Con i futures Usa in rialzo (+0,46% quello sul Dow Jones e +0,54% quello sull’S&P500 alle 10:50) in attesa delle minute dell’ultima riunione di gennaio della Fed i mercati azionari europei si rafforzano (Dax +0,75%, Cac40 +0,44%, Ftse100 +0,87% e Ftse Mib +1% a 46.227 punti con tutte le banche positive, Mediobanca in testa con un +6,20%, bene anche Stm e i titoli della difesa Leonardo e Fincantieri, questi di riflesso al colosso Bae Systems, +3,40% a Londra, che ha registrato un fatturato record di 30,7 miliardi di sterline, con una crescita del 10% in tutti i settori).
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 60,49 punti base (il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,35%) in una seduta senza grandi spunti al di fuori della notizia secondo cui la presidente della Bce, Christine Lagarde, sarebbe pronta a dimettersi prima della scadenza naturale del suo mandato. «Prevediamo un impatto limitato del nuovo presidente della Bce, visto che storicamente i leader dell'Ue hanno sempre cercato di raggiungere un equilibrio all'interno del comitato esecutivo tra falchi e colombe», ha commentato a Reuters Sofie Liv Petry, analista di Danske Bank.
Quanto agli ultimi dati sull’inflazione nel Regno Unito rappresentano un segnale di cauto ottimismo sia per i responsabili della politica monetaria sia per i mercati. L’indice dei prezzi al consumo è passato dal 3,4% di dicembre al 3% di gennaio, il livello più basso mai registrato dallo scorso marzo. «Il dato è in linea con le attese degli economisti, pur restando leggermente al di sopra della previsione del 2,9% della Bank of England», sottolinea Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.
Il dato pubblicato il 18 febbraio, l’ultimo prima della riunione BoE del 19 marzo, rafforza la posizione dei membri più accomodanti del Comitato di Politica Monetaria britannico, soprattutto alla luce della debolezza del mercato del lavoro, di una crescita salariale in rallentamento e di un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 5,2%, il livello più alto degli ultimi cinque anni, aggiunge Flax.
Le aspettative di mercato si orientano sempre più verso una riduzione dei tassi di 25 punti base, fino al 3,5%, a proseguire il percorso di tagli intrapreso nel 2025. Il Comitato resta però diviso: se da un lato la narrativa disinflazionistica sta guadagnando terreno, dall’altro l’avvertimento del capo economista Huw Pill, secondo cui i tassi sono «un po’ troppo bassi», evidenzia le preoccupazioni legate all’inflazione dei servizi. «La combinazione di inflazione complessiva in rallentamento, tenuta delle pressioni nel settore dei servizi e indebolimento del mercato del lavoro lascia intuire che quella di marzo sarà una decisione piuttosto combattuta, con la banca centrale che continua a puntare a un ritorno del Cpi verso l’obiettivo del 2% entro la primavera», conclude Flax.
Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,48%, il Cac40 dello 0,19%, il Ftse100 dello 0,32% e il Ftse Mib dello 0,56% a 46.019 punti. La presidente della Bce, Christine Lagarde, resta concentrata sul suo lavoro e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato, che scade a ottobre del 2027, così un portavoce di Francoforte dopo che il Financial Times ha riportato che Lagarde intenderebbe lasciare l'incarico prima delle elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2027, per consentire al presidente uscente Emmanuel Macron di contribuire alla ricerca del suo successore.
La sterlina si rafforza sull’euro a 0,87245 dopo che il tasso d'inflazione nel Regno Unito è sceso al 3% a gennaio rispetto al 3,4% registrato a dicembre. Su base mensileè calato dello 0,5%. Infine, l'inflazione core, che esclude energia, alimenti, alcol e tabacco, si è attestata al 3,1% a gennaio dal 3,2% di dicembre.
Si riparte dal 3,36% per il rendimento del Btp decennale e da 60,8 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania. Sul primario, stamani la Germania mette a disposizione 5,5 miliardi di euro di Bund 2036, mentre la Grecia offre titoli di Stato a sei mesi.
I verbali del meeting di gennaio della Fed, attesi alle 20, potrebbero fornire spunti interessanti sulle prospettive per la riduzione dei tassi di interesse, con i mercati che attualmente si aspettano un taglio a giugno secondo il FedWatch Tool del Cme.
Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, il 17 febbraio ha detto che potrebbe approvare «diversi altri» tagli dei tassi di interesse quest'anno se l'inflazione riprenderà a scendere verso l'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale statunitense. Cresce, dunque, l'attesa per il dato sul Pce core, indicatore dell'inflazione attentamente monitorato dalla fed, che è in agenda venerdì, assieme alla stima del pil relativo al quarto trimestre.
A livello geopolitico Iran e Stati Uniti hanno fatto progressi a Ginevra nel secondo round di colloqui indiretti sul nucleare anche se un accordo non è imminente, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi. Sul fronte dell'Ucraina, i negoziatori di Kiev e Mosca hanno avviato sempre a Ginevra colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti, che si concentreranno sulle questioni territoriali, con il presidente Trump che ha esortato gli ucraini ad agire rapidamente per raggiungere un accordo. Nonostante questi venti di pace i prezzi del petrolio risalgono dopo la flessione del 2% nella seduta precedente: il futures sul Brent segna un +0,31% a 67,63 dollari al barile e quello sul Wti un +0,29% a 62,43 dollari al barile.
Sul listino milanese occhio, quindi, al colosso petrolifero Eni (-0,03% a 18,12 euro) anche perché sta valutando di rientrare nel trading di petrolio e gas, alla ricerca dei rendimenti eccezionali ottenuti da BP, Shell e TotalEnergies. «Ho smesso di fare trading nel 2019, ma le altre grandi aziende sono tutte trader», ha detto al Financial Times, l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. «BP, Shell e Total sono grandi trader e guadagnano miliardi da questa attività». Descalzi ha aggiunto di aver avviato colloqui preliminari con diverse società di materie prime, tra cui Mercuria, per la costituzione di una joint venture.
In rally Mediobanca con un +7,56% a 19,51 euro e Mps con un +3,48% a 8,72 euro dopo che il cda di Rocca Salimbeni ha dato il via libera alla piena integrazione con Piazzetta Cuccia attraverso una fusione per incorporazione che porterà al delisting della banca milanese. Il board di Mediobanca ha preso atto delle decisioni assunte dall’istituto senese. Più dimessa Generali (+0,25% a 35,77 euro).
Mentre la Banca Centrale Europea ha dato il via libera alle modifiche statutarie volte ad aumentare il numero di seggi riservati agli azionisti di minoranza e che potrebbero potenzialmente rafforzare la presenza del socio francese Crédit Agricole nel consiglio di amministrazione di Banco Bpm (+1,46% a 12,18 euro). Attenzione anche a Banca Mediolanum (+0,90% a 17,89 euro) dopo che Barclays ha alzato il target price da 22,1 a 22,8 euro (rating overweight).
Acquisti, inoltre, su Recordati (+1,73% a 48,16 euro) che nel 2025 ha realizzato ricavi consolidati per 2,618 miliardi di euro, in crescita dell'11,8% rispetto all'esercizio 2024 (+8,3% a perimetro omogeneo e cambi costanti), trainati dal contributo del settore Specialty & Primary Care e del settore Rare Diseases; l'impatto negativo dei cambi per l'esercizio 2025 è stato pari a 64,2 milioni. L'ebitda è stato pari a 991,1 milioni, in crescita del 14,5% e con un'incidenza sui ricavi netti del 37,8%. L'utile netto rettificato è salito del 14,5% a 651,1 milioni e l'utile netto del 6,5% a 443,6 milioni.
Nel 2026 Recordati prevede di realizzare ricavi compresi tra 2,73 e 2,8 miliardi, con un impatto avverso dei cambi pari al 3,5%. Sono, inoltre, stimati un ebitda tra 995 milioni e 1,03 miliardi e un utile netto rettificato compreso tra 655 e 685 milioni. Gli obiettivi per l'esercizio 2027 restano invariati, con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di M&A.
Conti 2025 anche per Edison (-3,29% a 2,35 euro) e in arrivo per Brunello Cucinelli (-0,71% a 84,4 euro). L’utility ha archiviato il 2025 con ricavi pari a 17,739 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 15,387 miliardi del 2024, grazie all’incremento della produzione elettrica (+9,3%), ai maggiori volumi venditi e all'aumento dei prezzi energetici.
Il margine operativo lordo si è attestato a 1,305 miliardi, in linea con le previsioni, ma inferiore agli 1,708 miliardi dello scorso anno, per le minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas, il calo della produzione rinnovabile, soprattutto idroelettrica (-26%), e la riduzione dei margini unitari di vendita di Edison Energia, nonostante nell'anno siano stati superati i 3 milioni di contratti. Giù anche l'utile netto a 240 milioni di euro dai 403 milioni del 2024.
Da monitorare poi Webuild (+0,18% a 3,35 euro) che può essere il cavaliere bianco per il general contractor friulano, Rizzani de Eccher, che la scorsa settimana ha presentato domanda di concordato preventivo: i debiti ammontano a circa 1 miliardo di euro.
Infine, il Galatasaray ha ottenuto una vittoria per 5-2 sulla Juventus (-2,54% a 2,298 euro), ridotta a dieci uomini, nella partita di andata dei playoff di Champions League disputata il 17 febbraio.
Borse europee attese in rialzo (+0,25% il futures sull’Eurostoxx50), mentre è giallo sul destino di Christine Lagarde. Secondo il Financial Times la presidente della Banca Centrale Europea lascerà il suo incarico prima della scadenza del suo mandato di otto anni come presidente e prima delle elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2027 per dare al presidente della Francia, Emmanuel Macron, la possibilità di di contribuire alla ricerca del suo successore.
Un portavoce della Bce ha riferito che la Lagarde, è concentrata sul suo lavoro e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato che scade nell'ottobre 2027. Tra l’altro alle 09:30 parla il governatore della Banca di Francia e membro della Bce, François Villeroy de Galhau, alle 10 un altro membro, Piero Cipollone e alle 18 Isabel Schnabel. Gli investitori attribuiscono il 40% di probabilità a un ulteriore taglio dei tassi di interesse da parte di Francoforte nel corso del 2026.
L’euro è poco mosso a 1,1843 dollari. Alle 8 è in agenda il dato sull’inflazione a gennaio della Gran Bretagna, alle 13 l’indice settimanale delle richieste di mutui negli Stati Uniti, alle 14:30 gli ordini di beni durevoli a dicembre, le nuove costruzioni abitative a dicembre e i permessi edilizi a dicembre preliminari per chiudere alle 15:15 con la produzione industriale a gennaio e alle 20 con la pubblicazione dei verbali della riunione di gennaio della Fed che potrebbero offrire nuovi indizi sui tempi e sull’entità di un eventuale allentamento monetario.
Gli operatori attendono, inoltre, il rapporto sull’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) degli Stati Uniti a dicembre, previsto per venerdì, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, che potrebbe influenzare le aspettative sui tassi. I futures statunitensi salgono (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,24% quello sull’S&P500).
Il prezzo dell’oro rimbalza dopo il calo di oltre il 2% nella sessione precedente quando la propensione al rischio è migliorata in seguito ai progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. L’oro spot cresce dell’1,5% a 4.938,66 dollari l’oncia anche se i volumi di scambio sono contenuti con diversi importanti mercati asiatici chiusi per le festività del Capodanno Lunare.
Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa sui principali «principi guida» di un accordo, alimentando le speranze di una svolta diplomatica e riducendo la domanda di oro come bene rifugio. Il precedente calo del metallo giallo è stato accentuato anche da un dollaro più forte, che rende l’oro più costoso, e dall’attenuarsi delle aspettative di tagli anticipati dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.
Sul listino milanese occhio a Mps, Mediobanca e Generali dopo che il cda di Rocca Salimbeni ha dato il via libera alla piena integrazione con Piazzetta Cuccia attraverso una fusione per incorporazione che porterà al delisting della banca milanese. Il board di Mediobanca ha preso atto delle decisioni assunte dall’istituto senese.
Mentre la Banca Centrale Europea ha dato il via libera alle modifiche statutarie volte ad aumentare il numero di seggi riservati agli azionisti di minoranza e che potrebbero potenzialmente rafforzare la presenza del socio francese Crédit Agricole nel consiglio di amministrazione di Banco Bpm. Attenzione anche a Banca Mediolanum dopo che Barclays ha alzato il target price da 22,1 a 22,8 euro (rating overweight).
Quanto a Recordati nel 2025 ha realizzato ricavi consolidati per 2,618 miliardi di euro, in crescita dell'11,8% rispetto all'esercizio 2024 (+8,3% a perimetro omogeneo e cambi costanti), trainati dal contributo del settore Specialty & Primary Care e del settore Rare Diseases; l'impatto negativo dei cambi per l'esercizio 2025 è stato pari a 64,2 milioni. L'ebitda è stato pari a 991,1 milioni, in crescita del 14,5% e con un'incidenza sui ricavi netti del 37,8%. L'utile netto rettificato è salito del 14,5% a 651,1 milioni e l'utile netto del 6,5% a 443,6 milioni.
Nel 2026 Recordati prevede di realizzare ricavi compresi tra 2,73 e 2,8 miliardi, con un impatto avverso dei cambi pari al 3,5%. Sono, inoltre, stimati un ebitda tra 995 milioni e 1,03 miliardi e un utile netto rettificato compreso tra 655 e 685 milioni. Gli obiettivi per l'esercizio 2027 restano invariati, con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di M&A.
Conti 2025 anche per Edison e in arrivo per Brunello Cucinelli. L’utility ha archiviato il 2025 con ricavi pari a 17,739 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 15,387 miliardi del 2024, grazie all’incremento della produzione elettrica (+9,3%), ai maggiori volumi venditi e all'aumento dei prezzi energetici.
Il margine operativo lordo si è attestato a 1,305 miliardi, in linea con le previsioni, ma inferiore agli 1,708 miliardi dello scorso anno, per le minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas, il calo della produzione rinnovabile, soprattutto idroelettrica (-26%), e la riduzione dei margini unitari di vendita di Edison Energia, nonostante nell'anno siano stati superati i 3 milioni di contratti. Giù anche l'utile netto a 240 milioni di euro dai 403 milioni del 2024.
Da monitorare poi Webuild che può essere il cavaliere bianco per il general contractor friulano, Rizzani de Eccher, che la scorsa settimana ha presentato domanda di concordato preventivo: i debiti ammontano a circa 1 miliardo di euro.
Infine, il Galatasaray ha ottenuto una vittoria per 5-2 sulla Juventus, ridotta a dieci uomini, nella partita di andata dei playoff di Champions League disputata il 17 febbraio. (riproduzione riservata)