Borse oggi in diretta | Ftse Mib piatto (-0,04%) a 51.862 punti a fine seduta. Avio la peggiore, sul podio Moncler e Amplifon
Borse oggi in diretta | Ftse Mib piatto (-0,04%) a 51.862 punti a fine seduta. Avio la peggiore, sul podio Moncler e Amplifon
I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita. Wall Street apre la seduta in rialzo. Spread Bpt/Bund a 83 punti. Bene anche Saipem, giù Tim e Poste nel giorno dell’ok all’opas

di Francesca Gerosa e Giulia Venini  20/07/2026 07:20

Ftse Mib
51.862,79 17.40.00

-0,04%

Dax 30
24.846,69 23.30.17

+0,06%

Dow Jones
51.839,26 2.10.43

-0,59%

Nasdaq
25.508,07 23.30.00

-0,05%

Euro/Dollaro
1,1414 1.52.40

+0,03%

Spread
84,45 17.29.51

-0,39

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib sotto la parità con Inwit. Tim e Avio. Acquisti su Moncler 
  • Ore 14:40 Ftse Mib positivo, bene Saipem, Stm e Amplifon. Il petrolio risale con gli Houthi contro l’Arabia Saudita
  • Ore 13:00 Il Ftse Mib riduce i guadagni, pesa il duo Poste-Tim. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,96%
  • Ore 11:55 Il Ftse Mib si rafforza sopra 52.000 con Moncler e Mps. Il petrolio vira al ribasso
  • Ore 10:25 Il Ftse Mib vira al rialzo con Intesa Sanpaolo, Prysmian e Moncler. Lo spread scende a 84
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Tim e Buzzi. Lo spread sale a 85
  • Ore 07:20 Europa attesa poco mossa, petrolio oltre 90 dollari in scia all’alta tensione nello Stretto di Hormuz

Il Ftse Mib ha chiuso con un leggero calo dello 0,04% a 51.862 punti attutendo l’effetto dello stacco delle cedole che ha coinvolto alcune aziende del listino, tra cui Enel (-0,08%) e Mfe (A -1,85% e B +0,34%). Tra i titoli in rialzo spiccano Moncler (+3,24%), Amplifon (+2,6%), Saipem (+2,6%) e Nexi (+2%), mentre le vendite si sono concentrate su Avio (-2,8%), Inwit (-1,74%), Azimut (-1,7%). 

Poste Italiane e Tim hanno ceduto rispettivamente il 2,36% e lo 0,9% dopo che nel weekend il cda della società di tlc ha approvato all’unanimità l’opas volontaria lanciata dal gruppo postale. Prysmian ha segnato un -0,3% a fine seduta a seguito della firma di un accordo dal valore massimo di 5,5 miliardi di euro con Molex per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center

Sul fronte bancario positive Banca Monte dei Paschi di Siena (+0,7%) e Banco Bpm (+0,7%) all’indomani della bocciatura da parte di Rocca Salimbeni dell’opas lanciata da Intesa Sanpaolo (+0,94%) e del beneplacito a possibili nozze alla pari con Piazza Meda. 

Spread Btp/Bund a 83 punti (rendimento decennale al 3,98%), cambio euro/dollaro a 1,1409. 

L’Europa e Wall Street

I principali listini europei hanno chiuso in ordine sparso: il Dax ha guadagnato lo 0,04%, il Cac lo 0,02%, mentre il Ftse 100 ha perso lo 0,75% nel giorno di insediamento a Downing Street del nuovo primo ministro Andy Burnham. In lieve rialzo il rendimento del Gilt a 10 anni a 5,0438 (+1,84%).

Wall Street viaggia in territorio positivo (in rosso solo il DowJones -0,2%), sostenuta dal miglior andamento dei titoli legati all’AI e ai semiconduttori dopo i pesanti sell-off della scorsa settimana. 

Petrolio in lieve calo dopo i 91 $ intraday del Brent

I futures sul Brent si muovono attorno agli 88 dollari (+0,03%), dopo aver toccato i 91,4 dollari intraday a seguito della nona notte consecutiva di bombardamenti americani contro l’Iran e delle relative rappresaglie iraniane verso i Paesi del Golfo. Ma le notizie di una possibile sospensione delle ostilità per dieci giorni mediata dagli attori internazionali hanno fatto ritracciare il greggio. 

Il Wti viaggia sugli 81,6 $ (-0,2%). 

Ore 15:30 Il Ftse Mib sotto la parità con Inwit. Tim e Avio. Acquisti su Moncler 

Il Ftse Mib viaggia in ribasso dello 0,1% a 51.829 punti. Vendite su Inwit (-1,8%), Avio (-1,7%), Tim (-1,6%) e Terna (-1,5%). In rialzo Fincantieri (+2,6%), Moncler (+2,4%), Amplifon (+2,1%) e Prysmian (+1,76%).

Spread Bpt/Bund a 83 punti. 

Wall Street apre la seduta in rialzo. 

Ore 14:40 Ftse Mib positivo, bene Saipem, Stm e Amplifon. Il petrolio risale con gli Houthi contro l’Arabia Saudita

A Milano l’indice Ftse Mib si limita a un progresso dello 0,14% a 51.954 punti alle 14:40, sostenuto da Saipem, Stm, Moncler e Amplifon che avanzano di oltre due punti percentuali, mentre Tim, Poste, Inwit e Avio restano sotto pressione. I prezzi del petrolio virano di nuovo al rialzo (future sul Brent +0,61% a 88,65 dollari al barile) dopo che gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita.

I ribelli hanno dichiarato un embargo marittimo «contro il criminale nemico saudita, basato sull'equazione occhio per occhio, con effetto immediato a partire dalla pubblicazione di questa dichiarazione», ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.

In attesa dell’avvio di Wall Street e dell’unico dato macro (il Leading Economic Index di giugno del Conference Board alle 16. Dopo due piccoli aumenti consecutivi, questo indicatore anticipatore dirà se il rallentamento ciclico si sta stabilizzando o se persistono segnali di debolezza): il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro che vale 1,1423 (-0,03%). 

Ore 13:00 Il Ftse Mib riduce i guadagni, pesa il duo Poste-Tim. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,96%

Nonostante i futures Usa positivi (+0,34% quello sull’S&P500), a Milano l’indice Ftse Mib lima i guadagni: alle 13 avanza solo dello 0,10% a 51.931 punti, frenato dal calo di oltre un punto percentuale del duo Tim-Poste, nel giorno in cui è iniziata l'offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio lanciata da Poste su tutte le azioni del colosso tlc (terminerà l’11 settembre, salvo proroghe), di Terna, Inwit e Avio.

Lo spread Btp/Bund resta elevato a 84 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,96%, sui massimi da fine marzo, perché il nuovo balzo del petrolio (il Brent in mattinata è andato oltre 90 dollari al barile salvo poi stornare a 88,24 dollari al barile) ha rafforzato le preoccupazioni sulle pressioni inflative, consolidando le attese secondo cui la Bce darà corso a due ulteriori rialzi dei tassi entro la fine dell'anno. Comunque non nella riunione di giovedì 23 luglio.

Ore 11:55 Il Ftse Mib si rafforza sopra 52.000 con Moncler e Mps. Il petrolio vira al ribasso

A parte Londra (-0,38%) le altre piazze europee consolidano il rialzo, anche Milano +0,24% a 52.004 punti alle 11:55, grazie alle banche con Mps (+1,22% in testa), ma anche a Unipol (+1,31%), Moncler (+2,49%) e Prysmian (+2,27%). Note stonate Avio, Inwit, Poste, Tim e Terna.

I prezzi del petrolio virano al ribasso (future sul Brent -0,09% a 88 dollari) dopo che la notizia che l'Iran ha ricevuto proposte da «diversi mediatori internazionali» con l'obiettivo di evitare un'ulteriore escalation del conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei.

«Gli sforzi diplomatici sono rimasti attivi negli ultimi giorni e abbiamo ricevuto idee da diversi mediatori», ha affermato Baghaei, aggiungendo che Teheran continuerà a perseguire iniziative diplomatiche per fermare le azioni degli Stati Uniti, mentre le forze armate iraniane proseguiranno la risposta sul piano militare.

L’euro è poco mosso a 1,1429 dollari nella settimana della Bce. «È molto probabile che la Banca centrale europea mantenga i tassi di interesse invariati questa settimana, ma la rinnovata pressione sui prezzi dell'energia rafforza l'ipotesi di un rialzo a settembre. Ci aspettiamo che il ciclo di inasprimento monetario della Bce si concluda con il tasso sui depositi al 2,5%», affermano gli strategist di Unicredit.

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Ore 10:25 Il Ftse Mib vira al rialzo con Intesa Sanpaolo, Prysmian e Moncler. Lo spread scende a 84

Le borse europee virano al rialzo, eccetto Londra (-0,27%), in scia ai futures Usa positivi (+0,21% quello sul Dow Jones e +0,26% quello sull’S&P500). Dopo un avvio cauto, Francoforte alle 10:25 guadagna lo 0,21%, Parigi lo 0,27% e Milano lo 0,21% a 51.993 punti con Intesa Sanpaolo, Unipol, Prysmian, Stellantis, Moncler, Saipem e Tenaris che avanzano spedite di oltre un punto percentuale.

Una nave ha preso fuoco in Oman

I prezzi del petrolio restano in crescita ma sotto i massimi della mattinata (future sul Brent +0,12% a 88,21 dollari al barile) dopo che una nave gestita dalla compagnia di navigazione greca Dynacom ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un proiettile non identificato a 8 miglia nautiche a nord-ovest di Kumzar, in Oman, affacciata sullo Stretto di Hormuz.

Si tratta dell’ultimo di una serie di attacchi contro petroliere da quando, il 7 luglio, Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi in tutto il Medio Oriente per il controllo di questa via di transito fondamentale per un quinto delle forniture mondiali di petrolio, prima dell’inizio della guerra.

Offerta di titoli di Stato nell'Eurozona molto limitata

Lo spread Btp/Bund scende a 84 punti base nella settimana della Bce (attesi tassi fermi). L'offerta di titoli di Stato nell'Eurozona sarà molto limitata questa settimana, con la Germania unica attiva. Le emissioni dovrebbero ammontare complessivamente a 7 miliardi di euro, secondo i calcoli di Ifr, in forte calo rispetto ai 38,7 miliardi collocati nella scorsa. Berlino collocherà il 21 luglio 6 miliardi del nuovo Bobl ottobre 2031. Mercoledì seguiranno due riaperture da 1 miliardo ciascuna dei Bund maggio 2041 e maggio 2047.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Tim e Buzzi. Lo spread sale a 85

Borse europee caute in avvio di seduta (Dax -0,26%, Cac40 -0,12%, Ftse100 -0,34% e Ftse Mib -0,04% a 51.863 punti) dopo che le forze statunitensi hanno colpito l'Iran per il nono giorno consecutivo, mentre crescono le preoccupazioni per il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz dopo che l'Iran ha parlato di due petroliere esplose, senza fornire dettagli. L'acuirsi delle tensioni continua a surriscaldare le quotazioni del petrolio, con il future sul Brent in rialzo del 3% a 90,79 dollari al barile, sopra 90 per la prima volta da inizio giugno. 

Dalla Bce attesi tassi fermi

Il driver principale della settimana è il board della Bce di giovedì 23 luglio. Con ogni probabilità la banca centrale europea lascerà i tassi di interesse invariati, dopo essere stata il primo tra i maggiori istituti ad aumentare i tassi dall'inizio, il mese scorso, della guerra tra Stati Uniti e Iran. L’attenzione sarà rivolta agli eventuali indizi che i mercati coglieranno dalla conferenza della presidente, Christine Lagarde, in vista di settembre, quando gli operatori sono convinti che la banca tornerà ad inasprire la sua politica. 

In Germania la crescita dei prezzi alla produzione rallenta

Intanto in Germania i prezzi alla produzione hanno registrato a giugno un aumento annuo dell’1,8%, in rallentamento rispetto al +2,2% del mese precedente. Su base mensile, invece, hanno segnato un calo dello 0,3%, maggiore del -0,2% del consenso e a fronte del +0,3% del mese precedente. I prezzi dell'energia sono scesi dell'1,8% su base mensile ma saliti dello 0,4% a livello tendenziale. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,98% con lo spread con il Bund anch’esso in crescita a 85,3 punti base.

A Milano male Tim e Buzzi. Salgono contro corrente Intesa Sanpaolo, Mps, Prysmian e Maire

Sul listino milanese Poste cede lo 0,18% a 27,79 euro dopo che il consiglio di amministrazione di Tim (-1,15% a 7,75 euro) ha approvato all'unanimità sabato 18 luglio l'offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio lanciata da Poste su tutte le azioni della società. Il periodo di adesione all’offerta avrà inizio lunedì 20 luglio e terminerà l’11 settembre, inclusi gli estremi, salvo proroghe. Tra le performance peggiori c’è anche Buzzi con un -1,37% a 41,8 euro.

Tra le banche Mps spunta contro corrente un +0,45% a 11,22 euro. L’agenzia di stampa AdnKronos ha riportato venerdì sera indiscrezioni riguardo un piano di fusione a cui l'ad di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, starebbe lavorando per difendersi dall'opas lanciata da Intesa Sanpaolo (+0,33% a 6,30 euro). Il piano, secondo l'agenzia, coinvolgerebbe Banco Bpm (-0,16% a 15,38 euro) e indirettamente Credit Agricole Italia e avrebbe come ulteriore sviluppo l'apertura di un dossier di fusione tra Generali (-0,31% a 42,11 euro) e Axa.

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In evidenza con un +1,83% a 127,65 euro Prysmian che ha firmato un accordo di lungo periodo del valore massimo di 5,5 miliardi di euro con Molex, parte del grande gruppo privato statunitense Koch, per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center. L'accordo, che ha una durata massima di 10 anni e comprende un pagamento anticipato di 550 milioni di euro, rientra in un piano più ampio di nuovi accordi e iniziative commerciali con hyperscaler e operatori di infrastrutture per i data center, che dovrebbe generare entro il 2035 oltre 10 miliardi di euro di ricavi incrementali cumulativi rispetto al 2025, aggiungendo fino a 1,1 miliardo di euro di ricavi su base annua a partire dal 2031.

Contratto anche per Maire, in rialzo del 2,47% a 14,11 euro. La controllata Tecnimont si è aggiudicata da Fértil Pampa Sau, società interamente controllata da Pampa Energía, un contratto per un complesso di fertilizzanti di grandi dimensioni inArgentina. Il sito produttivo comprenderà un impianto di ammoniaca su larga scala e due linee parallele di urea a bassissimo consumo energetico, ciascuna dotata di una propria unità di granulazione, con una capacità complessiva di 6.000 tonnellate al giorno (2,1 milioni di tonnellate all'anno), diventando il più grande complesso di urea dell'America Latina per capacità produttiva. La controllata Nextchem è stata selezionata come fornitore di tecnologie. Il valore complessivo della commessa è pari a 1,3 miliardi di euro, di cui 140 milioni relativi al pacchetto tecnologico di Nextchem.

Infine, Officina Stellare, quotata sull’Egm, ha acquisito il 100% del capitale sociale di Mavel, società attiva nella progettazione, produzione e vendita di tecnologie di elettrificazione e motori senza terre rare per il settore dell'aerospazio e della difesa, con applicazioni per sistemi avionici, sistemi subacquei e sistemi unmanned. Il corrispettivo, il cui ammontare non è stato reso noto, sarà regolato in parte in denaro (per una percentuale pari circa all'80%, finanziato tramite mezzi propri) e la parte restante mediante assegnazione di azioni di nuova emissione di Officina Stellare, che saranno soggette a un vincolo di lock-up. Il completamento dell'operazione è previsto entro ottobre.

Ore 07:20 Europa attesa poco mossa, petrolio oltre 90 dollari in scia all’alta tensione nello Stretto di Hormuz

Borse europee attese poco mosse (+0,08% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta come i futures Usa (-0,05% quello sul Dow Jones e +0,06% quello sull’S&P500) in scia all’alta tensione nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno effettuato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran colpendo centri di comando militari, i siti di difesa aerea e sorveglianza costiera, quelli per il lancio di droni e le reti di comunicazione. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto: «Abbiamo colpito duramente l'Iran in onore dei soldati caduti».

Stati Uniti e Iran si sono scambiati una serie di attacchi

Mentre l'Iran ha colpito due petroliere che stavano cercando di entrare e uscire dallo Stretto «senza il permesso» di Teheran. Nessun dettaglio sui nomi delle navi, sulle bandiere, sugli equipaggi o su eventuali vittime. Il Corpo delle Guardie iraniane ha affermato che la via navigabile rimarrà pericolosa fintanto che continuerà quella che ha definito «aggressione» statunitense nella regione, avvertendo che «questo passaggio non sarà sicuro per il transito di prodotti petrolchimici, né tanto meno per una sola goccia di petrolio e gas».

Il petrolio Brent balza oltre 90 dollari al barile

Con i timori di un conflitto più ampio e di ulteriori interruzioni delle forniture di petrolio in Medio Oriente, i prezzi del petrolio continuano a salire. Il future sul Brent balza del 2,41%, raggiungendo il massimo degli ultimi cinque mesi a 90,22 dollari al barile, invece quello sul Wti segna un progresso del 2,12% a 83,51 dollari al barile. I nuovi raid fanno seguito agli attacchi iraniani contro una base militare statunitense in Giordania, nei quali sono morti almeno due soldati americani e molti altri sono rimasti feriti.

La ripresa delle ostilità rappresenta il momento di maggior tensione tra Stati Uniti e Iran dai giorni precedenti al cessate il fuoco di aprile, mentre i negoziati di pace tra le due parti sembrano ormai essere completamente falliti. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz rimane fortemente compromesso e opera a una frazione dei livelli precedenti al conflitto.

Le tensioni in Medio Oriente riaccendono i timori sull'inflazione e l’oro va sotto 4.000 dollari l’oncia

Viceversa, il prezzo dell'oro scende sotto la soglia psicologica di 4.000 dollari l'oncia per i timori che l'inflazione possa costringere la Fed a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo. Il prezzo spot dell'oro arretra dello 0,04%, a 4.013,25 dollari l'oncia, na nell’intraday è sceso fino a 3.982,92 dollari l’oncia. La scorsa settimana ha perso oltre il 2%.

Il rincaro del petrolio ha riacceso i timori che l'inflazione possa rimanere al di sopra dell'obiettivo della banca centrale americana, costringendola a mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo. Tassi d'interesse più alti tendono a sostenere i rendimenti dei Treasury statunitensi e il dollaro, aumentando il costo opportunità di detenere attività che non producono interessi, come l'oro.

Gli analisti di Anz hanno osservato che l'escalation in Medio Oriente ha portato temporaneamente le aspettative del mercato verso un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione del 29 luglio fino al 40%, prima che tali probabilità tornassero intorno al 10%. Secondo la banca, ciò dimostra quanto l'andamento dell'oro sia strettamente legato alle aspettative sui futuri tassi d'interesse.

Gli esperti di Anz continuano comunque a prevedere che la Fed manterrà invariato il costo del denaro per il resto dell'anno. Secondo loro l'oro dovrebbe trovare un importante livello di supporto nell'intervallo compreso tra 3.800 e 4.000 dollari l'oncia, man mano che le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria continueranno ad attenuarsi.

La settimana della Bce

Questa settimana non è particolarmente carica di dati macro, ma offre comunque alcuni spunti interessanti sia per gli Stati Uniti che per l’Europa, in un momento in cui i mercati stanno cercando di capire la forza reale delle due economie. «Negli Usa si parte alle 16 con l’uscita del Leading Economic Index di giugno del Conference Board. Dopo due piccoli aumenti consecutivi, questo indicatore anticipatore ci dirà se il rallentamento ciclico si sta stabilizzando o se persistono segnali di debolezza», spiega Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.

«Nel resto della settimana avremo i soliti jobless claims del giovedì e qualche dato secondario sul mercato immobiliare, ma niente di veramente pesante come inflazione o occupazione. Nel complesso, l’economia americana continua a mostrare una certa resilienza, con consumi ancora decenti e mercato del lavoro più equilibrato, ma senza quell’euforia di qualche mese fa. Il Lei sarà utile proprio per confermare se il soft landing resta lo scenario più probabile», chiarisce Tognoli.

Sul fronte europeo, invece, l’appuntamento clou è giovedì 23 luglio con la riunione della Bce. «Non ci aspettiamo nessuna variazione dei tassi (il consenso punta su tassi fermi), ma sarà molto importante il tono della presidente Lagarde e le nuove proiezioni su crescita e inflazione. L’Eurozona sta crescendo poco – intorno all’1% o meno quest’anno secondo varie stime – e l’inflazione sta scendendo, ma con ritmi ancora incerti. La Bce si trova quindi nella scomoda posizione di dover sostenere l’economia senza avere troppa benzina nel serbatoio», osserva Tognoli. «Sarà una settimana in cui l’Europa ruberà un po’ la scena agli Stati Uniti grazie alla Bce. Se la Lagarde suonerà accomodante, l’euro potrebbe rimanere sotto pressione». Stamani la moneta unica vale 1,1442 dollari (+0,14%) in attesa alle 8 anche dei prezzi alla produzione a giugno della Germania.

Occhio a Poste, Tim, Mps, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Generali, Prysmian, Maire e Officina Stellare


Sul listino milanese attenzione a Poste dopo che il consiglio di amministrazione di Tim ha approvato all'unanimità sabato 18 luglio l'offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio lanciata da Poste su tutte le azioni della società. Il periodo di adesione all’offerta avrà inizio lunedì 20 luglio e terminerà l’11 settembre, inclusi gli estremi, salvo proroghe.

Tra le banche Mps resta sorvegliata speciale. L’agenzia di stampa AdnKronos ha riportato venerdì sera indiscrezioni riguardo un piano di fusione a cui l'ad di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, starebbe lavorando per difendersi dall'opas lanciata da Intesa Sanpaolo. Il piano, secondo l'agenzia, coinvolgerebbe Banco Bpm e indirettamente Credit Agricole Italia e avrebbe come ulteriore sviluppo l'apertura di un dossier di fusione tra Generali e Axa.

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Invece, Prysmian ha firmato un accordo di lungo periodo del valore massimo di 5,5 miliardi di euro con Molex, parte del grande gruppo privato statunitense Koch, per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center. L'accordo, che ha una durata massima di 10 anni e comprende un pagamento anticipato di 550 milioni di euro, rientra in un piano più ampio di nuovi accordi e iniziative commerciali con hyperscaler e operatori di infrastrutture per i data center, che dovrebbe generare entro il 2035 oltre 10 miliardi di euro di ricavi incrementali cumulativi rispetto al 2025, aggiungendo fino a 1,1 miliardo di euro di ricavi su base annua a partire dal 2031.

Contratto anche per Maire. La controllata Tecnimont si è aggiudicata da Fértil Pampa Sau, società interamente controllata da Pampa Energía, un contratto per un complesso di fertilizzanti di grandi dimensioni inArgentina. Il sito produttivo comprenderà un impianto di ammoniaca su larga scala e due linee parallele di urea a bassissimo consumo energetico, ciascuna dotata di una propria unità di granulazione, con una capacità complessiva di 6.000 tonnellate al giorno (2,1 milioni di tonnellate all'anno), diventando il più grande complesso di urea dell'America Latina per capacità produttiva. La controllata Nextchem è stata selezionata come fornitore di tecnologie. Il valore complessivo della commessa è pari a 1,3 miliardi di euro, di cui 140 milioni relativi al pacchetto tecnologico di Nextchem.

Infine, Officina Stellare, quotata sull’Egm, ha acquisito il 100% del capitale sociale di Mavel, società attiva nella progettazione, produzione e vendita di tecnologie di elettrificazione e motori senza terre rare per il settore dell'aerospazio e della difesa, con applicazioni per sistemi avionici, sistemi subacquei e sistemi unmanned. Il corrispettivo, il cui ammontare non è stato reso noto, sarà regolato in parte in denaro (per una percentuale pari circa all'80%, finanziato tramite mezzi propri) e la parte restante mediante assegnazione di azioni di nuova emissione di Officina Stellare, che saranno soggette a un vincolo di lock-up. Il completamento dell'operazione è previsto entro ottobre. (riproduzione riservata)