Con i futures Usa negativi (-0,61% quello sul Dow Jones e -0,36% quello sull’S&P500), i mercati azionari del Vecchio Continente si confermano in ordine sparso (+0,09% il Dax, -0,80% il Cac40, +0,18% il Ftse100 e -1,8% a 48.220 punti il Ftse Mib alle 12:40 con lo stacco delle cedole che, però, pesa per l’1,5%; non bastano i titoli oil come Eni e Saipem, Azimut con un +3,16% e Poste con un +1,24% a sostenere il listino milanese).
I rendimenti dei titoli di Stato restano sotto pressione (Btp 10 anni al 3,97%) con l’aumento dei prezzi del petrolio (future sul Brent +1% a 110,52 dollari al barile) a causa del protrarsi del conflitto in Iran. L’Aie ha avvertito che a causa della guerra e della chiusura dello Stretto di Hormuz le scorte di petrolio si stanno esaurendo rapidamente. Saranno sufficienti soltanto per poche settimane. Finora il rilascio delle riserve strategiche di greggio ha aggiunto 2,5 milioni di barili al giorno al mercato, ma che queste riserve non sono illimitate.
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 77,7 punti base. Nessun commento per ora della Commissione Europea sulla risposta che la presidente, Ursula von der Leyen, darà alla richiesta del governo italiano di estendere alle spese per fronteggiare gli altri prezzi dell'energia la flessibilità prevista per le spese per la difesa. «ll nostro focus ora è sull'utilizzo dei fondi del bilancio Ue e altri fondi europei disponibili che ammontano a 95 miliardi di euro di qui l'invito agli Stati di utilizzarli. Poi c'è la flessibilità sugli aiuti pubblici che possono sostenere questi investimenti», ha indicato la Commissione Ue, precisando che von der Leyen risponderà «più velocemente possibile».
A Milano l’indice Ftse Mib cede l’1,67% a 48.297 punti alle 11:40 con l’effetto cedole che pesa per l’1,5% (Bper con -1,9%, Buzzi con -2,99% e Ferrari con -2,33% i peggiori). Per Morgan Stanley i mercati azionari rischiano un calo significativo poiché la svendita globale di obbligazioni (il rendimento del Btp a 10 anni balza al 3,95% con lo spread con il Bund a 77,67 punti base) minaccia di arrestare il rally guidato dall'intelligenza artificiale (il colosso Nvidia pubblica la trimestrale mercoledì 20 maggio).
Se il mercato obbligazionario dovesse diventare più volatile e i tassi di interesse a lungo termine continuassero a salire (il Btp a 30 anni rende il 4,75%), «ci aspetteremmo la prima correzione significativa dei prezzi azionari da quando i mercati hanno toccato il fondo alla fine di marzo», ha avvertito Morgan Stanley.
L’euro si rafforza dello 0,23% a 1,1637 dollari. La bilancia commerciale globale a marzo dell’Italia è scesa a 4,71 miliardi di euro dai precedenti 4,98 miliardi, risultando sotto le stime degli economisti a 5,25 miliardi.
Restano in rosso le borse europee, tranne Londra che ha virato al rialzo (+0,10%). Francoforte cede lo 0,22%, Parigi lo 0,85% e Milano l’1,79% a 48.236 punti con lo stacco cedole che pesa per l’1,5% sul Ftse Mib e con i rendimento dei titoli di Stato (il Btp 10 anni rende il 3,95% con lo spread con il Bund a 77,7 punti base) sotto pressione a livello globale a causa del rialzo dei prezzi del petrolio (future sul Brent +1,12% a 110,48 dollari al barile) per la guerra in Iran. Resistono alle vendite Azimut, Banca Mediolanum, Nexi, Stm e i titoli oil come Saipem ed Eni.
Quest’ultima intende collocare oggi, 18 maggio, compatibilmente con le condizioni di mercato, nuove obbligazioni a tasso fisso con durata di 5 anni e 9 anni e destinate a investitori istituzionali, nell'ambito del proprio programma di Euro Medium Term Note. L'emissione dei prestiti obbligazionari avviene in esecuzione di quanto deliberato dal cda il 2 aprile ed è volta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata. I proventi verranno utilizzati per i fabbisogni generali del colosso petrolifero.
Con i prezzi di petrolio e gas in netto rialzo (future sul Brent +1,79% a 111,22 dollari al barile e gas naturale europeo +3,22% a 51,78 euro a megawattora), sulla scia dei timori per una ripresa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele in Iran e il prolungamento del blocco nello Stretto di Hormuz, le borse europee cadono in avvio di seduta: Francoforte perde lo 0,70%, Londra lo 0,28%, Parigi l’1,16% e Milano il 2% a 48.092 punti (lo stacco cedole di 22 blue chip pesa per l’1,5%). Giù anche i futures Usa (-0,68% quello sul Dow Jones e -0,51% quello sull’S&P500). Un impianto nucleare negli Emirati Arabi Uniti è stato attaccato, mentre la Casa bianca è tornata a considerare opzioni militari contro Teheran.
Le obbligazioni proseguono nella loro fase di ribasso, con il rendimento del Treasury a 10 anni che ha toccato il livello più alto da febbraio 2025 al 4,61% e quello a 30 anni che hanno raggiunto il 5,14%. Quello del Btp 10 anni sale al 3,97%, sui massimi da fine aprile, con lo spread con il Bund in aumento a 78,33 punti base. Venerdì S&P ha lasciato invariato il proprio giudizio sull’Italia a BBB+ con un outlook positivo, come deciso lo scorso gennaio.
Alla domanda se fosse preoccupata per il forte sell-off sui mercati obbligazionari globali, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto al suo arrivo a Parigi per la riunione dei ministri delle Finanze del G7: «Mi preoccupo sempre, è il mio lavoro!».
Sul listino milanese si salvano dalle vendite i titoli oil, di riflesso al rally del petrolio, quindi Saipem (+3% a 4,62 euro) ed Eni (+1,6% a 23,62 euro). Quest’ultima ha perfezionato un investimento da 70 milioni di dollari per entrare nel capitale della società canadese Nouveau Monde Graphite, attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie, con una quota dell'11,6%.
Tra le utility, Enel che, dopo vent'anni dalla cessione di Wind, venduta tra il 2005 e il 2007 all'imprenditore egiziano Naguib Sawiris, si prepara a tornare nel mercato della telefonia mobile, come riportato da Milano Finanza, perde lo 0,99% a 9,39 euro. Il gruppo è pronto a offrire ai clienti di luce e gas anche i servizi telefonici attraverso la controllata Enel Energia, nella quale sarà fusa la newco Lene Connect, partita da pochi mesi per i contratti digitali luce e gas.
Contiene le perdite Generali (-0,14% a 36,94 euro) con Blackrock che detiene una partecipazione aggregata di appena sopra il 5% nella compagnia assicurativa, di cui il 3,14% con diritto di voto, mentre la restante parte riguarda azioni oggetto di contratti di prestito titoli e derivati. In rosso quasi tutte le banche (Mediobanca segna un +0,20% a 20,51 euro), in particolare Bper (-1,9% a 11,43 euro).
Mentre Stellantis, in calo dell’1,56% a 6,36 euro, continua a rafforzare l’asse con l’Algeria puntando sulla componentistica italiana. Dopo il forum organizzato lo scorso febbraio a Torino, il 7 settembre si terrà ad Algeri un nuovo incontro dedicato alle imprese italiane interessate a sviluppare attività produttive legate allo stabilimento del gruppo automobilistico a Tafraoui, vicino Orano.
Nel frattempo, la giapponese Nidec Corp terminerà le joint-venture nei veicoli elettrici con Guangzhou Automobile Group e Stellantis. Lo ha detto il ceo, Mitsuya Kishida, in un'intervista a Nikkei.
Invece, gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando joint venture con diversi gruppi europei, tra cui Leonardo (+0,28% a 49,12 euro) e Airbus, che hanno business nella difesa solidi, secondo quanto ha detto il ministro dell'Economia e del Turismo Abdulla bin Touq Al Marri in un'intervista a Il Corriere della Sera. Ha aggiunto che ci sono stati incontri tra Leonardo e il gruppo emiratino della difesa Edge. Per il resto si segnala che Barclays ha alzato il target price su Recordati (-0,39% a 50,6 euro) da 48 a 50 euro (rating equal-weight).
E se Cir (+1,78% a 0,685 euro) ha incrementato il prezzo dell'opa parziale lanciata su un massimo di 50 milioni di azioni proprie, pari al 5,46% del capitale, portandolo a 0,70 euro per azione da 0,68 euro precedente, la Juventus (-4,97% a 1,91 euro) ha perso 0-2 con la Fiorentina. Infine, Eurogroup Laminations (-1,17% a 1,102 euro) riunisce il cda su risultati del primo trimestre del 2026.
Borse europee attese in netto calo in avvio di seduta (-1,10% il future sull’Eurostoxx50) mentre lo stacco cedola di ben 22 bluechip a Piazza Affari, oltre la metà del paniere, avrà un impatto sull'indice Ftse Mib intorno all’1,5%, come calcolato da Intermonte per Milano Finanza (in tutto 16 miliardi di euro da distribuire agli azionisti).
Gli investitori riducono l’esposizione agli asset più rischiosi dopo il forte rialzo del rendimento dei Treasury Usa, quello a 10 anni sale al 4,62% e quello del 30 anni al 5,14%, il livello più elevato da circa due decenni, mentre il dollaro continua a rafforzarsi contro le principali valute: lo yen giapponese si indebolisce a 159,947, mentre l’euro vale 1,1620 (+0,09%) dollari.
I prezzi del petrolio ampliano i guadagni poiché gli sforzi per porre fine al conflitto in Iran sembrano terminati soprattutto dopo che una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti è stata attaccata. Il future sul greggio Brent sale dell'1,67%, a 111,04 dollari al barile, il livello più alto dal 5 maggio, quello sul Wti dell’1,91% a 102,95 dollari al barile, il massimo dal 30 aprile.
Entrambi hanno guadagnato oltre il 7% la scorsa settimana, mentre si affievoliscono le speranze di un accordo di pace per porre fine agli attacchi e ai sequestri di navi intorno allo Stretto di Hormuz. I colloqui della scorsa settimana tra Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, si sono conclusi senza che il principale importatore mondiale di petrolio abbia dato indicazioni di voler contribuire a risolvere il conflitto.
Funzionari degli Emirati Arabi Uniti hanno detto di stare indagando sulla provenienza dell'attacco alla centrale nucleare di Barakah, aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti hanno il pieno diritto di rispondere a tali «attacchi terroristici». L'Arabia Saudita, che ha intercettato tre droni entrati dallo spazio aereo iracheno, ha avvertito che adotterà le misure operative necessarie per rispondere a qualsiasi tentativo di violare la sua sicurezza.
Pochi i dati macro della giornata. Dopo la delusione per i dati in rallentamento dalla Cina con produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti fissi sotto le attese, alla 10 è attesa la bilancia commerciale a marzo dell’Italia e alle 16 l’indice sul mercato immobiliare Nahb a maggio degli Stati Uniti.
Sul listino milanese attenzione ai titoli oil, di riflesso al rally del petrolio, quindi Saipem, Tenaris ed Eni. Quest’ultima ha perfezionato un investimento da 70 milioni di dollari per entrare nel capitale della società canadese Nouveau Monde Graphite, attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie, con una quota dell'11,6%.
Tra le utility, focus su Enel che, dopo vent'anni dalla cessione di Wind, venduta tra il 2005 e il 2007 all'imprenditore egiziano Naguib Sawiris, si prepara a tornare nel mercato della telefonia mobile, come riportato da Milano Finanza. Il gruppo è pronto a offrire ai clienti di luce e gas anche i servizi telefonici attraverso la controllata Enel Energia, nella quale sarà fusa la newco Lene Connect, partita da pochi mesi per i contratti digitali luce e gas.
Occhio, inoltre, a Generali con Blackrock che detiene una partecipazione aggregata di appena sopra il 5% nella compagnia assicurativa, di cui il 3,14% con diritto di voto, mentre la restante parte riguarda azioni oggetto di contratti di prestito titoli e derivati.
Mentre Stellantis continua a rafforzare l’asse con l’Algeria puntando sulla componentistica italiana. Dopo il forum organizzato lo scorso febbraio a Torino, il 7 settembre si terrà ad Algeri un nuovo incontro dedicato alle imprese italiane interessate a sviluppare attività produttive legate allo stabilimento del gruppo automobilistico a Tafraoui, vicino Orano.
Nel frattempo, la giapponese Nidec Corp terminerà le joint-venture nei veicoli elettrici con Guangzhou Automobile Group e Stellantis. Lo ha detto il ceo, Mitsuya Kishida, in un'intervista a Nikkei.
Invece, gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando joint venture con diversi gruppi europei, tra cui Leonardo e Airbus, che hanno business nella difesa solidi, secondo quanto ha detto il ministro dell'Economia e del Turismo Abdulla bin Touq Al Marri in un'intervista a Il Corriere della Sera. Ha aggiunto che ci sono stati incontri tra Leonardo e il gruppo emiratino della difesa Edge. Per il resto si segnala che Barclays ha alzato il target price su Recordati da 48 a 50 euro (rating equal-weight).
E se Cir ha incrementato il prezzo dell'opa parziale lanciata su un massimo di 50 milioni di azioni proprie, pari al 5,46% del capitale, portandolo a 0,70 euro per azione da 0,68 euro precedente, la Juventus ha perso 0-2 con la Fiorentina. Infine, Eurogroup Laminations riunisce il cda su risultati del primo trimestre del 2026.
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