Le borse europee hanno pagato l’incertezza geopolitica e le proteste contro il carovita in diverse città francesi e italiane, alcune delle quali degenerate in violenza. Così il Ftse Mib ha perso l’1,5% dopo essere sceso sotto la soglia dei 49 mila punti nel pomeriggio per poi attestarsi a quota 49.086 al termine degli scambi.
Contestualmente il Dax ha ceduto l’1,2%, l’Ibex 35 l’1,5%, il Cac 40 l’1,11% e il Ftse 100 l’1%. Tutti oltre il punto percentuale di ribasso, nel mentre che gli spread sono allargati: nel giorno del collocamento del Btp Valore lo spread Btp-Bund si è attestato a 112 punti, col rendimento del titolo di Stato al 4,58%, mentre il differenziale tra l’Oat a 10 anni e il Bund decennale si è spinto a 147 punti.
A Piazza Affari hanno pesato i titoli bancari e assicurativi, insieme a Stellantis (-3,2%): Banco Bpm (-3,7%), Unipol (-3,2%), Generali (-2,26%), Bper (-2,2%), Mps (-2,2%), Intesa Sanpaolo (-2,2%) e Unicredit (-2,1%). In rialzo Buzzi (+1,4%), Technoprobe (+1,1%), che ha beneficiato del rimbalzo del tech a Wall Street, ed Eni (+0,7%).
Alle 15:30 il Ftse Mib perde l’1,75% e crolla sotto i 49 mila punti, con lo spread Btp-Bund in lieve risalita a 112 punti e il rendimento del Btp decennale al 4,56%. A pesare sono Stellantis (-6%) e le banche, visto che le vendite più rilevanti interessano Banco Bpm (-4,1%), Unipol (-3,6%) e Bper (-2,75%). In rialzo Technoprobe (+2%) e una manciata di titoli tra cui Eni (+0,66%), StM (+0,5%) e Tim (+0,2%).
Wall Street apre in ordine sparso.
Con i futures Usa contrastati, i mercati azionari europei restano in rosso, penalizzati dalle tensioni sociali in Francia, dai timori sui costi energetici e dalle vendite sui comparti finanziario e industriale (-1,64% a 49.041 punti l’indice Ftse Mib alle 14:35 con Stellantis, i titoli della difesa e le banche in netto calo). Gli investitori valutano le conseguenze delle proteste contro il carovita e attendono una settimana particolarmente intensa per le trimestrali societarie. Il quadro rimane condizionato dall’elevato livello dei prezzi dell’energia, dalle tensioni geopolitiche e dalle prospettive di finanziamento degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
I prezzi del greggio scendono, complici le prese di profitto dai massimi degli ultimi cinque mesi toccati alla fine della scorsa settimana, mentre l’attenzione resta alta sul rischio che i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina possano alterare l’equilibrio tra domanda e offerta sul mercato petrolifero globale. Il futures sul Brent perde l’1,45% a 108,27 dollari il barile, dopo aver toccato il 16 ottobre il livello più alto dal 19 maggio, quello sul Wti l’1,27% a 97,76 dollari al barile, dopo aver chiuso la scorsa settimana ai massimi dal 17 settembre.
L’aumento degli attacchi alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz ha ridotto i flussi di greggio del Golfo a una media su sette giorni di circa 8,5 milioni di barili al giorno la scorsa settimana, rispetto agli oltre 20 milioni di barili al giorno della settimana precedente, ha comunicato la società di analisi Kpler. La scorsa settimana sono stati segnalati almeno 10 incidenti confermati che hanno coinvolto navi commerciali. L’Egitto si è detto pronto a fornire all’Arabia Saudita il sostegno necessario per difendere la propria sicurezza e stabilità contro gli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, alzando potenzialmente la posta in gioco nella guerra in Medio Oriente.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che sospende alcune sanzioni e dazi relativi alle esportazioni russe. Mentre il Cremlino ha detto che il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, potrebbero tenere un incontro trilaterale a margine del vertice Apec che si terrà il mese prossimo in Cina per discutere su come porre fine al conflitto in Ucraina.
Piazza Affari prende una brutta piega con lo spread Btp/Bund che ha allargato fino a 110,8, il massimo dal 9 ottobre mentre è in corso il collocamento del nuovo Btp Valore. L’indice Ftse Mib è il peggiore in Ue, alle 13 perde l’1,5% a 49.110 punti con le banche, Banco Bpm in testa con -3,37%, Stellantis -4% e Leonardo -2,33% i più venduti.
Regge alle vendite Tim, stabile a quota 5,58 euro, dopo che la Commissione Europea ha informato Kkr del parere preliminare secondo cui la società avrebbe fornito informazioni inesatte e/o fuorvianti nel corso dell'indagine della Commissione del 2024 in merito all'acquisizione di NetCo da parte di Kkr, ai sensi del regolamento dell'Ue sulle concentrazioni.
L'invio della comunicazione degli addebiti, viene spiegato, non pregiudica l'esito dell'indagine. Kkr ha ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nel fascicolo della Commissione, di rispondere per iscritto e di chiedere un'audizione per presentare le proprie argomentazioni. Ma intanto ha già diffuso la propria posizione: «Kkr è fortemente in disaccordo con la valutazione preliminare della Commissione Europea. Confermiamo la correttezza delle informazioni fornite nel corso dell’esame dell’acquisizione di Netco condotto dalla Commissione nel 2024». Kkr ha aggiunto che contesterà queste accuse preliminari nella sua risposta alla comunicazione degli addebiti, continuando al contempo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione.
Borse europee (Dax -1,06%, Ftse100 -0,84% e Ftse Mib -1,48% a 49.120 punti alle 11:35 con Stellantis la peggiore con un -4,14% dopo che Equita ha tagliato il target price, in calo di oltre due punti percentuali anche Unicredit, Unipol, Bper e Banco Bpm) ed euro in calo sul dollaro a 1,1212 (-0,08%), vicino al minimo degli ultimi sedici mesi registrato la scorsa settimana a 1,1113 dollari. I disordini in Francia (Cac40 -1,32%) alimentano i timori sulle prospettive fiscali del Paese, mentre i futures di Wall Street registrano un rimbalzo (+0,51% quello sull’S&P500) dopo la correzione della scorsa settimana guidata dal settore tecnologico, in vista di una settimana cruciale per gli utili dei colossi dell’intelligenza artificiale. Gli investitori sperano che Meta superi le previsioni quando annuncerà i risultati finanziari il 21 ottobre, insieme alle aziende di semiconduttori Lam Research e Texas Instruments e a Tesla.
Il calo dei prezzi del petrolio (future sul Brent -1,24% a 108,50 dollari al barile), a seguito della decisione del presidente Donald Trump di revocare alcune sanzioni alla Russia, offre poco sostegno ai mercati in generale. I rischi geopolitici in Medio Oriente inducono gli investitori alla cautela, contribuendo a prolungare il rialzo delle obbligazioni statunitensi, con i rendimenti dei Treasury a 10 anni che scendono al 5,088%, mentre quello del Btp 10 anni sale al 4,56%, dei titoli di Stato tedeschi stessa scadenza al 3,43% e degli Oat francesi al 4,88%. Lo spread Oat/Bund balza a 144 punti base, oltre il differenziale Italia/Germania a 111,23 punti base.
Venerdì 23 ottobre occhi puntati sul pronunciamento di Moody's sulla Francia: è l'unica tra le grandi agenzie di rating a mantenere Parigi nella fascia della doppia A, Aa3, ma con outlook negativo e un declassamento è molto probabile, secondo Citi. Un ulteriore sforamento dell'obiettivo di deficit quest'anno e l'aumento dei costi di finanziamento fornirebbero ampie motivazioni qualora decidesse di abbassare il merito di credito del Paese.
I mercati azionari europei accelerano al ribasso, dopo i rialzi della scorsa settimana e mentre restano in primo piano le tensioni geopolitiche, i prezzi dell’energia e le prospettive incerte del settore tecnologico. Il Ftse Mib flette dell’1,35% a 49.135 punti alle 10:10 con banche e assicurazioni le più vendute. Il quadro internazionale rimane condizionato dall’energia. Il Brent torna sotto 108 dollari al barile a 107,17 dopo i rialzi della scorsa settimana, mentre il gas naturale europeo supera 88 euro (+1,42% a 88,79) per megawattora. Negli Stati Uniti, invece, i futures indicano un tentativo di recupero dopo le forti vendite che hanno colpito soprattutto i titoli tecnologici : il future sul Nasdaq 100 sale dell’1,13% e quello sull’S&P 500 dello 0,56%.
Tra i temi principali della giornata c’è l’energia. Secondo quanto riportato nelle fonti, l’Unione Europea sarebbe pronta a dare il via libera alla proposta italiana per introdurre un tetto al prezzo del gas destinato alla generazione termoelettrica. Il livello indicato è di circa 60 euro/MWh, con una possibile partenza dal 1° gennaio 2027.
Il meccanismo prevede il rimborso ai produttori di elettricità da centrali a gas della differenza fra il prezzo di mercato, misurato attraverso TTF o PSV, e il tetto di 60 euro/MWh. Con quotazioni del gas nell'area di 85-88 euro/MWh, il differenziale si colloca attorno a 25 euro/MWh. Secondo le stime riportate nella fonte, l’applicazione del meccanismo potrebbe accompagnarsi a una riduzione dei prezzi di vendita dell’elettricità dagli attuali circa 220 euro/MWh verso 150 euro/MWh.
Il costo del rimborso verrebbe finanziato attraverso una nuova componente della bolletta distribuita sull’insieme dei consumi elettrici. Il ministro dell’Energia quantifica in circa il 10,00% l’effetto netto positivo del sistema. Per i produttori di energia da fonti rinnovabili l’impatto indicato nella fonte risulta invece limitato, considerando anche le coperture già effettuate sulla produzione attesa: circa l’80-90% per il 2026 e fra il 60% e l’80% per il 2027 sarebbe già stato venduto a prezzi nell’area 100,00-110 euro/MWh. Rimane aperta la discussione su possibili misure di tassazione degli extraprofitti, la cui introduzione è lasciata alle decisioni dei singoli Paesi.
Resta alta l’attenzione su Mps, in calo dell’1,6% a 11 euro. Il presidente della Fondazione Mps, Coppini, ha annunciato che alla riunione del 23 ottobre proporrà una valutazione positiva dell’offerta promossa da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena, con la conseguente intenzione di aderire all’operazione. La Fondazione possiede lo 0,20% del capitale del Monte. Anche Goldstone Capital, acui viene attribuita una partecipazione compresa tra l’1% e il 2% della banca senese, ha dichiarato il proprio sostegno all’offerta di Intesa Sanpaolo.
Nel complesso, dopo nove mesi di rally dei mercati azionari e un recente aumento dei rendimenti obbligazionari, a livello globale le azioni hanno chiuso il mese di settembre in calo a causa del nervosismo degli investitori all'idea che le principali banche centrali potessero seguire la Fed nell'inasprire la politica monetaria, «cosa che potrebbe pesare sulla crescita e sulle prospettive per gli utili societari», afferma la strategy unit di Pictet Asset Management. «Almeno in apparenza, le obbligazioni sembrano offrire più valore rispetto alle azioni. Il divario tra rendimenti degli utili azionari, inverso del rapporto price/earning, e rendimenti obbligazionari è più ridotto di quanto non sia stato negli ultimi due decenni».
In ogni caso, una crescita forte e continua degli utili societari rende meno stringenti le indicazioni derivanti dalle valutazioni. Per questo motivo, «manteniamo la nostra posizione di sovrappeso sulle azioni. Secondo le nostre stime, le aziende dell'MSCI World dovrebbero registrare una crescita degli utili superiore al 30% quest'anno, mentre i profitti di quelle dei mercati emergenti potrebbero aumentare di oltre il 65%», afferma la strategy unit di Pictet Asset Management. «È indubbio che le valutazioni elevate delle azioni legate all'AI e alla tecnologia possano preoccupare alcuni investitori. Tuttavia, questo settore ha sinora generato oltre la metà della crescita globale degli utili nel 2026. Un altro aspetto positivo è la traiettoria dell'inflazione: ci aspettiamo che le pressioni sui prezzi si riducano nei prossimi mesi, anche se gli aumenti petroliferi hanno temporaneamente spinto l'inflazione primaria statunitense a un livello quasi doppio rispetto al target».
La posizione di sovrappeso di Pictet Asset Management sulle azioni è accompagnata da una posizione neutrale sulle obbligazioni (il rendimento del Btp 10 anni resta elevato al 4,53% con lo spread con il Bund in aumento a 109,25 punti base) e da una di sottopeso sulla liquidità. Il recente aumento del rendimento medio dei Global Government Bond (per la prima volta al 4%) ha portato a livelli interessanti le valutazioni sui mercati del reddito fisso. Tuttavia, è probabile che il debito pubblico elevato e il conflitto in Iran manterranno alti i rendimenti più a lungo.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax segna un -0,54%, il Cac40 un -1%, il Ftse100 un -0,31% e il Ftse Mib un -0,67% a 49.522 punti. Da Bangkok la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto il 18 ottobre che l'aumento dei costi di finanziamento nella zona euro sta frenando la crescita economica e, in ultima analisi, l'inflazione. Per il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, il compito di Francoforte nella lotta contro l'inflazione non è ancora concluso.
I trader non ritengono probabile un rialzo dei tassi da parte della Bce nella riunione di questo mese, ma hanno portato al 100% le loro scommesse su un incremento del costo del denaro a dicembre. I contratti prezzano, inoltre, almeno un ulteriore inasprimento entro aprile del prossimo anno.
Lo spread Btp/Bund sale a 110,4 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento 4,51% per le preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici delle economie avanzate. Secondo Société Générale, occorre prestare attenzione a nuove ondate di volatilità: il dibattito sulle leggi di bilancio è ancora in corso.
Parte oggi, 19 ottobre, l'offerta del nuovo strumento retail del Tesoro: un Btp Valore composto da due tranche, entrambe a 5 anni, con la prima che stacca cedole trimestrali crescenti e la seconda che ne offre una unica a scadenza. Secondo fonti di mercato la raccolta dell'emissione potrebbe superare i 14 miliardi di euro. L'offerta, salvo chiusura anticipata, durerà fino alle 13 di venerdì e prevede tassi cedolari minimi nel caso della prima tranche di 3,7%, 4,1% e 4,7% e per la seconda di 22,25%.
Dbrs ha, intanto, confermato venerdì 16 ottobre rating e trend sull'Italia, rispettivamente a A (low) e stabile, sottolineando che il trend stabile riflette l'idea che i rischi di credito per Roma restino bilanciati. «Nonostante il contesto esterno sfidante e i venti contrari derivanti da un'inflazione più elevata e condizioni di finanziamento più difficili, l'economia italiana si è dimostrata resiliente», ha affermato Dbrs.
Venerdì 23 ottobre occhi puntati sul pronunciamento di Moody's sulla Francia: è l'unica tra le grandi agenzie di rating a mantenere Parigi nella fascia della doppia A, Aa3, ma con outlook negativo e un declassamento è molto probabile, secondo Citi. Un ulteriore sforamento dell'obiettivo di deficit quest'anno e l'aumento dei costi di finanziamento fornirebbero ampie motivazioni qualora decidesse di abbassare il merito di credito del Paese. Sempre venerdì, sono attesi i verdetti di S&P su Germana e Grecia. Per la seconda Citi ipotizza una variazione dell'outlook da stabile e positivo, mentre il rating rimarrebbe fermo a BBB in attesa delle elezioni previste il prossimo anno.
Sul listino milanese Mps flette dell’1,14% a 11,06 euro con l'azionista Goldstone che appoggia l'offerta di Intesa Sanpaolo (+% a euro) e a Banco Bpm arretra dell’1,34% a 13,61 euro con Jefferies che si aspetta un utile netto nel terzo trimestre del 2026 inferiore di circa il 2% rispetto al consenso degli analisti e un Cet1 in calo di 20 punti base su base trimestrale al 14,2%, principalmente a causa della valutazione al valore di mercato (mark-to-market) del portafoglio obbligazionario.
«Riduciamo del 3% le stime di utile per azione per il periodo 2026-2028 e abbassiamo il prezzo obiettivo sul titolo da 16,60 a 15,3 euro. Manteniamo la raccomandazione hold. Sebbene Banco Bpm sia al centro del risiko bancario, i catalizzatori di crescita in uno scenario stand-alone appaiono limitati. Le nostre stime sull’eps per il periodo 2026-2028 sono inferiori del 4% rispetto a quelle del consenso e l’eventualità di ulteriori imposte a carico delle banche aggiunge un ulteriore elemento di incertezza», spiega Jefferies.
Da monitorare anche Enel (+0,02% a 9,18 euro) e le utility come Snam (-0,10% a 5,78 euro), Italgas (-0,07% a 8,59 euro), Hera (-0,73% a 3,52 euro) perché il governo italiano introdurrà a gennaio un tetto temporaneo di 60 euro per megawattora al prezzo del gas pagato dalle centrali elettriche alimentate a gas, come ha dichiarato domenica il ministro dell'Energia a Il Messaggero.
Il governo rimborserà alle utility che gestiscono centrali termoelettriche l'eventuale differenza tra il prezzo del gas sul mercato Ttf e il valore del tetto. La misura sarà finanziata attraverso un aumento degli oneri di sistema nelle bollette elettriche, ha detto il ministro, aggiungendo tuttavia che Roma auspica che l'intervento produca nel complesso una riduzione del costo dell'elettricità.
Roma punta inoltre ad azzerare il differenziale tra il prezzo del gas sul mercato italiano Psv e quello sul mercato Ttf di Amsterdam, ha aggiunto il ministro, senza spiegare come questa misura verrebbe finanziata.
Invece Generali (-1% a 42,5 euro) ha ottenuto dai Lloyd's l'ok preliminare per avviare l'anno prossimo le attività di sottoscrizione del Syndicate 2031 Red Bridge. Il nuovo Syndicate assumerà una quota delle cessioni riassicurative di Generali relative a diverse linee di business.
E Unipol (-0,82% a 25,47 euro) ha ricevuto dall'Agcom l'autorizzazione per l'acquisizione del controllo di fatto su Bper Banca, concludendo l'iter autorizzativo.
Nel settore auto Stellantis (-1,9% a 3,91 euro) ha accolto con favore l'accordo franco-tedesco sul settore automobilistico che punta ad abbassare gli obiettivi di emissione di CO2 a livello dell'Unione Europea per il 2035 e aprire la strada affinché il Regno Unito venga considerato partner affidabile ai sensi delle norme Made in Eu.
Nel settore costruzioni Webuild (-0,63% a 1,89 euro) ha detto di avere una quota del 29,3% del capitale di Trevi (stabile a 5,175 euro), che sta cercando di acquisire. Sempre Webuild ha annunciato di aver rinunciato alle condizioni di efficacia dell'opa volontaria totalitaria su Trevi.
Infine, Vitaliano Borromeo Arese, presidente di Kaleon (+2% a 3,98 euro) ed erede della nobile famiglia proprietaria di diversi beni sul lago Maggiore tra cui Isola Bella e Isola Madre nell'arcipelago delle Isole Borromee, è morto all'età di 66 anni. Imprenditore con una lunga esperienza nei settori industriale, immobiliare e finanziario, negli ultimi quindici anni si è dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturalistico sul lago Maggiore, guidando lo sviluppo delle attività di Terre Borromeo, gestite da Kaleon, fino alla quotazione in Borsa il primo dicembre 2025.
Il cda della società si riunirà a breve per definire i prossimi passi.
Oltre alle Isole Borromee, Kaleon nel Verbano-Cusio-Ossola gestisce Parco Pallavicino e Parco del Mottarone a Stresa e i Castelli di Cannero, oltre alla Rocca di Angera nel Varesotto.
Di recente la società si è aggiudicata la gestione del Castello di Vogogna, in bassa val d'Ossola, con riapertura prevista a breve.
Borse europee attese in calo (-0,31% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta anche se il presidente russo, Vladimir Putin, secondo il Wall Street Journal, ha proposto un incontro, da tenersi a novembre, tra lui e gli omologhi americano, Donald Trump, e il cinese, Xi Jinping, per discutere dell'Ucraina, allo scopo di negoziare la fine al conflitto che sia favorevole a Mosca.
Il piano è un tentativo di Putin di sfruttare il suo riavvicinamento con Trump, in una dinamica che ha destato timori in Ucraina e tra i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice simile, senza Volodymyr Zelensky, sarebbe senza precedenti e un campanello d'allarme nelle capitali europee e non solo. intanto Trump è tornato ad accusare Zelensky di prendere di mira le raffinerie di diesel in Russia, pur sapendo che tali attacchi danneggiano gravemente i mercati globali del diesel, inclusi quelli Usa e di non avere interesse a porre fine a questa guerra.
«Sto lavorando per negoziare la pace nel conflitto tra Russia e Ucraina e non voglio compiere alcun passo che possa, in modo sciocco, allontanare la Russia dal tavolo delle trattative. Sono stati fatti grandi progressi, inclusi quelli relativi alle attuali negoziazioni per il rilascio degli ostaggi!», ha affermato il presidente statunitense.
Il petrolio scende dai massimi degli ultimi cinque mesi, mentre gli operatori valutano i segnali secondo cui le forniture dal Medio Oriente si stanno mantenendo vicine ai livelli precedenti alla guerra, nonostante le nuove fiammate nei combattimenti. Il future sul Brent scambia a 108 dollari al barile (-1,68%), dopo essere balzato di quasi il 4% il 16 ottobre, mentre quello sul Wti scende dell’1,55% a 97,49 dollari al barile. Un elicottero saudita si è schiantato vicino al confine con lo Yemen e i ribelli Houthi hanno preso di mira Yanbu, un importante snodo per le esportazioni.
Nel frattempo, le autorità britanniche responsabili delle operazioni marittime hanno riferito che due petroliere hanno segnalato di essere state colpite nel Golfo Persico. Nonostante ciò, le forniture sembrano continuare a fluire. Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato a Fox News che i flussi di petrolio attraverso il Golfo Persico sono risaliti all’80% dei livelli precedenti al conflitto, sebbene le spedizioni di prodotti raffinati rimangano limitate. Wright ha aggiunto di essere in trattativa con gli alleati europei per il rilascio delle scorte di gasolio.
Quest’anno il Brent, benchmark di riferimento globale, è aumentato di oltre il 75%, poiché l’intensificarsi delle ostilità in Medio Oriente e la guerra tra Russia e Ucraina hanno ridotto l’offerta. Secondo June Goh, analista seniordi Sparta Commodities SA, i mercati sembrano non essere disposti ad assorbire prezzi più elevati, considerato che il resto dell’economia non mostra prospettive particolarmente favorevoli, quindi è probabile che il Brent rimanga confinato in un intervallo di oscillazione intorno ai 100 dollari al barile.
Il dollaro scende nei confronti dell’euro, che vale 1,1229 dollari (+0,2%), mentre sale rispetto allo yen a 158.106 (+0,275). Nel mondo delle criptovalute il Bitcoin rimbalza sopra 82.000 dollari, recuperando terreno grazie al calo dei prezzi del petrolio. Anche i token di minori dimensioni registrano progressi. Ether si apprezza del 3,7% e Solana del 4,6%.
Il miglioramento del contesto macroeconomico sta aiutando il Bitcoin a invertire il trend della scorsa settimana, quando la criptovaluta ha perso il 3%, in concomitanza con un’ondata di vendite sui mercati azionari, guidata dai titoli tecnologici, alimentata dai dubbi sulle ingenti spese destinate all’intelligenza artificiale. «Il rialzo odierno rappresenta un rimbalzo tecnico dopo una settimana caratterizzata da una forte avversione al rischio», spiega Damien Loh, direttore degli investimenti di Ericsenz Capital. «L’assenza di notizie è una buona notizia. Non vedo fattori che, nel breve termine, possano spingere il Bitcoin verso nuovi massimi e, considerando il contesto generale dei mercati, ritengo che il rischio sia orientato al ribasso».
Anche la domanda istituzionale di Bitcoin ha subito un rallentamento per due settimane consecutive. Gli Etf spot sul re delle criptovalute quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per 228,6 milioni di dollari la scorsa settimana dopo i 681 milioni di dollari di deflussi della settimana precedente. Così il Bitcoin rimane all’interno dell’intervallo di negoziazione della scorsa settimana, compreso tra 80.000 e 85.000 dollari.
Lato macro, la crescita del pil cinese si è attestata al 4,5% su base annua nel terzo trimestre del 2026. Il risultato si confronta con il +4,3% registrato nel secondo trimestre e con il +5% del primo trimestre. La crescita resta in linea con la parte inferiore dell'obiettivo annuale fissato dal governo cinese, compreso tra il 4,5% e il 5%. Quanto alla produzione industriale cinese è cresciuta del 5,5% su base annua a settembre. Il dato segue il +5,2% registrato ad agosto. Alle 16 è atteso l’indice sul mercato immobiliare Nahb degli Stati Uniti a ottobre.
Sul listino milanese attenzione a Mps con l'azionista Goldstone che appoggia l'offerta di Intesa Sanpaolo e a Banco Bpm con Jefferies che si aspetta un utile netto nel terzo trimestre del 2026 inferiore di circa il 2% rispetto al consenso degli analisti e un Cet1 in calo di 20 punti base su base trimestrale al 14,2%, principalmente a causa della valutazione al valore di mercato (mark-to-market) del portafoglio obbligazionario.
«Riduciamo del 3% le stime di utile per azione per il periodo 2026-2028 e abbassiamo il prezzo obiettivo sul titolo da 16,60 a 15,3 euro. Manteniamo la raccomandazione hold. Sebbene Banco Bpm sia al centro del risiko bancario, i catalizzatori di crescita in uno scenario stand-alone appaiono limitati. Le nostre stime sull’eps per il periodo 2026-2028 sono inferiori del 4% rispetto a quelle del consenso e l’eventualità di ulteriori imposte a carico delle banche aggiunge un ulteriore elemento di incertezza», spiega Jefferies.
Da monitorare anche Enel e le utility come Snam, Italgas, Hera perché il governo italiano introdurrà a gennaio un tetto temporaneo di 60 euro per megawattora al prezzo del gas pagato dalle centrali elettriche alimentate a gas, come ha dichiarato domenica il ministro dell'Energia a Il Messaggero.
Il governo rimborserà alle utility che gestiscono centrali termoelettriche l'eventuale differenza tra il prezzo del gas sul mercato Ttf e il valore del tetto. La misura sarà finanziata attraverso un aumento degli oneri di sistema nelle bollette elettriche, ha detto il ministro, aggiungendo tuttavia che Roma auspica che l'intervento produca nel complesso una riduzione del costo dell'elettricità.
Roma punta inoltre ad azzerare il differenziale tra il prezzo del gas sul mercato italiano Psv e quello sul mercato Ttf di Amsterdam, ha aggiunto il ministro, senza spiegare come questa misura verrebbe finanziata.
Invece Generali ha ottenuto dai Lloyd's l'ok preliminare per avviare l'anno prossimo le attività di sottoscrizione del Syndicate 2031 Red Bridge. Il nuovo Syndicate assumerà una quota delle cessioni riassicurative di Generali relative a diverse linee di business.
E Unipol ha ricevuto dall'Agcom l'autorizzazione per l'acquisizione del controllo di fatto su Bper Banca, concludendo l'iter autorizzativo.
Nel settore auto Stellantis ha accolto con favore l'accordo franco-tedesco sul settore automobilistico che punta ad abbassare gli obiettivi di emissione di CO2 a livello dell'Unione Europea per il 2035 e aprire la strada affinché il Regno Unito venga considerato partner affidabile ai sensi delle norme Made in Eu.
Nel settore costruzioni Webuild ha detto di avere una quota del 29,3% del capitale di Trevi, che sta cercando di acquisire. Sempre Webuild ha annunciato di aver rinunciato alle condizioni di efficacia dell'opa volontaria totalitaria su Trevi.
Infine, Vitaliano Borromeo Arese, presidente di Kaleon ed erede della nobile famiglia proprietaria di diversi beni sul lago Maggiore tra cui Isola Bella e Isola Madre nell'arcipelago delle Isole Borromee, è morto all'età di 66 anni. Imprenditore con una lunga esperienza nei settori industriale, immobiliare e finanziario, negli ultimi quindici anni si è dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturalistico sul lago Maggiore, guidando lo sviluppo delle attività di Terre Borromeo, gestite da Kaleon, fino alla quotazione in Borsa il primo dicembre 2025.
Il cda della società si riunirà a breve per definire i prossimi passi.
Oltre alle Isole Borromee, Kaleon nel Verbano-Cusio-Ossola gestisce Parco Pallavicino e Parco del Mottarone a Stresa e i Castelli di Cannero, oltre alla Rocca di Angera nel Varesotto.
Di recente la società si è aggiudicata la gestione del Castello di Vogogna, in bassa val d'Ossola, con riapertura prevista a breve. (riproduzione riservata)