Le borse europee hanno chiuso la seduta ottimiste, nella giornata in cui il presidente americano Donald Trump ha dato all’Iran un ultimatum per raggiungere un accordo sul nucleare che ponga fine al conflitto. Il mercato sembra non credere più alle minacce del capo della Casa Bianca, che ha infatti aggiunto di voler attaccare l’Iran, se l’intesa non venisse raggiunta.
Così a fine seduta il Ftse Mib ha guadagnato l’1,7% a 49.181 punti, il Dax di Francoforte l’1,3%, il Cac 40 di Parigi l’1,9% e il Ftse 100 di Londra lo 0,95%.
Pesanti le vendite sul petrolio, con i futures sul Brent a 105,6 dollari (-6%) e quelli sul Wti a 99 $ (-5%).
Nell’attesa dei conti di Nvidia, che verranno rilasciati nella serata italiana dopo la chiusura di Wall Street, a Milano ha brillato ancora una volta Stmicroelectronics, con un guadagno del 6%. Le previsioni quanto alla trimestrale del colosso dei chip riferiscono di un fatturato di 79 miliardi di dollari, di un ebitda in aumento al 74,5% e di un incremento dei ricavi del 80%. Si è mossa in rialzo anche Avio (+4,1%), nella giornata successiva al lancio con successo del satellite Smile, seguita da Intesa Sanpaolo e da Prysmian (2,8%).
Diasorin ha ceduto il 2,8% nella giornata di presentazione del nuovo piano industriale, che evidentemente non ha soddisfatto gli investitori. In rosso anche Nexi (-2,2%), Saipem (-1,7%) ed Eni (-1,3%).
Lo spread Btp-Bund è calato a 73 punti, sulla scia del calo generale dei rendimenti impennatisi gli scorsi giorni. Così lo yield sul Btp decennale si è attestato al +3,83%, mentre quello sul Bund al +3,09%.
I principali listini europei proseguono la seduta in rialzo e il Ftse Mib non fa eccezione, guadagnando lo 0,6%. A trainare i guadagni è ancora una volta Stmicroelectronics (+6%), seguita da Prysmian e da Tenaris, entrambe in crescita del 2%. Le vendite si concentrano invece su Nexi (-3,3%), Diasorin (-2,5%) e Amplifon (-1,6%). Spread Btp-Bund a 75 punti base.
Wall Street apre le contrattazioni mista, con il Dow Jones che cede leggermente dello 0,1%. Gli investitori attendono i risultati di Nvidia e i verbali del Fomc, nel giorno in cui le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato di estendere il conflitto mediorientale «oltre la regione» se Stati Uniti e Israele riprenderanno gli attacchi contro Teheran.
Sul fronte valutario, «in un contesto caratterizzato da rendimenti in aumento e da persistenti pressioni inflazionistiche, la settimana presenta crescenti rischi al ribasso per la parità tra euro e dollaro», ha affermato Michaël Lok, group cio and co-ceo asset management di Ubp. «La pubblicazione dei verbali del Fomc relativi all’ultima riunione della Federal Reserve dovrebbe confermare l’esaurimento di ulteriori misure di allentamento monetario nel breve termine».
Con i futures Usa positivi (+0,35% quello sul Dow Jones e +0,43% quello sull’S&P500), Francoforte sale dello 0,47%, Parigi dello 0,49%, Londra dello 0,19% e Milano dello 0,52% a 48.606 punti alle 14:15 con Stm in testa con un +5,6%, segue Tenaris con un +2,5% e con un guadagno oltre un punto percentuale Stellantis, Prysmian e Banca Mediolanum. Note stonate Amplifon, Diasorin, questa dopo la presentazione del nuovo piano industriale al 2030 e Nexi, tutte in flessione in media del 2%. Lo spread Btp/Bund cala a 74,23 punti base.
L’euro si stabilizza a 1,16 dollari (+0,02%) in attesa alle 20 delle minute dell’ultima riunione della Fed. Mentre tornano a scendere le domande di mutui negli Stati Uniti. Nella settimana al 15 maggio, l'indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario ha registrato un calo del 2,3%, dopo il +1,7% registrato la settimana precedente. I tassi sui mutui trentennali sono saliti appena al 6,56% dal 6,46% precedente.
C’è attesa anche per la trimestrale di Nvidia con un precedente curioso ma ormai ricorrente: nelle ultime tre occasioni il titolo è stato venduto anche dopo aver battuto le attese, afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Apparentemente un paradosso. In realtà è il classico effetto dei mercati quando le aspettative smettono di essere elevate e diventano quasi assolute. Non basta più fare bene. Serve fare meglio di ciò che il mercato aveva già trasformato in prezzo. È la condanna dei leader di mercato. Più sali, più la virgola diventa decisiva. Il «sì, ma…» conta più del numero headline», indica Debach.
«C’è anche una dinamica quasi da mitologia greca. Nvidia è passata dall’essere Achille, veloce, aggressiva, simbolo della conquista dell’AI, a qualcosa di più vicino ad Atlante; il gigante che sorregge sulle spalle il peso dell’intera narrativa tecnologica. Non sei più soltanto il titolo ad alta beta che guida la corsa», spiega l’esperto di eToro. «Diventa il pilastro da cui dipendono aspettative, multipli e fiducia dell’intero settore. Ogni trimestrale non viene più giudicata solo per quanto cresce Nvidia, ma per quanto riesce ancora a sostenere il peso di un’intera rivoluzione già ampiamente prezzata».
I mercati azionari europei si rafforzano (Dax +0,69%, Cac40 +0,68%, Ftse100 +0,12% e Ftse Mib +0,55% a 48.620 punti con Avio, Leonardo, Stm, Prysmian, Stellantis e Tenaris i migliori) con i prezzi del petrolio che cadono del 3% in attesa del dato sulle scorte oil americane alle 16:30, incuranti della nuova minaccia dell’Iran: qualsiasi nuovo attacco militare statunitense-israeliano contro il Paese «scatenerà una guerra che si estenderà ben oltre il Medio Oriente, con attacchi in luoghi inaspettati per gli avversari», ha detto il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Anche il prezzo del gas naturale europeo scende dell’1,7% a 50,93 euro a megawattora. La Commissione Europea ritiene che quest'anno l'Europa possa ridurre il consumo di gas naturale di 15 miliardi di metri cubi.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al rialzo (+0,33% a 48.516 punti alle 11:35) grazie soprattutto a Stm (+4,20%) e Tenaris (+2,6%), ma anche a Italgas, Avio e Prysmian che guadagnano oltre un punto percentuale.
«Diciannove rialzi e diciannove ribassi. È il bilancio delle prime sedute post-risultati sul Ftse Mib fino ad oggi: una simmetria quasi chirurgica, una distribuzione spaccata in due, con una media di reazione del +0,67% e una mediana che si ferma a -0,01%. Da un lato Campari guida i ribassi con -14,45%, dall'altra parte Stm bilancia con +14,10%. Uno specchio. E come tutti gli specchi, riflette qualcosa di più grande di quello che inquadra. La chiave di lettura», spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro, «è una sola: la distanza crescente tra chi è vicino all'AI, alle infrastrutture digitali, alla spesa in conto capitale sull'innovazione, e chi dipende invece dalla domanda del consumatore finale».
ll tasso di inflazione annuale nell'Eurozona è salito al 3% ad aprile, dal 2,6% di marzo, secondo i dati finali pubblicati da Eurostat. La lettura definitiva è in linea con la stima preliminare. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dell'1%, confermando anche in questo caso il dato iniziale.
Escludendo energia, alimentari, alcol e tabacco, il tasso di inflazione annuo si è attestato al 2,2%, in linea con la stima flash e in calo rispetto al 2,3% del mese precedente. Su base mensile, i prezzi core sono aumentati dello 0,9%, confermando anche in questo caso la stima preliminare.
Il dollaro tocca i massimi delle ultime sei settimane, mentre gli investitori prendono atto della possibile necessità di alzare i tassi d'interesse per contrastare l'inflazione causata dalla guerra in Iran. L'euro scivola al minimo delle ultime sei settimane a 1,1583 dollari, in calo dello 0,16%. La sterlina perde lo 0,07% a 1,338 dollari, non lontano dal minimo delle ultime sei settimane toccato nei giorni scorsi.
Le borse europee si confermano in calo (Francoforte -0,22%, Parigi -0,29%, Londra -0,46% e Milano -0,12% a 48.296 punti alle 10:15 con Mps -1,24%, FinecoBank -1,36% e Diasorin -1,55%) con i futures Usa misti (-0,03% quello sul Dow Jones e +0,22% quello sul’S&P500) nel giorno della trimestrale di Nvidia.
Il prezzo del gas naturale europeo flette dello 0,22% a 51,7 euro a megawattora e le quotazione del petrolio vanno sotto 110 dollari (-2% a 109,8 dollari al barile il future sul Brent). Russia e Cina ritengono che gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l'Iran costituiscano una violazione del diritto internazionale e minino la stabilità in Medio Oriente, secondo la dichiarazione congiunta diffusa al termine dei negoziati tra Mosca e Pechino, in cui si chiede un ritorno ai negoziati con l'obiettivo di evitare un allargamento dell'area del conflitto.
Le borse europee scendono in avvio di seduta (Dax -0,37%, Cac40 -0,15%, Ftse100 -0,39% e Ftse Mib +0,02% a 48.365 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 75,4 punti base). Gli investitori continuano a monitorare il rialzo dei rendimenti obbligazionari globali, le tensioni geopolitiche legate all’Iran e le prospettive sui tassi delle banche centrali, elementi che stanno aumentando la volatilità sugli asset rischiosi.
I futures statunitensi recuperano terreno con l’S&P 500 in rialzo dello 0,18% e il Dow Jones in progresso dello 0,06% con l’attenzione focalizzata sull’aumento dei rendimenti dei Treasury Usa (quello del 10 anni cala al 4,65%), con il decennale che continua a mantenersi su livelli elevati. Il mercato teme che le pressioni inflazionistiche legate all’energia e l’orientamento restrittivo delle banche centrali possano mantenere i tassi alti più a lungo.
Sul fronte valutario, il dollaro si rafforza lievemente contro yen ed euro. In Germania i prezzi alla produzione ad aprile hanno registrato un incremento mensile dell'1,2%, meno di quanto previsto dagli economisti (+2%) e del +2,5% del mese precedente. Su base annua, hanno accelerato all'1,7%, dopo il -0,2% di marzo, sopra il +1,5% stimato dagli economisti.
I prezzi dell'energia sono aumentati del 2% su base annuale, mentre sono cresciuti del 2,4% a livello mensile. Invece in Gran Bretagna è risultata inferiore alle attese l'inflazione di aprile. I prezzi al consumo hanno registrato un incremento dello 0,7% su base mensile, inferiore al +0,9% atteso dagli economisti e in linea con il +0,7% del mese precedente. Su base annua, la crescita dell'inflazione si è attestata al 2,8%, al di sotto delle previsioni (3%) e in rallentamento rispetto al 3,3% del mese precedente.
Sul listino milanese Stellantis che ha annunciato una joint venture con Dongfeng e un accordo per la produzione di almeno un veicolo completamente elettrico del marchio Voyah per la casa automobilistica statale cinese presso lo stabilimento della società franco-italiana a Rennes, in Francia, come anticipato da Reuters, segna un +0,76% a 6,40 euro. La joint venture sarà controllata al 51% da Stellantis.
Invece, le azioni di risparmio di Tim (+0,74% a 0,76 euro) saranno revocate dalla quotazione dal 21 maggio a seguito della conversione facoltativa in ordinarie (-0,11% a 0,7156 euro) che ha registrato adesioni pari al 93,5% e della successiva conversione obbligatoria dei titoli restanti.
Quanto a Leonardo (+0,67% a 51,27 euro) ha siglato un contratto con Abu Dhabi Ship Building (Adsb), la divisione navale del gruppo Edge, per la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione nella configurazione Falaj 3, destinati al programma di nuove unità navali «Al Dorra» della Marina del Kuwait.
Il contratto, per un valore stimato di 320 milioni di euro, rappresenta una tappa fondamentale nella partnership strategica con Edge e Adsb, rafforzando una collaborazione consolidata che ha già portato alla consegna di oltre 25 unità navali, a testimonianza di un comprovato track record di eccellenza e affidabilità in oltre 20 anni di proficua collaborazione.
E se Pirelli (-0,17% a 5,94 euro) ha fatto sapere che è cessato alla scadenza il patto parasociale tra China National Tire Rubber Corporation, Marco Polo International Italy, Camfin e Marco Tronchetti Provera, Diasorin (-1,6% a 68,54 euro) presenta il piano strategico 2026-2030.
Infine, si segnala che Barclays ha avviato la copertura del titolo Ariston (-3% a 3,33 euro) con un rating underweight e un target price a 3,1 euro e che Jefferies ha confermatpo il ratinbg hold e fissato il target price a 3,4 euro su Nexi (-1,5% a 3,43 euro). In netto calo (-1,2% a 25,39 euro) anche Lottomatica.
Borse europee attese in calo (-0,27% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta anche se i prezzi del petrolio flettono (-0,17% a 110,79 dollari a barile il future sul Brent) dopo che due petroliere cinesi cariche di greggio sono uscite dallo Stretto di Hormuz, alimentando le speranze che il conflitto in Medio Oriente possa presto concludersi. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che la guerra finirà «molto rapidamente» e il suo vice Vance ha parlato di progressi nei colloqui per un accordo di pace.
I ministri delle Finanze di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti hanno concordato il 19 maggio sulla necessità di intervenire per affrontare gli squilibri commerciali in un'economia globale frammentata, affermando che la situazione attuale è insostenibile, hanno concordato sulla necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz e di sostenere l'Ucraina, ma sono emerse alcune divisioni tra gli Usa e gli altri Paesi su questioni chiave riguardanti Iran e Russia. Intanto a meno di una settimana dalla visita di Trump, Xi Jinping ospiterà Vladimir Putin, un'ulteriore prova del loro partenariato.
Gli investitori, comunque, restano cauti anche in vista dei risultati trimestrali del colosso dei chip Nvidia previsti più tardi per ottenere nuovi indizi sulla sostenibilità dello slancio della spesa nell’intelligenza artificiale. Le aspettative, come sempre, sono alle stelle. Secondo la previsione mediana di un sondaggio Lseg tra gli analisti, i ricavi dovrebbero aumentare di quasi l'80% fino a raggiungere quasi 79 miliardi di dollari. I futures statunitensi sono poco mossi.
C’è attesa alle 20 anche per i verbali dell’ultimo meeting del Fomc, appuntamento chiave per decifrare l’orientamento della Fed in un contesto di inflazione ancora appiccicosa e crescita resiliente. «I mercati si attendono conferme di un atteggiamento cauto. Probabile che i verbali mostreranno quanto i membri siano preoccupati dal rischio di un rimbalzo inflazionistico legato a energia e tariffe», prevede Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo sim.
Nel frattempo l’economia americana continua a mostrare solidità e resilienza: crescita attesa del pil intorno al 2,2% annuo nel 2026, sostenuta dagli investimenti in AI e da consumi ancora resistenti nonostante l’incertezza politica. «Il mercato del lavoro resta in una fase di low hire, low fire, ovvero aggiunte di posti di lavoro moderate e disoccupazione stabile vicino al 4,4%, scenario che riduce le pressioni sui salari ma mantiene la Fed vigile. L’inflazione core rimane sopra il target 2%, con rischi di upside legati al pass-through di tariffe e shock energetici. I verbali probabilmente sottolineeranno la necessità di dati concreti prima di qualsiasi allentamento», aggiunge Tognoli.
Eventuali indicazioni di rallentamento degli acquisti di Treasury potrebbero influenzare i rendimenti lunghi. Le minute dovrebbero confermare un approccio «data-dependent» in un contesto di rischi bilanciati che vedono una crescita sopra il potenziale ma anche un’inflazione ostinata. «Possibile che i mercati reagiscano soprattutto alla sfumatura hawkish/dovish dei verbali. Un tono più cauto rafforzerebbe il dollaro e peserebbe su azionario e oro, mentre aperture a futuri tagli, difficile però da ipotizzare, alimenterebbero il risk-on», conclude l’esperto di Cfo Sim.
In questo quadro, il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,66% dopo aver toccato il massimo da 16 mesi al 4,687% e quello del 30 anni il 5,198%, top dal 2007. Anche il tasso del Btp 10 anni arretra al 3,97%. La Germania offre 5 miliardi di euro di Bund scadenza 15/2/2036, cedola 2,90%. E il Portogallo 1,25-1,5 miliardi di buoni del Tesoro a 12 mesi. I rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro restano vicino ai massimi, con gli investitori che si preparano a un periodo prolungato di prezzi dell'energia elevati, destinato a riflettersi su un aumento dell'inflazione il che spingerà le banche centrali a inasprire la loro politica monetaria.
L’euro quota sotto 1,16 dollari a 1,1594 in attesa alle 8 dell’inflazione ad aprile finale della Gran Bretagna, alle 11 di quella dell’Eurozona, alle 13 dell’indice settimanale richieste mutui e alle 16:30 delle scorte settimanali di petrolio.
Sul listino milanese occhio a Stellantis che dovrebbe annunciare una joint venture con Dongfeng e un accordo per la produzione di almeno un veicolo completamente elettrico del marchio Voyah per la casa automobilistica statale cinese presso lo stabilimento della società franco-italiana a Rennes, in Francia, come hanno riferito a Reuters alcune fonti. La joint venture sarà controllata al 51% da Stellantis.
Invece, le azioni di risparmio di Tim saranno revocate dalla quotazione dal 21 maggio a seguito della conversione facoltativa in ordinarie che ha registrato adesioni pari al 93,5% e della successiva conversione obbligatoria dei titoli restanti.
Quanto a Leonardo ha siglato un contratto con Abu Dhabi Ship Building (Adsb), la divisione navale del gruppo Edge, per la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione nella configurazione Falaj 3, destinati al programma di nuove unità navali «Al Dorra» della Marina del Kuwait.
Il contratto, per un valore stimato di 320 milioni di euro, rappresenta una tappa fondamentale nella partnership strategica con Edge e Adsb, rafforzando una collaborazione consolidata che ha già portato alla consegna di oltre 25 unità navali, a testimonianza di un comprovato track record di eccellenza e affidabilità in oltre 20 anni di proficua collaborazione.
E se Pirelli ha fatto sapere che è cessato alla scadenza il patto parasociale tra China National Tire Rubber Corporation, Marco Polo International Italy, Camfin e Marco Tronchetti Provera, Diasorin presenta il piano strategico 2026-2030. Infine, si segnala che Barclays ha avviato la copertura del titolo Ariston con un rating underweight e un target price a 3,1 euro e che Jefferies ha confermatpo il ratinbg hold e fissato il target price a 3,4 euro su Nexi.
(riproduzione riservata)