Ore 15:45 Wall Street apre mista. A Milano rally di Amplifon
Ore 14:40 Futures Usa positivi. Borse Ue ancora toniche
Il Ftse Mib chiude a 48.026 punti, in calo dello 0,3%. Tra le blue chip scatta Amplifon, che guadagna il 5,7%, seguita da Mediobanca (+2,4%) e Mps (+2,2%). In calo Nexi (-2,6%), A2a (-2%) e Italgas (-1,9%). Spread in aumento a 77 punti.
Le altre borse europee vanno in ordine sparso: il Dax di Francoforte guadagna lo 0,4%, il Cac 40 di Parigi cede lo 0,1%, il Ftse 100 di Londra cresce dello 0,3%. Negli Stati Uniti i principali indici viaggiano in rialzo dopo circa due ore di scambi.
I listini azionari statunitensi trattano poco mossi all'apertura delle contrattazioni. Nel dettaglio, il Dow Jones sale dello 0,35% e l'S&P 500 dello 0,17%, mentre il Nasdaq Composite cala frazionalmente dello 0,02%.
Sul fronte politico «l’estensione di un cessate il fuoco per altre due settimane e la volontà di mettere fine a questa guerra sembrano sempre più concrete. Indicazioni che giungono non solo da Usa-Iran ma anche da Israele e Libano i cui colloqui di pace sembra stiano proseguendo bene», commentano gli strategist di Mps.
Lato banche centrali il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha espresso preoccupazione per l’impatto della guerra in Iran sull’economia, affermando che il conflitto ha già mostrato segnali di aumento dei prezzi e rallentamento della crescita. Il banchiere ha osservato che il conflitto ha «intensificato l'incertezza» sulle condizioni economiche nazionali e locali.
Dopo l’apertura dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 48.109 punti, in calo dello 0,1%. Tra le blue chip sale Amplifon (+4,7%), seguita dalla coppia Mediobanca (+2,8%)-Mps (+2,3%) per cui prosegue il trend di rialzo legato alla riconferma dell’amministratore delegato della banca senese, Luigi Lovaglio. In calo Unicredit (-1,9%), Diasorin (-1,3%) e Bper Banca (-1,2%). Spread a 78 punti.
I futures Usa accelerano al rialzo (+0,15% quello sull’S&P500) dopo i dati macro americani e le borse europee si confermano toniche (Dax +0,66%, Cac40 +0,58%, Ftse100 +0,76% e Ftse Mib +0,29% a 48.293 punti alle 14:40 con Amplifon, +5,39%, Mediobanca, +2,8%, e Mps, +2,3%, in cima al listino; stonano soprattutto A2A, Diasorin, Eni, Saipem e Unicredit).
Lo spread Btp/Bund sale a 77,6 punti base e l’euro scende dello 0,13% a 1,1782 dollari. Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti nella settimana del 10 aprile su base settimanale sono scese più del previsto a 207 mila unità dalle precedenti 218 mila unità (la previsione degli economisti era di 213 mila unità).
Inoltre è migliorata più delle attese l'attività del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia (Stati Uniti). Ad aprile, l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto Fed di Philadelphia (Philly Fed) si è portato a 26,7 punti dai 18,1 di marzo. Il dato è migliore delle stime degli economisti a 10,3 punti.
Mentre i dati finali sull’inflazione dell’area euro, pubblicati oggi 16 aprile, hanno confermato che la lettura più bassa delle attese registrata a marzo era in gran parte un rinvio della pressione inflazionistica, più che una sua effettiva scomparsa, secondo Kamil Kovar, direttore della ricerca di Moody’s Analytics. La revisione dell’inflazione mostra un 2,6% invece del 2,5%.
Più importante ancora, i dati confermano che i prezzi dei carburanti sono aumentati molto meno rispetto alla realtà: i prezzi rilevati sono cresciuti solo del 13,5%, mentre i dati ad alta frequenza della Commissione Europea mostrano un aumento del 25% già all’inizio di aprile. Allo stesso modo, i prezzi dei biglietti aerei hanno registrato solo un lieve aumento. Detto questo, insieme al cessate il fuoco in Medio Oriente, «la lettura di marzo aiuterà i falchi della Bce a respingere l’ipotesi di un rialzo dei tassi nella riunione di aprile. Di conseguenza, è probabile che li alzi solo una volta», prevede Kamil Kovar.
L’indice Ftse Mib sale dello 0,36% a 48.328 punti alle 13 anche se la guerra in Iran sta offuscando le prospettive delle aziende europee, dalle compagnie aeree alle vendite al dettaglio, con l'aumento dei prezzi dell'energia, le interruzioni della catena di approvvigionamento e il rallentamento della crescita che pesano sugli outlook.
Dopo easyJet anche Tesco, il principale rivenditore di generi alimentari della Gran Bretagna, ha citato l'incertezza per il conflitto, avvertendo che potrebbe comportare un calo degli utili quest'anno.
Sostengono il listino milanese soprattutto le banche (spread stabile a 76,6 punti base): Mediobanca (+2,3%), Generali (+2,4%) e Banco Bpm (+2,46%) mentre ha preso forma il nuovo consiglio di amministrazione. Il voto delle liste è avvenuto con il 74,45% del capitale presente, pari a circa 1,2 miliardi di diritti di voto, e la lista del cda uscente si è aggiudicata il 58,871% dei voti. La seconda lista di Crédit Agricole ha conquistato il 30,9% e quella di Assogestioni circa l'8%.
Il nuovo cda risulta composto per la lista 1 da Massimo Tononi (candidato presidente), Giuseppe Castagna (candidato ad), Marina Mantelli, Francesco Mele, Alberto Oliveti, Eugenio Rossetti, Silvia Stefini, Luigia Tauro, Costanza Torricelli e Giovanna Zanotti. Dalla lista della Banque Verte vengono eletti Frédéric de Courtois, Alessio Foletti, Rossella Leidi e Domenica Siniscalco. Infine, Giampiero Massolo della lista di Assogestioni si aggiudica l'ultimo posto.
Con i futures Usa in lieve rialzo (+0,07% quello sul Dow Jones e +0,09% quello sull’S&P500 alle 11:20), le borse europee consolidano il rialzo (+0,3% il Dax, +0,34% il Cac40, +0,14% il Ftse100 e +0,28% a 48.292 punti il Ftse Mib, spinto dal duo Mps, +2,8%, con Luigi Lovaglio rieletto ad, e Banco Bpm, +3,19%, mentre è in corso l’assemblea degli azionisti per i rinnovo del cda).
«Il mercato sta scontando qualche possibilità di rialzo dei tassi con il conflitto in Medio Oriente ma Banco Bpm è ben coperta con manovre di hedging. Il rialzo dei tassi di certo non ci piace perché scoraggia gli investimenti dei clienti corporate, ma andrebbe a beneficio del margine d'interesse netto, quindi migliorerebbe i risultati della banca. Gli investimenti rimangono comunque il nostro pane quotidiano», ha detto Giuseppe Castagna, candidato ad di Banco Bpm nell'ambito della lista del cda uscente, rispondendo alla domanda di un socio in merito all'impatto del conflitto sul piano strategico durante l'assemblea dei soci in corso a Milano.
In generale il management e il cda di Banco Bpm stanno «monitorando con estrema attenzione e prudenza il contesto geopolitico», ha precisato Castagna, sottolineando però che «Bpm non ha una presenza internazionale particolarmente sviluppata e, quindi, ci sono pochi riflessi diretti - lo stesso vale per la situazione russa che, invece, sta punendo altre banche».
L’euro accelera al ribasso (-0,16% a 1,1779 dollari). L’inflazione finale dell’Eurozona a marzo è risultata pari a +1,3% mese su mese (+2,6% anno su anno). A +0,8% mese su mese quella core (+2,3% anno su anno).
A Piazza affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,20% a 48.251 punti alle 10:30 con Mps (+2,9%), Mediobanca (+3,80%), Banco Bpm (+3,39%) e Generali (+1,9%) in testa. Stonano Diasorin, Eni, Inwit e Nexi. Gli investitori sono sempre più fiduciosi di una fine del conflitto in Medio Oriente e dell'apertura del cruciale Stretto di Hormuz. Ma diverse società hanno iniziato a segnalare che la guerra in Iran sta già avendo un impatto sui loro conti. La compagnia aerea low cost britannica Easyjet (-3,11% alla borsa di Londra) ha avvertito di una perdita maggiore del previsto nel primo semestre a causa dell'aumento del prezzo del carburante provocato dalla guerra in Iran e di maggiori accantonamenti legali.
Lo spread Btp/Bund scende a 76,4 punti base e l’euro vira al ribasso nei confronti del dollaro, perde lo 0,15% a 1,1780. A marzo l’inflazione in Italia ha registrato una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% di febbraio). L’Istat ha confermato la stima preliminare. A marzo l'inflazione si porta a +1,7% (dal +1,5% di febbraio), soprattutto per effetto della risalita dei prezzi degli energetici (-2,1% da -6,6% di febbraio) e della sensibile accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (+4,7% da +3,7%).
Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta (Dax +0,06%, Cac40 +0,12%, Ftse100 +0,16% e Ftse Mib +0,28% a 48.292 punti), in un contesto che resta sostenuto dal miglioramento del clima geopolitico in Medio Oriente. I futures statunitensi segnalano un avvio moderatamente positivo, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,23%, il Dow Jones in progresso dello 0,19% e il Nasdaq dello 0,40%. Lo spread Btp/Bund scende a quota 75,9 punti base in attesa alle 13:30 dei verbali della riunione di marzo della Bce.
Il dollaro si conferma più debole contro le principali valute. Sul mercato dei cambi, l’euro si porta a 1,1799 dollari, in rialzo dello 0,02%, mentre il dollaro scende a 158,823 yen, in calo dello 0,07%. Invece, il cambio dollaro/sterlina è stabile a quota 0,7368 dopo che il commercio estero della Gran Bretagna ha registrato a febbraio un deficit di 18,79 miliardi di sterline, in aumento rispetto al passivo di 15,08 miliardi di gennaio (rivisto da -14,45 miliardi), ma gli economisti si aspettavano un disavanzo più elevato a 19,40 miliardi.
Meglio del previsto anche l'indice della produzione industriale in Gran Bretagna che ha evidenziato a febbraio un aumento dello 0,5% su base mensile rispetto al -0,1% del mese precedente e oltre l’incremento dello 0,3% atteso dagli economisti. Tuttavia, il dato tendenziale ha mostrato un calo dello 0,4% dopo il +0,5% di gennaio e rispetto al -0,9% del consenso.
Sul listino milanese spicca con un +2,87% a 8,85 euro Mps dopo che a sorpresa, con il sostegno determinante del primo socio Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, la lista del socio Tortora (Plt), che ha ricandidato Luigi Lovaglio alla guida di Mps, è risultata la più votata all'assemblea del 15 aprile chiamata a rinnovare il cda della banca per il prossimo triennio. Sconfitta così la lista proposta dal board uscente, appoggiata da Francesco Caltagirone, che proponeva il ticket Maione-Palermo e che alla vigilia era accreditata per favorita.
Lovaglio, che ha risanato la banca e ha portato al successo, lo scorso anno, la scalata su Mediobanca (+3,57% a 19,88 euro), resta così in sella ai vertici di Rocca Salimbeni, dopo essere stato escluso a inizio marzo dalla lista del cda che gli ha poi ritirato le deleghe da amministratore delegato e in seguito lo ha licenziato per giusta causa in qualità di direttore generale.
Ora tocca all’assemblea di Banco Bpm (+2,58% a 13,32 euro) nominare il nuovo consiglio con il Crédit Agricole in campo come primo socio al 20,1% e la lista del cda che punta al rinnovo del ceo, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi. Ma i proxy advisor hanno preso di mira alcuni candidati.
Invece, Unicredit, in calo dello 0,3% a 69,99 euro, ha investito 4 milioni di euro in BlockInvest, acquisendo una partecipazione pari a circa il 16% del capitale della società tecnologica. L'operazione rappresenta una tappa fondamentale nell'evoluzione delle infrastrutture di mercato verso l'adozione della tecnologia blockchain come registro per l'emissione nativa di strumenti finanziari digitali su scala europea. La collaborazione tra Unicredit e BlockInvest ha già portato all'esecuzione del primo minibond nativo digitale e, più recentemente, della prima nota strutturata tokenizzata su blockchain pubblica per il segmento Wealth.
Quanto a Saipem, in crescita dello 0,29% a 4,152 euro, si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, denominati Contract Release Purchase Order, nell’ambito del Long Term Agreement attualmente in essere con Aramco. Il primo contratto riguarda l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione di una tie in e due wellhead platform per l’iniezione dell’acqua, circa 5 km di condotte con diametro da 24 pollici, circa 15 km di cavi da 15 kV nel giacimento di Safaniyah, uno dei più grandi giacimenti offshore di petrolio al mondo.
Il secondo comprende le attività Epci di quattro wellhead platform per l'iniezione dell’acqua, nonché le relative infrastrutture sottomarine, presso il giacimento petrolifero di Safaniyah. L'aggiudicazione di questi nuovi contratti rafforza la presenza di Saipem in Arabia Saudita e consolida ulteriormente il suo rapporto di lunga durata con Aramco.
Da monitorare, inoltre, Recordati (+0,20% a 50,1 euro) alla luce delle indiscrezioni di stampa secondo le quali il consorzio bancario per supportare l'offerta del private equity Cvc si sta formando, comprendendo Mediobanca, Goldman Sachs, Jefferies, JP Morgan e Deutsche Bank. I colloqui con alcuni fondi sovrani e grandi family office europei stanno continuando con l’obiettivo di raccogliere 5,5-6 miliardi di euro dai partner che si affiancheranno a CVC al fine di lanciare l’offerta su Recordati a 52 euro per azione compreso il dividendo (circa 10,9 miliardi). Per Equita la costituzione del consorzio bancario rappresenta un ulteriore passo verso la concretizzazione dell’offerta. Equita ha un rating buy e un target price a 69 euro su Recordati.
Un altro titolo sotto osservazione è Iveco, in aumento dello 0,31% a 19,38 euro. Il cda ha approvato la distribuzione di un dividendo straordinario di 5,8216 euro per azione ordinaria, sulla base dei proventi netti derivanti dalla cessione del business Defence a Leonardo.
Invece, Fincantieri (+0,44% 1 3,84 euro) e Princess Cruises hanno siglato un accordo per la costruzione di tre nuove navi da crociera della classe Voyager alimentate a gas naturale liquefatto. Saranno realizzate presso il cantiere di Monfalcone con consegne nel 2035, 2038 e 2039. Il valore dell'accordo è «molto importante», superiore a 2 miliardi di euro, e resta soggetto a finanziamento.
M&A per Mondadori (+0,24% a 2,09 euro) che ha acquisito il ramo d'azienda relativo all'editoria scolastica di Hoepli, a seguito dell'offerta presentata lo scorso 25 marzo e delle interlocuzioni con il liquidatore.Il perfezionamento dell'operazione è atteso entro il primo semestre 2026.
Infine, si segnala che Ebidco, veicolo di Xenon Private Equity VIII, ha completato la procedura di sell-out sull'opa volontaria su Eles (+1,57% a 3,2 euro), portando la propria quota al 96,66% del capitale sociale. Durante il periodo di sell-out sono state portate in adesione 328.532 azioni residue a cui vanno aggiunte 150.000 azioni acquistate al di fuori della procedura. Il corrispettivo di 3,20 euro per azione sarà pagato il 21 aprile. Avendo superato la soglia del 95%, l'offerente eserciterà il diritto di acquisto sulle restanti 669.725 azioni ancora in circolazione (3,34% del capitale) allo stesso prezzo di 3,20 euro per azione, con procedura congiunta il 24 aprile. Nella stessa data Borsa Italiana disporrà il delisting delle azioni Eles.
Borse europee attese positive (+0,25% il future sull’Eurostoxx50) in scia all'aumento dell'ottimismo su un possibile accordo per porre fine al conflitto in Iran, mentre le notizie secondo cui Teheran potrebbe consentire il passaggio del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tengono a freno i prezzi del petrolio (future sul Wti +0,36% a 91,62 dollari al barile e sul Brent stabile a 94,96 dollari al barile) e aumentano la propensione al rischio. In rialzo anche i futures Usa (+0,10% quello sul Dow Jones e +0,17% quello sull’S&P500). I rendimenti dei Treasury Usa registrano un calo di 2 punti base, contribuendo a sostenere gli asset rischiosi.
La guerra con l'Iran è «quasi finita» e un accordo entro la fine del mese è «possibile», secondo quanto ha detto il 15 aprile il presidente statunitense, Donald Trump, che, pur mostrando ancora una volta ottimismo sull'esito dei negoziati con Teheran in vista della scadenza della tregua il prossimo 21 aprile, non sembra voler mollare la presa. Infatti, ha inviato altri 10.000 soldati nell'area, una mossa per aumentare ancora di più la pressione sulla Repubblica Islamica e spingerla verso un'intesa in tempi stretti. Comunque, secondo quanto riportato da Reuters e Bloomberg, un secondo round di negoziati potrebbe tenersi a breve, contribuendo a ridurre le tensioni sui mercati.
I prezzi dell’oro salgono, sostenuti da un dollaro più debole (l’euro vale 1,18056, +0,07%) e da rendimenti più bassi dei Treasury statunitensi (al 4,27% il 10 anni), poiché le speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran hanno attenuato le aspettative di tassi di interesse elevati più a lungo negli Stati Uniti, mentre gli investitori si sono mostrati ottimisti riguardo a una possibile fine della guerra in Medio Oriente, che ha alimentato i timori di un’inflazione più elevata. Il future sull’oro guadagna lo 0,56% a 4.850 dollari l’oncia.
Il dollaro Usa è sceso al livello più basso delle ultime sei settimane, rendendo le materie prime denominate in dollari, incluso l’oro, più convenienti per chi detiene altre valute. «Se l’oro dovesse salire sopra i 4.900 dollari, non si può escludere un ulteriore potenziale rialzo verso la prossima zona di resistenza intermedia, che si trova al livello psicologico dei 5.000 dollari», ha previsto Kelvin Wong, analista senior di Oanda.
I prezzi dell’oro spot sono scesi di oltre l’8% dall’inizio della guerra con l’Iran a fine febbraio, a causa delle preoccupazioni che i prezzi elevati dell’energia possano alimentare l’inflazione e mantenere alti i tassi di interesse globali. Sebbene l’oro sia considerato una copertura contro l’inflazione, tassi di interesse più elevati pesano sulla domanda del metallo giallo. Negli Stati Uniti, i trader vedono ora una probabilità del 29% di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Fed entro quest’anno. Prima della guerra, si prevedevano due riduzioni nel corso del 2026.
Lato macro, alle 8 è prevista la bilancia commerciale e la produzione industriale a febbraio della Gran Bretagna. Alle 10 l’inflazione finale a marzo dell’Italia e alle 11 lo stesso dato dell’Eurozona. Mentre alle 14:30 tocca all’indice Philadelphia Fed di aprile e alle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione in Usa, alle 15:15 alla produzione industriale a marzo degli Stati Uniti e all’impiego della capacità produttiva a marzo.
Prima alle 13:30 verranno pubblicati i verbali della riunione di marzo della Bce. In giornata parlano diverse esponenti della Banca Centrale Europea: alle 11:15 Tuominen, alle 14:30 Kazaks, alle 15:15 Schnabel, alle 17:15 Rehn, alle 17:40 Lane e alle 18 Kocher, Radev e Villeroy.
Sul listino milanese attenzione a Mps dopo che a sorpresa, con il sostegno determinante del primo socio Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, la lista del socio Tortora (Plt), che ha ricandidato Luigi Lovaglio alla guida di Mps, è risultata la più votata all'assemblea del 15 aprile chiamata a rinnovare il cda della banca per il prossimo triennio. Sconfitta così la lista proposta dal board uscente, appoggiata da Francesco Caltagirone, che proponeva il ticket Maione-Palermo e che alla vigilia era accreditata per favorita.
Lovaglio, che ha risanato la banca e ha portato al successo, lo scorso anno, la scalata su Mediobanca, resta così in sella ai vertici di Rocca Salimbeni, dopo essere stato escluso a inizio marzo dalla lista del cda che gli ha poi ritirato le deleghe da amministratore delegato e in seguito lo ha licenziato per giusta causa in qualità di direttore generale.
Ora tocca all’assemblea di Banco Bpm nominare il nuovo consiglio con il Crédit Agricole in campo come primo socio al 20,1% e la lista del cda che punta al rinnovo del ceo, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi. Ma i proxy advisor hanno preso di mira alcuni candidati.
Invece, Unicredit ha investito 4 milioni di euro in BlockInvest, acquisendo una partecipazione pari a circa il 16% del capitale della società tecnologica. L'operazione rappresenta una tappa fondamentale nell'evoluzione delle infrastrutture di mercato verso l'adozione della tecnologia blockchain come registro per l'emissione nativa di strumenti finanziari digitali su scala europea. La collaborazione tra Unicredit e BlockInvest ha già portato all'esecuzione del primo minibond nativo digitale e, più recentemente, della prima nota strutturata tokenizzata su blockchain pubblica per il segmento Wealth.
Quanto a Saipem si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, denominati Contract Release Purchase Order, nell’ambito del Long Term Agreement attualmente in essere con Aramco. Il primo contratto riguarda l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione di una tie in e due wellhead platform per l’iniezione dell’acqua, circa 5 km di condotte con diametro da 24 pollici, circa 15 km di cavi da 15 kV nel giacimento di Safaniyah, uno dei più grandi giacimenti offshore di petrolio al mondo. Il secondo comprende le attività Epci di quattro wellhead platform per l'iniezione dell’acqua, nonché le relative infrastrutture sottomarine, presso il giacimento petrolifero di Safaniyah. L'aggiudicazione di questi nuovi contratti rafforza la presenza di Saipem in Arabia Saudita e consolida ulteriormente il suo rapporto di lunga durata con Aramco.
Da monitorare, inoltre, Recordati alla luce delle indiscrezioni di stampa secondo le quali il consorzio bancario per supportare l'offerta del private equity Cvc si sta formando, comprendendo Mediobanca, Goldman Sachs, Jefferies, JP Morgan e Deutsche Bank. I colloqui con alcuni fondi sovrani e grandi family office europei stanno continuando con l’obiettivo di raccogliere 5,5-6 miliardi di euro dai partner che si affiancheranno a CVC al fine di lanciare l’offerta su Recordati a 52 euro per azione compreso il dividendo (circa 10,9 miliardi). Per Equita la costituzione del consorzio bancario rappresenta un ulteriore passo verso la concretizzazione dell’offerta. Equita ha un rating buy e un target price a 69 euro su Recordati.
Invece, Fincantieri e Princess Cruises hanno siglato un accordo per la costruzione di tre nuove navi da crociera della classe Voyager alimentate a gas naturale liquefatto. Saranno realizzate presso il cantiere di Monfalcone con consegne nel 2035, 2038 e 2039. Il valore dell'accordo è «molto importante», superiore a 2 miliardi di euro, e resta soggetto a finanziamento.
M&A per Mondadori che ha acquisito il ramo d'azienda relativo all'editoria scolastica di Hoepli, a seguito dell'offerta presentata lo scorso 25 marzo e delle interlocuzioni con il liquidatore.Il perfezionamento dell'operazione è atteso entro il primo semestre 2026.
Infine, si segnala che Ebidco, veicolo di Xenon Private Equity VIII, ha completato la procedura di sell-out sull'opa volontaria su Eles, portando la propria quota al 96,66% del capitale sociale. Durante il periodo di sell-out sono state portate in adesione 328.532 azioni residue a cui vanno aggiunte 150.000 azioni acquistate al di fuori della procedura. Il corrispettivo di 3,20 euro per azione sarà pagato il 21 aprile. Avendo superato la soglia del 95%, l'offerente eserciterà il diritto di acquisto sulle restanti 669.725 azioni ancora in circolazione (3,34% del capitale) allo stesso prezzo di 3,20 euro per azione, con procedura congiunta il 24 aprile. Nella stessa data Borsa Italiana disporrà il delisting delle azioni Eles.
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