Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in volata (+1,8%) con Stellantis e Stm. Giù i petroliferi
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in volata (+1,8%) con Stellantis e Stm. Giù i petroliferi
La riapertura dello Stretto di Hormuz zavorra le azioni di Eni (-7%) e Saipem (-5,4%). Leonardo: accordo tra Idv e Indra. Cambio euro/dollaro sopra 1,18, lo spread scende a 72 punti

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa  17/04/2026 07:40

Ftse Mib
48.869,43 17.40.00

+1,75%

Dax 30
24.702,24 18.00.00

+2,27%

Dow Jones
49.488,54 20.38.39

+1,87%

Nasdaq
24.441,88 20.33.38

+1,41%

Euro/Dollaro
1,1791 20.19.06

-0,08%

Spread
71,98 17.30.15

-5,55

  • Ore 15:45 Wall Street parte in rialzo. A Milano balzo di Stellantis
  • Ore 14:40 Futures Usa positivi. A Milano in evidenza Leonardo
  • Ore 13:00 Il Ftse Mib consolida sopra 48.300 con Mps (+3%) e Generali (+2%), esteri all’assalto dei Btp: +24 miliardi a febbraio
  • Ore 11:30 Il Ftse Mib allunga il passo con le banche, il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,8%
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib amplia i guadagni con Stellantis e Ferrari. Lo spread scende a 76: a febbraio export +2,6%
  • Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Stm e Campari. Spread stabile a 77 in attesa del giudizio di Dbrs Morningstar sull’Italia
  • Ore 07:40 Europa attesa in lieve calo, petrolio -1% con cessate il fuoco tra Israele e Libano

Il Ftse Mib chiude a 48.869 punti, in rialzo dell’1,8%. Il listino beneficia dei rally di Stellantis (+6,8%), Stm (+6,6%) e Ferrari (+5,2%). Bene anche Mediobanca (+5,2%). Crollano i titoli petroliferi con la fine del blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto del petrolio a livello globale: Eni perde il 7%, Saipem il 5,4%, Tenaris il 2,1% e Terna l’1,9%. Lo spread Btp/Bund scende a 72 punti. 

La riapertura dello Stretto galvanizza anche le altre borse europee con il Dax di Francoforte, maglia rosa nel Vecchio Continente, che balza del 2,4%. Il Cac 40 di Parigi avanza del 2%, il Ftse 100 di Londra dello 0,8%, l’Ibex di Madride del 2,1%. Tonica anche Wall Street dopo un paio d’ore di scambi. 

Ore 15:45 Wall Street parte in rialzo. A Milano balzo di Stellantis

Wall Street apre tonica. Nel dettaglio, il Dow Jones guadagna circa lo 0,7%, l'S&P 500 l’1,3% e il Nasdaq l’1%. «Il nuovo record storico dell'S&P 500 di ieri (16 aprile) maschera una sessione di consolidamento dopo un rally ad aprile, che ha virtualmente cancellato il drawdown di marzo per quasi tutte le asset class», osservano gli esperti di Mps.

Dopo l’apertura dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 48.722 punti, in rialzo dell'1,5%. Corre Stellantis, che guadagna il 4,8%, seguita da Mediobanca (+4,4%) e Stm (+4,2%). In calo i titoli petroliferi, penalizzati dalla prospettiva di una ripresa dei viaggi nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di petrolio e gas: Eni cede il 6%, Saipem il 5,7%, Terna il 2,8% e Tenaris il 2,7%. 

I mercati guardano con favore agli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente. A questo proposito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: «Siamo molto vicini a raggiungere un accordo con l'Iran», affermando che Teheran sarebbe ora disposta a rinunciare alle proprie armi nucleari.

L’euro balza intanto sopra 1,18 dollari (a 1,1833 dollari nel dettaglio) mentre il biglietto verde è destinato a chiudere la settimana in forte calo, con l’avvicinarsi di un accordo Usa-Iran. Sul fronte macro la giornata non prevede dati significativi. «Avremo un paio di interventi da parte dei membri della Fed Daly e Waller, anche se non ci aspettiamo che dicano qualcosa di particolarmente significativo dato che le aspettative di un cambiamento a breve dei tassi negli Stati Uniti sono molto basse», commenta Matthew Ryan, strategist di Ebury. «Gli investitori rivolgeranno invece almeno un occhio all’audizione della Commissione Bancaria del Senato della prossima settimana, in particolare alle dichiarazioni del prossimo presidente della Fed, Kevin Warsh».

Ore 14:40 Futures Usa positivi. A Milano in evidenza Leonardo

I futures Usa accelerano al rialzo (+0,78% quello sul Dow Jones e +0,48% quello sull’S&P500 alle 14:40) in scia ai venti di pace in Medio Oriente e i mercati azionari europei, tranne Londra (-0,06%) si muovono di conseguenza (Dax +0,69%, Cac 40 +0,56% e Ftse Mib +0,80% a 48.411 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 74,6 punti base e Avio, Mps, Mediobanca e Stm che guadagnano oltre tre punti percentuali). 

Gli Stati Uniti e l'Iran «stanno raggiungendo un accordo di principio», ha dichiarato a Reuters un mediatore pakistano coinvolto nei colloqui tra le due parti, aggiungendo che sono stati fatti progressi nella diplomazia informale, con il leader de facto del Pakistan, il feldmaresciallo Asim Munir, che ha ottenuto una svolta su «questioni spinose» durante i colloqui tenutisi a Teheran questa settimana. Nel prossimo incontro, le due parti potrebbero firmare un memorandum d'intesa, seguito da un accordo più ampio entro 60 giorni.

In evidenza Leonardo con accordo tra Idv e Indra

Nonostante i venti di pace sul listino milanese schizza del 2,29% a 59,39 euro Leonardo grazie all’accordo strategico tra Iveco Defence Vehicles, società acquisita dal colosso della difesa, e Indra Land Vehicles che mette le basi per il nuovo veicolo anfibio da combattimento per la fanteria di Marina spagnola.

Il contratto include la fornitura di 34 piattaforme Superav da parte di Idv. Indra consegnerà al ministero della Difesa spagnolo quattro varianti del veicolo anfibio (trasporto truppe, comando e controllo, recovery e ambulanza) integrando la piattaforma Idv con i sistemi di missione richiesti dal ministero della Difesa spagnolo. Queste attività saranno svolte presso gli stabilimenti di Indra in Spagna. 

Ore 13:00 Il Ftse Mib consolida sopra 48.300 con Mps (+3%) e Generali (+2%), esteri all’assalto dei Btp: +24 miliardi a febbraio

Grazie alla tregua tra Israele e il Libano e in attesa di una svolta in Iran Milano si conferma tra le migliori piazze europee (+0,68% a 48.354 punti alle 13:00 l’indice Ftse Mib), complice Wall Street che dovrebbe aprire la seduta in rialzo. A sostenere il listino milanese sono soprattutto le banche, con Mps in testa (+3%), Generali (+2%), i titoli del lusso come Brunello Cucinelli (+2,14%). In ottima forma pure Amplifon (+2,8%).

Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 76,4 punti base. L’ammontare dei titoli di Stato italiani nel portafoglio degli investitori esteri ha registrato a febbraio un forte incremento: +24,3 miliardi di euro dopo i +14,1 miliardi di gennaio, secondo i dati di Banca d'Italia sulla bilancia dei pagamenti.

«I mercati trovano terreno fertile per salire proprio quando la fiducia è bassa. A questo si aggiunge un elemento psicologico decisivo: la paura di restare fuori. Anche gli investitori più cauti, osservando indici che continuano a guadagnare terreno, iniziano a riconsiderare le proprie posizioni», afferma a milanofinanza.it, Francesco Megna, responsabile commerciale in banca. «Il timore di perdere opportunità prevale sulla prudenza e porta a rientri graduali sul mercato. Questo meccanismo alimenta ulteriormente il rialzo, creando un circolo che si auto-rinforza, spesso scollegato dal tono delle notizie macroeconomiche».

Un ruolo importante è giocato anche dalle aspettative sulle banche centrali. Dopo una lunga fase di rialzi dei tassi, i mercati iniziano a scontare una stabilizzazione o un futuro allentamento delle condizioni monetarie. Questo scenario, anche solo ipotizzato, è sufficiente a sostenere le valutazioni azionarie. Il costo del denaro rimane un elemento chiave: quando smette di essere un fattore di pressione crescente, gli asset rischiosi tornano ad essere più appetibili.

«Non va poi sottovalutata la capacità delle imprese di adattarsi a contesti complessi. In molti casi, gli utili si stanno dimostrando più resilienti del previsto», aggiunge Megna. «Le aziende hanno imparato a gestire inflazione, costi energetici e rallentamento della domanda attraverso efficienze operative, revisione dei prezzi e riorganizzazione delle filiere. Questo contribuisce a mantenere solide le prospettive sugli utili, uno dei principali driver delle borse».

Ore 11:30 Il Ftse Mib allunga il passo con le banche, il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,8%

Con i futures statunitensi positivi (+0,41% quello sul Dow Jones e +0,18% quello sull’S&P500) e la tregua di 10 giorni tra Israele e il Libano, i mercati azionari europei, eccetto Londra (-0,04%), consolidano il rialzo (Francoforte +0,65%, Parigi +0,41% e Milano +0,66% a 48.341 punti alle 11:30 grazie alle banche, Mps e Mediobanca in primis, ad Avio e FinecoBank. Saipem, Terna e Tenaris le poche note stonate).

Il presidente statunitense, Donald Trump, desidera disperatamente la fine della guerra in Iran, ha dichiarato a Politico un alto funzionario del Golfo, aggiungendo che «credo che accetterebbe ulteriori compromessi perché desidera ardentemente la fine di questa guerra».

Intanto, però, sull’altro fronte aperto, Hezbollah ha detto di avere il «dito sul grilletto» e di essere pronto ad attaccare in caso di violazioni da parte di Israele del cessate il fuoco. Il gruppo sostenuto dall'Iran ha affermato che «i combattenti terranno il dito sul grilletto perché temono il tradimento del nemico». Il cessate il fuoco di 10 giorni, mediato da Trump, giunge dopo circa sei settimane di conflitto tra Israele ed Hezbollah.

Il rendimento del Btp 10 anni scende sotto il 3,8% al 3,79% con lo spread che orbita intorno a 76 punti base mentre i mercati continuano a guardare alla crisi in Medio Oriente con un cauto ottimismo. «Alcuni segmenti hanno già recuperato interamente le perdite ma lo Stetto di Hormuz resta sostanzialmente chiuso», indicano gli analisti di Ing. «Con il passare del tempo, e se le attese dovessero essere deluse, potrebbero emergere effetti a catena più tangibili, anche perché le economie stanno attingendo alle riserve. Sullo sfondo, restano gli avvertimenti dell'Agenzia internazionale dell'energia e del Fondo monetario internazionale sui rischi di sottovalutare l'impatto economico».

Ore 10:20 Il Ftse Mib amplia i guadagni con Stellantis e Ferrari. Lo spread scende a 76: a febbraio export +2,6%

Dopo che è scattata la tregua di 10 giorni tra Israele e il Libano l’indice Ftse Mib di Piazza Affari accelera al rialzo (+0,46% a 48.248 punti alle 10:20 grazie alla spinta di Mps, +1,4%, Mediobanca, +1,7%, Ferrari, +2,7%, e Stellantis, +1,66%). L’euro sale dello 0,06% a 1,1782 dollari e lo spread Btp/Bund a 76,8 punti base in attesa del giudizio di Dbrs Morningstar sull’Italia (non sono attesi cambiamenti).

Intanto l'Istat ha stimato per febbraio una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+3,5%) rispetto alle esportazioni (+2,6%). L'aumento su base mensile dell'export si deve alle maggiori vendite verso l'area extra Ue (+5,3%), mentre l'export verso l'area Ue è risultato stazionario. Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, rispetto al precedente, l'export è cresciuto dello 0,9% e l'import si è ridotto dell'1,3%. Il saldo commerciale a febbraio 2026 è risultato pari a +4.944 milioni (era +4.444 milioni nello stesso mese del 2025) contro attese per 3,83 miliardi. Il deficit energetico (-3.466 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-5.000 milioni).

Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Stm e Campari. Spread stabile a 77 in attesa del giudizio di Dbrs Morningstar sull’Italia

Borse europee caute in avvio di seduta (Dax -0,03%, Cac40 +0,10%, Ftse100 -0,08% e Ftse Mib +0,19% a 48.120 punti) anche se è entrato in vigore un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, anche se l'esercito libanese parla già di violazioni della tregua da parte degli israeliani, le cui forze restano schierate nel sud del Paese in risposta all'attività di Hezbollah.

Nuovo incontro fra Stati Uniti e Iran

Donald Trump ha in programma di invitare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente libanese, Joseph Aoun, a Washington per colloqui importanti che potrebbero svolgersi nelle prossime due settimane. Invece questo fine settimana dovrebbe tenersi un nuovo incontro fra Stati Uniti e Iran, ha aggiunto Trump, alimentando le aspettative di una conclusione a breve del conflitto con Teheran che a quanto pare ha messo sul tavolo la possibilità di non dotarsi di armi nucleari per oltre 20 anni.

Spread stabile a 77 in attesa del giudizio di Dbrs Morningstar sull’Italia
 

In questo quadro, il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,82% con lo spread con il Bund poco mosso a 77,6 punti base. A mercati chiusi, Dbrs Morningstar si pronuncia sul debito sovrano dell’Italia. Era il 17 ottobre quando l’agenzia ha promosso Roma da BBB (high) ad A (low), citando un'economia più resiliente e aspettative secondo cui il consolidamento fiscale contribuirà a stabilizzare il rapporto tra debito pubblico e pil, e portato l'outlook da positivo a stabile, il che di solito indica nessun cambiamento significativo nel giudizio di credito nei prossimi due anni. Era il primo ritorno dell’Italia nella fascia «A» dal 2016. 

A Milano in evidenza Stm, Nexi, Campari e Stellantis. Rally di Ovs

Sul listino milanese spiccano Stm con un +1,43% a 35,46 euro, Nexi con un +1,20% a 3,614 euro, dopo che la Banca Popolare di Sondrio (+0,20% a 17,64 euro) ha comunicato che si è perfezionato il closing dell'accordo sottoscritto con la paytech avente ad oggetto il trasferimento del ramo d'azienda relativo alle attività di merchant acquiring e la cessione della partecipazione di minoranza detenuta dalla Sondrio in Nexi Payments, e Campari con un +0,85% a 6,62 euro all’indomani dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2025,  chiuso con un utile di 346 milioni di euro, e ha deliberato la distribuzione di un dividendo per l'esercizio pari a 0,10 euro per azione, in aumento del 54% rispetto all'anno precedente.

Stabile, invece, a quota 23,42 euro Eni dopo che il proxy advisor Iss ha esortato gli azionisti a votare contro la proposta del colosso oil volta ad aumentare in modo significativo la retribuzione del suo amministratore delegato, Claudio Descalzi, per il 2026, definendo la mossa «eccessiva».

Dopo nove anni senza aumenti salariali, Eni aveva in programma di aumentare la remunerazione del 23% a 8,9 milioni di euro, con un aumento fino al 38% a 15,4 milioni in base a una sovraperformance nel suo piano di incentivazione a lungo termine, ha affermato Iss. Ad aprile il Mef ha proposto di confermare Descalzi per un nuovo mandato triennale a partire da maggio.

Quanto a Pirelli, in calo dello 0,41% a 6 euro, ha confermato il 16 aprile i suoi obiettivi per il 2026, ma ha precisato che l'ebit adjusted è previsto nella parte bassa del range della guidance. La società ha inoltre annunciato di aver attivato un piano di mitigazione in seguito alla crisi in Medio Oriente, che comporterà aumenti dei prezzi.


Meglio Stellantis con un +1,21% a 7,052 euro che ha annunciato una collaborazione strategica quinquennale con Microsoft per accelerare la trasformazione digitale attraverso il co-sviluppo di capacità avanzate in ambito di intelligenza artificiale, sicurezza informatica e ingegneria.

Tra le banche occhio ancoar a Banco Bpm (+0,57% a 13,12 euro) all’indomani dell’assemblea degli azionisti che ha confermato Giuseppe Castagna e Massimo Tononi al vertice dell’istituto di credito per un nuovo mandato. Nella primo test della Legge Capitali, in un’assemblea con il 74,45% di capitale presente la lista del consiglio uscente ha ricevuto il 58,87% dei voti favorevoli, pari al 43,82% del capitale sociale.

Infine, Ovs brilla con un +6,84% a 5,23 euro dopo aver chiuso l'esercizio 2025 al 31 gennaio 2026 con risultati record. Le vendite hanno raggiunto 1,746 miliardi di euro, +7% rispetto al 2024, trainate sia dalla crescita a parità di superfici, superiore al mercato, sia dal consolidamento di Goldenpoint. L’ebitda rettificato è aumentato dell’11,7% a 218,2 milioni con un margine al 12,5% (+50 punti base ano su anno) e l’utile netto rettificato del 14,8% a 89,4 milioni.

Ore 07:40 Europa attesa in lieve calo, petrolio -1% con cessate il fuoco tra Israele e Libano

Borse europee attese in leggero calo (-0,14% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta nonostante il 16 aprile sia entrato in vigore un cessate il fuoco di 10 giorni tra Libano e Israele e il presidente statunitense, Donald Trump, abbia dichiarato che il prossimo incontro tra Usa e Iran potrebbe tenersi nel fine settimana, alimentando l'ottimismo sul fatto che la guerra con l'Iran potrebbe essere vicina alla fine. In leggero rialzo i futures Usa (0,26% quello sul Dow Jones e +0,06% quello sull’S&P500).

La pace con l’Iran è vicina

Il tycoon ha anche detto che Teheran si è offerto di non possedere armi nucleari per più di 20 anni. «Vedremo cosa succederà. Ma penso che siamo molto vicini a un accordo con l'Iran», ha affermato. Così i prezzi del petrolio scendono, avviandosi verso una seconda settimana di forti perdite. Il future sul petrolio Brent cala dell’1,31% a 98 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,95% a 93,32 dollari al barile.

Petrolio -3% in una settimana

Entrambi i contratti hanno perso oltre il 3% nel corso della settimana. Trump il 16 aprile ha dichiarato un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano dopo che funzionari di entrambi i Paesi si sono incontrati a Washington. Trump inviterà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente libanese, Joseph Aoun, per colloqui alla Casa Bianca. L’inclusione del Libano in un cessate il fuoco (termina il 21 aprile, ma il presidente Usa ha suggerito la possibilità di estendere l’accordo) era una richiesta chiave dell’Iran. 

Anche le previsioni di una domanda globale di petrolio più debole pesano sui prezzi del greggio. Sia l’Agenzia Internazionale dell’Energia sia l’Opec hanno avvertito di una domanda più debole nei prossimi mesi, mentre le continue interruzioni nello Stretto di Hormuz, che fornisce il 20% del consumo mondiale di petrolio, probabilmente manterranno l’offerta sotto pressione. «Il controllo dello Stretto rimane il principale punto critico, con il blocco navale statunitense ora al suo quarto giorno», hanno dichiarato gli analisti di Ocbc, avvertendo che i negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbero richiedere fino a sei mesi.

Pochi dati macro

L’euro si limita a un +0,05% a 1,1782 dollari in attesa alle 10:00 dell’unico dato macro della giornata: la bilancia commerciale a febbraio dell’Italia. Mentre nel pomeriggio alle 16:30 parla Claudia Buch, presidente della Vigilanza Bce, l'organismo a cui spetta la supervisione delle maggiori 110 banche europee. Più tardi due esponenti della Fed: alle 18:15 Barkin e alle 20 Waller.

Italia al test Dbrs Morningstar

Invece, a mercati chiusi, Dbrs Morningstar si pronuncia sul debito sovrano dell’Italia. Era il 17 ottobre quando l’agenzia ha promosso Roma da BBB (high) ad A (low), citando un'economia più resiliente e aspettative secondo cui il consolidamento fiscale contribuirà a stabilizzare il rapporto tra debito pubblico e pil, e portato l'outlook da positivo a stabile, il che di solito indica nessun cambiamento significativo nel giudizio di credito nei prossimi due anni. Era il primo ritorno dell’Italia nella fascia «A» dal 2016. 

A Milano occhio a Eni, Pirelli, Stellantis, Banco Bpm e Ovs

Sul listino milanese attenzione a Eni dopo che il proxy advisor Iss ha esortato gli azionisti a votare contro la proposta del colosso oil volta ad aumentare in modo significativo la retribuzione del suo amministratore delegato, Claudio Descalzi, per il 2026, definendo la mossa «eccessiva».

Dopo nove anni senza aumenti salariali, Eni aveva in programma di aumentare la remunerazione del 23% a 8,9 milioni di euro, con un aumento fino al 38% a 15,4 milioni in base a una sovraperformance nel suo piano di incentivazione a lungo termine, ha affermato Iss. Ad aprile il Mef ha proposto di confermare Descalzi per un nuovo mandato triennale a partire da maggio.

Quanto a Pirelli ha confermato il 16 aprile i suoi obiettivi per il 2026, ma ha precisato che l'ebit adjusted è previsto nella parte bassa del range della guidance. La società ha inoltre annunciato di aver attivato un piano di mitigazione in seguito alla crisi in Medio Oriente, che comporterà aumenti dei prezzi.


Mentre Stellantis ha annunciato una collaborazione strategica quinquennale con Microsoft per accelerare la trasformazione digitale attraverso il co-sviluppo di capacità avanzate in ambito di intelligenza artificiale, sicurezza informatica e ingegneria.

Tra le banche occhio a Banco Bpm all’indomani dell’assemblea degli azionisti che ha confermato Giuseppe Castagna e Massimo Tononi al vertice dell’istituto di credito per un nuovo mandato. Nella primo test della Legge Capitali, in un’assemblea con il 74,45% di capitale presente la lista del consiglio uscente ha ricevuto il 58,87% dei voti favorevoli, pari al 43,82% del capitale sociale.

Infine, Ovs ha chiuso l'esercizio 2025 al 31 gennaio 2026 con risultati record. Le vendite hanno raggiunto 1,746 miliardi di euro, +7% rispetto al 2024, trainate sia dalla crescita a parità di superfici, superiore al mercato, sia dal consolidamento di Goldenpoint. L’ebitda rettificato è aumentato dell’11,7% a 218,2 milioni con un margine al 12,5% (+50 punti base ano su anno) e l’utile netto rettificato del 14,8% a 89,4 milioni.

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