Martedì nero per le borse europee con il sell America che imperversa. Francoforte perde l’1,53%, Parigi l’1,31%, Londra l’1,09% e Milano l’1,46% a 44.535 punti alle 12:20.
Il comparto obbligazionario globale resta sotto pressione. Il rendimento dei Treasury Usa 10 anni sale al 4,295% e quello del trentennale al 4,93%, quello del Btp 10 anni al 3,49% (con lo spread con il Bund in aumento a 64,95 punti base) e del 30 anni al 4,4%.
Intanto il controvalore dei titoli di Stato italiani nel portafoglio degli investitori esteri è aumentato a novembre del 2025 a 9,5 miliardi di euro, dopo l'incremento di 19,2 miliardi di ottobre e di 3,6 miliardi di settembre, secondo i dati di Banca d'Italia. L'aumento cumulato da inizio 2025 è di oltre 115 miliardi.
Il Tesoro ha comunicato che effettuerà il 21 gennaio un'operazione di concambio in cui offrirà fino a 2 miliardi di euro del Btp scadenza 1 ottobre 2055 (cedola 4,65%), riacquistando contestualmente cinque titoli. Via XX Settembre riacquisterà cinque Btp con scadenza tra il 2026 e il 2028.
Inoltre, la Spagna ha collocato con successo via sindacato un nuovo benchmark decennale con scadenza 30 aprile 2036, registrando un boom di ordini. Il titolo da 15 miliardi di euro ha raccolto richieste in chiusura per oltre 148 miliardi. Lo spread è stato abbassato a +6 punti base da una guidance iniziale a +8 punti base sul bond 31 ottobre 2035.
Prosegue il sell-off sulle borse europee (-1,54% il Dax, -1,24% il Cac40, -1,26% il Ftse100 e -1,38% a 44.572 punti il Ftse Mib alle 11:20 con le banche, i titoli della difesa, Prysmian e Unipol sotto pressione; Amplifon, Campari e Nexi sono le uniche blue chip positive) a causa della nuova guerra dei dazi, anche se l’indice Zew ha superato le attese. L'indice del clima economico tedesco è salito a 59,6 punti a gennaio dai 45,8 punti del mese precedente, secondo quanto comunicato martedì dall'istituto di ricerca Zew. Gli economisti prevedevano 50 punti. Anche l'indicatore della situazione attuale è migliorato a -72,7 punti rispetto ai precedenti -81 punti e al consenso di -75,5 punti. L’euro resta sopra 1,17 (+0,64%) e lo spread Btp/Bund sale a quota 62,7 punti base.
Con i futures Usa che accelerano al ribasso (-1,67% quello sull’S&P500) dopo la festività di lunedì 19 gennaio e il dollaro che cade (l’euro balza dello 0,72% a 1,1728), le borse europee restano sotto pressione a causa della guerra dei dazi: Francoforte perde l’1,35%, Londra l’1,26%, Parigi l’1,21% e Milano l’1,54% a 44.516 punti alle 10:30 con le banche, i titoli della difesa come Leonardo e Fincantieri, Prysmian che perdono oltre due punti percentuali.
Il rinnovarsi delle minacce di dazi da parte degli Stati Uniti ha interrotto un inizio d’anno altrimenti positivo per gli asset rischiosi globali. La proposta del presidente statunitense Trump di imporre un’ulteriore tariffa del 10% su un gruppo di alleati europei della Nato segna una chiara escalation delle tensioni attorno alla Groenlandia.
Trump ha detto di avere avuto una telefonata «molto buona» con Mark Rutte, segretario generale Nato, in merito alla Groenlandia. «La Groenlandia è imperativa per la sicurezza nazionale e mondiale. Non si può tornare indietro, su questo, tutti sono d'accordo!», ha scritto in un post su Truth Social. Ma per Stephanie Lose, ministra dell'Economia danese, l'Unione europea dovrebbe mantenere «aperta ogni opzione» su come rispondere alle nuove minacce del tycoon.
«Sebbene i rischi di ulteriori prese di profitto nel breve termine siano diffusi, dato che le azioni europee trattano ancora sui massimi storici e la volatilità è vicina ai minimi del ciclo, non ci attendiamo una ripetizione del brusco ribasso successivo al Liberation Day quando il drawdown dello Stoxx Europe 50 è stato del 13%», prevede Mathieu Racheter, Head of Equity Strategy Research, Julius Baer. «Molti settori dell’Ue esposti al commercio restano sottopesati e continuano a trattare ben al di sotto dei massimi precedenti al Liberation Day, in particolare nei comparti automobilistici e chimici, riducendo il rischio di una riduzione forzata del rischio guidata dal posizionamento».
Allo stesso tempo, «il contesto politico statunitense ha subito un cambiamento significativo verso la tutela del potere d'acquisto dei consumatori in vista del ciclo elettorale, rendendo meno appetibile e, a nostro avviso, meno probabile un aumento generalizzato dei dazi che alimenterebbe direttamente l'inflazione», aggiunge Racheter. Infine, l’incertezza legale circa la capacità dell’amministrazione di fare affidamento su poteri commerciali d’emergenza – in particolare la decisione pendente della Corte Suprema sull’uso dell’Ieepa – «rappresenta un ulteriore vincolo, aumentando la probabilità che eventuali misure tariffarie vengano rinviate, attenuate o applicate in modo più selettivo».
I mercati azionari europei si muovono in territorio negativo (Dax -0,69%, Cac40 -0,83%, Ftse100 -0,80% e Ftse Mib -0,76% a 44.852 punti). Le tensioni commerciali tornano al centro dell’attenzione dopo le nuove dichiarazioni del presidente statunitense, Donald Trump, sui dazi legati alla questione Groenlandia e al 200% sui vini e champagne francesi. Le minacce di nuovi dazi, incluse ipotesi di tariffe punitive sui prodotti europei, alimentano il timore di una risposta coordinata da parte di Bruxelles, con possibili ricadute sulla crescita e sugli scambi internazionali.
Il comparto obbligazionario globale resta sotto pressione. Il rendimento dei Treasury Usa 10 anni sale al 4,28% e quello del trentennale al 4,91%, quello del Btp 10 anni al 3,46% (con lo spread con il Bund a 61,9 punti base). Il Tesoro ha comunicato che effettuerà il 21 gennaio un'operazione di concambio in cui offrirà fino a 2 miliardi di euro del Btp scadenza 1 ottobre 2055 (cedola 4,65%), riacquistando contestualmente cinque titoli. Via XX Settembre riacquisterà cinque Btp con scadenza tra il 2026 e il 2028.
Mentre il sell-off sui bond giapponesi si è intensificato dopo l’annuncio del primo ministro Takaichi di elezioni anticipate per l’8 febbraio. Le dichiarazioni a supporto di una possibile riduzione temporanea dell’imposta sugli alimenti allo 0% per due anni alimentano i timori su un aumento del deficit e sull’offerta futura di debito. In parallelo, l’asta dei titoli di Stato giapponese a 20 anni ha registrato una domanda più debole, con un bid-to-cover in calo. La Bank of Japan dovrebbe mantenere un atteggiamento attendista, mentre gli operatori monitorano con attenzione le indicazioni del governatore, Kazuo Ueda, sullo yen e sulle prospettive dei tassi.
I futures sugli indici statunitensi indicano un avvio debole di Wall Street, dopo la riapertura dei mercati per festività. I contratti sull’S&P 500 segnalano un calo dell’1,32%, riflettendo il deterioramento del sentiment globale, anche se il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, si è detto fiducioso che i governi europei eviteranno un'escalation delle tensioni con gli Stati Uniti in merito alle ambizioni di Washington di acquisire la Groenlandia, e che si troverà una soluzione.
«Si risolverà in modo positivo per tutti», ha detto Bessent a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Il dollaro perde terreno contro l’euro, che vale 1,1691 (+0,40%), e recupera sullo yen (+0,18%) in un quadro dominato dall’incertezza politica e commerciale.
I prezzi alla produzione sono risultati ancora deboli in Germania a dicembre 2025 a causa del calo dei prezzi dell'energia: hanno registrato un calo annuo del 2,5% dopo il -2,3% del mese precedente. Il dato è peggiore della stima del consenso che indicava un -2,4%. Su base mensile, i prezzi hanno segnato una variazione pari a -0,2%, dopo il dato invariato di novembre e rispetto al -0,2% delle attese.
Invece, sono saliti più delle attese i disoccupati nel Regno Unito. A dicembre 2025 sono cresciuti di 17.900 unità. Il dato è peggiore delle attese degli economisti che indicavano un aumento dei sussidi di disoccupazione di 15.600 unità. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato a novembre al 5,1%, in linea con la previsione del consenso. Nei tre mesi a novembre, l'occupazione ha registrato un calo 82 mila unità dopo le -16 mila unità del mese precedente. Le stime erano per una crescita di 27 mila unità.
Sul listino milanese Mps è stabile a quota 8,906 euro con il Tesoro favorevole a un nuovo mandato all'ad, Luigi Lovaglio, in occasione del rinnovo del board ad aprile. Via XX Settembre, azionista con una quota residua del 4,9% della banca senese, non sosterrebbe alcuna lista di candidati al consiglio, ma sarebbe favorevole alla nomina di alcuni nuovi consiglieri. Il gruppo Caltagirone manterrà il silenzio e non si esprimerà prima dell'assemblea del 4 febbraio per non influenzare le decisioni in merito al cda.
Perde l’1,14% a 12,57 euro Banco Bpm nel giorno del cda per fare il punto sulla modifica dello statuto e per avviare l'iter di presentazione della sua lista per il prossimo rinnovo del board.
Movimenti poi nell’azionariato di Bper Banca (-0,75% a 11,97 euro). Tra dicembre e gennaio JP Morgan Chase si è mossa in modo nel capitale sia tramite compravendita di azioni che di altri strumenti finanziari. All'11 dicembre del 2025, la quota potenziale era dell'8,768%. Il 7 gennaio del 2026 ha successivamente ridotto la partecipazione in azioni al 3,484% (quella complessiva potenziale al 4,136%) e il 9 gennaio l'ha ulteriormente abbassata allo 0,685%.
Movimenti anche nell’azionariato di Nexi, in calo dello 0,28% a 3,62 euro. Secondo quanto risulta da fonte Consob, il 13 gennaio Mercury Uk Holdco ha venduto la partecipazione nella paytech pari al 3% del capitale (rimanendo con una quota residua dello 0,01%), uscendo quindi anche dal patto di sindacato con Cdp e altri fondi (H&F, AB Europe ed Eagle). Secondo quanto riporta il Messaggero, Cdp starebbe anche valutando di rafforzare la propria partecipazione in Nexi dall’attuale 19% con un peso sempre maggiore sulle scelte strategiche e di sviluppo della società di pagamenti digitali.
Sotto pressione, inoltre, Leonardo (-1,30% a 59,22 euro) anche se il presidente Pontecorvo, in un evento non ufficiale, ha dichiarato di sperare che un giorno il gruppo della difesa si fonda con Fincantieri (-1,17% a 19,4 euro). Sebbene l’argomento non sia del tutto nuovo, avendo già commentato in passato dichiarazioni da parte di esponenti politici (nel 2022), Equita (buy e target price a 55 euro confermati sull’azione) ritiene che una fusione tra le due società non sia all’ordine del giorno.
Quanto a Stellantis (-1% a 8,136 euro), come riportato da milanofinanza.it. ha licenziato 740 lavoratori presso lo stabilimento ldi Tychy in Polonia, uno dei poli produttivi chiave del gruppo in Europa, e il sindacato polacco Solidarnosc della Slesia-Dabrowa si è rivolto con una lettera direttamente a Exor, la holding di John Elkann che è il primo socio della società, per chiedere una presa di posizione chiara sul futuro della fabbrica.
Invece, nel comparto oil, Saipem (-0,37% a 2,67 euro) ha lanciato il proprio Drilling Training Centre, un hub di formazione altamente specializzato dedicato allo sviluppo delle competenze tecniche nel settore perforazioni. Il centro è stato progettato per offrire percorsi formativi che integrano teoria e pratica, con tecnologie di ultima generazione e un approccio immersivo. Perdono di più Tenaris (-0,95% a 17,81 euro) ed Eni (-0,60% a 16,37 euro).
E se Hera (-0,33% a 4,23 euro) ha siglato un accordo vincolante per acquisire il 100% del gruppo Sostelia, attiva nel trattamento delle acque civili e industriali, un’operazione che ha una enterprise value di 138 milioni di euro, Deutsche Bank ha alzato il target price su Technoprobe (-0,13% a 15,71 euro) da 16 a 19,5 euro (rating buy) e Aeffe (-3,5% il 19 gennaio) ha chiesto al Tribunale Ordinario di Bologna una proroga fino al 6 giugno delle misure protettive e cautelari nell'ambito della procedure di composizione negoziata della crisi della società e della controllata Pollini. Il gruppo della moda ha, inoltre, nominato Stefano Falliti come Chief Restructuring Officer.
Borse europee attese ancora in calo (-0,45% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con la chiusura dei mercati statunitensi per festività il 19 gennaio che ha lasciato i mercati senza bussola, mentre Donald Trump e la sua amministrazione hanno continuato a ribadire che puntano al controllo della Groenlandia. I futures sull’S&P 500 scendono dell’1,20% e quelli sul Dow Jones dell’1,16%.
L’oro ha superato per la prima volta quota 4.700 dollari l’oncia martedì, mentre l’argento resta a ridosso del massimo storico, dopo che le minacce del presidente degli Stati Uniti di imporre dazi aggiuntivi agli alleati europei hanno peggiorato il sentiment globale e innescato una corsa verso i beni rifugio. Trump ha intensificato la sua pressione per sottrarre la sovranità sulla Groenlandia alla Danimarca, altro membro della Nato, spingendo l’Unione Europea a valutare possibili contromisure.
Al contempo, il numero uno della Casa Bianca ha deciso di applicare dazi del 200% sui vini e champagne francesi perché il presidente francese, Emmanuel Macron, non aderirà al «Board of Peace» per la ricostruzione di Gaza. L’oro spot sale dello 0,78% a 4.713,91 dollari l’oncia dopo aver toccato in precedenza un record a 4.717,16 dollari. L’argento spot scende dello 0,73% a 93,93 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto un nuovo record a 94,72 dollari.
«L’approccio dirompente di Trump alla politica internazionale e il suo desiderio di tassi di interesse più bassi si sposano molto bene con i metalli preziosi, come dimostra la corsa impetuosa di oro e argento», sottolinea Tim Waterer, analista di Kcm Trade. «Finora il secondo mandato di Trump è stato un vantaggio per i metalli preziosi, con il suo approccio non convenzionale alla politica che gioca a favore di oro e argento». In effetti i prezzi dell’oro sono aumentati di oltre il 70% da quando il tycoon ha iniziato il suo secondo mandato un anno fa.
Ma il metallo giallo trova ulteriore spinta anche nelle preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve, mentre questa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti dovrebbe esaminare il caso relativo al tentativo di Trump di licenziare la governatrice della Fed, Lisa Cook. La banca centrale americana dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione del 27-28 gennaio, nonostante le richieste di Trump di un taglio. L’oro tende a performare bene in periodi di tassi di interesse bassi.
Kelvin Wong, analista senior di Oanda, prevede che la Fed prosegua il ciclo di riduzione dei tassi alla luce di un mercato del lavoro debole e di una fiducia dei consumatori poco brillante, con il prossimo taglio ora prezzato più avanti, tra giugno e luglio. Anche Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim, ritiene che il Fomc manterrà invariati i tassi nella prossima riunione, seguiranno forse due tagli da 25 punti base nelle riunioni di marzo e giugno. «Riteniamo, comunque, che il rischio per le nostre previsioni sui tassi sia sempre più orientato verso tagli più tardivi e/o meno frequenti», precisa Tognoli. «Se infatti l'inflazione dovesse aumentare nei prossimi mesi, il Fomc potrebbe decidere di mantenerli invariati. La nostra convinzione che la crescita economica si consoliderà solo durante i mesi primaverili/estivi rafforzerebbe la tesi a favore del mantenimento del costo del denaro. Per ora, manteniamo la nostra posizione, ma monitoreremo attentamente l'evoluzione dei dati nelle prossime settimane.
A questo proposito alle 8 viene pubblicato il dato sul tasso di disoccupazione Ilo a novembre in Gran Bretagna e sui prezzi alla produzione a dicembre della Germania. Alle 11 sempre dalla Germania arriva l’indice Zew (determina il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi) di gennaio. Infine, alle 14:55 arriva l’indice settimanale Redbook.
Nel frattempo, il dollaro arretra per il secondo giorno consecutivo (l’euro vale 1,1665, +0,18%). L’indice del dollaro, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, è sceso fino allo 0,2% a 98,891, il livello più basso dal 13 gennaio.
Gli investitori vendono a causa dei «timori di un’incertezza prolungata, di alleanze tese, di una perdita di fiducia nella leadership degli Stati Uniti, di possibili ritorsioni e di un’accelerazione della dedollarizzazione», spiega Tony Sycamore, analista di IG. «Sebbene vi siano speranze che l’amministrazione statunitense possa presto ridurre l’escalation di queste minacce, come già avvenuto in precedenza con gli annunci sui dazi, è chiaro che assicurarsi la Groenlandia resta un obiettivo centrale di sicurezza nazionale per l’attuale amministrazione».
Nei confronti dello yen, il dollaro recupera lo 0,29% a 158,421 yen dopo che il primo ministro giapponese, Sanae Takaichi, ha indetto elezioni anticipate per l’8 febbraio. La sua promessa di sospendere per due anni un’imposta sulle vendite dell’8% sui generi alimentari ha attirato l’attenzione sulle fragili finanze pubbliche del Paese, mentre la vendita di titoli di Stato a 20 anni ha registrato una domanda debole in asta.
Sul listino milanese attenzione a Mps perché il Tesoro è favorevole a un nuovo mandato all'ad, Luigi Lovaglio, in occasione del rinnovo del board ad aprile. Via XX Settembre, azionista con una quota residua del 4,9% della banca senese, non sosterrebbe alcuna lista di candidati al consiglio, ma sarebbe favorevole alla nomina di alcuni nuovi consiglieri. Il gruppo Caltagirone manterrà il silenzio e non si esprimerà prima dell'assemblea del 4 febbraio per non influenzare le decisioni in merito al cda.
Focus anche su Banco Bpm che riunisce il cda per fare il punto sulla modifica dello statuto e per avviare l'iter di presentazione della sua lista per il prossimo rinnovo del board.
Movimenti poi nell’azionariato di Bper Banca. Tra dicembre e gennaio JP Morgan Chase si è mossa in modo nel capitale sia tramite compravendita di azioni che di altri strumenti finanziari. All'11 dicembre del 2025, la quota potenziale era dell'8,768%. Il 7 gennaio del 2026 ha successivamente ridotto la partecipazione in azioni al 3,484% (quella complessiva potenziale al 4,136%) e il 9 gennaio l'ha ulteriormente abbassata allo 0,685%.
Movimenti anche nell’azionariato di Nexi. Secondo quanto risulta da fonte Consob, il 13 gennaio Mercury Uk Holdco ha venduto la partecipazione nella paytech pari al 3% del capitale (rimanendo con una quota residua dello 0,01%), uscendo quindi anche dal patto di sindacato con Cdp e altri fondi (H&F, AB Europe ed Eagle). Secondo quanto riporta il Messaggero, Cdp starebbe anche valutando di rafforzare la propria partecipazione in Nexi dall’attuale 19% con un peso sempre maggiore sulle scelte strategiche e di sviluppo della società di pagamenti digitali.
Da monitorare, inoltre, Leonardo dopo che il presidente Pontecorvo, in un evento non ufficiale, ha dichiarato di sperare che un giorno il gruppo della difesa si fonda con Fincantieri. Sebbene l’argomento non sia del tutto nuovo, avendo già commentato in passato dichiarazioni da parte di esponenti politici (nel 2022), Equita (buy e target price a 55 euro confermati sull’azione) ritiene non sia all’ordine del giorno.
Quanto a Stellantis, come riportato da milanofinanza.it. ha licenziato 740 lavoratori presso lo stabilimento ldi Tychy in Polonia, uno dei poli produttivi chiave del gruppo in Europa, e il sindacato polacco Solidarnosc della Slesia-Dabrowa si è rivolto con una lettera direttamente a Exor, la holding di John Elkann che è il primo socio della società, per chiedere una presa di posizione chiara sul futuro della fabbrica.
Invece, nel comparto oil, Saipem ha lanciato il proprio Drilling Training Centre, un hub di formazione altamente specializzato dedicato allo sviluppo delle competenze tecniche nel settore perforazioni. Il centro è stato progettato per offrire percorsi formativi che integrano teoria e pratica, con tecnologie di ultima generazione e un approccio immersivo.
E se Hera ha siglato un accordo vincolante per acquisire il 100% del gruppo Sostelia, attiva nel trattamento delle acque civili e industriali, un’operazione che ha una enterprise value di 138 milioni di euro, Aeffe ha chiesto al Tribunale Ordinario di Bologna una proroga fino al 6 giugno delle misure protettive e cautelari nell'ambito della procedure di composizione negoziata della crisi della società e della controllata Pollini. Il gruppo della moda ha, inoltre, nominato Stefano Falliti come Chief Restructuring Officer.
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