Borse oggi in diretta | Ftse Mib in picchiata (-1,7%), lo spread sale a 76. Bce: crescita incerta, pesa la guerra in Iran
Borse oggi in diretta | Ftse Mib in picchiata (-1,7%), lo spread sale a 76. Bce: crescita incerta, pesa la guerra in Iran
Con i futures Usa negativi a causa dello stallo nella trattative tra Usa e Iran, le borse europee restano in profondo rosso. La  Bce avverte che le prospettive economiche dipenderanno dalla durata della guerra in Medio Oriente. Petrolio Brent +3%. Resistono alle vendite solo Saipem, Eni, Diasorin e Avio

di Francesca Gerosa 15/05/2026 07:30

Ftse Mib
49.175,61 11.43.57

-1,75%

Dax 30
24.032,61 11.43.21

-1,73%

Dow Jones
50.063,46 11.47.12

+0,75%

Nasdaq
26.635,22 7.25.15

+0,88%

Euro/Dollaro
1,1626 11.28.45

-0,45%

Spread
76,43 11.58.36

+3,36

  • Ore 10:30 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Stm e Prysmian. L’euro cade: inflazione al 2,7% in Italia
  • Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo con le banche e Stm, il Btp rende il 3,8%: S&P verso la conferma del rating sull’Italia
  • Ore 07:30 Europa attesa in netto calo con lo stallo in Iran, petrolio +1% a 107 dollari

Con i futures Usa negativi (-0,72% quello sul Dow Jones e -1,10% quello sull’S&P500) a causa dello stallo nella trattative tra Stati Uniti e Iran, i mercati azionari europei restano in profondo rosso (-1,63% il Dax, -1,36% il Cac40, -1,43% il Ftse100 e -1,72% a 49.186 punti il Ftse Mib alle 11:40 con Banco Bpn, Bper, Intesa Sanpaolo, Buzzi, Moncler, Stellantis e Stm che perdono oltre due punti percentuali; resistono alle vendite solo Saipem ed Eni, che beneficiano del rally del prezzo del Brent, future +3,5% a 109,5 dollari al barile, Diasorin e Avio).

La  Banca Centrale Europea nel suo bollettino economico ha avvertito che le prospettive economiche «sono molto incerte e dipenderanno dalla durata della guerra in Medio Oriente e dall'intensità dei suoi effetti sui mercati dell'energia e delle altre materie prime, nonché sulle catene di approvvigionamento mondiali».

In prospettiva, ci si attende che gli elevati costi dell'energia «continuino a incidere sui redditi reali, accentuando la riluttanza di famiglie e imprese a consumare e a investire», ha sottolineato la Bce.

«Sebbene la disoccupazione sia rimasta prossima ai minimi storici a marzo, la domanda di manodopera si è ulteriormente ridimensionata. Nel contempo, la tenuta dei bilanci delle famiglie e la riduzione della dipendenza energetica potrebbero attenuare, in parte, l'impatto di tali fattori», ha previsto Francoforte.

Gli investimenti delle imprese dovrebbero, nel complesso, continuare a sostenere la crescita, in considerazione della maggior spesa pubblica per difesa e infrastrutture e della crescente quota di investimenti nelle nuove tecnologie digitali. «Queste condizioni di partenza favorevoli attenuano, in qualche misura, le ripercussioni della guerra», ha concluso la Bce.

Ore 10:30 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Stm e Prysmian. L’euro cade: inflazione al 2,7% in Italia

L’indice Ftse Mib accelera al ribasso alle 10:30 (-1,85% a 49.125 punti) con Stm in calo del 5,22%, Prysmian del 3,33% come Bper Banca (-3%). Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo, Brunello Cucinelli, Buzzi, Moncler e Stellantis perdono oltre due punti percentuali.

L’euro cade dello 0,23% a 1,1635 dollari. Ad aprile l'inflazione ha registrato in Italia una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua da +1,7% di marzo. L'Istat ha così rivisto leggermente al ribasso la stima preliminare che era +2,8%.

La dinamica dell'inflazione riflette la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -2% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%); in rallentamento, invece, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,6%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,6%).

Quanto all’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ha mostrato un rallentamento da +1,9% a +1,6%, come anche quella al netto dei soli beni energetici da +2,1% a +1,9%. Lo spread sale a 75,5 punti base in attesa di S&P sull’Italia.

Ore 09:05 Ftse Mib in netto calo con le banche e Stm, il Btp rende il 3,8%: S&P verso la conferma del rating sull’Italia

Borse europee sotto pressione (Dax -0,96%, Cac40 -0,78%, Ftse100 -0,73% e Ftse Mib -1% a 49.529 punti) in avvio di seduta mentre non si placano le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz. Dopo l'incontro con il presidente cinese Xi Jinping, Donald Trump sostiene di aver esaurito la pazienza nei confronti dell’Iran.

Ancora tensioni intorno allo Stretto di Hormuz
 

Washington e Pechino concordano sulla necessità di mantenere aperto il passaggio strategico di Hormuz, di fatto bloccato dalla risposta iraniana agli attacchi di Usa e Israele, con ricadute senza precedenti sulle forniture energetiche globali. La Cina resta il principale acquirente di greggio iraniano. I negoziati sono fermi e Teheran rifiuta di abbandonare il programma nucleare e le scorte di uranio arricchito.

Petrolio verso 108 dollari al barile

In questo contesto i prezzi del petrolio continuano a salire (future sul Brent +1,73% a 107,55 dollari al barile), il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro che perde lo 0,27% a 1,1631, e il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,86% con lo spread con il Bund a 72,6 punti base. In serata, a mercati Usa chiusi, il pronunciamento di S&P Global sull'Italia, attualmente valutata BBB+ con un outlook alzato a positivo in gennaio, premiando il fatto che «l’economia italiana, compreso il suo mercato del lavoro, ha dimostrato resilienza di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria, registrando surplus netti delle partite correnti che sostengono la ricchezza privata e continui miglioramenti nella posizione creditrice estera netta del Paese».

Secondo l’agenzia di rating, il consolidamento di bilancio «sta procedendo gradualmente, con un deficit di bilancio nominale che dovrebbe scendere al di sotto del 3% del pil nel 2026, mentre gli adeguamenti di flusso di cassa relativi al Superbonus stanno diminuendo». Ora è probabile che S&P segua la linea tracciata dalle altre che nelle ultime settimane non hanno apportato modifiche ai propri giudizi. Oltre al giudizio di S&P sulla Repubblica italiana in arrivo anche quelli di Fitch sulla Germania e di Dbrs sul Portogallo.

A Milano giù le banche, Stm, Ferragamo e Ferretti, meglio Stellantis, Tim e Aeffe

Proprio Fitch il 14 maggio ha alzato il rating a BB+ su Tim (+0,08% a 0,7098 euro), confermando l'outlook stabile.

Vendite su Unipol (-1,84% a 21,92 euro) che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 6,2% anno su anno a 433 milioni di euro con il contributo della partecipazione in Bper e una raccolta a 4,8 miliardi: +3,5% nel ramo Danni e +11,2% nel Vita.

Inoltre Morgan Stanley ha alzato il target price di Poste Italiane (-0,33% a 24,3 euro) da 23 a 24 euro (rating equal-weight) e quello di Pirelli (-0,08% a 6,17 euro) da 6,41 a 6,5 euro (rating equal-weight). Restando nel settore industriale il produttore di chip Stm cade del 4,20% a 52,84 euro e tra le banche le più vendute sono Bper (-1,67% a 12,46 euro) e Banco Bpm (-1% a 13,18 euro).

Nel comparto automotive bene Stellantis (+0,22% a 6,71 euro) che ha rafforzato la collaborazione con il gruppo statale cinese Dongfeng per la produzione congiunta di veicoli Jeep e Peugeot in Cina destinati al mercato cinese e all'esportazione. Il progetto comporta un investimento superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo proprio di 130 milioni di euro. Le due società hanno, inoltre, siglato un’intesa strategica non vincolante per rafforzare la cooperazione: a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile produrrà nel suo stabilimento di Wuhan inizialmente due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot.

Mentre A2A (-0,39% a 2,32 euro) ha individuato a Brescia e Cassano d'Adda i siti dove realizzare i primi data center a partire dal 2027, come ha detto l'ad della multiutility di Milano e Brescia, Renato Mazzoncini.

Nuovi ordini per 3 miliardi interamente in geografie a basso profilo di rischio per Webuild (-1,47% a 2,67 euro).


Invece Ferragamo cade del 9,85% a 8,12 euro dopo aver chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell'1,2% a cambi costanti, mentre le vendite wholesale sono scese del 19% rispetto su anno. Il mese di aprile ha confermato il trend di vendite del primo trimestre. restando nel settore del lusso il cda di Aeffe (+2,66% a 0,1545 euro) ha posticipato al 30 giugno il board per l'approvazione del bilancio 2025 alla luce del processo di risanamento in corso del gruppo del fashion and luxury, dice una nota. Di conseguenza, l'approvazione del bilancio 2025 da parte dell'assemblea slitta al 31 luglio, oltre il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Quanto a Ferretti (-2% a 3,43 euro) il cda originariamente previsto per il 15 maggio sulla trimestrale al 31 marzo è stato rinviato in considerazione dell'insediamento del nuovo board.

Ore 07:30 Europa attesa in netto calo con lo stallo in Iran, petrolio +1% a 107 dollari

Si prospetta un venerdì nero per le borse europee. Il future sull’Eurostoxx50 cede l’1,42% e i futures Usa, quello sul Dow Jones e sull’S&P500, perdono, rispettivamente, lo 0,30% e lo 0,45%, Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che la sua pazienza con l'Iran si sta esaurendo dopo aver discusso il 14 maggio con il presidente cinese, Xi Jinping, della guerra e dopo che è stato segnalato il sequestro di una nave da parte di personale iraniano al largo degli Emirati Arabi Uniti. Già mercoledì 13 maggio una nave cargo indiana che trasportava bestiame dall’Africa agli Emirati Arabi Uniti è affondata nelle acque al largo della costa dell’Oman.

Stallo in Iran anche dopo l’incontro Trump e Xi
 

La Casa Bianca ha detto che Trump e Xi hanno concordato, durante i colloqui a Pechino, sulla necessità di mantenere aperta la rotta marittima dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha di fatto chiuso il canale in risposta agli attacchi statunitensi-israeliani iniziati il 28 febbraio, causando un'interruzione senza precedenti delle forniture energetiche globali. La Cina è il principale acquirente del petrolio iraniano.

Il tycoon ha anche affermato che Xi ha promesso di non inviare equipaggiamento militare a Teheran e ha espresso interesse ad acquistare più petrolio americano per ridurre la futura dipendenza della Cina dallo Stretto. Il mese scorso gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l'Iran, ma hanno bloccato i porti del Paese e i colloqui per porre fine al conflitto sono in fase di stallo. In particolare, Washington vuole che Teheran consegni l'uranio e rinunci a un ulteriore arricchimento. Invece, l’Iran chiede la revoca delle sanzioni, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del proprio controllo sullo Stretto.

Petrolio +1% a 107 dollari

Di riflesso i prezzi del petrolio continuano a crescere. Il future sul greggio Brent sale dell’1,22% a 107,01 dollari al barile e quello sul Wti dell’1,44% a 102,63 dollari al barile. Su base settimanale, il Brent è cresciuto di quasi il 6%, mentre il Wti è balzato di oltre il 7%, a causa dell’incertezza legata al fragile cessate il fuoco nel conflitto con l’Iran. «Non avrò ancora molta pazienza», ha dichiarato Trump in un’intervista trasmessa il 14 maggio su Fox News. «Bisogna raggiungere un accordo».

«Poiché il vertice di Pechino non ha prodotto alcun passo avanti sull’Iran, l’attenzione del mercato torna sullo stallo e su uno Stretto bloccato, con il rischio estremo di una nuova escalation militare», ha dichiarato Vandana Hari, fondatrice della società di analisi del mercato petrolifero Vanda Insights.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che 30 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da mercoledì 13 maggio, un numero ancora decisamente inferiore alle 140 traversate giornaliere tipiche prima della guerra, ma comunque un aumento significativo se confermato.

Bollettino Bce e produzione industriale Usa sotto la lente

L’euro cede lo 0,15% a 1,1645 dollari in attesa alle 10 del dato sull’inflazione finale ad aprile in Italia e del bollettino economico della Bce, mentre alle 14:30 arriva l’indice Empire Manufacturing a maggio degli Stati Uniti, alle 15:15 la produzione industriale e l’impiego della capacità produttiva ad aprile. A mercati chiusi, invece, Dbrs si pronuncia sul debito sovrano del Portogallo, S&P su quello dell’Italia, Fitch su quello della Grecia e della Germania.

A Milano occhio a Tim, Unipol, Poste, Stellantis, Pirelli, A2A, Webuild, Ferragamo, Aeffe e Ferretti


Proprio Fitch il 14 maggio ha alzato il rating a BB+ su Tim, confermando l'outlook stabile.

Trimestrale per Unipol che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 6,2% anno su anno a 433 milioni di euro con il contributo della partecipazione in Bper e una raccolta a 4,8 miliardi: +3,5% nel ramo Danni e +11,2% nel Vita.

Inoltre, Morgan Stanley ha alzato il target price di Poste Italiane da 23 a 24 euro (rating equal-weight) e quello di Pirelli da 6,41 a 6,5 euro (rating equal-weight).

Nel comparto automotive Stellantis ha rafforzato la collaborazione con il gruppo statale cinese Dongfeng per la produzione congiunta di veicoli Jeep e Peugeot in Cina destinati al mercato cinese e all'esportazione. Il progetto comporta un investimento superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo proprio di 130 milioni di euro. Le due società hanno, inoltre, siglato un’intesa strategica non vincolante per rafforzare la cooperazione: a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile produrrà nel suo stabilimento di Wuhan inizialmente due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot.

Mentre A2A ha individuato a Brescia e Cassano d'Adda i siti dove realizzare i primi data center a partire dal 2027, come ha detto l'ad della multiutility di Milano e Brescia, Renato Mazzoncini.

Nuovi ordini per 3 miliardi interamente in geografie a basso profilo di rischio per Webuild.


Invece Ferragamo ha chiuso il primo trimestre con ricavi in calo dell'1,2% a cambi costanti, mentre le vendite wholesale sono scese del 19% rispetto su anno. Il mese di aprile ha confermato il trend di vendite del primo trimestre. restando nel settore del lusso il cda di Aeffe ha posticipato al 30 giugno il board per l'approvazione del bilancio 2025 alla luce del processo di risanamento in corso del gruppo del fashion and luxury, dice una nota. Di conseguenza, l'approvazione del bilancio 2025 da parte dell'assemblea slitta al 31 luglio, oltre il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Quanto a Ferretti il cda originariamente previsto per il 15 maggio sulla trimestrale al 31 marzo è stato rinviato in considerazione dell'insediamento del nuovo board.

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