

In più, il dato finale del Pil statunitense nel terzo trimestre 2025 ha superato le attese (+4,4%). L'indice dei prezzi Pce invece è aumentato dello 0,2% a novembre, in linea con le attese, portando il tasso annuo al 2,8% dal precedente 2,7%, secondo i dati diffusi dal Bureau of Economic Analysis (Bea).

Ore 15:30 Wall Street apre in rialzo. Trump: ritorsione se i paesi Ue vendono i Treasury

Wall Street parte in volata con il Dow Jones e il Nasdaq che guadagnano circa l'1% e l’S&P 500 in rialzo dello 0,75% dopo i primi scambi. I mercati continuano a festeggiare l’allentarsi delle tensioni commerciali, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che eliminerà i dazi contro i paesi europei che hanno mandato i loro soldati in Groenlandia. Il tycoon ha invece garantito una «grande ritorsione» se «l'Europa vende asset statunitensi come i titoli di stato» in un'intervista a Fox News. I paesi europei detengono oltre 2.800 miliardi di dollari in Treasury Usa secondo il Financial Times e nei giorni passati è circolata l’ipotesi di una cessione di tali asset in segno di rivalsa verso le politiche aggressive di Trump. Tuttavia, gli analisti non ritengono molto probabile una vendita in massa di T-bond e altri asset statunitensi da parte dei Paesi europei.

Inoltre, Trump ha visto a Davos il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha fatto sapere che l’incontro «è andato bene». «Abbiamo parlato di documenti e difesa aerea», ha detto Zelensky in un breve punto stampa a margine del suo intervento al World Economic Forum. 

Dopo l’avvio dei mercati americani, il Ftse Mib accelera e viaggia a 45.104 punti, in rialzo dell'1,4%. Tra le blue chip corre Buzzi, in crescita del 4%, insieme a Prysmian (+3,2%) e Azimut (+2,9%). Tonfo di Fincantieri e Leonardo che invece perdono rispettivamente il 6,7% e il 2,8%. Spread in calo a 63 punti.

Ore 14:35 Futures Usa positivi

I futures Usa salgono (+0,41% quello sul Dow Jones e +0,59% quello sull’S&P500) e di riflesso anche le borse europee proseguono la seduta in territorio positivo (Francoforte +0,97%, Parigi +1,05%, Londra +0,48% e Milano +1,15% a 45.001 punti alle 14:35). L'accordo quadro sulla Groenlandia concordato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, richiede agli alleati della Nato di intensificare gli sforzi per la sicurezza nell'Artico e i primi risultati si vedranno quest'anno, ha dichiarato a Reuters il Segretario generale della Nato, Mark Rutte.

«Ci riuniremo nella Nato con i nostri comandanti senior per stabilire cosa è necessario», ha affermato Rutte, precisando che spera di farlo «abbastanza rapidamente». Certamente, ha detto, «entro il 2026, spero addirittura all'inizio del 2026».

Rutte ha precisato che lo sfruttamento minerario non è stato discusso durante il suo incontro con Trump a Davos il 21 gennaio. I negoziati sull'isola artica tra Stati Uniti, Danimarca e la Groenlandia stessa proseguiranno, ha aggiunto il segretario.

Tra le banche spicca Mps con un +1,97% in attesa di nuovi sviluppi sulla governance dell'istituto senese che riunisce il cda per definire il regolamento sulla lista del cda che andrà all'esame della Bce. In scia anche Mediobanca si apprezza del 2,43%.

Nel settore tlc, bene Tim (+1,7%) dopo che la Commissione Ue ha presentato il Digital Networks Act per armonizzare il quadro regolatorio europeo delle reti di connettività e ridurre le barriere all'operatività cross-border. In controtendenza i titoli della difesa come Leonardo (-1,36%) e Fincantieri (-5,5%), penalizzate dall'attenuarsi dello scenario più estremo sulla Groenlandia e dal possibile piano di pace per l'Ucraina.

L’euro balza dello 0,27% a 1,1711 dollari dopo i dati macro Usa. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione nella settimana del 16 gennaio sono aumentate di 1.000 unità a 200.000 (209.000 la stima degli esperti), mentre il pil finale del terzo trimestre del 2025 ha registrato un +4,4% su base trimestrale, in aumento rispetto al precedente +3,8% (la previsione degli economisti era per un +4,3%). Si tratta del massimo degli ultimi due anni.

Attualmente, secondo lo strumento FedWatch del CME, la probabilità che la Fed lasci invariati i tassi al 3,5%-3,75% alla riunione del 27-28 gennaio è al 95%. La possibilità che li tagli è al 5%.

Ore 13:15 Ftse Mib in rally con Prysmian e Buzzi, Trump firma lo statuto del Board of Peace

Piazza Affari si conferma in netto rialzo (+0,90% a 44.889 punti l’indice Ftse Mib con Buzzi e Prysmian in evidenza grazie ai venti di pace in Ucraina e alla probabile ricostruzione del Paese; seguono a stretto giro con aumenti oltre due punti percentuali le banche, Enel, Stm e Tim) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha firmato a Davos lo statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito al consiglio. «Oggi avremo più dettagli per il comitato di pace, ha l'opportunità di essere uno degli organismi più importanti mai creati, lo prendo molto sul serio», ha commentato il tycoon.

«Tutti ne vogliono far parte, ci sono i Paesi che sono qui, sono tutti miei amici, un paio mi piacciono, un paio no. Ma quelli che sono qui mi piacciono tutti, sono grandi leader, grandi personaggi», ha aggiunto Trump. La premier, Giorgia Meloni, ha detto che l'Italia ha bisogno di più tempo per decidere sull'ingresso nel Board of Peace, perché alcuni punti del suo statuto potrebbero essere incompatibili con la Costituzione italiana. I membri permanenti dovranno contribuire con un finanziamento di 1 miliardo di dollari ciascuno, ha precisato il numero uno della Casa Bianca. L’euro accelera al rialzo (+0,21% a 1,17 dollari) e lo spread Btp/Bund scende a 62 punti base.

Ore 11:20 Ftse Mib sopra 45.000 anche con i venti di pace in Ucraina, il petrolio cade

I futures Usa accelerano al rialzo (+0,37% quello sul Dow Jones e +0,62% quello sull’S&P500) e i mercati azionari europei si muovono di pari passo (+1,46% il Dax, +1,28% il Cac40, +0,79% il Ftse100 e +1,17% a 45.009 punti il Ftse Mib alle 11:20 grazie alla spinta di tutti i finanziari, di Enel, Saipem e di Stm). 

Oltre al venir meno dei timori sulla guerra commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, a sostenere i listini sono i venti di pace (il futures sul Brent scivola dell’1,18% a 64,50 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,19% a 59,87 dollari al barile). L'inviato Usa, Steve Witkoff, ha detto che sono stati fatti «molti progressi» nei colloqui di pace sull'Ucraina e che i negoziati sono giunti a un'ultima questione da risolvere.

E Volodymyr Zelensky è arrivato in Svizzera. Il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è previsto per le 13, ha riferito il portavoce del presidente ucraino, Serhiy Nikiforov. Lo stesso tycoon, nel giorno della presentazione del Board of Peace per Gaza a Davos, ha sottolineato il lavoro svolto per la pace nel mondo dell'amministrazione americana, dicendo che «dopo aver terminato otto guerre», ora «siamo vicini alla fine di un'altra guerra», una «guerra molto difficile», alludendo all'Ucraina. Infine, ha detto di sperare che non ci saranno ulteriori azioni militari statunitensi in Iran, aggiungendo però che Washington prenderà contromisure nel caso in cui Teheran dovesse riprendere il suo programma nucleare.

Ore 10:10 Ftse Mib tonico con Banca Mediolanum e Poste. Spread stabile a 63

I mercati azionari europei consolidano il rialzo (Dax +1,2%, Cac40 +1,38%, Ftse100 +0,79% e Ftse Mib +0,88% a 44.878 punti alle 10:10 con lo spread Btp/bund stabile a 63,8 punti base e Banca Mediolanum, Poste e Stm in evidenza; stonano solo i titoli della difesa come Fincantieri e Leonardo). Gli investitori reagiscono al dietrofront dell’amministrazione americana sulle minacce tariffarie e all’annuncio di un accordo-quadro sulla Groenlandia, elementi che riducono il rischio di un’escalation commerciale.

Progressi nei colloqui di pace in Ucraina

Inoltre, l'inviato Usa Steve Witkoff ha detto che sono stati fatti «molti progressi» nei colloqui di pace sull'Ucraina e che i negoziati sono giunti a un'ultima questione da risolvere. «Se entrambe le parti vogliono risolvere la questione, la risolveremo», ha detto Witkoff al World Economic Forum di Davos.

Tuttavia, l'incertezza rimane elevata, meno per gli squilibri ciclici e più per la geopolitica, i vincoli fiscali e le questioni istituzionali che stanno tornando alla ribalta, sottolinea Nadège Dufossé, Cfa, Global Head of Multi-Asset di Candriam. «Con l'attenuarsi dei timori inflazionistici, l'attenzione si sta spostando verso la sostenibilità fiscale e i premi a termine. I deficit elevati non sono più una risposta di politica temporanea, ma una caratteristica strutturale. Negli Stati Uniti l'aumento dei deficit, le imminenti elezioni di metà mandato e l'incertezza istituzionale mantengono alti i premi a termine», osserva l’esperto.

Candriam: restare investiti nonostante il contesto geopolitico

In Europa i rischi fiscali sono più frammentati ma comunque rilevanti, soprattutto in alcune aree semi-core. «Riteniamo che i titoli di Stato continuino a svolgere un ruolo di diversificazione e protezione dai ribassi, ma non devono essere più considerati solo per modulare una scelta di duration nei portafogli», suggerisce Dufossé. «I rendimenti dipendono in misura crescente dalla credibilità fiscale e dalla stabilità politica, non solo dall'inflazione e dalla crescita».

In questo contesto di crescita resiliente e inflazione che converge verso gli obiettivi delle banche centrali, «manteniamo un sovrappeso sulle azioni, con un'allocazione regionale equilibrata che privilegia la visibilità sugli utili», continua Dufossé, «con il consenso che si aspetta una crescita a doppia cifra per il 2026 su entrambe le sponde dell'Atlantico, e giustificano la scelta di rimanere investiti. Manteniamo un’allocazione core sul tech Usa, sulla spinta degli utili, di bilanci solidi e investimenti duraturi nelle infrastrutture legate all'AI. Non si tratta di una bolla: le valutazioni sono elevate, ma sono supportate da flussi di cassa tangibili e da un ciclo di investimenti reale». 

In Europa i programmi incentrati sulle infrastrutture, la difesa e l’industria, conclude Dufossé, giustificano una posizione costruttiva sui titoli industriali, con particolare attenzione sulle mid- cap tedesche che beneficiano della localizzazione della produzione e della visibilità degli investimenti pubblici. Dopo anni di scetticismo, l'Europa ha il potenziale per crescere nel 2026.

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con forza dopo il dietrofront di Trump sui dazi. Stellantis, Ferrari e Stm super star

I mercati azionari europei sono in deciso recupero in avvio di seduta (Francoforte +1,07%, Parigi +1,18%, Londra +0,70% e Milano +1,03% a 44.947 punti), sostenuti dal miglioramento del sentiment internazionale dopo il parziale allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa. Anche i futures sull’S&P500 avanzano dello 0,34%. Il movimento riflette il venir meno dello scenario più avverso ipotizzato dai mercati, ovvero una guerra commerciale aperta tra Stati Uniti ed Europa.

I leader dell'Unione europea si riuniscono a Bruxelles
 

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato l’esistenza di un accordo sul futuro della Groenlandia, definito come permanente e legato a interessi strategici e di sicurezza. Fonti giornalistiche internazionali evidenziano come l’intesa sia frutto di un compromesso che evita le richieste più radicali inizialmente ventilate. Un segnale di distensione e di ritorno a una maggior prevedibilità delle relazioni transatlantiche.

Trump ha, comunque, insistito sul fatto che solo gli Stati Uniti possono garantire realmente la sicurezza dell'isola artica, ma ha escluso l'uso della forza per assumerne il controllo. I leader dell'Unione europea si riuniscono a Bruxelles per un vertice di emergenza che mira a coordinare la risposta del blocco. Questo dopo che il parlamento europeo ha sospeso i lavori su un accordo commerciale tra i 27 e Washington.

Occhio alla Fed
 

Nel frattempo, i giudici della Corte suprema hanno mostrato scetticismo verso il tentativo di Trump di rimuovere la governatrice Lisa Cook, un caso senza precedenti che mette a rischio l'indipendenza della banca centrale. La Corte, che ha iniziato il 21 gennaio ad ascoltare le varie argomentazioni, ha lasciato la banchiera in carica in attesa del verdetto, che dovrebbe arrivare entro fine giugno.

Stando alla maggioranza degli economisti interpellati nell'ultimo sondaggio Reuters, la banca centrale americana manterrà i tassi di interesse invariati per questo trimestre e forse fino alla fine del mandato di Jerome Powell, a maggio, segnando un cambiamento rispetto al mese scorso, quando si ipotizzava almeno un taglio entro marzo.

Le attese secondo cui l'economia statunitense (alle 14:30 il dato sul pil finale del terzo trimestre del 2025) continuerà a crescere con forza scoraggiano tagli dei tassi nel breve termine, considerato anche che l'inflazione resta decisamente al di sopra dell'obiettivo del 2%. La maggior parte degli economisti continua a prevedere, comunque, almeno due riduzioni nel corso dell'anno. Il dollaro ha smesso di cadere, il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,24% e quello del Btp 10 anni al 3,52% con lo spread con il Bund poco mosso a quota 63,8 punti base.

A Milano Stellantis, Stm, Ferrari super star. Bene anche Eni, Tim, Banco Bpm, Nexi e Danieli

Sul listino milanese Eni spunta un +0,76% a 16,63 euro dopo aver siglato un accordo vincolante con Socar, società petrolifera statale della Repubblica dell'Azerbaijan, per la cessione di una quota del 10% nel progetto Baleine, il principale sviluppo offshore in Costa d’Avorio, operato da Eni (47,25%), e partecipato da Vitol (30%) e Petroci (22,75%). L'operazione è in linea con la strategia di Eni volta all'ottimizzazione del portafoglio upstream, che prevede di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse.

Inoltre Tim (+1,56% a 57,34 euro), tramite Tim Brasil, ha annunciato un accordo con American Tower finalizzato a rafforzare la sostenibilità e l’evoluzione della rete mobile, che coinvolge circa 9.000 torri, pari a circa il 30% dell’infrastruttura della controllata brasiliana.

Tra le banche, Banco Bpm sale dell’1% a 12,60 euro con Credit Agricole al 20,104% dei diritti di voto secondo un filing di Consob aggiornato al 16 gennaio.

Nel comparto tecnologico spicca con un +1,88% a 24,69 euro Stm in scia ai commenti positivi del ceo di Nvidia, Jensen Huang. Intervenuto al World Economic Forum di Davos, Huang ha definito l’AI come il motore della «più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità», affermando che la costruzione dell’infrastruttura AI è ormai avviata e che serviranno investimenti aggiuntivi per migliaia di miliardi di dollari nei prossimi anni.

Non sono da meno Ferrari con un +2% a 292,3 euro e Stellantis con un +2,7% a 8,46 euro: il numero uno, Antonio Filosa, è tornato in Francia e ha rassicurato i sindacati sul futuro del gruppo nel Paese. Il top manager ha confermato un piano di 1.400 assunzioni a tempo indeterminato negli stabilimenti e nelle sedi francesi nel 2026 nel corso di un incontro con le sigle sindacali avvenuto durante una visita allo storico sito di Sochaux, secondo quanto ha riportato L’Est Républicain, precisando che le nuove assunzioni riguarderanno in parti uguali quadri e operai, con 700 ingressi per ciascuna categoria.

Mentre tra le utility Hera (+0,25% a 4,084 euro) ha presentato il nuovo piano industriale al 2029 che prevede investimenti complessivi per 5,5 miliardi di euro e una crescita di utili e dividendi.

Invece, Nexi, in rialzo dell’1,85% a 3,8 euro, presenterà il nuovo piano strategico il 5 marzo. Infine, si segnala che Berenberg ha alzato il target price sull’azione ordinaria di Danieli (+3,65% a 59,6 euro) da 55 a 66 euro e sulla risparmio (+2,7% a 42,22 euro) da 40 a 51 euro, entrambe coperte con un rating buy. 

Ore 07:35 Europa attesa in netto rialzo dopo il dietrofront di Trump sui dazi

Borse europee attese in rialzo (+0,93% il futures sull’Eurostoxx50) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha fatto un passo indietro sui dazi imposti come leva per prendere la Groenlandia. In seguito a incontro con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il 22 gennaio a Davos, Trump ha affermato che gli alleati dell'Artico occidentale potrebbero stringere un nuovo accordo sul territorio strategico dell'isola, che conta 57.000 abitanti, in grado di soddisfare il suo desiderio di un sistema di difesa missilistica «Golden Dome» e l'accesso a minerali fondamentali, bloccando al contempo le ambizioni di Russia e Cina nell'area.

Futures Usa in leggero rialzo

I futures Usa salgono solo leggermente (+0,03% quello sul Dow Jones e +0,08% quello sull’S&P500) dopo il rally della vigilia. I titoli di Stato americani, soprattutto quelli a lunga scadenza, non sono più sotto pressione: il rendimento del Treasury Usa 30 anni si è stabilizzato al 4,87% e quello del 10 anni al 4,25%. 

L’oro storna dal record

Il prezzo dell’oro storna dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 4.888 dollari l’oncia nella sessione precedente. L’oro spot cala dello 0,03% a 4.825 dollari l’oncia. Il metallo giallo era balzato il 21 gennaio a causa dell’aumento dei rischi geopolitici legati alla disputa transatlantica sulla Groenlandia e alle minacce di dazi sulle importazioni europee. Il rally di questa settimana ha spinto il lingotto vicino alla soglia psicologica dei 5.000 dollari, mentre gli investitori cercavano riparo dall’incertezza globale.

Focus sui verbali della Bce e sul pil finale Usa

L’euro si limita a un progresso dello 0,08% a 1,1688 dollari in attesa alle 13:30 della pubblicazione dei verbali della riunione di dicembre della Bce, alle 14:30 del pil finale del terzo trimestre del 2025 degli Stati Uniti e le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione. Alle 16 tocca alla spesa per consumi a novembre, al deflatore consumi e ai redditi delle famiglie dello stesso mese in Usa per chiudere con l’indice sulla fiducia dei consumatori preliminare a gennaio dell’Eurozona.

A Milano occhio a Eni, Banco Bpm, Stm, Stellantis, Hera, Nexi, Danieli

Sul listino milanese attenzione a Eni che ha siglato un accordo vincolante con Socar, società petrolifera statale della Repubblica dell'Azerbaijan, per la cessione di una quota del 10% nel progetto Baleine, il principale sviluppo offshore in Costa d’Avorio, operato da Eni (47,25%), e partecipato da Vitol (30%) e Petroci (22,75%). L'operazione è in linea con la strategia di Eni volta all'ottimizzazione del portafoglio upstream, che prevede di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse.

Focus inoltre su Banco Bpm con Credit Agricole al 20,104% dei diritti di voto secondo un filing di Consob aggiornato al 16 gennaio.

Nel comparto tecnologico occhio a Stm in scia ai commenti positivi del ceo di Nvidia, Jensen Huang. Intervenuto al World Economic Forum di Davos, Huang ha definito l’AI come il motore della «più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità», affermando che la costruzione dell’infrastruttura AI è ormai avviata e che serviranno investimenti aggiuntivi per migliaia di miliardi di dollari nei prossimi anni.

Quanto a Stellantis, il numero uno, Antonio Filosa, è tornato in Francia e ha rassicurato i sindacati sul futuro del gruppo nel Paese. Il top manager ha confermato un piano di 1.400 assunzioni a tempo indeterminato negli stabilimenti e nelle sedi francesi nel 2026 nel corso di un incontro con le sigle sindacali avvenuto durante una visita allo storico sito di Sochaux, secondo quanto ha riportato L’Est Républicain, precisando che le nuove assunzioni riguarderanno in parti uguali quadri e operai, con 700 ingressi per ciascuna categoria.

Mentre tra le utility Hera ha presentato il nuovo piano industriale al 2029 che prevede investimenti complessivi per 5,5 miliardi di euro e una crescita di utili e dividendi.

Invece, Nexi presenterà il nuovo piano strategico il 5 marzo. Infine, si segnala che Berenberg ha alzato il target price sull’azione ordinaria di Danieli da 55 a 66 euro e sulla risparmio da 40 a 51 euro, entrambe coperte con un rating buy. 

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