A Piazza affari l’indice Ftse Mib spunta un +0,21% a 52.726 punti alle 10:25, facendo meglio degli altri indici europei grazie a Eni, FinecoBank e Inwit che salgono di oltre due punti percentuali; Prysmian, Leonardo e Avio i peggiori.
Gli Stati membri dell’Unione europea non hanno ancora raggiunto un accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Oggi, 13 luglio, tuttavia, potrebbero decidere di aggiungere 250 persone fisiche e giuridiche russe all'elenco, ha detto Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri.
«Speriamo di riuscire a concordare 250 inserimenti. Si tratta del numero più elevato finora», ha detto Kaja Kallas prima della riunione dei ministri degli Affari esteri dell’Ue a Bruxelles. «Per quanto riguarda il 21° pacchetto, ci sono ancora alcune questioni in sospeso», ha aggiunto.
I prezzi del petrolio registrano un'impennata del 3% dopo che i nuovi attacchi militari tra Stati Uniti e Iran hanno riacceso i timori sulle spedizioni di petrolio e gnl attraverso lo Stretto di Hormuz. Il future sul greggio Brent guadagna il 3% e sale a 78,25 dollari al barile. «Gli operatori del settore marittimo stanno adottando un approccio cauto e i movimenti in entrata hanno subito un rallentamento a causa delle crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza», hanno affermato gli analisti di Anz.
Prima dell’inizio del conflitto alla fine di febbraio, lo Stretto di Hormuz gestiva circa un quinto delle forniture giornaliere mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Ora il traffico navale attraverso lo Stretto è sceso al minimo delle ultime cinque settimane. L’Abu Dhabi National Oil Company ha fissato il13 luglio il prezzo ufficiale di vendita per agosto del suo greggio di riferimento Murban a 80,01 dollari al barile, in calo rispetto ai 101,48 dollari al barile del mese precedente.
Borse europee contrastate. A Milano il Ftse Mib vira al rialzo e sale dello 0,10% a 52.625 punti alle 09:25, distinguendosi tra i principali listini del Vecchio continente (Dax -0,19%, Ftse 100 +0,13% sostenuto dalla forza dei titoli legati alle materie prime e Cac40 -0,20%). Il mercato resta focalizzato sull’evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il petrolio che continua a rappresentare uno dei principali driver della seduta: future sul Brent +3,79% a 78,89 dollari al barile e future sul gas naturale scambiato ad Amsterdam +3,8% a 50,52 euro a megawattora.
Di riflesso sul listino milanese salgono Eni (+2,43% a 21,26 euro), Saipem (+0,97% a 4,45 euro) e Tenaris (+0,95% a 24,36 euro). Bene anche Inwit (+2,25% a 6,58 euro). L’attenzione degli investitori resta concentrata anche sul settore bancario italiano e sulle operazioni di consolidamento che continuano a caratterizzare il comparto. Monte dei Paschi di Siena passa di mano a 11,33 euro (+0,62%) dopo le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio in un’intervista a La Stampa. Il top manager ha sottolineato come il valore della banca non sia ancora pienamente riflesso nelle quotazioni di mercato e ha ribadito l’importanza strategica della rete commerciale territoriale. Lovaglio ha evidenziato, inoltre, la necessità di un’evoluzione del modello bancario europeo verso piattaforme di servizi di maggiori dimensioni, richiamando il tema della competitività rispetto ai grandi gruppi statunitensi.
Le borse europee partono in territorio negativo, con gli investitori che continuano a valutare l'impatto dell'escalation delle tensioni in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei prezzi energetici (future sul Brent +3,7% a 78,84 dollari al barile e gas naturale europeo +3,23% a 50,23 euro a megawattora.
L’indice Dax arretra dello 0,58%, il Cac 40 dello 0,27%, il Ftse 100 dello 0,05% e il Ftse Mib dello 0,23% a 52.490 punti. Il clima di avversione al rischio è alimentato dalle nuove ostilità tra Stati Uniti e Iran e dai timori per la sicurezza delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz. Anche i futures statunitensi si muovono in ribasso con quello sull’S&P 500 che perde lo 0,51% con il rendimento dei Treasury Usa 10 anni in aumento al 4,57%.
Sul mercato valutario, l’euro scambia stabile a 1,1399 dollari, mentre il biglietto verde si rafforza nei confronti dello yen a 162,231, con un rialzo dello 0,45%. Lo spread Btp/Bund sale a quota 77,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in crescita al 3,84%.
La settimana scorsa la ripresa degli attacchi tra Stati Uniti e Iran hanno spinto gli operatori a intensificare le scommesse sulla possibilità che la Bce proceda con due ulteriori rialzi dei tassi quest'anno, anziché uno soltanto dopo l'intervento di giugno. Sul lato macro, niente da segnalare per la giornata odierna, mentre spunti importanti sono attesi domani, 14 luglio, con l'inflazione di giugno negli Stati Uniti. Lo stesso giorno si tiene la prima audizione al Congresso del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, che potrebbe offrire indicazioni sui tassi dopo che le minute dell'ultimo Fomc hanno fornito ben pochi spunti in questo senso.
Sul listino milanese le vendite si accaniscono soprattutto su Stm (-2,19% a 60,66 euro) e su Prysmian (-1,74% a 132,7 euro). Salgono contro corrente i titoli oil come Eni (+2,43% a 21,26 euro), Saipem (+1,29% a 4,47 euro) e Tenaris (+1,53% a 24,5 euro). L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha avvertito che il mercato petrolifero globale arriverà a «un punto di rottura» al più tardi entro il primo trimestre del 2027, alimentando l’inflazione e riducendo la domanda di energia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi.
Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 30 euro su Eni, pur riducendo le stime di utile operativo e dell'utile netto del secondo trimestre, rispettivamente, del 10% e del 9% per effetto dei minori prezzi di realizzo ottenuti nel business Esplorazione e produzione, il principale segmento operativo del gruppo. La seconda variabile chiave per i risultati sarà la crescita dei proventi da partecipazioni, ossia quelli derivanti da joint venture e società partecipate (satelliti), inclusa, a partire da giugno, la joint venture Searah. «Per quanto ci riguarda, un elemento di particolare attenzione sarà il contributo e la resilienza di Adnoc R&T rispetto a questa seconda variabile; inoltre, le numerose approvazioni di nuovi progetti ottenute finora nel corso dell'anno dovrebbero anch'esse rappresentare un tema centrale durante la conference call sui conti del secondo trimestre», ha precisato Jefferies.
Quanto a Saipem l’antitrust Ue si appresta ad aprire un'indagine approfondita sulla fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 per timori legati alla concorrenza, secondo fonti a conoscenza della questione citate da Reuters. L'Autorità dovrebbe avviare un'indagine approfondita (fase II) al termine della revisione preliminare, prevista per il 22 luglio. Tra i possibili rimedi richiesti potrebbero figurare la cessione di alcune navi della flotta oppure una riduzione della capacità operativa del gruppo risultante dalla fusione.
Stellantis si limita a un +0,13% a 4,84 euro dopo aver annunciato che le consegne di veicoli nel secondo trimestre sono stimate a 1,6 milioni di unità, pari a una crescita del 10% su anno, trainata da Nord America ed Europa. Invece, Intesa Sanpaolo (-0,13% a 6,25 euro) ha comunicato che JP Morgan svolgerà il ruolo di sole M&A e lead financial advisor nell'ambito dell'offerta su Monte dei Paschi (+0,21% a 11,29 euro).
Da parte sua Mps valuterà «tutte le opzioni» e ha «il dovere di cercare se ci sono proposte migliori nell'interesse dei soci», ha detto l'ad Luigi Lovaglio a proposito dell'opas di Intesa e della proposta di un'alleanza da parte di Banco Bpm (-0,06% a 15,63 euro). Lovaglio ha anche detto che difenderà il ruolo di primo azionista in Generali (+0,05% a 42 euro): «non possiamo lasciar stare e non reagire a chi vuole conquistare Generali».
Arretra, inoltre, dello 0,74% a 82,36 euro Unicredit che con Deutsche Bank, secondo il Financial Times, ha intentato una causa contro il gruppo tedesco Linde per recuperare le perdite derivanti dalla rescissione di un contratto per la costruzione di un impianto di trattamento del gas a causa delle sanzioni europee contro la Russia. La prima udienza si terrà il 14 luglio presso un tribunale di Francoforte, dove Deutsche Bank chiederà un risarcimento di 260 milioni di euro per i beni confiscati in Russia. Invece la causa intentata da Unicredit, in cui chiede un risarcimento di 450 milioni di euro, è in fase preliminare.
M&A per Carel Industries (-0,35% a 28,45 euro) che ha annunciato il 10 luglio di aver raggiunto un accordo per acquisire Cotes, società danese specializzata nei sistemi industriali di deumidificazione ad adsorbimento. L'operazione, basata su un enterprise value di 419 milioni di corone danesi, pari a 56,1 milioni di euro, sarà interamente finanziata al closing nel terzo trimestre del 2026 tramite le risorse di cassa disponibili. Fondata nel 1986 e dotata di oltre 120 dipendenti operativi tra l'headquarter di Aarhus e lo stabilimento polacco, Cotes vanta una leadership tecnologica indiscussa nel settore dell'energia eolica offshore e proietta per l'esercizio 2026 ricavi per 31,5 milioni di euro con un ebitda di 6,5 milioni di euro.
Da monitorare anche la Juventus (+0,10% a 2,088 euro) che con la società giapponese Cygames ha rinnovato la partnership commerciale fino al 2027, mentre la controllata di Kme (+5,14% a 0,92 euro) ha dato esecuzione ai contratti sottoscritti nei mesi di marzo e aprile con alcuni fondi gestiti da Apollo e con The Paragon Fund III, arrivando al controllo del 100% di Cunova.
Borse europee attese in netto calo in avvio di seduta (-1,08% il future sull’Eurostoxx50), in linea con i futures Usa (-0,37% quello sul Dow Jones e -0,51% quello sull’S&P500) dopo che gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran si sgretola.
Il Comando centrale americano ha affermato che i raid mirano a ridurre la capacità dell'Iran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo il portavoce del Centcom, le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico mercantile proprio mentre iniziavano gli attacchi statunitensi.
La nuova escalation è iniziata sabato 11 luglio con l'attacco iraniano contro la nave portacontainer Gfs Galaxy, battente bandiera cipriota. Le autorità dell'Oman hanno riferito che almeno 23 membri dell'equipaggio sono stati soccorsi, mentre uno risulta disperso. L'Iran ha inoltre annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale prima della guerra transitava il 20% delle forniture mondiali di petrolio. In risposta all'attacco contro la nave, gli Stati Uniti hanno colpito 140 obiettivi militari iraniani. Teheran ha poi lanciato attacchi contro installazioni americane in Giordania, Oman e Qatar, mentre Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno segnalato l'arrivo di missili e droni.
Di conseguenza domenica 12 luglio il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz è sceso ai minimi delle ultime settimane. Secondo i dati di monitoraggio delle navi forniti da Kpler, sei navi hanno attraversato lo Stretto, il numero più basso delle ultime cinque settimane. Si tratta della Very Large Crude Carrier Humanity, carica di 2 milioni di barili di petrolio iraniano, e di un’altra petroliera, la Capetan Andreas, che trasportava 500.000 barili di prodotti petroliferi kuwaitiani, mentre tre petroliere vuote sono entrate nel Golfo per caricare petrolio. Invece, non sono state rilevate petroliere di gas naturale liquefatto che abbiano attraversato il canale.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che lo Stretto è aperto al traffico commerciale, sebbene l’Iran avesse dichiarato in precedenza di averlo chiuso. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato lunedì 13 luglio che la loro marina militare ha fermato due navi nello Stretto di Ormuz, disattivandone i sistemi.
Di riflesso il petrolio corre. Il future sul Brent balza del 4,37% a 79,33 dollari al barile, dopo essere già aumentato di oltre il 5% la scorsa settimana, mentre il future sul Wti sale del 4,38% a 74,54 dollari poiché l'incertezza ha reintrodotto nei prezzi il cosiddetto «premio di guerra», cancellando parte dei ribassi registrati a maggio e a giugno dopo che un accordo di pace provvisorio aveva alimentato la prospettiva di una maggior offerta.
La nuova escalation rischia di compromettere gli sforzi per ricostituire le scorte petrolifere, ha affermato venerdì 10 luglio l'Agenzia internazionale dell'energia, ricordando ciò che è in gioco per l'economia mondiale se il conflitto dovesse continuare. «È probabile che i prezzi del petrolio continuino a salire gradualmente finché gli attacchi proseguiranno e il passaggio attraverso lo Stretto rimarrà modesto», affermano gli analisti di MST Marquee. «L'attacco contro l'impianto di perforazione kuwaitiano nel fine settimana ha rappresentato il primo attacco diretto contro infrastrutture energetiche dopo diverse settimane e, se il conflitto dovesse estendersi più ampiamente alle infrastrutture energetiche, il petrolio potrebbe raggiungere i 100 dollari al barile».
Con i prezzi dell’energia in rialzo (anche il gas naturale europeo sale del 2,7%), l’oro cade perché aumentano le prospettive di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse per contrastare l'inflazione. L'oro spot flette dello 0,94%, avvicinandosi a 4.066 dollari l'oncia, dopo aver già perso l'1,4% la settimana scorsa.
Per i trader sull'oro, l'escalation dei combattimenti aumenta i timori che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere i tassi d'interesse elevati più a lungo per combattere un'inflazione persistente. I verbali della riunione della Fed di giugno hanno mostrato che alcuni responsabili di politica monetaria hanno preso in considerazione un rialzo dei tassi, anche se alla fine hanno sostenuto la decisione di mantenerli invariati.
«Se i combattimenti nell'area di Hormuz non si attenueranno in modo significativo, i prezzi elevati del petrolio, i rendimenti obbligazionari più alti (il rendimento del Treasury Usa a due anni, particolarmente sensibile ai tassi d'interesse, è salito al livello più alto dal febbraio 2025, ndr) e un dollaro più forte potrebbero continuare a mantenere l'oro sotto pressione per tutta la settimana», avverte Hebe Chen, analista di Vantage Markets.
L'oro ha perso oltre un quinto del proprio valore dall'inizio della guerra con l'Iran, scoppiata alla fine di febbraio, facendo temporaneamente scendere il metallo giallo sotto quota 4.000 dollari l'oncia per la prima volta da novembre. Quest’ultima pressione arriva mentre Kevin Warsh si prepara martedì 14 luglio alla sua prima audizione davanti al Congresso come presidente della Federal Reserve. Prima nella giornata del 13 luglio parlano alcuni esponenti della Fed: alle 11:25 Bowman e alle 18:30 Waller. Per la Bce alle 18:45 interviene Schnabel.
Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli oil come Eni, Saipem e Tenarisi i titoli oil. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha avvertito che il mercato petrolifero globale arriverà a «un punto di rottura» al più tardi entro il primo trimestre del 2027, alimentando l’inflazione e riducendo la domanda di energia, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi.
Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 30 euro su Eni, pur riducendo le stime di utile operativo e dell'utile netto del secondo trimestre, rispettivamente, del 10% e del 9% per effetto dei minori prezzi di realizzo ottenuti nel business Esplorazione e produzione, il principale segmento operativo del gruppo. La seconda variabile chiave per i risultati sarà la crescita dei proventi da partecipazioni, ossia quelli derivanti da joint venture e società partecipate (satelliti), inclusa, a partire da giugno, la joint venture Searah. «Per quanto ci riguarda, un elemento di particolare attenzione sarà il contributo e la resilienza di Adnoc R&T rispetto a questa seconda variabile; inoltre, le numerose approvazioni di nuovi progetti ottenute finora nel corso dell'anno dovrebbero anch'esse rappresentare un tema centrale durante la conference call sui conti del secondo trimestre», ha precisato Jefferies.
Quanto a Saipem l’antitrust Ue si appresta ad aprire un'indagine approfondita sulla fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 per timori legati alla concorrenza, secondo fonti a conoscenza della questione citate da Reuters. L'Autorità dovrebbe avviare un'indagine approfondita (fase II) al termine della revisione preliminare, prevista per il 22 luglio. Tra i possibili rimedi richiesti potrebbero figurare la cessione di alcune navi della flotta oppure una riduzione della capacità operativa del gruppo risultante dalla fusione.
Invece, Stellantis ha annunciato che le consegne di veicoli nel secondo trimestre sono stimate a 1,6 milioni di unità, pari a una crescita del 10% su anno, trainata da Nord America ed Europa e Intesa Sanpaolo ha comunicato che JP Morgan svolgerà il ruolo di sole M&A e lead financial advisor nell'ambito dell'offerta su Monte dei Paschi.
Da parte sua Mps valuterà «tutte le opzioni» e ha «il dovere di cercare se ci sono proposte migliori nell'interesse dei soci», ha detto l'ad Luigi Lovaglio a proposito dell'opas di Intesa e della proposta di un'alleanza da parte di Banco Bpm. Lovaglio ha anche detto che difenderà il ruolo di primo azionista in Generali: «non possiamo lasciar stare e non reagire a chi vuole conquistare Generali».
Focus anche su Unicredit che con Deutsche Bank, secondo il Financial Times, ha intentato una causa contro il gruppo tedesco Linde per recuperare le perdite derivanti dalla rescissione di un contratto per la costruzione di un impianto di trattamento del gas a causa delle sanzioni europee contro la Russia. La prima udienza si terrà il 14 luglio presso un tribunale di Francoforte, dove Deutsche Bank chiederà un risarcimento di 260 milioni di euro per i beni confiscati in Russia. Invece la causa intentata da Unicredit, in cui chiede un risarcimento di 450 milioni di euro, è in fase preliminare.
M&A per Carel Industries che ha annunciato il 10 luglio di aver raggiunto un accordo per acquisire Cotes, società danese specializzata nei sistemi industriali di deumidificazione ad adsorbimento. L'operazione, basata su un enterprise value di 419 milioni di corone danesi, pari a 56,1 milioni di euro, sarà interamente finanziata al closing nel terzo trimestre del 2026 tramite le risorse di cassa disponibili. Fondata nel 1986 e dotata di oltre 120 dipendenti operativi tra l'headquarter di Aarhus e lo stabilimento polacco, Cotes vanta una leadership tecnologica indiscussa nel settore dell'energia eolica offshore e proietta per l'esercizio 2026 ricavi per 31,5 milioni di euro con un ebitda di 6,5 milioni di euro.
Da monitorare anche la Juventus che con la società giapponese Cygames ha rinnovato la partnership commerciale fino al 2027, mentre la controllata di Kme ha dato esecuzione ai contratti sottoscritti nei mesi di marzo e aprile con alcuni fondi gestiti da Apollo e con The Paragon Fund III, arrivando al controllo del 100% di Cunova. (riproduzione riservata)