L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al ribasso, alle 10:35 perde lo 0,21% a 52.485 punti, pesano Buzzi (-2,33%) e i titoli oil come Saipem (-2,81%), Eni (-1%) e Tenaris (-1,16%) di riflesso al calo dei prezzi del greggio (future sul Brent -2,26% a 77,75 dollari al bariole) dopo che Stati Uniti e Iran hanno diffuso il testo di un accordo provvisorio firmato dai rispettivi presidenti per porre fine alla guerra.
Lo spread Btp/Bund resta schiacciato a 70,41 punti base. In considerazione di quanto accaduto nella prima parte del 2026, e con segnali sempre più concreti di una possibile normalizzazione della situazione in Medio Oriente, per Confcommercio si rafforza la possibilità di una crescita nell'anno in corso prossima all'1%, anche nell'ipotesi di una seconda parte dell'anno meno dinamica.
In attesa dell’esito, scontato (tassi fermi), della riunione della BoE, la Banca Nazionale Svizzera li ha lasciati invariati, nonostante il recente aumento dell’inflazione causato dall’aumento dei costi del carburante derivante dalla guerra in Iran. La decisione, che ha prolungato a un anno il periodo in cui la banca centrale ha mantenuto i costi di indebitamento allo 0%, il livello più basso tra le principali banche centrali mondiali, era attesa dagli economisti.
Borse europee contrastate in avvio di seduta. Francoforte sale dello 0,30%, Parigi solo dello 0,08%, invece Londra arretra dello 0,60% e Milano segna un +0,18%% a 52.691 punti dopo che il 17 giugno Stati Uniti e Iran hanno diffuso il testo di un accordo provvisorio firmato dai rispettivi presidenti per porre fine alla guerra, mentre Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi qualora Teheran non rispetti gli impegni assunti.
Il memorandum prevede l'immediata cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, la piena ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco statunitense ai porti iraniani, l'eliminazione delle sanzioni internazionali nei confronti dell'Iran e un piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione economica della Repubblica islamica. Teheran si impegna, inoltre, a non sviluppare armi nucleari, ribadendo una promessa fatta da decenni.
Come atteso, invece, il 17 giugno la Fed ha lasciato invariati i tassi (anche la BoE oggi, 18 giugno, dovrebbe fare altrettanto), ma ha previsto un aumento del costo del denaro nel corso dell'anno, visto che l'inflazione resta al di sopra dell'obiettivo del 2%, a fronte di un mercato del lavoro resiliente. I mercati sono passati a prezzare al 38% un incremento da 25 punti base entro fine anno mentre la possibilità di un +50 punti base è scontata al 33%.
Il rendimento del Treasury Usa a 2 anni è salito al livello più alto da oltre un anno al 4,16% mentre quello del Btp 10 anni si amplia al 3,63% con lo spread con il Bund poco mosso a quota 70,27 punti base mentre prosegue la raccolta degli ordini da parte dei retail per il nuovo Btp Italia sì, che nelle prime tre sedute del collocamento si sono aggiudicati in tutto 6,9 miliardi. L'andamento è di poco superiore a quello della precedente emissione di maggio 2025, quando su un Btp Italia a 7 anni al termine del terzo giorno la raccolta era stata pari a 6,52 miliardi.
Sul listino milanese Stellantis è stabile a 5,77 euro. La casa automobilistica è in trattative con due potenziali partner per una collaborazione relativa al suo marchio di lusso Maserati, che sta attraversando un periodo di difficoltà, come ha detto il ceo Antonio Filosa, in un’audizione in Parlamento. Intanto ha investito direttamente nelle batterie allo stato solido con una quota del 9,5% in Factorial e un posto nel cda della società.
Mentre la joint venture fra Leonardo (-0,46% a 52,07 euro) ed Edge, una volta raggiunta l'operatività, vanterà contratti per diverse centinaia di milioni di euro, con ulteriori ordini previsti superiori ai quattro miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Nel caso di Saipem (-1,6% a 4,65 euro) il progetto di fusione con Subsea7 è approdato sul tavolo dell'Antitrust Ue, con una prima decisione attesa il 22 luglio, come scrive MF-Milano Finanza, precisando che oltre all'esame dei possibili effetti sulla concorrenza andrà confermata anche l'assenza dei cosiddetti sussidi distorsivi extra-europei, con risposta entro il 29 giugno.
Tra le banche in pieno risiko, focus ancora su Mps (-0,07% a 10,94 euro): Fabrizio Palermo, consigliere di amministrazione di Generali, ha venduto 82.400 azioni del Monte a un prezzo medio di 10,329 euro lo scorso 10 giugno. La comunicazione è obbligatoria alla luce dell’opas promossa da Intesa Sanpaolo (+0,11% a 6,11 euro) sulla banca senese.
Restando in tema m&a, Unicredit (+0,45% a 79,93 euro) potrebbe scambiare il 10% di Generali (+2,42% a 43,54 euro) in mano a Delfin con azioni proprie, operazione che proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di Piazza Gae Aulenti con l'8% e Unicredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia triestina, secondo Il Sole 24 Ore.
Il progetto sarebbe stato presentato informalmente nelle scorse settimane dal gruppo bancario alla cassaforte della famiglia Del Vecchio che avrebbe rispedito al mittente la proposta per due motivi: in primo luogo perché Unicredit viaggia ai massimi e dunque l'eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità è l'opzione preferibile.
Invece, Poste Italiane (+0,55% a 29,39 euro) riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento capitale al servizio dell'offerta su Tim (-0,59% a 7,96 euro). Intanto Conio, una società fintech partecipata di Poste Italiane e Banca Generali (+0,23% a 65,6 euro), ha ottenuto una licenza ai sensi del regolamento dell’Unione Europea sulle attività digitali (Micar) per operare in qualità di fornitore di servizi di cripto-asset (casp). L’autorizzazione consente a Conio di offrire servizi di custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali nel rispetto delle norme Ue.
E se Ovs (-2,77% a 6,14 euro) ha chiuso il primo trimestre del 2026 con vendite a livello consolidato pari a 397 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, e con un'ebitda rettificato di 29,4 milioni, il lanciatore europeo Ariane 6, grazie alla spinta di quattro nuovi booster a propellente solido P160C di Avio (+1,42% a 35,06 euro), ha lanciato 36 satelliti Leo di Amazon nell'orbita terrestre.
Quanto, infine, a Ferretti, in rialzo dell’1% a 3,16 euro, il nuovo ad del costruttore di yacht, Stassi Anastassov, ha respinto le accuse mosse dal secondo maggior azionista della società in merito a una presunta violazione delle norme sul golden power, volte a tutelare gli asset strategici, a seguito della votazione degli azionisti dello scorso mese che ha portato alla nomina di un nuovo cda.
Borse europee attese in ribasso (-0,21% il future sull’Eurostoxx50) anche se Stati Uniti e l'Iran hanno pubblicato il testo di un accordo provvisorio che i rispettivi presidenti hanno firmato il 17 giugno per porre fine alla guerra, anche se Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi se l'Iran non rispetterà gli impegni. Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. I futures Usa sono positivi: +0,50% quello sul Dow Jones e +0,74% quello sull’S&P500.
I negoziatori delle due parti lavoreranno nei prossimi 60 giorni a una tregua permanente, che Trump spera porti pace in Medio Oriente e faccia abbassare i prezzi del petrolio, in calo del 2,7% a 77,34 dollari al barile (future sul Brent) anche se droni ucraini hanno colpito una raffineria petrolifera a Mosca per la seconda volta questa settimana, mentre la Russia ha lanciato missili su Kiev. Gli ultimi scontri avvengono mentre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, cerca di assicurarsi il sostegno degli Stati Uniti e dell'Europa per raggiungere un accordo di pace.
Zelensky ha detto di aver parlato con Trump e con il presidente francese, Emmanuel Macron, oltre agli altri leader, ai margini del meeting del G7 in Francia. Ha descritto gli incontri come intesi a «coordinare il dialogo» per tentare di porre fine alla guerra. Trump ha detto che la Russia sta perdendo più soldati dell'Ucraina e ha fatto capire che sia il presidente russo Vladimir Putin che Zelensky sembrano disposti a fare qualcosa rispetto alla guerra.
L’euro recupera lo 0,12% e si porta a 1,1516 dollari in attesa dei dati macro della giornata. Già pubblicato il tasso di disoccupazione Ilo della Gran Bretagna che si è attestato al 4,9% nei tre mesi fino ad aprile, in calo rispetto al 5% del trimestre fino a marzo. Il consenso degli economisti aveva previsto una conferma del dato al 5%. Nel frattempo, il tasso di occupazione del Regno Unito si è attestato al 60,7% nel trimestre fino ad aprile. Alle 14:30 tocca alle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti e all’indice Fed Filadelfia di giugno per chiudere alle 16 con l’indice anticipatore di maggio sempre Usa.
Prima alle 13 si riunisce la Bank of England che, secondo le previsioni degli economisti, dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse. Diversi anche gli interventi di alcuni esponenti della Bce: alle 9 Kocher e Nagel, alle 12:10 Elderson, alle 14 Cipollone e alle 14:15 Lane.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis sia perché la casa automobilistica è in trattative con due potenziali partner per una collaborazione relativa al suo marchio di lusso Maserati, che sta attraversando un periodo di difficoltà, come ha detto il ceo Antonio Filosa, in un’audizione in Parlamento, sia perché ha investito direttamente nelle batterie allo stato solido con una quota del 9,5% in Factorial e un posto nel cda della società.
Mentre la joint venture fra Leonardo ed Edge, una volta raggiunta l'operatività, vanterà contratti per diverse centinaia di milioni di euro, con ulteriori ordini previsti superiori ai quattro miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Nel caso di Saipem il progetto di fusione con Subsea7 è approdato sul tavolo dell'Antitrust Ue, con una prima decisione attesa il 22 luglio, come scrive MF-Milano Finanza, precisando che oltre all'esame dei possibili effetti sulla concorrenza andrà confermata anche l'assenza dei cosiddetti sussidi distorsivi extra-europei, con risposta entro il 29 giugno.
Tra le banche in pieno risiko, focus ancora su Mps: Fabrizio Palermo, consigliere di amministrazione di Generali, ha venduto 82.400 azioni del Monte a un prezzo medio di 10,329 euro lo scorso 10 giugno. La comunicazione è obbligatoria alla luce dell’opas promossa da Intesa Sanpaolo sulla banca senese.
Restando in tema m&a, Unicredit potrebbe scambiare il 10% di Generali in mano a Delfin con azioni proprie, operazione che proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di Piazza Gae Aulenti con l'8% e Unicredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia triestina, secondo Il Sole 24 Ore. Il progetto sarebbe stato presentato informalmente nelle scorse settimane dal gruppo bancario alla cassaforte della famiglia Del Vecchio che avrebbe rispedito al mittente la proposta per due motivi: in primo luogo perché Unicredit viaggia ai massimi e dunque l'eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità è l'opzione preferibile.
Invece, Poste Italiane riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria sull’aumento capitale al servizio dell'offerta su Tim. Intanto Conio, una società fintech partecipata di Poste Italiane e Banca Generali, ha ottenuto una licenza ai sensi del regolamento dell’Unione Europea sulle attività digitali (Micar) per operare in qualità di fornitore di servizi di cripto-asset (casp). L’autorizzazione consente a Conio di offrire servizi di custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali nel rispetto delle norme Ue.
E se Ovs ha chiuso il primo trimestre del 2026 con vendite a livello consolidato pari a 397 milioni di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, e con un'ebitda rettificato di 29,4 milioni, il lanciatore europeo Ariane 6, grazie alla spinta di quattro nuovi booster a propellente solido P160C di Avio, ha lanciato 36 satelliti Leo di Amazon nell'orbita terrestre.
Quanto, infine, a Ferretti il nuovo ad del costruttore di yacht, Stassi Anastassov, ha respinto le accuse mosse dal secondo maggior azionista della società in merito a una presunta violazione delle norme sul golden power, volte a tutelare gli asset strategici, a seguito della votazione degli azionisti dello scorso mese che ha portato alla nomina di un nuovo cda.
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