Il Ftse Mib chiude con un calo dell’1,2% a 45.791 punti, affossato da Fincantieri (-11,8%), Enel (-3,6%, penalizzato come il resto dei titoli legati alle utilities dopo il dl bollette) e Stellantis (-4,2%). Terminano le contrattazioni in controtendenza Tenaris, che con un guadagno a fine seduta del 9,5%, sulla scia dell’ottima performance giornaliera, Diasorin (-2%) e Leonardo (-2%). Lo spread Btp/Bund si ferma a 61 punti base, intorno alle 17:35 l’euro scambia a 1,1767 dollari.
I principali indici europei chiudono la giornata in positivo: Dax -1%, Ftse 100 -0,5%, Cac 40 -0,3%.
I prezzi del petrolio volano (futures sul Wti +2,2% e sul Brent +2%) e Wall Street scambia in rosso mentre non si assopiscono le voci di un possibile conflitto imminente tra Usa e Iran.
Il Ftse Mib prosegue la seduta in negativo con un calo dell’1,6%, zavorrato ancora da Fincantieri (-9,5%) dopo il completamento dell’aumento di capitale. Male anche Prysmian (-5%) e le utilities, con Enel e A2a che perdono rispettivamente il 4% e il 3,7%. Brilla Tenaris con un guadagno del 6,6%, bene Nexi (+1,6%) e Diasorin (+1,8%). Spread Btp/Bund a 62 punti.
Tim cede dello 0,9%, apparentemente impermeabile alla notizia di un accordo con Microsoft per soluzioni cloud e digitali.
Wall Street apre in rosso mentre non si assopiscono ancora le voci di un possibile conflitto imminente tra Usa e Iran, prospettiva che spinge al rialzo il petrolio: Brent a 71,75 dollari al barile (+1,9%); Wti a 66,44 dollari al barile (+2%).
Piazza Affari accentua il calo (-1,40% a 45.712 punti alle 14:40), con i titoli energetici sempre sotto pressione in seguito al via libera del governo Meloni al dl bollette ma scivolano anche Prysmian e Unicredit, insieme all’euro (-0,21% a 1,1756 dollari) dopo i dati macro arrivati dagli Stati Uniti (futures sull’S&P500 -0,40%).
Sono scese più delle attese le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Usa. Nella settimana al 14 febbraio sono risultati pari a 206 mila unità, in diminuzione di 23.000 unità rispetto alle 229 mila della settimana precedente (dato rivisto da 227 mila) e rispetto alle 223 mila unità attese.
Inoltre, il deficit commerciale a dicembre del 2025 è balzato a 70,3 miliardi di dollari dai 53 miliardi di novembre (dato rivisto da -56,8 miliardi). Gli economisti si aspettavano un dato decisamente più basso a 55,5 miliardi. Più in dettaglio, le esportazioni sono calate dell’1,7% a 287,3 miliardi, mentre le importazioni sono cresciute del 3,6% a 357,6 miliardi. Infine, a febbraio di quest’anno l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto Fed di Philadelphia (Philly Fed) è migliorato a sorpresa a 16,3 punti dai 12,6 di gennaio. Gli esperti si attendevano un calo a 7,5 punti. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori valutano al 59% la possibilità di un taglio dei tassi di almeno 25 punti base nella riunione di giugno della Fed.
Le borse europee scambiano in deciso territorio negativo a metà giornata, con gli investitori che bilanciano un fitto flusso di risultati societari con il ritorno dei rischi geopolitici. A Milano l’indice Ftse Mib segna un -1,32% a 45.749 punti alle 13:30, il Dax perde lo 0,88%, il Cac40 lo 0,80% e il Ftse100 lo 0,64%. Sullo sfondo, il rialzo del petrolio resta coerente con un quadro di maggior attenzione al rischio: il futures sul Brent guadagna l’1,55% e l’oro resta a ridosso della soglia psicologica di 5.000 dollari l’oncia.
Piazza Affari è appesantita dal comparto dei produttori di energia all’indomani del decreto bollette varato dal governo Meloni, che introduce misure con impatti diretti sulle società del settore. Le vendite colpiscono in modo diffuso le utility e gli operatori energetici. Erg registra un ribasso del 4,89%, seguita da Enel (-4,24%), A2A (-3,88%), Iren (-3,7%), Hera (-2,7%) e Acea (-1,6%).
Resta sotto pressione anche Fincantieri (-8,6%) dopo il completamento dell’aumento di capitale con il prezzo fissato a 15,32 euro per azione. Tra gli altri industriali si muovono in territorio negativo anche Prysmian (-4,49%) e Stellantis (-3,22%), in linea con un clima più prudente sui comparti ciclici a livello europeo.
Lo spread Btp/Bund è inchiodato a quota 60,7 punti base, mentre l’euro arretra dello 0,08% a 1,1772 dollari. Il membro della Bce, Piero Cipollone, è tornato a smentire le ipotesi di un’uscita anticipata di Christine Lagarde dalla presidenza della Banca Centrale Europea. «La presidente Lagarde è pienamente coinvolta a dirigerci come sempre, con la sua mano ferma ma gentile. Con una grande visione negli interventi pubblici che ha rilasciato negli ultimi tempi, che non lasciano presagire, almeno dal mio punto di vista, nessuna intenzione in tal senso», ha detto durante un’audizione al Senato. «Mi pare che sia molto impegnata nello spingere sulla Unione di risparmi e degli investimenti. Non mi sembra un atteggiamento di chi sta pensando di fare le valigie».
I futures Usa negativi (-0,35% quello sul Dow Jones e -0,31% quello sull’S&P500 alle 11:40) spingono al ribasso le borse europee (Dax -0,87%, Cac40 -0,77%, Ftse100 -0,69% e Ftse Mib -1,23% a 45.789 punti con lo spread Btp/Bund stabile a 60,7 punti base). A pesare sul listino milanese sono tutti i titoli dell'energia, soprattutto Enel (-4,36%), Erg (-5,39%) ed Edison (-4,72%), dopo che l’ok del Cdm al decreto bollette. Tra le novità l’aumento del 2% dell’Irap per chi produce, distribuisce e fornisce energia e gas. Sell-off anche su Stellantis (-3,4%) e soprattutto su Fincantieri (-9,2%).
L’euro torna sotto 1,18 a 1,1791 (+0,08%). Il surplus delle partite correnti dell'area euro è aumentato a dicembre 2025 a 15 miliardi di euro, 6 in più rispetto al mese precedente, secondo le statistiche pubblicate dalla Bce. nel mese sono stati registrati avanzi per i beni (20 miliardi di euro) e per i servizi (14 miliardi di euro). Sono stati invece registrati disavanzi per il reddito secondario (16 miliardi di euro) e per il reddito primario (4 miliardi di euro).
Per quanto riguarda l'intero 2025, le partite correnti hanno registrato un avanzo di 255 miliardi di euro (pari all'1,6% del pil dell'area dell'euro), a fronte di un avanzo di 407 miliardi di euro (2,7% del pil dell'area dell'euro) nel 2024. Mentre la produzione costruzioni a dicembre su base mensile ha segnato in Eurozona un +0,9%, in netto miglioramento rispetto al precedente -1,5%.
Piazza Affari resta in ribasso (-0,83% a 45.976 punti l’indice Ftse Mib alle 10:35), in linea con le altre borse europee in un clima di cautela rafforzato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran (futures sul Brent +1% a 71,11 dollari al barile).
A pesare sul listino milanese sono tutti i titoli dell'energia dopo che il 18 febbraio il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto bollette, che prevede un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche. Erg lascia sul campo il 6,23%, A2A il 2,8% ed Enel il 3,24%. Giù anche Hera, Terna e Italgas.
Fincantieri affonda dell'8,68% in seguito al collocamento tramite Abb di nuove azioni pari al 10% del capitale al prezzo di 15,32 euro per azione. Non fa prezzo The Italian Sea Group, indicata in calo teorico del 30%, che ha comunicato di aver definito un intervento di rafforzamento finanziario, dopo aver individuato degli extra budget che hanno impatti negativi sulla posizione di cassa.
Sul fronte opposto spicca Tenaris con un +4% dopo i risultati del quarto trimestre del 2025, che hanno evidenziato ricavi e utile oltre le attese, e un outlook positivo.
Borse europee in calo in avvio di seduta (Dax -0,31%, Cac40 -0,27%, Ftse100 -0,24% e Ftse Mib -0,51% a 46.122 punti). I futures statunitensi si muovono in territorio positivo con il contratto sull’S&P 500 in rialzo dello 0,11%. La seduta precedente a Wall Street si è chiusa in progresso, trainata dai titoli tecnologici a maggior capitalizzazione. Le minute del Fomc di gennaio hanno evidenziato un approccio prudente della Fed con indicazioni di un percorso graduale nel rientro dell’inflazione. Sul mercato valutario, l’euro si attesta a 1,18015 dollari (+0,17%), mentre il dollaro/yen quota a 154,936 (+0,15%).
Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,375% con lo spread con il Bund stabile a 60,24 punti base. L'obbligazionario europeo non ha reagito in modo particolare all'indiscrezione riportata dal Financial Times secondo cui Christine Lagarde sarebbe intenzionata a lasciare la presidenza della Bce prima delle elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2027, per consentire al presidente uscente, Emmanuel Macron, di contribuire alla ricerca del suo successore. I nomi per il post-Lagarde sono quelli degli ex governatori delle banche centrali di Spagna e Olanda, Pablo Hernandez de Cos e Klaas Knot, e del governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta.
Sul mercato obbligazionario si attivano Francia e Spagna. La prima offre un massimo di 13,5 miliardi di titoli di Stato a medio termine e fino a 1,5 miliardi in indicizzati, mentre Madrid mette a disposizione fino a 5,5 miliardi di Bonos con scadenza tra il 2029 e il 2036. Per quanto riguarda l'Italia, in serata il Tesoro comunica i dettagli del collocamento di Btp short e indicizzati in agenda martedì 24 febbraio, la prima della aste di fine mese.
Sul listino milanese Enel flette del 2,46%, Italgas del 2,10%, Snam dell’1,74%, Terna del 2,91%, A2A del 2,94%, Hera dell’1,77%, Iren dell’1,85%, Edison rnc dell’1,93% e Acea dello 0,54% con il decreto bollette approvato dal consiglio dei ministri che prevede un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
«Riteniamo che il provvedimento sia negativo per la redditività di Enel Green Power e per il margine integrato delle sue attività in Italia e in Spagna (Endesa)», afferma Citi focalizzandosi su Enel (rating neutral e target price a 8,90 euro confermati sull’azione). In termini di sensibilità, «stimiamo che una riduzione di 10 euro a MWh dei prezzi dell’energia in Italia potrebbe ridurre l’ebitda di Enel Green Power di 250 milioni di euro, pari all’1% dell’ebitda del gruppo e al 3% dell’utile netto. Se la misura fosse applicata anche alla spagnola Endesa, Enel potrebbe subire un ulteriore impatto negativo pari al 2% dell’ebitda del gruppo e al 4% dell’utile netto. Nel brevissimo termine, prezzi dell’energia più bassi potrebbero in realtà sostenere la redditività retail di Enel, grazie alla sua posizione long sui clienti; tuttavia, con il progressivo rinnovo dei contratti, tale beneficio tenderebbe a ridursi».
Ko Fincantieri (-9,29% a 14,94 euro) che ha raccolto 499,3 milioni di euro dal collocamento di 32.588.445 azioni ordinarie al prezzo di 15,32 euro ciascuna. L’operazione ha ridotto la quota dell’azionista di controllo, Cdp Equity, nella società di cantieristica navale al 64,25% dal precedente 70,67%. Fincantieri ha dichiarato che i proventi della vendita di azioni rafforzeranno la flessibilità finanziaria a supporto del piano industriale.
Perde meno Leonardo (-0,65% a 57,72 euro) che ha firmato con il gruppo spagnolo Indra un memorandum of understanding per rafforzare la cooperazione nella cyber defence con l'obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli (-0,70% a 85,5 euro) ha archiviato il 2025 con un utile netto in crescita del 10,5% a 142 milioni di euro e ha confermato per il 2026 l'attesa di un incremento dei ricavi intorno al 10% a cambi costanti. Moncler (+0,24% a 50,44 euro) riunisce il cda per analizzare i conti preliminari 2025.
Conti anche per Tenaris (+5,55% a 22,27 euro) che ha riportato un utile netto nel quarto trimestre del 2025 pari a 0,87 dollari per azione rispetto agli 0,94 dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano in media 0,81 dollari. I ricavi sono stati pari a 3 miliardi di dollari rispetto ai 2,85 miliardi dell’anno precedente. Gli analisti si aspettavano 2,95 miliardi. Post risultati, Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 21 euro sul titolo, parlando di «un altro trimestre solido» con un ebitda dell'8% superiore alle attese.
Infine, The Italian Sea Group (-49,73% teorico) ha definito un intervento di rafforzamento finanziario che prevede un finanziamento da parte dell'azionista di maggioranza per 25 milioni di euro e un piano di rafforzamento patrimoniale da concordare con le banche, dopo aver individuato degli extra budget che hanno impatti negativi sulla posizione di cassa.
Borse europee attese in calo (-0,11% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta come i futures Usa (+0,03% quello sul Dow Jones e +0,11% quello sull’S&P500). Gli investitori hanno valutato i verbali del Fomc, che hanno indicato che i politici non hanno fretta di tagliare i tassi di interesse, con diversi membri aperti a ulteriori aumenti se l'inflazione rimane persistente.
«I verbali hanno sollevato la prospettiva che i tassi potrebbero non essere tagliati così tanto come si pensava in precedenza. Se questo diventasse un trend, sarebbe un'ottima ragione per essere rialzisti sul dollaro Usa», afferma Kyle Rodda, analista senior di Capital.com.
L’euro sale dello 0,11% a 1,1794 dollari con gli ex governatori delle banche centrali spagnola (Pablo Hernandez de Cos) e olandese (Klaas Knot) considerati i favoriti per sostituire Christine Lagarde alla guida della Bce. Secondo quanto scritto il 18 febbraio dal Financial Times, Lagarde avrebbe intenzione di lasciare l'incarico prima della fine del suo mandato per dare la possibilità al presidente francese uscente, Emmanuel Macron, di avere un peso nella scelta del suo successore prima di elezioni che potrebbero essere vinte dall'estrema destra euroscettica.
Gli economisti ritengono che un'uscita anticipata di Lagarde aumenterebbe le probabilità che i leader europei concordino un unico pacchetto per coprire tutti e tre i seggi del Consiglio esecutivo della banca centrale che saranno in palio il prossimo anno: quello di Lagarde in scadenza a ottobre, quello del capo economista, Philip Lane, a maggio 2027 e quello di Isabel Schnabel a fine 2027.
Intanto alle 12 parla il membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, Piero Cipollone, e alle 12:30 il vicepresidente, Luis de Guindos. Lato macro, alle 14:30 esce l’indice Fed Philadelphia sulla fiducia commerciale a febbraio negli Stati Uniti, la bilancia commerciale di dicembre e le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali per chiudere alle 18 con le scorte settimanali di petrolio.
Petrolio che si è stabilizzato dopo il maggior rialzo giornaliero da ottobre, in seguito alla notizia secondo cui un intervento militare americano in Iran potrebbe arrivare prima del previsto. Alti funzionari della sicurezza nazionale hanno comunicato al presidente Trump che l'esercito è pronto per eventuali attacchi contro l'Iran già sabato ma, secondo fonti vicine alle discussioni interpellate dalla Cbs News, la tempistica per qualsiasi azione probabilmente si protrarrà oltre il fine settimana.
Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sull'opportunità di attaccare, hanno affermato i funzionari. Nei prossimi tre giorni, il Pentagono trasferirà temporaneamente parte del personale fuori dalla regione mediorientale, principalmente in Europa o negli Stati Uniti, in vista di una potenziale azione o di contrattacchi da parte dell'Iran qualora gli Stati Uniti decidessero di procedere con l'operazione. Un conflitto metterebbe a rischio i flussi di greggio provenienti da una regione che produce circa un terzo del petrolio mondiale.
Così il futures sul Brent si mantiene sopra i 70 dollari al barile a 70,50 dollari al barile (+0,21%) dopo aver guadagnato il 4,3% mercoledì 18 febbraio, mentre il Wti scambia sopra i 65 dollari a 65,26 (+0,32%). Axios ha riferito che qualsiasi operazione militare statunitense durerebbe settimane e che il governo israeliano sta spingendo per uno scenario che punti a un cambio di regime nella Repubblica Islamica.A questo proposito il segretario di Stato americano, Marco Rubio, visiterà Israele il 28 febbraio per incontrare il primo ministro, Benjamin Netanyahu.
Sul listino milanese attenzione a Enel, Italgas, Snam, Terna, A2A, Hera, Iren, Edison e Acea con il decreto bollette approvato dal consiglio dei ministri che prevede un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
«Riteniamo che il provvedimento sia negativo per la redditività di Enel Green Power e per il margine integrato delle sue attività in Italia e in Spagna (Endesa)», afferma Citi focalizzandosi su Enel (rating neutral e target price a 8,90 euro confermati sull’azione). In termini di sensibilità, «stimiamo che una riduzione di 10 euro a MWh dei prezzi dell’energia in Italia potrebbe ridurre l’ebitda di Enel Green Power di 250 milioni di euro, pari all’1% dell’ebitda del gruppo e al 3% dell’utile netto. Se la misura fosse applicata anche alla spagnola Endesa, Enel potrebbe subire un ulteriore impatto negativo pari al 2% dell’ebitda del gruppo e al 4% dell’utile netto. Nel brevissimo termine, prezzi dell’energia più bassi potrebbero in realtà sostenere la redditività retail di Enel, grazie alla sua posizione long sui clienti; tuttavia, con il progressivo rinnovo dei contratti, tale beneficio tenderebbe a ridursi».
Da monitorare, inoltre, Fincantieri che ha raccolto 499,3 milioni di euro dal collocamento di 32.588.445 azioni ordinarie al prezzo di 15,32 euro ciascuna. L’operazione ha ridotto la quota dell’azionista di controllo, Cdp Equity, nella società di cantieristica navale al 64,25% dal precedente 70,67%. Fincantieri ha dichiarato che i proventi della vendita di azioni rafforzeranno la flessibilità finanziaria a supporto del piano industriale.
Mentre Leonardo ha firmato con il gruppo spagnolo Indra un memorandum of understanding per rafforzare la cooperazione nella cyber defence con l'obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli ha archiviato il 2025 con un utile netto in crescita del 10,5% a 142 milioni di euro e ha confermato per il 2026 l'attesa di un incremento dei ricavi intorno al 10% a cambi costanti. Moncler riunisce il cda per analizzare i conti preliminari 2025.
Conti anche per Tenaris che ha riportato un utile netto nel quarto trimestre del 2025 pari a 0,87 dollari per azione rispetto agli 0,94 dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano in media 0,81 dollari. I ricavi sono stati pari a 3 miliardi di dollari rispetto ai 2,85 miliardi dell’anno precedente. Gli analisti si aspettavano 2,95 miliardi. Post risultati, Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 21 euro sul titolo, parlando di «un altro trimestre solido» con un ebitda dell'8% superiore alle attese.
Infine, The Italian Sea Group ha definito un intervento di rafforzamento finanziario che prevede un finanziamento da parte dell'azionista di maggioranza per 25 milioni di euro e un piano di rafforzamento patrimoniale da concordare con le banche, dopo aver individuato degli extra budget che hanno impatti negativi sulla posizione di cassa. (riproduzione riservata)