Alle 15:30 il Ftse Mib accentua i cali segnando -0,6% a 52.079 punti. Tra i titoli in rosso Stmicroelectronics (-3,6%) e Prysmian (-3,5%), seguiti da Poste Italiane (-3%) e Tim (-2,17%).
Acquisti su Fincantieri (+1,7%), Unipol (+1%), Diasorin (+0,9%) e Unicredit (+0,8%). Lo spread Btp/Bund si attesta a 82 punti.
Wall Street avvia la seduta in ordine sparso: positivo solo il DowJones (+0,24%).
Futures di Wall Street negativi (-0,43% quello sull’S&P500 alle 14:40), dollaro in rimonta su euro e yen e rendimento del Treasury a 10 anni al 4,58% dopo la raffica di dati macro americani. In particolare, le vendite dettaglio a giugno su base annuale hanno registrato un +6,7%, in calo rispetto al precedente +7,3%. Mentre le richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana del 10 luglio su base settimanale sono scese a 208 mila unità dalle 216 mila unità precedenti (la previsione degli economisti era 216 mila unità). Infine, l’indice PhillyFed di luglio è balzato a 41,4 punti, in aumento rispetto al precedente 10,3 punti (la stima degli esperti era 12,7 punti). A Piazza Affari il Ftse Mib accelera al ribasso (-0,83% a 51.976 punti) con Prysmian e Stm che perdono entrambe il 4% e le banche tutte in rosso tranne Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Soffrono anche i Btp con il rendimento del decennale al 3,98% (lo spread con il Bund resta elevato a 83,9 punti base). Con l'Iran che avrebbe ordinato ai ribelli Houthi di tenersi pronti a bloccare lo stretto di Bab al-Mandab qualora gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture energetiche iraniane, secondo quanto hanno riferito alcune fonti a Reuters, il future sul Brent risale dell’1% a 85,87 dollari al barile.
A Milano l’indice Ftse Mib accelera al ribasso (-0,66% a 52.062 punti alle 13:30) con Stm -4,16% e Prysmian -3,76%, giù anche Tim -1,2% e le banche tranne Mps nel giorno del cda sull’offerta di Intesa Sanpaolo.
I prezzi del petrolio sono volatili. Il future sul greggio Wti torna in territorio negativo (-0,24% a 79,41 dollari al barile) e viaggia in tandem con il future sul Brent (-0,45% a 84,57 dollari al barile), anche se l’Iran ha fatto sapere che gli attacchi «si estenderanno a nuove aree» se gli Stati Uniti proseguiranno i loro bombardamenti. «Se l'aggressione statunitense continuerà, la guerra si allargherà a nuovi fronti», ha dichiarato il portavoce dell'esercito di Teheran, Mohammad Akraminia. in un messaggio pubblicato su Telegram. «Una parte significativa delle capacità delle forze armate non è stata ancora mostrata», ha aggiunto.
Lo spread Btp/Bund sale a 83,48 punti base anche se l'Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti (il voto è stato a scrutinio segreto). Il risultato è stato accolto da un applauso della maggioranza. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura. La riforma prevede un premio di maggioranza per la coalizione o la lista, che supera il 42% dei consensi (ovvero 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori). In caso di mancato raggiungimento della soglia, i seggi verranno poi assegnati in misura proporzionale. Sulla scheda elettorale sarà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze.
«La legge è passata con una maggioranza molto ampia, quindi non ci sono problemi all'interno della maggioranza e della coalizione di centrodestra», ha commentato a caldo il vicepremier Antonio Tajani. Sulla bocciatura dell'emendamento in materia di preferenze e di quote femminili, Tajani ha minimizzato: «Io non mi sconvolgo se un emendamento non viene approvato. L'importante è che sia stata approvata la legge, perché l'obiettivo fondamentale è quello di garantire stabilità a questo Paese». Non è mancata in Aula la protesta delle opposizioni con vari cartelli sulla legge elettorale: «Meloni ha fallito», «legge elettorale = legge truffa», «la maggioranza non esiste più: a casa».
I mercati azionari europei flettono (-0,67% il Dax, -0,63% il Cac40, -0,22% il Ftse100 e -0,53% a 52.132 punti il Ftse Mib alle 12:30 con alcuni titoli come Fincantieri e Unicredit che salgono contro corrente, rispettivamente, con un +1,4% e un +1,12%).
Giù i futures Usa (-0,13% quello sull’S&P500) con solo il petrolio Wti che ha virato leggermente al rialzo (+0,05% a 79,61 dollari al barile il future) dopo che i pasdaran hanno colpito una base aerea statunitense in Giordania con missili balistici, in risposta all’attacco americano nei pressi di un ospedale oncologico pediatrico in Iran. I pasdaran hanno affermato che le forze statunitensi avrebbero «utilizzato basi aeree situate in Giordania per colpire varie zone dell'Iran, comprese le vicinanze di un ospedale oncologico pediatrico».
L’euro si conferma sopra 1,14 dollari mentre è aumentato il deficit della bilancia commerciale dell'Eurozona a maggio, registrando un passivo di 7,8 miliardi di euro, rispetto al disavanzo di 1,2 miliardi di aprile e al surplus di 15 miliardi di giugno 2025. Il dato si confronta con i 2,8 miliardi di surplus attesi dagli economisti.
L’indice Ftse Mib vira al ribasso. Alle 11:30 perde lo 0,33% a 52.240 punti con Stm in calo del 3% e Prysmian del 2,8%. Inoltre perdono l’1,9% Brunello Cucinelli e Leonardo.
L’euro consolida il rialzo sopra 1,14 dollari e lo spread Btp/Bund resta a 82,10 punti base. L'inflazione è scesa a giugno in Italia. L'indice ha registrato una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3% dal +3,2% di maggio. Anche l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si è ridotta lievemente da +1,7% a +1,6%.
Mentre il saldo commerciale dell'Italia con l'estero a maggio ha mostrato un avanzo di 4,793 miliardi di euro (era +6,103 miliardi nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico di 5,7 miliardi è risultato decisamente superiore rispetto a un anno prima (-3,457 miliardi).
Borse europee deboli in avvio di seduta: Francoforte -0,02%, Parigi 0,22%, Londra -0,55% e Milano -0,01% a 52.407 punti, con Washington che ha lanciato due ondate di attacchi contro i siti missilistici iraniani e le difese costiere dopo aver riattivato il blocco navale mentre l'Iran ha colpito siti militari americani nei Paesi vicini. Le ostilità si sono intensificate da quando l'Iran ha dichiarato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio stornano (-0,36% a 84,64 dollari al barile il future sul Brent).
Lo spread Btp/Bund sale a 82,2 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in aumento al 3,93%. In mattinata Francia e Spagna si attivano attraverso aste regolari, offrendo un totale, rispettivamente, di 14 e 6 miliardi di euro. I recenti dati sull'inflazione americana, inferiori alle attese, hanno spinto i mercati a escludere pressoché del tutto la prospettiva di un rialzo dei tassi da parte della Fed già questo mese: la probabilità è scesa al 10% dal 43% di inizio mese.
Il raffreddamento dell'inflazione è però probabilmente destinato a essere solo temporaneo alla luce del continuo aumento dei prezzi del petrolio per le tensioni in Medio Oriente. Intanto l’economia della Gran Bretagna è cresciuta dello 0,1% a maggio, in linea con le aspettative degli economisti, mentre la produzione industriale ha registrato un -0,5% mese su mese (+1% anno su anno).
Sul listino milanese Mps spunta un +0,30% a 11,50 euro: dal cda potrebbe giungere la valutazione preliminare sull'offerta di Intesa Sanpaolo. Più gettonata Mediobanca, in crescita dell’1% a 27,54 euro.
In frazionale rialzo (+0,28% a 81,52 euro) poi Unicredit dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha detto che il governo tedesco non sta bloccando la fusione o l'acquisizione di Commerzbank da parte della banca guidata da Andrea Orcel, ma non approva le modalità dell'operazione.
Intanto S&P ha confermato il giudizio A-/A-2 su Unicredit, con outlook positivo, dopo l'offerta su Commerzbank e ha detto che l'integrazione delle attività della banca tedesca nel gruppo potrebbe aprire la strada a un miglioramento del rating di due livelli superiore a quello sovrano dell'Italia (BBB+, outlook positivo).
Nel comparto oil spicca Tenaris con un +1,75% a 24,96 euro, Eni è piatta a quota 21,26 euro con l’ad, Claudio Descalzi, che interviene davanti alla commissione parlamentare (13:30). Invece, la Consob ha approvato il documento dell'opas su Tim, il cui periodo di adesione andrà dal 20 luglio all'11 settembre. Per effetto del raggruppamento delle azioni Tim (-0,04% a 7,915 euro), il corrispettivo dell'offerta è stato rettificato a 1,67 euro cash e 0,218 azioni ordinarie di Poste (-0,11% a 28,21 euro) di nuova emissione.
Nel settore pharma Recordati si limita a un +0,10% a 51,35 euro dopo aver annunciato che la maggioranza del cda ha giudicato «congrua» l'offerta da 10,7 miliardi di euro presentata dalla società di private equity Cvc Capital Partners e dal gruppo di investimento belga Groupe Bruxelles Lambert per il delisting della società farmaceutica italiana.
Sei dei dieci membri del board hanno votato a favore dell'offerta di 51,29 euro per azione (51,30 euro il prezzo di chiusura del 15 luglio), mentre quattro consiglieri indipendenti l'hanno ritenuta inadeguata perché non riflette adeguatamente il valore e le prospettive future di Recordati, pur riconoscendo la logica strategica dell'operazione e i potenziali benefici legati al delisting.
Mentre Technoprobe (-1,97% a 30,82 euro) ha reso noto che il consigliere di amministrazione Chih-Kuang Yang, non esecutivo e non indipendente, ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto dal 15 luglio, per sopraggiunti motivi personali.
Il consigliere Chih-Kuang Yang era stato nominato dall'assemblea degli azionisti il 10 luglio del 2025 in accoglimento della proposta formulata dall'azionista T-Plus. Non sono previste indennità o altri benefici spettanti a seguito della cessazione dalla carica.
Insieme a Technoprobe, focus su Stm (-0,90% a 58,35 euro) dopo che Tsmc, il più grande produttore di chip a contratto al mondo, ha registrato un balzo del 77% dell'utile netto nel secondo trimestre del 2026 a 706,6 miliardi di dollari taiwanesi (21,99 miliardi di dollari Usa), superando le previsioni degli analisti a 632,6 miliardi di dollari taiwanesi e raggiungendo un livello record, grazie alla domanda boom per i suoi processori destinati all'intelligenza artificiale.
E se Sesa (-0,36% a 96,05 euro) riunisce il cda sui conti, Star7 (ferma a 9,6 euro all’Egm) ha annunciato che Anima Sgr è uscita dal capitale dopo aver ridotto la propria partecipazione al di sotto del 10% il 9 luglio.
Invece, nell'ambito dell’opa promossa su Datalogic (stabile a 5,71 euro) l'offerente ha reso noto che verrà a detenere a una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale (il 92,86%, fatte salve ulteriori adesioni, nonché eventuali acquisti di azioni al di fuori dell'offerta). Si è avverata la condizione relativa alla soglia, la riapertura dei termini non avrà luogo e sussistono i presupposti per il delisting. Il periodo di adesione all'offerta terminerà il 17 luglio. infine, Braga Moro (sulla parità a 6,85 euro), in seguito alla conclusione dell'opa lanciata da Power Conversion Holding, verrà delistata dall'Egm dal 22 luglio.
Borse europee attese in frazionale rialzo (+0,25% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta come i futures Usa (+0,10% sia quello sul Dow Jones sia quello sull’S&P500) anche se le forze statunitensi il 15 luglio hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. presa di mira anche la città di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. In risposta, Teheran ha minacciato di interrompere ulteriormente le esportazioni energetiche della regione, affermando di essere impegnata in una «guerra esistenziale» contro gli Stati Uniti.
Mentre la tensione in Medio Oriente resta alta, sul fronte commerciale il governo statunitense ha annunciato che imporrà dazi del 25% su una serie di prodotti brasiliani, a seguito di un'indagine condotta dal Rappresentante per il commercio della Casa Bianca sulla base di una legge del 1974. Entreranno in vigore il 22 luglio, «il tempo necessario per attuarli nei sistemi doganali«, ha precisato un funzionario statunitense.
I prezzi del petrolio hanno invertito la rotta con le prese di profitto, mentre gli esperti valutano i rischi derivanti dalla nuova ondata di attacchi statunitensi contro installazioni militari iraniane, che ha alimentato i timori di una ripresa di un conflitto su larga scala e di possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.
Dopo essere saliti per la quarta seduta consecutiva, il future sul Brent perde lo 0,57% a 84,47 dollari al barile e quello sul Wti lo 0,40%, a 79,28 dollari al barile. In precedenza, il Brent aveva guadagnato quasi un dollaro nel corso della seduta ed entrambi i contratti restavano vicini ai massimi dell'ultimo mese. «I rischi geopolitici continuano a sostenere con decisione i prezzi del petrolio, ma dopo il forte rialzo delle ultime sedute gli operatori stanno adottando un atteggiamento attendista», ha dichiarato Priyanka Sachdeva, senior market analyst di Phillip Nova. «L'attenzione si è spostata dalla minaccia in sé alla possibilità che vi siano reali interruzioni dei flussi petroliferi e a come Stati Uniti e Iran decideranno di reagire nei prossimi giorni».
Il 15 luglio, primo giorno dopo il ripristino del blocco navale statunitense contro l'Iran, il numero di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz è diminuito sensibilmente: solo sette imbarcazioni hanno effettuato il passaggio, rispetto alle tredici del giorno precedente. «Sebbene proseguano gli sforzi di mediazione da parte dei due Paesi e l'opinione prevalente sia che una guerra su vasta scala resti improbabile, il Wti potrebbe comunque salire fino a 85-87 dollari al barile, a seconda dell'evoluzione del conflitto», ha previsto Hiroyuki Kikukawa, chief strategist di Nissan Securities Investment.
L’Iran avrebbe lasciato intendere di poter ricorrere agli alleati Houthi nello Yemen per bloccare il passaggio di Bab el-Mandeb, porta d'accesso al Mar Rosso. Ciò aprirebbe un nuovo fronte contro Washington e metterebbe a rischio una seconda delle più importanti rotte energetiche del mondo. Goldman Sachs ha stimato che il Brent potrebbe superare i 110 dollari al barile nel quarto trimestre se la ripresa delle esportazioni dal Golfo continuerà a rimanere bloccata. Al contrario, il prezzo potrebbe scendere a 60 dollari entro la fine dell'anno qualora le tensioni si attenuassero e la produzione si riprendesse più rapidamente del previsto.
Il dollaro scende sia nei confronti dell’euro, che vale 1,1465 (+0,13%) sia nei confronti dello yen (cross dollaro/yen a 162,09, -0,04%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,55% dopo che il presidente della Fed, Kevin Warsh, è stato ascoltato in audizione al Senato. Inflazione, intelligenza artificiale, indipendenza della banca centrale e tempistica delle task force i temi principali su cui si sono focalizzate le domande dei senatori americani.
Sull'inflazione, Warsh ha indicato tre cause principali: «si genera quando un cambiamento di prezzo una tantum si allarga. Le cause sono l'AI, il conflitto con l'Iran e probabilmente l'effetto residuo del fatto che alcune importazioni sono diventate più costose». Alla domanda se si tratti di un fenomeno temporaneo o permanente, ha risposto: «Non sarà permanente sotto la mia guida».
Ha poi delineato tre linee d'azione: «Primo, per chi nei mercati pensa che la Fed fosse a suo agio con un livello di inflazione più alto, stiamo facendo del nostro meglio per smentirlo. Secondo, ce ne assumeremo la responsabilità: diremo che abbiamo il potere di fare qualcosa. Terzo, guarderemo ai nostri strumenti in un'economia che cambia, sia il bilancio sia i tassi d'interesse, per vedere se dobbiamo adeguare la politica per affrontarla di petto». In giornata parlano due membri della Fed: alle 18:30 Logan e alle 19:25 Schmid.
Lato macro, alle 8 vengono pubblicati la bilancia commerciale e la produzione industriale a maggio della Gran Bretagna, alle 10 l’inflazione finale a giugno dell’Italia e alle 11 la bilancia commerciale a maggio. Invece dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano le vendite al dettaglio a giugno, l’indice Philadelphia Fed di luglio e le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione, alle 16 l’indice mercato immobiliare Nahb a luglio e le scorte delle imprese a maggio.
Sul listino milanese attenzione a Mps: dal cda potrebbe giungere la valutazione preliminare sull'offerta di Intesa Sanpaolo.
Quanto a Unicredit il cancelliere Friedrich Merz ha detto che il governo tedesco non sta bloccando la fusione o l'acquisizione di Commerzbank da parte della banca guidata da Andrea Orcel, ma non approva le modalità dell'operazione.
Intanto S&P ha confermato il giudizio A-/A-2 su Unicredit, con outlook positivo, dopo l'offerta su Commerzbank e ha detto che l'integrazione delle attività della banca tedesca nel gruppo potrebbe aprire la strada a un miglioramento del rating di due livelli superiore a quello sovrano dell'Italia (BBB+, outlook positivo).
Nel comparto oil, è da monitorare Eni con l’ad, Claudio Descalzi, che interviene davanti alla commissione parlamentare (13:30). invece, la Consob ha approvato il documento dell'opas su Tim, il cui periodo di adesione andrà dal 20 luglio all'11 settembre. Per effetto del raggruppamento delle azioni Tim, il corrispettivo dell'offerta è stato rettificato a 1,67 euro cash e 0,218 azioni ordinarie di Poste di nuova emissione.
Nel settore pharma occhio a Recordati che ha annunciato che la maggioranza del cda ha giudicato «congrua» l'offerta da 10,7 miliardi di euro presentata dalla società di private equity Cvc Capital Partners e dal gruppo di investimento belga Groupe Bruxelles Lambert per il delisting della società farmaceutica italiana.
Sei dei dieci membri del board hanno votato a favore dell'offerta di 51,29 euro per azione (51,30 euro il prezzo di chiusura del 15 luglio), mentre quattro consiglieri indipendenti l'hanno ritenuta inadeguata perché non riflette adeguatamente il valore e le prospettive future di Recordati, pur riconoscendo la logica strategica dell'operazione e i potenziali benefici legati al delisting.
Mentre Technoprobe ha reso noto che il consigliere di amministrazione Chih-Kuang Yang, non esecutivo e non indipendente, ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto dal 15 luglio, per sopraggiunti motivi personali.
Il consigliere Chih-Kuang Yang era stato nominato dall'assemblea degli azionisti il 10 luglio del 2025 in accoglimento della proposta formulata dall'azionista T-Plus. Non sono previste indennità o altri benefici spettanti a seguito della cessazione dalla carica.
Insieme a Technoprobe, focus su Stm dopo che Tsmc, il più grande produttore di chip a contratto al mondo, ha registrato un balzo del 77% dell'utile netto nel secondo trimestre del 2026 a 706,6 miliardi di dollari taiwanesi (21,99 miliardi di dollari Usa), superando le previsioni degli analisti a 632,6 miliardi di dollari taiwanesi e raggiungendo un livello record, grazie alla domanda boom per i suoi processori destinati all'intelligenza artificiale.
E se Sesa riunisce il cda sui conti, Star7 ha annunciato che Anima Sgr è uscita dal capitale dopo aver ridotto la propria partecipazione al di sotto del 10% il 9 luglio.
Invece, nell'ambito dell’opa promossa su Datalogic l'offerente ha reso noto che verrà a detenere a una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale (il 92,86%, fatte salve ulteriori adesioni, nonché eventuali acquisti di azioni al di fuori dell'offerta). Si è avverata la condizione relativa alla soglia, la riapertura dei termini non avrà luogo e sussistono i presupposti per il delisting. Il periodo di adesione all'offerta terminerà il 17 luglio. infine, Braga Moro, in seguito alla conclusione dell'opa lanciata da Power Conversion Holding, verrà delistata dall'Egm dal 22 luglio. (riproduzione riservata)