Borse oggi in diretta | Ftse Mib tonico con Unicredit, Intesa Sanpaolo e Avio. Spread a 71 punti
Borse oggi in diretta | Ftse Mib tonico con Unicredit, Intesa Sanpaolo e Avio. Spread a 71 punti
Borse europee toniche. Brent e Wti giù di quasi quattro punti percentuali, dopo accordo di pace Iran-Usa. A Piazza Affari in rosso Saipem e Buzzi

di Francesca Gerosa e Giulia Venini  16/06/2026 08:10

Ftse Mib
52.362,32 17.09.50

+1,02%

Dax 30
24.918,67 17.09.44

+0,10%

Dow Jones
52.010,20 17.14.57

+0,66%

Nasdaq
26.624,35 17.09.58

-0,22%

Euro/Dollaro
1,1602 16.54.37

+0,03%

Spread
70,10 17.24.27

-1,69

  • Ore 14:30 Ftse Mib in rialzo dell’1,2% grazie alle banche. Sale Unicredit, perde terreno Saipem
  • Ore 13:30 Ftse Mib il migliore in Ue, petrolio -2%: Goldman Sachs e Morgan Stanley tagliano le stime 2026
  • Ore 12:30 Ftse Mib poco sotto il nuovo massimo storico a 52.481 punti, futures Usa positivi
  • Ore 11:30 Ftse Mib sopra 52.400 con Unicredit e i titoli della difesa, sorpresa: l’indice Zew balza a 10,5
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib allunga il passo con Unicredit e Fincantieri, l’euro resta sopra 1,16 dollari
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Unicredit, lo spread scende a 70: parte la due giorni del Fomc
  • Ore 08:00 Europa attesa in leggero rialzo, petrolio e oro arretrano

Il Ftse Mib mantiene solidi i rialzi (+1,15% a 52.430 punti alle 15:30) grazie a Unicredit (+4,4%), Avio (+3%), Intesa Sanpaolo (+2,3%) e Brunello Cucinelli (+2,2%). In rosso Saipem (-3,2%), Buzzi (-2,3%), StMicroelectronics (-2%) e Amplifon (-1,5%). Spread Btp/Bund a 71 punti.

Wall Street apre le contrattazioni sopra la parità, ma il Nasdaq è in leggero calo (-0,03%).

Come spiegato da Gabriel Debach, market analyst di eToro, la divergenza azionaria tra Europa e Stati Uniti nel giorno della pace in Iran non è stata una questione geopolitica, ma di struttura degli indici. Mentre lo Stoxx 600 ha chiuso con un progresso dello 0,2%, l’S&P 500 è salito dell’1,65% grazie al rally dei semiconduttori, con titoli come Micron, Amd e Western Digital. 

Negli Usa il peso della tecnologia supera il 37% dell’indice e ha compensato il crollo dell’energia. In Europa, invece, energia e difesa hanno subito le vendite dopo il calo del premio al rischio, trascinando il mercato. Auto e banche hanno reagito positivamente al calo del petrolio e alle prospettive economiche, ma l’assenza di un settore tech dominante ha impedito allo Stoxx 600 di replicare la forza americana.

Secondo Debach restano comunque i dubbi sulla competitività dell’automotive, con molti fondi che continuano a scommettere contro i costruttori europei per la crescente concorrenza cinese.

Ore 14:30 Ftse Mib in rialzo dell’1,2% grazie alle banche. Sale Unicredit, perde terreno Saipem

Alle 14:30 il Ftse Mib segna un progresso dell’1,16% a 52.439 punti mosso in particolare dal comparto bancario, con rialzi su Unicredit (+4,26%), Intesa Sanpaolo (+2%), Banca Mediolanum (+2%) e Fineco (+1,8%). Bene anche Avio (+3,5%) e Brunello Cucinelli (+2,3%). Si muovono in ribasso Saipem (-2,9%), StMicroelectronics (-2,4%) e Buzzi (-1,4%). Spread Btp/Bund a 71 punti. 

Wall Street dovrebbe aprire in territorio positivo. Le licenze edilizie, indicatore chiave della condizione del mercato immobiliare, hanno visto un calo dagli 1,42 milioni di aprile agli 1,41 di maggio. 

Ore 13:30 Ftse Mib il migliore in Ue, petrolio -2%: Goldman Sachs e Morgan Stanley tagliano le stime 2026

I mercati azionari europei si confermano tonici (Dax +0,52%, Cac40 +0,69%, Ftse100 +0,52% e Ftse Mib +1,22% a 52.466 punti alle 13:25, sotto il nuovo massimo storico a 52.481 ma con Unicredit +4%, Intesa Sanpaolo +2% e Avio +3,9% sempre in vetta). Il quadro d’intesa per un memorandum of understanding tra Iran e Stati Uniti, annunciato il 14 giugno e la cui firma è attesa venerdì 19 giugno, è coerente con lo scenario di base di S&P Global Ratings, secondo cui le interruzioni nello Stretto di Hormuz avrebbero iniziato ad attenuarsi nella seconda metà del 2026.

Di riflesso i prezzi del petrolio continuano a scendere: il future sul greggio Brent segna un -2,52% a 81,07 dollari al barile e quello sul Wti un -3% a 78, 31 dollari al barile, sui livelli più bassi dall’inizio di marzo, anche se trader, armatori e produttori continuano a ribadire di aver bisogno di maggior chiarezza sull’accordo di pace.

La stessa S&P ha precisato che «anche a seguito di un accordo preliminare, il nostro scenario di base continua a incorporare una normalizzazione solo graduale dei flussi marittimi ed energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Riteniamo infatti che possano persistere criticità operative e un elevato grado di incertezza fino alla finalizzazione di un accordo complessivo». 

L'agenzia di rating ha annunciato che fornirà aggiornamenti più completi, comprese eventuali revisioni delle previsioni macroeconomiche e delle valutazioni sul credito, nell'ambito delle sue pubblicazioni periodiche sulle condizioni economiche previste nelle prossime due settimane.

Goldman Sachs e Morgan Stanley tagliano le stime sul petrolio

Intanto Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno entrambe annunciato una revisione al ribasso delle stime sul prezzo del greggio per l’ultimo trimestre del 2026, citando la ripresa dei flussi petroliferi dal Golfo Persico, avvenuta prima del previsto. Goldman Sachs si aspetta un pieno ritorno alla normalità già entro la fine del prossimo mese e ha indicato una previsione per il Brent a 80 dollari al barile nell’ultimo trimestre dell’anno rispetto alla precedente stima di 90 dollari.

Invece, Morgan Stanley ha previsto che il Dated Brent, uno dei principali benchmark del mercato fisico del petrolio, si attesti in media a 90 dollari al barile nel terzo trimestre di quest’anno, in calo rispetto alla precedente previsione a 100 dollari, e a 80 dollari negli ultimi tre mesi dell’anno. «Molti aspetti devono ancora essere negoziati e permangono rischi significativi, ma per il momento questo rappresenta un passo importante verso una de-escalation del conflitto e un aumento delle esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz», afferma Morgan Stanley.

Goldman Sachs punta su una ripresa rapida dei flussi. «Sebbene i dettagli completi dell’accordo non siano ancora chiari, ora ipotizziamo che le esportazioni dal Golfo Persico tornino ai livelli precedenti al conflitto entro la fine di luglio», stima la banca d’affari Usa. Un po’ più cauta Morgan Stanley secondo cui il ripristino completo del traffico delle petroliere richiederà probabilmente «diverse settimane», poiché sarà necessario bonificare eventuali mine, ricostruire la fiducia commerciale tra i vari armatori e compagnie assicurative e consentire il ritorno nell’area delle navi che erano state trasferite altrove.

«Per ripristinare la produzione è anche necessario prima svuotare i serbatoi destinati all’esportazione; per questo motivo il ritmo con cui le petroliere vuote entrano nel Golfo è probabilmente ancora più importante di quello delle navi cariche che ne escono», avverte Morgan Stanley, prevedendo che il 50% della produzione persa sarà recuperato entro settembre, l’80% entro dicembre, il resto nei primi mesi del 2027.

Ore 12:30 Ftse Mib poco sotto il nuovo massimo storico a 52.481 punti, futures Usa positivi

Continua la cavalcata dell’indice Ftse Mib (+1,17% a 52.442 punti grazie all’exploit di Unicredit +3,8%, con il il risiko bancario che resta al centro dell’attenzione, di Avio +4% e di Poste Italiane +2%, sostenuta dall’aggiornamento di Banca Akros che ha aumentato il target price a 32 euro dai precedenti 26,5 euro, rating accumulate confermato) anche se sotto il nuovo massimo storico raggiunto nell’intraday a quota 52.481 punti.

I futures Usa salgono (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,01% quello sull’S&P500) grazie al miglioramento del quadro geopolitico e alla flessione dei prezzi del petrolio. Il mercato continua tuttavia a seguire con attenzione i dettagli dell’intesa tra Stati Uniti e Iran e le possibili implicazioni per la sicurezza regionale e per il commercio internazionale. L’Unione Europea mantiene un approccio prudente. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha sottolineato che eventuali accordi dovranno essere verificabili e compatibili con il diritto internazionale, evidenziando inoltre l’importanza della piena riapertura dello Stretto di Hormuz.

A sostenere Unicredit contribuisce anche il giudizio positivo di Bank of America, che ha confermato la raccomandazione buy e portato il prezzo obiettivo da 92 a 100 euro. Secondo la banca d’affari, il mercato non riflette ancora completamente il potenziale derivante dall’investimento in Commerzbank.

Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 70,61 punti base e l’euro consolida il rialzo (+0,17% a 1,16083 dollari). Nel primo trimestre del 2026 il costo orario del lavoro è aumentato del 3,2% nell'area dell'euro, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Il dato segna un rallentamento rispetto al 3,6% del primo trimestre 2025 e al 3,4% del quarto trimestre del 2025.

Ore 11:30 Ftse Mib sopra 52.400 con Unicredit e i titoli della difesa, sorpresa: l’indice Zew balza a 10,5

Le borse europee accelerano al rialzo (Dax +0,69%, Cac40 +0,85%, Ftse100 +0,68% e Ftse Mib +1,16% a 52.439 punti alle 11:30 dopo un nuovo massimo storico nell’intraday a 52.481 punti con Unicredit +3,5% e i titoli della difesa Leonardo +1,44%, Avio +3,52% e Fincantieri +2,38% in evidenza; maglia nera a Saipem -1,5%, Stm -2,6% e Stellantis -0,77%).

L’euro si rafforza sul dollaro, vale 1,16013 (+0,11%), dopo che l’indice sul sentiment economico della Germania è balzato a 10,5 punti a giugno rispetto a -10,2 punti di maggio, secondo quanto ha comunicato l’istituto di ricerca Zew. Il dato ha sorpreso decisamente il mercato visto che la stima del consenso era di -5,8 punti. Tuttavia l’indicatore sulla situazione attuale si è attestato a -81 punti rispetto ai precedenti -77,8 punti.

Ore 10:30 Il Ftse Mib allunga il passo con Unicredit e Fincantieri, l’euro resta sopra 1,16 dollari

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari prende il largo e sale dell’,1,11% a 52.412 punti alle 10:30 con Unicredit, Banca Mediolanum, Fincantieri e Avio che avanzano di oltre due unti percentuali. Stm, Saipem e Diasorin le note più stonate.

Lo spread Btp/Bund resta fermo a 70,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,64%, mentre prosegue da parte del Tesoro il collocamento del titolo quinquennale indicizzato all'inflazione e dedicato alla sola clientela retail. Nella prima giornata gli ordini per il Btp Italia sì si sono fermati a 3,18 miliardi di euro.

L’Istat conferma: inflazione +0,4% mese su mese a maggio

L’euro resta sopra 1,16 dollari (+0,10%). A maggio l'indice dei prezzi al consumo dell’Italia ha registrato una variazione del +0,4% su base mensile e del +3,2% su base annua (da +2,7% di aprile), confermando la stima preliminare dell'Istat. L'accelerazione dell'inflazione ha risentito della dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), degli energetici regolamentati (da +5,3% a +5,6%), dei servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3%).

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Unicredit, lo spread scende a 70: parte la due giorni del Fomc

Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta (Dax +0,17%, Cac40 +0,30%, Ftse100 +0,15% e Ftse Mib +0,57% a 52.133 punti) con la firma del memorandum d’intesa per porre fine al conflitto Usa/Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz in programma venerdì 19 giugno in Svizzera. Ma molti restano i nodi da sciogliere, inducendo i mercati alla cautela dopo l'euforia della vigilia. Dopo aver perso il 15 giugno quasi il 5%, le quotazioni del petrolio sono in modesto calo (future sul Brent -0,25% a 82,96 dollari al barile).

Diversi i nodi da sciogliere nell’intesa Usa-Iran

Per gli operatori del trasporto marittimo la fiducia nella ripresa dei transiti attraverso Hormuz potrebbe richiedere settimane per ristabilirsi e comunque la navigazione riprenderà solo quando la sicurezza sarà garantita. Gli armatori non riprenderanno il transito attraverso lo Stretto per settimane, finché non avranno la certezza che l'accordo tra Stati Uniti e Iran sia «concreto», ha detto al Financial Times il ceo della società giapponese Mitsui Osk Lines.

«Ciò che dovrà entrare in vigore non è semplicemente un accordo tra i paesi coinvolti, ma deve essere concreto e tradursi in una situazione reale nello Stretto di Hormuz, in modo che le compagnie di navigazione possano sentirsi a proprio agio nel transitarvi», ha affermato Jotaro Tamura di Mitsui Osk.

Anche i combattimenti in Libano tra Israele e la milizia Hezbollah, alleata dell’Iran, restano un punto critico. Teheran ha affermato che l’accordo con Washington richiede una cessazione totale delle ostilità nell’area, ma Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che Tel Aviv manterrà le proprie forze nel Libano meridionale e conserverà il diritto di rispondere agli attacchi di Hezbollah.

Al vertice dei Sette grandi nella cittadina francese di Evian, i leader europei avvertiranno Trump che un accordo provvisorio e superficiale con l’Iran rischia di consolidare i programmi nucleari di Teheran. Inoltre, lo esorteranno a riconsiderare la sua strategia sull’Ucraina.

Lo spread scende a 70, parte la due giorni del Fomc

In questo contesto il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,67% con lo spread con il Bund a 70,7 punti base, rispettivamente ai minimi da fine maggio e inizio giugno. La notizia dell’accordo di pace tra Usa e Iran ha parzialmente stemperato le scommesse di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bce, passate a 30 punti base entro fine anno dai precedenti 40, ma non ha modificato le aspettative secondo cui la Fed rimarrà alla finestra al meeting che prende il via oggi, 16 giugno, e termina il 17.

Prosegue da parte del Tesoro il collocamento del titolo quinquennale indicizzato all'inflazione e dedicato alla sola clientela retail. Nella prima giornata gli ordini per il Btp Italia sì si sono fermati a 3,18 miliardi di euro, ricalcando l'andamento dell'edizione del maggio dello scorso anno del Btp Italia a 7 anni.

A Milano bene Unicredit, Intesa Sanpaolo, Leonardo e Idntt

Sul listino milanese Intesa Sanpaolo, impegnata a consultarsi con il governo sulle future decisioni riguardanti Generali (+0,55% a 42,12 euro), nell'ambito delle garanzie sul piano di acquisizione di Banca Mps (+0,24% a 10,81 euro), segna un +0,82% a 5,93 euro.

Invece, le adesioni all'ops di Unicredit (+2,57% a 76,49 euro) su Commerzbank sono salite all'11,91% dall'11,86% di venerdì 12 giugno. Termina il periodo dell’offerta.

Quanto a Leonardo, in crescita dell’1% a 52,54 euro, ha ricevuto un ordine da Avincis per 15 elicotteri con consegne attese tra il 2028 e il 2031.

Infine, Idntt (+3,92% a 3,18 euro) ha avviato un'operazione di rafforzamento patrimoniale da 4,9 milioni di euro attraverso una procedura di Abb. Le azioni sono state offerte a un prezzo pari a 2,98 euro l’una (3,06 euro il prezzo di chiusura del 15 giugno).

Ore 08:00 Europa attesa in leggero rialzo, petrolio e oro arretrano

Borse europee attese in frazionale rialzo (future sull’Eurostoxx50 +0,13%) in avvio di seduta. Contrastati, invece, i futures Usa (+0,12% quello sul Dow Jones e -0,04% quello sull’S&P500) mentre cala l’ottimismo sull’intesa tra Stati Uniti e Iran: per gli operatori ci vorranno settimane per ricostruire la fiducia nella ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz (future sul petrolio Brent -0,55% a 82,71 dollari al barile).

Il vicepresidente americano, JD Vance, ha dichiarato a Fox News che il presidente, Donald Trump, potrebbe decidere di rendere pubblico l'accordo tra Washington e Teheran prima di venerdì 19 giugno. L'accordo, che è stato firmato elettronicamente dai leader negli Stati Uniti e in Iran, dovrebbe essere firmato di persona venerdì a Ginevra.

Focus su BoE e Fed

Prima, mercoledì 17 giugno, la Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi tra il 3,50% e il 3,75% nella riunione di debutto del presidente Kevin Warsh. Le dichiarazioni del governatore, le proiezioni economiche e la conferenza stampa saranno esaminate attentamente alla ricerca di eventuali segnali di un abbandono da parte della Fed della sua politica accomodante, dato che i funzionari stanno assumendo una posizione più restrittiva sui rischi legato all’inflazione. I prezzi dei titoli del Tesoro Usa registrano un rialzo, spingendo al ribasso i rendimenti (al 4,4% quello del 10 anni, il livello più basso dal 12 maggio), sulla scia delle speranze che i prezzi del petrolio possano ora scendere in modo sostenibile e attenuare i rischi al rialzo per l’inflazione.

Il dollaro statunitense ha toccato il minimo degli ultimi 10 giorni rispetto all'euro e alla sterlina che si rafforza dello 0,1% a 1,342 dollari mentre gli economisti hanno previsto che giovedì 18 giugno la Banca d'Inghilterra manterrà invariati i tassi di interesse al 3,75%. Il dollaro rimane pressoché invariato rispetto allo yen giapponese a 160,286, anche se oggi, 16 giugno, la Banca del Giappone ha aumentato i tassi di 25 punti base all'1%. Li ha, invece, lasciati invariati la banca centrale australiana.

L’oro storna

I prezzi dell’oro stornano dello 0,3% a 4.337 dollari l’oncia, rimanendo vicino ai massimi di una settimana dopo il balzo di oltre il 2% di lunedì 15 giugno, mentre gli investitori attendono ulteriori dettagli su un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il che ha alimentato il calo dei prezzi del petrolio e migliorato il sentiment di rischio sui mercati globali.

Lato macro, alle 10 esce il dato sull’inflazione finale a maggio dell’Italia, alle 11 l’indice Zew sulla fiducia economica in Germania a giugno, alle 14:30 i prezzi import  degli Stati Uniti, le licenze edilizie e i nuovi cantieri residenziali a maggio per chiudere alle 14:55 con l’indice settimanale Redbook.

A Milano occhio a Intesa Sanpaolo, Mps, Unicredit, Leonardo e Idntt

Sul listino milanese attenzione a Intesa Sanpaolo che è impegnata a consultarsi con il governo sulle future decisioni riguardanti Generali, nell'ambito delle garanzie sul piano di acquisizione di Banca Mps.

Invece, le adesioni all'ops di Unicredit su Commerzbank sono salite all'11,91% dall'11,86% di venerdì 12 giugno. Termina il periodo dell’offerta.

Quanto a Leonardo ha ricevuto un ordine da Avincis per 15 elicotteri con consegne attese tra il 2028 e il 2031.

Infine, Idntt ha avviato un'operazione di rafforzamento patrimoniale da 4,9 milioni di euro attraverso una procedura di Abb. Le azioni sono state offerte a un prezzo pari a 2,98 euro l’una (3,06 euro il prezzo di chiusura del 15 giugno). (riproduzione riservata)