Il principale indice milanese ha chiuso sopra i 45.760 punti, con un rialzo dello 0,7%. A trainare il Ftse Mib sono state Tim (+3%), Nexi (+2,3%) e le banche con Mediobanca e Mps che hanno guadagnato rispettivamente il 2,3% e il 2%. Hanno terminato la seduta in rosso Diasorin, con una perdita del 6,7%, e Fincantieri (-3,4%). Male anche Buzzi e Stellantis, entrambe in calo dell’1%. Lo spread è sceso a 61 punti, alle 17:45 l’euro scambia a 1,1832 dollari.
I principali listini del Vecchio Continente hanno terminato le contrattazioni col segno più: Dax +0,8%, Ftse 100 +0,8% e Cac 40 +0,5%. Intorno alle 17:45, Wall Street scambiava in rialzo, col Nasdaq sulla parità.
Con l’apertura mista di Wall Street (solo il Dow Jones riesce a mantenersi leggermente sopra la parità), il Ftse Mib procede la seduta con un rialzo dello 0,6%. Spicca il comparto delle tlc, con Tim e Inwit che segnano rispettivamente il 2% e l’1,9%, mentre viaggiano al ribasso Fincantieri (-3,8%), Diasorin (-3,4%) e Buzzi (-1,6%). Bene anche Mediobanca (+2%) e Italgas (+1,8%).
Spread Btp/Bund a 62 punti, cambio euro/dollaro a 1,1820.
L’indice Ftse Mib lima i guadagni (+0,28% a punti alle 14:40) con alcune banche, come Banco Bpm, Popolare di Sondrio e Bper, che hanno virato al ribasso. Pesanti anche Prysmian, Leonardo, Diasorin e Stm.
L’euro accelera al ribasso (-0,24% a 1,1821 dollari) dopo i dati macro Usa e in attesa dell’avvio di Wall Street (futures sull’S&P500 -0,42%). A febbraio l’indice Empire State è sceso meno del previsto a 7,1 punti dal precedente 7,7 punti (la previsione degli economisti era 6,4 punti).
Anche se i futures statunitensi restano in rosso (-0,19% quello sul Dow Jones e -0,39% quello sull’S&P500), i mercati azionari europei salgono, anche Milano (+0,38% a 45.592 punti l’indice Ftse Mib alle 13:40) con le banche sempre ben acquistate (Mps +2,29%, Mediobanca +2,40% e Unicredit +0,95%) nonostante l’invito del vicepremier, Matteo Salvini.
Al dl Bollette ci sta lavorando il ministro dell'Energia, l'obiettivo è di arrivare in Cdm il 18 febbraio, «tagliando di quanti più euro possibile il peso e il costo per gli italiani, chiedendo un sacrificio e un contributo alle aziende», ha detto Salvini.
Con gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro, ha suggerito, «sarà doveroso chiedere alle banche che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo perché no, anche per le bollette».
Sul fronte geopolitico, è cominciato a Ginevra il secondo ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nel tentativo di evitare un intervento militare statunitense, più volte minacciato da Donald Trump. Nel frattempo il petrolio sale leggermente (futures sul Brent +0,09% a 68,69 dollari al barile)
Sul mercato obbligazionario i rendimenti del Bund scendono per la settima seduta consecutiva con i beni rifugio che beneficiano del nervosismo legato all’AI, dei movimenti dei mercati globali e della possibilità di un ulteriore allentamento da parte della Bce più avanti quest’anno (probabilità del 40% di un ulteriore taglio dei tassi). Il rendimento del decennale tedesco cala al 2,73%, vicino ai minimi da inizio dicembre, quello del Btp stessa scadenza al 3,35%, sui minimi dal 21 ottobre, mentre lo spread è fermo a 61,5 punti.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari sale dello 0,44% a quota 45.619 punti grazie alla spinta di Mps (+2,5%), Mediobanca (+3,21%) e Tim (+2,04%), sempre grazie a JP Morgan che ha alzato da 0,57 a 0,62 euro il target price confermando il rating hold.
Invece, Fitch ha confermato il rating di lungo termine di Piazzetta Cuccia a BBB-, mantenendo un outlook stabile. Secondo l'agenzia, la valutazione tiene conto della forte correlazione del profilo di business della banca con quello del nuovo gruppo di riferimento, Mps, oltre che dell'atteso processo di riorganizzazione a seguito dell'integrazione.
Resta al palo (a 3,391 euro) Saipem che ha raggiunto con Deep Value Driller un accordo sui principali termini e condizioni per l'acquisizione dell'unità di perforazione offshore mobile di settima generazione Deep Value Driller. Il prezzo di acquisto concordato ammonta a 272,5 milioni di dollari.
La Deep Value Driller è attualmente oggetto di un contratto di noleggio a scafo nudo tra Saipem Comércio Marítimo, Sociedade Unipessoal (società controllata da Saipem), e DVD fino al 31 luglio 2026 ed è operativa in Indonesia.
Restano in rialzo frazionale i mercati azionari europei (Dax +0,21%, Cac40 +0,09%, Ftse100 +0,37% e Ftse Mib +0,60% a 45.690 punti alle 11:10 con Mps, +2,21%, e Mediobanca, +2,99%, in testa. Bene anche le utility come Enel (+2,2%) ed Erg (+5,16%): secondo Il Corriere della Sera, la società starebbe valutando un’alleanza industriale per valorizzare il portafoglio rinnovabili; tra i possibili partner A2A (+0,62%) e Axpo.
«L’ipotesi di un’alleanza industriale circola da tempo e, qualora dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe a nostro avviso un elemento positivo per il titolo. Attualmente Erg tratta a circa 14 volte il p/e 2026 e a 9 volte l’ev/ebitda 2026, a sconto rispetto alla media storica di circa 21 e 11 volte, rispettivamente», afferma Equita. «La nostra valutazione incorpora un multiplo implicito pari a 17 volte il p/e 2026 (circa il 20% di upside) e 10 volte l’ev/ebitda 2026 (premio implicito di circa il 10%). Permane tuttavia un elemento di incertezza legato alle discussioni sul decreto bollette e alla possibile revisione del meccanismo Ets a livello europeo, che potrebbero influenzare lo scenario dei prezzi dell’energia e, di conseguenza, i multipli di settore. Nella nostra simulazione, una variazione di 10 euro/MWh del prezzo unico nazionale comporta un impatto di circa il 3% sull’ebitda di Erg su cui manteniamo il rating hold e il target price a 25,60 euro».
L’euro è stabile a 1,1846 dollari dopo che a sorpresa l'indice Zew, che determina il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi, è sceso a febbraio a 58,3 punti dai 59,6 punti di gennaio. Il dato è migliore delle attese degli economisti che stimavano un aumento fino a 65,8 punti. Al contempo, le aspettative sulle condizioni attuali sono passate a -65,9 punti da -72,7 punti, meno delle attese (-65,7 punti).
I mercati azionari europei recuperano terreno nonostante i futures Usa negativi (-0,11% quello sul Dow Jones e -0,30% quello sull’S&P500). Francoforte sale dello 0,19%, Parigi dello 0,12%, Londra dello 0,40% e Milano dello 0,51% a 45.653 punti alle 10:20 grazie alla forza delle utility come Italgas (+2,12%), grazie a Berenberg che ha aumentato da 7 a 11 euro il target price ribadendo la raccomandazione hold, ed Enel (+1,74%), a Inwit, Tim, con JP Morgan che ha alzato da 0,57 a 0,62 euro il target price confermando il rating hold, Unicredit e Mps tutte in rialzo di oltre un punto percentuale. Tra le altre banche resta in rosso Bff Bank (-7%) con la Procura di Milano che ha aperto un'indagine sull'istituto di credito con l'ipotesi di falso in bilancio.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 61,6 punti base. Nel complesso del 2025 rispetto al 2024, ha segnalato l’Istat, l'export in valore dell’Italia è cresciuto del 3,3%. A contribuire sono state le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).
Nel 2025 il surplus commerciale è stato pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024) e il deficit energetico si è ridotto a -46.939 milioni da -54.290 milioni dell'anno prima. L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato, ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni).
Borse europee deboli in avvio di seduta (Dax -0,19%, Cac40 +0,11%, Ftse100 -0,25% e Ftse Mib -0,14% a 45.354 punti con lo spread Btp/Bund stabile a 61,6 punti base), con i futures Usa in calo (-0,19% quello sull’S&P500) a causa del calo dei titoli tecnologici, dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’incertezza sui prossimi passi della Federal Reserve.
L’euro scivola dello 0,17% a 1,1829 dollari. L'inflazione tedesca è salita al 2,1% a gennaio, confermando i dati preliminari, rispetto al +1,8% del mese precedente. Su base mensile ha registrato un +0,1%, uguale alla stima preliminare, contro il dato invariato di dicembre. Più tardi verrà pubblicato lo Zew di febbraio, uno degli indicatori anticipatori più seguiti sulla fiducia economica in Germania.
Mentre sono aumentati più delle attese i sussidi di disoccupazione nel Regno Unito: a gennaio sono cresciuti di 28.600 unità, dopo aver riportato una crescita di 2.700 unità a dicembre (dato rivisto da un preliminare di +17.900). Il consenso degli economisti si aspettava un aumento di 22.800 unità. In crescita anche il tasso di disoccupazione al 5,2% a dicembre dal 5% di novembre e contro il 5,2% atteso. Secondo alcune fonti il governo britannico intende allentare alcune regole di quotazione per attrarre aziende cinesi.
Il prezzo del Wti si rafforza (+0,48% a 63,04 dollari al barile il futures), con Wall Street chiusa il 16 febbraio per festività, non quello del Brent (-0,84% a 68 dollari al barile il futures), dopo che un attacco russo che ha colpito la regione meridionale di Odessa, in Ucraina, ha causato danni molto gravi alle infrastrutture energetiche che riforniscono il capoluogo. Ci vorrà molto tempo per riparare le attrezzature e riportarle in funzione.
Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli petroliferi come Eni (+0,09% a 18,16 euro), che ha effettuato un'importante scoperta di gas e condensati in Costa d'Avorio perforando con successo Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501 con volumi stimati fino a 140 miliardi di metri cubi di gas e 450 milioni di barili di condensato (circa 1,4 miliardi di barili equivalenti di petrolio), Saipem (-0,15% a 3,38 euro) e Tenaris (-0,57% a 20,77 euro).
Edison (+1,27% a 2,4 euro l’azione di risparmio) riunisce il cda sul bilancio 2025 come Recordati (stabile a 47,38 a euro).
Nel comparto auto Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 381 euro su Ferrari (+0,95% a 319 euro): «siamo ora più fiduciosi che Ferrari possa raggiungere e superare i propri obiettivi, con diverse leve che potrebbero portare a risultati migliori delle attese. Alziamo le nostre stime per il 2026 a un livello leggermente superiore alla guidance e riteniamo che la Rossa possa raggiungere un margine ebit rettificato del 30% nel secondo semestre, sostenuto dai volumi dei nuovi modelli, dal mix di prodotto e da un minor impatto negativo dei cambi, ponendo le basi per un 2027 solido, per il quale restiamo sopra il consenso. Gli investitori», avverte Berenberg, «dovrebbero tuttavia considerare un primo semestre più debole (il consenso appare troppo ottimistico), a causa del picco degli effetti negativi dei cambi».
Lo stesso broker, in un report sul settore del lusso, ha confermato il rating buy su Brunello Cucinelli (target price a 125 euro; +0,24% a 84,44 euro), mentre ha un rating hold (target price a 55 euro; +0,88% a 50,64 euro) su Moncler. Invece ha abbassato la raccomandazione su Prysmian (-1,33% a 97,86 euro) da buy a hold, pur alzando il target price da 75 a 92 euro.
Mentre Fincantieri (-2,99% a 16,25 euro) si è aggiudicato un ordine da Norwegian Cruise Line Holdings per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione. Il valore della commessa supera i due miliardi di euro.
Tra le banche Bff Bank perde un altro -2,19% a 3,754 euro con la Procura di Milano che ha aperto un'indagine sull'istituto di credito con l'ipotesi di falso in bilancio. Dopo la notizia il titolo ha chiuso in calo la seduta del 16 febbraio di oltre il 12%. La banca ha precisato di essere a conoscenza delle indagini, avviate alla fine del 2023, e su è detta disponibile a collaborare con la procura.
Quanto a Nexi, in rialzo dello 0,84% a 3,112 euro, la quota vincolata al patto parasociale è scesa al 41,37% dal precedente 55,27% del capitale dopo l'uscita dei fondi Bain e Advent. L'accordo rimane formato dagli azionisti Cdp con il 19,14% e H&F con il 22,23%.
Infine, Alba Srl, veicolo societario dell'Istituto Atesino di Sviluppo, principale azionista di Borgosesia, ha annunciato l'intenzione di promuovere un'opa volontaria totalitaria sulla società al prezzo di 0,710 euro per azione (+18,31% a 0,698 euro), finalizzata al delisting. Il corrispettivo incorpora un premio pari al 20,3% rispetto al prezzo di chiusura del 16 febbraio, pari a 0,59 euro.
Borse europee attese in calo (-0,35% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Senza la bussola di Wall Street, chiusa il 16 febbraio per festività, e con i mercati azionari asiatici contrastati in una seduta caratterizzata da scambi ridotti anche in questo caso per le festività, sono pochi gli spunti operativi.
I future sull’S&P 500 scendono dello 0,42% con l’attenzione concentrata su una serie di importanti dati macroeconomici statunitensi attesi questa settimana tra cui l’indice dei prezzi Pce, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve che probabilmente influenzerà le decisioni della banca centrale sui tassi di interesse. Sono, inoltre, attesi i verbali della riunione di gennaio della Fed che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’orientamento di politica monetaria.
Alle 8 si parte con l’inflazione finale a gennaio della Germania e il tasso di disoccupazione Ilo a dicembre della Gran Bretagna per passare alle 10 con la bilancia commerciale Ue a dicembre dell’Italia e alle 11 con l’indice tedesco Zew a febbraio. Mentre alle 14:30 verrà pubblicato l’indice Empire Manufacturing a febbraio degli Stati Uniti, alle 14:55 l’indice settimanale Redbook e alle 16 l’indice sul mercato immobiliare Nahb a febbraio.
In attesa, l’euro flette leggermente dello 0,06% a 1,1842 dollari. «Il contesto sempre più impegnativo a livello geopolitico ha dato nuovo impulso ad agire sul ruolo internazionale dell'euro», ha affermato il 16 febbraio il Commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo. «Può essere una pietra miliare per la nostra strategia e per assicurare stabilità economica e finanziarie. Può anche spingere la competitività, abbassando i costi di finanziamento e mettendo a riparo le imprese di import-export dalle fluttuazioni sui cambi».
I prezzi del petrolio arretrano con l’attenzione concentrata sui prossimi negoziati tra Stati Uniti e Iran. I future sul Brent calano dello 0,64% a 68,21 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,57% a 63,20 dollari al barile. I volumi di scambio sono contenuti alla luce delle chiusure dei mercati in Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud e Singapore.
I ministri statunitensi e iraniani dovrebbero incontrarsi oggi, 17 febbraio a Ginevra, in Svizzera, per discutere dell’arricchimento nucleare del Paese mediorientale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che sarà «indirettamente coinvolto» nei colloqui, anche se non è chiaro in che modo. Intanto, però, gli Stati Uniti avrebbero dispiegato una seconda portaerei in Medio Oriente e starebbero pianificando una campagna militare prolungata nella regione nel caso in cui i negoziati fallissero.
Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli petroliferi come Eni, che ha effettuato un'importante scoperta di gas e condensati in Costa d'Avorio perforando con successo Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501 con volumi stimati fino a 140 miliardi di metri cubi di gas e 450 milioni di barili di condensato (circa 1,4 miliardi di barili equivalenti di petrolio), Saipem e Tenaris.
Edison riunisce il cda sul bilancio 2025 come Recordati.
Nel comparto auto Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 381 euro su Ferrari: «siamo ora più fiduciosi che Ferrari possa raggiungere e superare i propri obiettivi, con diverse leve che potrebbero portare a risultati migliori delle attese. Alziamo le nostre stime per il 2026 a un livello leggermente superiore alla guidance e riteniamo che la Rossa possa raggiungere un margine ebit rettificato del 30% nel secondo semestre, sostenuto dai volumi dei nuovi modelli, dal mix di prodotto e da un minor impatto negativo dei cambi, ponendo le basi per un 2027 solido, per il quale restiamo sopra il consenso. Gli investitori», avverte Berenberg, «dovrebbero tuttavia considerare un primo semestre più debole (il consenso appare troppo ottimistico), a causa del picco degli effetti negativi dei cambi».
Lo stesso broker, in un report sul settore del lusso, ha confermato il rating buy su Brunello Cucinelli (target price a 125 euro), mentre ha un rating hold (target price a 55 euro) su Moncler. Invece ha abbassato la raccomandazione su Prysmian da buy a hold, pur alzando il target price da 75 a 92 euro.
Mentre Fincantieri si è aggiudicato un ordine da Norwegian Cruise Line Holdings per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione. Il valore della commessa supera i due miliardi di euro.
Tra le banche occhio a Bff Bank con la Procura di Milano che ha aperto un'indagine sull'istituto di credito con l'ipotesi di falso in bilancio. Dopo la notizia il titolo ha chiuso in calo la seduta del 16 febbraio di oltre il 12%. La banca ha precisato di essere a conoscenza delle indagini, avviate alla fine del 2023, e su è detta disponibile a collaborare con la procura.
Quanto a Nexi la quota vincolata al patto parasociale è scesa al 41,37% dal precedente 55,27% del capitale dopo l'uscita dei fondi Bain e Advent. L'accordo rimane formato dagli azionisti Cdp con il 19,14% e H&F con il 22,23%.
Infine, Alba Srl, veicolo societario dell'Istituto Atesino di Sviluppo, principale azionista di Borgosesia, ha annunciato l'intenzione di promuovere un'opa volontaria totalitaria sulla società al prezzo di 0,710 euro per azione, finalizzata al delisting. Il corrispettivo incorpora un premio pari al 20,3% rispetto al prezzo di chiusura del 16 febbraio, pari a 0,59 euro. (riproduzione riservata)