Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib sale con Stellantis (+5%), tassi Btp sul minimo da fine maggio
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib sale con Stellantis (+5%), tassi Btp sul minimo da fine maggio
L’accordo di pace tra Usa e Iran è a portata di mano. I prezzi del petrolio crollano e i rendimento dei titoli di Stato flettono: al 3,67% quello del Btp  10 anni. Spread fermo a 71,3. Ad aprile il debito  pubblico dell'Italia è sceso a 3.155 miliardi. Ferrari, Buzzi, Banca Mediolanum e Bper in spolvero

di Francesca Gerosa 15/06/2026 08:25

Ftse Mib
51.919,65 12.43.58

+0,82%

Dax 30
24.935,26 12.44.00

+1,22%

Dow Jones
51.202,26 12.02.14

+0,70%

Nasdaq
25.887,43 7.25.15

+0,31%

Euro/Dollaro
1,1611 12.28.43

+0,32%

Spread
71,42 12.58.57

-1,57

  • Ore 11:25 Il Ftse Mib lima i guadagni, delude la produzione industriale Ue
  • Ore 10:30 Ftse Mib sopra 51.900 con le banche e Stellantis, l’euro vola a 1,16 dollari
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib festeggia l’intesa Usa-Iran, volano Stellantis (+5%) e Buzzi (+4%). Lo spread scende a 71: al via la raccolta ordini per il Btp Italia Sì
  • Ore 08:25 Europa attesa euforica con la pace tra Usa e Iran. Petrolio -4% e gas -5%

Le borse europee restano in rialzo, Milano compresa (indice Ftse Mib +0,8% a 51.918 punti alle 12:30 con Stellantis, Ferrari, Buzzi, Banca Mediolanum e Bper Banca in spolvero) con l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran finalmente a portata di mano. I prezzi del petrolio crollano (future sul Brent -5%), i rendimento dei titoli di Stato scendono (al 4,43% quello del Treasury Usa 10 anni e al 3,67% quello del Btp stessa scadenza, al minimo da fine maggio), mentre il dollaro si dimostra complessivamente e straordinariamente resiliente.

«La sovraperformance dell'economia statunitense e la sensazione che il deterioramento istituzionale negli Stati Uniti sia meno grave di quanto temuto hanno restituito parte dello smalto al biglietto verde, che ha ceduto solo una piccola frazione dei guadagni accumulati durante il conflitto nei confronti delle valute europee», afferma il team di Ebury.

Banche centrali protagoniste

Se la riunione della Bce della scorsa settimana si è rivelata il «non-evento» che tutti si aspettavano, la riunione della Fed di questa settimana promette di essere piuttosto vivace. Mercoledì 17 giugno il Fomc lascerà quasi certamente i tassi invariati, ma l'attenzione si concentrerà sul netto dissenso tra i membri votanti riguardo alla prossima mossa. Sarà una settimana cruciale anche nel Regno Unito: mercoledì verranno pubblicati i dati sull'inflazione di maggio, seguiti giovedì dalla riunione di giugno della Bank of England, oltre alle elezioni suppletive che stabiliranno se Andy Burnham potrà sfidare Keir Starmer per la leadership del Partito Laburista.

Euro visto apprezzarsi ancora

«Le riunioni delle principali banche centrali si contenderanno, quindi, l'attenzione dei trader con le ripercussioni degli accordi tra Stati Uniti e Iran, i cui dettagli completi devono ancora essere resi noti», aggiunge il team di Ebury che si aspetta che l'euro tenda verso la parte alta del suo recente intervallo di oscillazione, sostenuto dall'accordo di pace e dal sentiment positivo degli investitori. Invece, conclude il team di Ebury, «ci aspettiamo che il dollaro riprenda il suo graduale trend ribassista con il parziale venir meno dei flussi verso i beni rifugio, mentre le imminenti e massicce Ipo nel settore dell'intelligenza artificiale si aggiungeranno alla continua offerta di Treasury, ampliando la quantità di asset denominati in dollari in cerca di acquirenti».

Lo spread Btp/Bund è fermo a 71,3 punti base. Ad aprile il debito  pubblico dell'Italia è sceso a 3.155 miliardi di euro dai 3.158 miliardi con cui aveva stabilito un nuovo massimo storico a marzo.

Ore 11:25 Il Ftse Mib lima i guadagni, delude la produzione industriale Ue

Le borse europee restano in rialzo, galvanizzate dall’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, anche se sotto i massimi intraday (Francoforte +1,18%, Parigi +1,02%, Londra +0,18% e Milano +0,81% a 51.911 punti alle 11:25 con il trio Stellantis, Ferrari e Buzzi sempre in pole position; più defilate le banche, tranne Intesa Sanpaolo con un +1%). 

L’euro sale dello 0,40% a 1,16053 dollari anche se la produzione industriale dell'area euro ha deluso: è aumentata solo dello 0,1% su base mensile ad aprile, dopo un incremento rivisto dello 0,4% a marzo. Il consenso degli economisti aveva previsto un incremento dello 0,3% mese su mese. Su base annua ha registrato una crescita dello 0,3% rispetto alla precedente contrazione rivista del 2,8%.

Joachim Nagel, membro del consiglio direttivo della Bce, ha sottolineato che i tassi d'interesse dell'Eurozona si trovano ancora in un territorio «ampiamente neutrale» dopo il rialzo di 25 punti base deciso giovedì 11 giugno. «L'orientamento di fondo della politica monetaria non sta quindi attualmente né frenando l'economia né ostacolando le misure strutturali volte a rafforzare la crescita», ha dichiarato il presidente della Bundesbank.

E anche se lo Stretto di Hormuz dovesse essere riaperto alla navigazione nel prossimo futuro (future sul petrolio Brent -5,22% a 82,77 dollari al barile), ha avvertito, «ci vorrebbero mesi prima di un ritorno dell'offerta di petrolio alla normalità. Ciò è particolarmente vero considerando che alcuni impianti produttivi della regione sono stati danneggiati o messi fuori servizio e che le scorte si stanno esaurendo». Pertanto, ha concluso Nagel, la Bce sta «mantenendo aperte tutte le opzioni» in vista della riunione di luglio.

Ore 10:30 Ftse Mib sopra 51.900 con le banche e Stellantis, l’euro vola a 1,16 dollari

Le borse europee continuano a festeggiare (Francoforte +1,5%, Parigi +1%, Londra +0,28% e Milano +0,84% a 51.930 punti con tutte le banche positive ma i migliori sono Stellantis con un +4,2%, Buzzi con un +4,77% e Ferrari con un +4%) la pace tra Usa e Iran e la conseguente caduta dei prezzi del petrolio (-4,3% a 83,54 dollari al barile il future sul Brent). «I nostri indicatori di liquidità suggeriscono di mantenere una posizione di sovrappeso sulle azioni in considerazione dell'allentamento monetario in Cina, che ha potenziato con forza l'offerta monetaria», sostiene la Strategy Unit di Pictet Asset Management. 

Negli Stati Uniti i prezzi aumentano a un ritmo che potrebbe far salire l'inflazione fino al doppio dell'obiettivo del 2% della Fed, rendendo sempre più probabile un aumento dei tassi d'interesse. «Tassi d'interesse più alti sono probabili anche in Europa, sebbene ci aspettiamo che i policymaker agiscano in modo meno aggressivo di quanto attualmente previsto dal mercato. Le condizioni monetarie sembrano destinate a inasprirsi anche in Giappone», aggiunge la strategy unit di Pictet Asset Management. «Per quanto riguarda i settori industriali, i titoli finanziari e sanitari sono i due più convenienti, mentre i tecnologici restano costosi». 

L’euro sale a 1,16 dollari. Ad aprile negli scambi commerciali con l'estero l'Italia ha registrato una contrazione delle esportazioni del 2,2% dal mese precedente, più ampia del -0,6% registrato dalle importazioni. Nel confronto su base annua, invece, l'export è aumentato dell'8,8% in valore e del 3,5% in volume. In questo caso la crescita è stata superiore a quella delle importazioni, pari al 5,5% in valore e al 3,6% in volumi.

In questo modo il mese di aprile si è chiuso con un surplus commerciale pari a 4,293 miliardi di euro, in netta crescita rispetto all'avanzo da 2,448 miliardi dello stesso mese di un anno prima. L'Istat ha riportato inoltre che il deficit energetico dell'Italia, sempre ad aprile, si è allargato a 5,169 miliardi di euro, superiore al disavanzo da 4,219 miliardi dello stesso mese del 2025.

Ore 09:05 Il Ftse Mib festeggia l’intesa Usa-Iran, volano Stellantis (+5%) e Buzzi (+4%). Lo spread scende a 71: al via la raccolta ordini per il Btp Italia Sì

Le borse europee aprono la settimana in deciso rialzo (Dax +1,7%, Cac40 +1,58%, Ftse100 +0,80% e Ftse Mib +1,52% a 52.279 punti), sostenute dal miglioramento del quadro geopolitico dopo l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran per la cessazione delle ostilità. Contestualmente il petrolio arretra verso i minimi degli ultimi due mesi (future sul Brent -4,45% a 83,44 dollari al barile), sostenendo i comparti più sensibili ai costi energetici. Anche i futures statunitensi avanzano: i contratti sullo S&P 500 guadagnano l’1,19%.

Sul mercato obbligazionario si registra un rafforzamento dei Treasury, con rendimenti in calo lungo la curva. Sul valutario, l’euro si apprezza dello 0,42% contro il dollaro a 1,16067, mentre il cambio dollaro-yen resta sostanzialmente stabile intorno a quota 160.

Al via la raccolta ordini per il Btp Italia Sì

Lo spread Btp/Bund scende a 71 punti base con il rendimento del btp 10 anni anch’esso in calo al 3,67%. Sul mercato obbligazionario prende il via alle 9 la raccolta degli ordini per il nuovo strumento dedicato esclusivamente agli investitori privati: il titolo giugno 2031 indicizzato all'inflazione nazionale. Denominata Btp Italia Sì, l'emissione a 5 anni garantisce una cedola minima dell’1,6% e prevede un premio fedeltà pari allo 0,6%. In un'intervista a Reuters il responsabile per la gestione del debito pubblico, Davide Iacovoni, ha detto che il Tesoro lavora a un nuovo titolo indicizzato dedicato esclusivamente agli investitori istituzionali.

Banca d’Italia diffonde in mattinata il rapporto mensile dedicato a finanza pubblica, fabbisogno e debito, che fornisce uno spaccato sulla distribuzione dei titoli di Stato nel portafoglio degli investitori esteri e retail, nonché l'aggiornamento sul debito pubblico. Il rapporto del mese scorso ha messo in evidenza un nuovo massimo del debito pubblico, balzato di 20 miliardi al nuovo record di 3.159 miliardi di euro.

A Milano Stellantis, Ferrari, Buzzi e Ferretti sugli scudi. Tra le banche acquisti su Mps, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Unicredit e Banca Generali

Sul listino milanese tiene sempre banco il risiko bancario. Occhi puntati ancora su Mps (+1,62%), Mediobanca (+1,47%), Intesa Sanpaolo (+2,12%), Banco Bpm (+2,42%), Bper (+1,90%) e Unipol (+1,28%). Il governo non ha intenzione di interferire sulle operazioni di fusione o acquisizione di Mps con il golden power, come ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista a Milano Finanza.

L'ad di Mps, Luigi Lovaglio, potrebbe presentare al cda del 22 giugno delle contromosse contro l'offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo, che potrebbero coinvolgere Banco Bpm.

Restando in tema di m&a, Unicredit, in rialzo del 2,79% a 75,27 euro, ha riaffermato la «piena conformità e trasparenza» nell'offerta su Commerzbank. La banca, si legge un una nota, ha «sempre operato, e continuerà a operare, nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza». Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati in modo «chiaro e accurato». Le affermazioni relative a «presunte attività di prestito titoli su azioni da parte di Unicredit sono infondate». La «confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank, volte a distogliere l'attenzione dai fondamentali dell'offerta». Unicredit ha «segnalato tali questioni alla BaFin per le opportune verifiche».

Sugli scudi nel comparto del cemento Buzzi (+4%) e nel settore auto Stellantis, che balza del 5,96% a 6,24 euro, e Ferrari del +4,46% a 320,55 euro dopo che Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Catalogna 2026, conquistando il suo primo successo con la Rossa. Al contempo Morgan Stanley ha alzato il giudizio sull’azione da equal-weight a overweight e il target price da 330 a 380 euro. Lo stesso ha fatto Jefferies su Banca Generali (+3,45% a 63 euro), portando il rating da hold a buy e il target price da 61 a 70 euro. Mentre Berenberg ha alzato il target price su Generali (+1,5% a 41,79 euro) da 45,4 a 71 euro (buy). Lo stesso broker ha rivisto il target price su Prysmian (+2% a 146,8 euro) da 92 a 130 euro (rating hold).

Nel caso di Tim (+1,43% a 7,99 euro) si ricorda che è effettivo da oggi, 15 giugno, il raggruppamento delle azioni del gruppo nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10. Il prezzo di riferimento è  7,886 euro.

Mentre gli azionisti di Rai Way (-0,71% a 5,57 euro) ed EI Towers probabilmente continueranno a negoziare i termini di una possibile fusione oltre la scadenza dell'esclusiva di oggi, 15 giugno. Infatti le parti stanno cercando di ridurre le distanze, che restano importanti, su alcuni punti. Tra questi la richiesta della Rai, azionista di Rai Way con il 65%, di garantire un'estensione del contratto di EI Towers con il suo azionista al 40%, Mfe, di ulteriori 15 anni oltre il 2037.


E se Ferretti (+4,22% a 3,16 euro) sta attualmente «valutando alcune opportunità» di M&A, come ha detto l'ad, Stassi Anastossov, a Milano Finanza, precisando che malgrado le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente, «non c'è stata nessuna cancellazione di ordini, anzi, nel secondo trimestre c'è stato un miglioramento degli ordini con importi anche elevati», nel caso di Mare Group (+0,77% a 3,95 euro) un gruppo di azionisti ha stretto un patto parasociale sul 41,8% della società.

Ore 08:25 Europa attesa euforica con la pace tra Usa e Iran. Petrolio -4% e gas -5%

Borse europee attese in fermento (+1,80% il future sull’Eurostox50) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e funzionari iraniani hanno dichiarato che è stato raggiunto un accordo per cessare la guerra tra i due Paesi e riaprire lo Stretto di Hormuz. Si tratta di un accordo preliminare che lascia il tema del programma nucleare iraniano a futuri negoziati. Un memorandum of understanding sarà firmato venerdì 19 giugno in Svizzera.

Petrolio -4% e gas -5%

Dopo la notizia dell'intesa, i prezzi del greggio scendono di oltre il 4% (future sul Brent -4,16% a 83,70 dollari a barile), in calo anche il gas: ad Amsterdam le quotazioni registrano una flessione del 5,9% a 44,09 euro a megawattora, il dollaro (l’euro vale 1,1615, +0,49%) e i rendimenti dei titoli di Stato (quello del Treasury Usa a 10 anni flette al 4,43% e quello del Btp stessa scadenza al 3,73%). I mercati monetari hanno ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi da quest'anno da parte della Fed con la prospettiva di un aumento a ottobre prezzata attualmente al 30%. 

Focus su Fed, BoE e BoJ

Gli investitori attendono ora la riunione di politica monetaria della Fed del 16-17 giugno, durante la quale si prevede ampiamente che i tassi rimangano invariati, accompagnati però da nuove proiezioni economiche. Nel resto del mondo, questa settimana si prevede che la Banca del Giappone porti i tassi all'1%, mentre la Banca d'Inghilterra dovrebbe mantenerli invariati. Diversi, invece, gli esponenti della Bce che prenderanno la parola in giornata: alle  9 Nagel, alle 9:30 Lagarde, alle 9:50 Cipollone, alle 12 Pereira e alle 16 Kocher.

Al via la raccolta ordini per il Btp Italia Sì

Sul mercato obbligazionario prende il via alle 9 la raccolta degli ordini per il nuovo strumento dedicato esclusivamente agli investitori privati: il titolo giugno 2031 indicizzato all'inflazione nazionale. Denominata Btp Italia Sì, l'emissione a 5 anni garantisce una cedola minima dell’1,6% e prevede un premio fedeltà pari allo 0,6%. In un'intervista a Reuters il responsabile per la gestione del debito pubblico, Davide Iacovoni, ha detto che il Tesoro lavora a un nuovo titolo indicizzato dedicato esclusivamente agli investitori istituzionali.

Banca d’Italia diffonde in mattinata il rapporto mensile dedicato a finanza pubblica, fabbisogno e debito, che fornisce uno spaccato sulla distribuzione dei titoli di Stato nel portafoglio degli investitori esteri e retail, nonché l'aggiornamento sul debito pubblico. Il rapporto del mese scorso ha messo in evidenza un nuovo massimo del debito pubblico, balzato di 20 miliardi al nuovo record di 3.159 miliardi di euro.

L'oro sale oltre il 2%

Il prezzo dell'oro sale di oltre il 2% con l’intesa tra Stati Uniti e Iran che ha provocato un forte calo dei prezzi del petrolio e ha attenuato parte delle preoccupazioni relative all'inflazione e a ulteriori aumenti dei tassi d'interesse. L'oro spot balza del 2,13%, raggiungendo quota 4.305,50 dollari l'oncia. I guadagni hanno esteso il recupero dai minimi plurimensili della scorsa settimana, vicini ai 4.000 dollari l'oncia. Anche il dollaro statunitense si è indebolito con il dollar index in calo dello 0,27%.

L'oro è stato sotto pressione per gran parte del conflitto nonostante il suo ruolo tradizionale di bene rifugio. La guerra aveva infatti spinto fortemente al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando le preoccupazioni sull'inflazione e inducendo gli investitori a prevedere tassi d'interesse elevati più a lungo. Queste aspettative avevano rafforzato il dollaro e i rendimenti dei Treasury statunitensi, riducendo l'attrattiva dell'oro, che non genera interessi.

Corre anche il Bitcoin

In corsa anche il Bitcoin che ha raggiunto il livello più alto delle ultime due settimane. La criptovaluta sale del 2,48% a 65.872 dollari. Ether, il secondo token per capitalizzazione di mercato, guadagna il 2,7% e quota a 1.720 dollari. Il rally arriva dopo le recenti turbolenze dei mercati, che avevano visto il Bitcoin scendere sotto la soglia di 60.000 dollari e toccare il livello più basso dall’ottobre 2024.

Quando, all’inizio di giugno, Strategy, la società guidata da Michael Saylor nota per l’accumulo di Bitcoin, ha rivelato di aver venduto una piccola parte delle proprie partecipazioni, la notizia ha contribuito a innescare una fase di vendite, aggravata da consistenti deflussi dagli Etf. «Il livello chiave da monitorare per il Bitcoin è quota 67.000 dollari, dove convergono diversi fattori tecnici, tra cui i volumi di scambio e le medie mobili», ha dichiarato Pratik Kala, gestore di portafoglio presso il fondo hedge specializzato in asset digitali Apollo Crypto. «Il rischio legato a Strategy non è ancora stato completamente superato, ma il mercato sembra ignorarlo».

I dati macro

Lato macro, alle 10 è in agenda il dato sulla bilancia commerciale ad aprile dell’Italia, alle 11 la produzione industriale ad aprile dell’Eurozona, alle 14:30 l’indice Empire Manufacturing a giugno degli Stati Uniti, alle 15:15 la produzione industriale e l’impiego della capacità produttiva a maggio sempre in Usa per chiudere alle 16:00 cpn l’indice sul mercato immobiliare Nahb a giugno.

A Milano occhio a Mps, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Bper, Unipol, Unicredit, Generali, Banca Generali, Ferrari, Tim, Rai Way, Ferretti e Mare Group

Sul listino milanese tiene banco il risiko bancario. Occhi puntati ancora su Mps, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Bper e Unipol. Il governo non ha intenzione di interferire sulle operazioni di fusione o acquisizione di Mps con il golden power, come ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista a Milano Finanza.

L'ad di Mps, Luigi Lovaglio, potrebbe presentare al cda del 22 giugno delle contromosse contro l'offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo, che potrebbero coinvolgere Banco Bpm.

Restando in tema di m&a, Unicredit ha riaffermato la «piena conformità e trasparenza» nell'offerta su Commerzbank. La banca, si legge un una nota, ha «sempre operato, e continuerà a operare, nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza». Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati in modo «chiaro e accurato». Le affermazioni relative a «presunte attività di prestito titoli su azioni da parte di Unicredit sono infondate». La «confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank, volte a distogliere l'attenzione dai fondamentali dell'offerta». Unicredit ha «segnalato tali questioni alla BaFin per le opportune verifiche».

Da monitorare, inoltre, nel settore auto Ferrari dopo che Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Catalogna 2026, conquistando il suo primo successo con la Rossa. Al contempo Morgan Stanley ha alzato il giudizio sull’azione da equal-weight a overweight e il target price da 330 a 380 euro. Lo stesso ha fatto Jefferies su Banca Generali, portando il rating da hold a buy e il target price da 61 a 70 euro. Mentre Berenberg ha alzato il target price su Generali da 45,4 a 71 euro (buy). Lo stesso broker ha rivisto il target price su Prysmian da 92 a 130 euro (rating hold).

Nel caso di Tim si ricorda che è effettivo da oggi, 15 giugno, il raggruppamento delle azioni del gruppo nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10. Il prezzo di riferimento è  7,886 euro.

Mentre gli azionisti di Rai Way ed EI Towers probabilmente continueranno a negoziare i termini di una possibile fusione oltre la scadenza dell'esclusiva di oggi, 15 giugno. Infatti le parti stanno cercando di ridurre le distanze, che restano importanti, su alcuni punti. Tra questi la richiesta della Rai, azionista di Rai Way con il 65%, di garantire un'estensione del contratto di EI Towers con il suo azionista al 40%, Mfe, di ulteriori 15 anni oltre il 2037.


E se Ferretti sta attualmente «valutando alcune opportunità» di M&A, come ha detto l'ad, Stassi Anastossov, a Milano Finanza, precisando che malgrado le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente, «non c'è stata nessuna cancellazione di ordini, anzi, nel secondo trimestre c'è stato un miglioramento degli ordini con importi anche elevati», nel caso di Mare Group un gruppo di azionisti ha stretto un patto parasociale sul 41,8% della società. (riproduzione riservata)