Nuovo massimo storico per l’indice Ftse Mib di Piazza Affari a 51.624,05 punti. In scia all’intesa tra Stati Uniti e Iran alle 10:20 l’indice milanese delle blue chip balza del 2% a 51.559 punti con Stellantis (+5,8%), Intesa Sanpaolo (+4%), Mps (+4,05%), Mediobanca (+4,4%), Unicredit (+4,35%) e Avio (+4,94%) in testa. Corre ancora di più Buzzi (+6,5%)
L’euro sale dello 0,03% a 1,1580 dollari. L'inflazione annua della Spagna è rimasta invariata al 3,2% a maggio, secondo i dati definitivi pubblicati dall'Istituto nazionale di statistica. Su base mensile, i prezzi al consumo in Spagna sono aumentati dello 0,1%, in linea con la lettura iniziale e in rallentamento rispetto al precedente aumento dello 0,4%.
Borse europee in netto rialzo in avvio di seduta (+1,47% il Dax, +1,42% il Cac40, +0,68% il Ftse100 e +1,23% a 51.127 punti l’indice Ftse Mib, puntando al massimo storico toccato il 9 giugno a 51.240 punti) mentre tornano le speranze di una de-escalation tra Iran e Usa dopo le parole del presidente statunitense, Donald Trump, secondo cui esiste la possibilità di un accordo entro il fine settimana, mentre da Teheran arriva la precisazione che una decisione definitiva non è ancora stata presa.
È da metà marzo che Trump sostiene a più riprese che un accordo con Teheran sia imminente, ma in settimana le due parti hanno continuato a scambiarsi attacchi, mettendo sotto pressione la tregua annunciata ad aprile. I media iraniani hanno citato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, secondo il quale un'ampia parte dell'intesa è stata definita ma Teheran non intende cedere sulle proprie linee rosse.
Comunque basta questo a far scendere i prezzi del petrolio (future sul Brent -1,9% a 88,65 dollari al barile), mentre in campo obbligazionario lo spread Btp/Bund cala a 74,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in contrazione al 3,75%. Il Tesoro comunica la cedola minima garantita del nuovo strumento dedicato esclusivamente agli investitori retail, il titolo a scadenza 23 giugno 2031 indicizzato all'inflazione in collocamento dalle 9 di lunedì. Salvo chiusura anticipata, come di consueto, l'offerta prosegue fino alla 13 di venerdì, quando verrà comunicata la cedola finale.
Lato macro i prezzi al consumo in Francia sono aumentati del 2,8% su base annua a maggio, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2024, in base ai dati dell'istituto di statistica francese (Insee), che ha confermato la stima preliminare pubblicata il mese scorso. Negli Stati Uniti, invece, l’attenzione sarà sul dato dell’Università del Michigan relativo al sentiment dei consumatori di giugno.
«Dopo mesi di incertezza legata a inflazione, politica e tensioni geopolitiche, questo indicatore ci darà un’idea di come si sentono le famiglie americane in questo momento (aspettative di inflazione a 5 anni, condizioni correnti e prospettive future). Un dato in miglioramento sarebbe un segnale positivo per i consumi, che restano il motore principale dell’economia americana, mentre un calo ulteriore evidenzierebbe preoccupazioni crescenti tra i consumatori», afferma Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim.
«Non ci sono dunque dati bomba, come un non-farm payrolls o un Cpi americano, ma questi aggiornamenti aiuteranno a capire il morale dei consumatori statunitensi. Utile per calibrare le aspettative sulle prossime mosse della Fed», aggiunge Tognoli. Come era nelle attese, la Bce l’11 giugno ha deciso un aumento di 25 punti base dei tre tassi di interesse di riferimento. Il motivo principale sono le pressioni inflazionistiche scatenate dal conflitto in Medio Oriente.
Sul listino milanese salgono tutte le banche coinvolte nel risiko bancario: Intesa Sanpaolo segna un +3%, Mps +3,3%, Mediobanca +3,6%, Bper +2,17% e Banco Bpm +1%. L'agenzia di rating Moody's non vede implicazioni immediate sul rating di Intesa Sanpaolo a seguito dell'offerta annunciata sul Monte, ma ritiene che la fusione di una parte del perimetro senese con Bper abbia rischi di esecuzione. Nel frattempo, Intesa Sanpaolo ha il 3,13% di Generali (+0,91% a 41,08 euro) all'8 giugno, secondo un filing della Consob.
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Quanto a Unicredit (+2,37% a 72,08 euro), la controllata russa sta chiudendo una delle sue sedi a Mosca, lasciando nella capitale russa una sola filiale full-service. Mentre Berenberg ha confermato il rating buy ma ha alzato il target price su Unipol (+2,28% a 23,74 euro) da 29,20 a 32,50 euro e Goldman Sachs ha alzato il target price su Stm (+1% a 65,51 euro) da 42 a 58 euro (rating neutral).
Nel settore auto, invece, Stellantis (+3,85% a 6,014 euro), Volkswagen e Renault, che rappresentano il 60% della produzione automobilistica europea, hanno sottoscritto un impegno comune sul «made in Europe» che hanno inviato ai membri del Parlamento Europeo. Nell'impegno congiunto, riporta il Financial Times, le tre case automobilistiche europee sostengono con forza il made in Europe con regole semplici e chiare e forti incentivi per potenziare la produzione nell'Ue.
Ferretti (+1,55% a 3,13 euro), con riferimento alle indiscrezioni di Bloomberg circa un possibile interesse della stessa all'acquisto dell'intero capitale di The Italian Sea Group o dei suoi principali asset, ha chiarito che «allo stato attuale, non è in corso alcuna trattativa in tal senso né con la predetta società né con gli azionisti di riferimento». Al contempo, però, ha precisato che «in qualità di operatore di primo piano nel settore nautico italiano e in linea con la propria strategia di crescita per linee esterne, Ferretti valuta e monitora costantemente le opportunità che possono presentarsi sul mercato».
Infine, si rammenta che termina l’opas di CF+ su Banca Sistema (+1,58% a 1,804 euro). L’offerta pubblica di acquisto e di scambio non è finalizzata al delisting delle azioni. Qualora l'offerente venga a detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale, si è impegnato a ripristinare entro 90 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Borse europee attese in netto rialzo in avvio di seduta (+1,67% il future sull’Eurostoxx50) dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto l’11 giugno che un accordo di pace potrebbe essere firmato già questo fine settimana, poche ore dopo aver minacciato ulteriori attacchi contro l'Iran. I negoziati con Teheran sono avanzati ai livelli più alti della leadership iraniana e sono stati approvati da un'ampia coalizione di potenze regionali.
Le dichiarazioni di Trump seguono ripetuti slanci di ottimismo da parte del numero uno della Casa Bianca che non sono riusciti a portare a un accordo, mantenendo i mercati con il fiato sospeso. Anche in questo caso, l'Iran ha ribattuto di non aver raggiunto una decisione definitiva su un accordo. Ciononostante, quanto detto da Trump sembra un po' più concreto di quanto visto finora. I futures Usa sono poco mossi (+0,02% quello sull’S&P500).
L'accordo, se confermato, rappresenterebbe la più significativa svolta diplomatica mai raggiunta per porre fine alla guerra in corso da tre mesi, che ha fatto salire vertiginosamente i prezzi del petrolio, che il 12 giugno cadono ai minimi degli ultimi due mesi: il future sul greggio Brent scende del 2,32% a 88,28 dollari al barile, dopo aver perso quasi il 3% durante la notte, e quello sul Wti del 2,19% a 85,79 dollari al barile. Invece, il future sull’oro sale del 2% a 4.199 dollari l’oncia anche se il dollaro sale nei confronti dell’euro che vale 1,1563 (-0,12%).
Tutti gli occhi sono puntati sull'attesissimo debutto in borsa di SpaceX di Elon Musk, che ha fatto storia con la più grande offerta pubblica iniziale di sempre. L'ipo ha raccolto la cifra record di 75 miliardi di dollari, valutando il produttore di razzi e veicoli spaziali a 1.770 miliardi di dollari e rendendo Musk il primo «trillionario» al mondo.
Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,81%. Il rialzo dei tassi Bce di 25 punti base era già scontato, la decisione è stata unanime e il consiglio direttivo non ha nemmeno discusso alternative. Il deposit rate è stato portato al 2,25%. «Sulla strada futura, tuttavia, la Bce offre poca visibilità: le decisioni rimarranno meeting by meeting, senza alcun pre-commitment sul percorso dei tassi», afferma Martina Daga, macro economist di AcomeA Sgr.
«Le proiezioni macro evidenziano un'asimmetria nei rischi: le revisioni al rialzo sull'inflazione sovrastano i tagli alla crescita. L'inflazione headline 2026 è stata rivista al rialzo di 40 punti base, quella core di 20 punti base, mentre la crescita è stata tagliata di soli 10 punti base, un mix stagflazionistico, ma sbilanciato sul lato dei prezzi. Lo schema si ripete nel 2027 (+30 punti base sia su headline, sia su core, -10 punti base sulla crescita) e nel 2028 l’inflazione core rimane al 2,2%, 20 punti base sopra le proiezioni precedenti all'escalation in Iran. Il messaggio è netto: lo shock energetico dura più del previsto e il sentiero dei prezzi è stato riprezzato strutturalmente», spiega Martina Daga.
La variabile chiave da monitorare sono gli effetti di secondo round attraverso i salari. Questi non sono ancora stati osservati. Le aspettative di inflazione a breve termine sono salite, ma quelle a lungo termine restano stabili e, complessivamente, ben ancorate. È proprio questo, conclude Martina Daga, a mantenere la Bce in territorio «misurato» per ora, ma definisce anche il punto critico: un'accelerazione sostenuta dei salari sposterebbe quasi certamente la funzione di reazione verso un tightening più deciso. Si segnala che alle 16:30 parla Joachim Nagel, membro del consiglio direttivo della Bce e presidente della Bundesbank.
Focus allora sui dati macro della giornata. Giù pubblicato alle 8 il dato finale sull’inflazione annuale della Germania che ha confermato la stima preliminare: il tasso è sceso al 2,6% a maggio dal 2,9% di aprile. Su base mensile, i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,2%, anche in questo caso in linea con la lettura preliminare.
Mentre la produzione industriale mensile del Regno Unito è rimasta invariata ad aprile, dopo il calo dello 0,2% a marzo. Il dato ha deluso il consenso degli economisti che avevano previsto un aumento dello 0,1% mese su mese. Su base annua, è diminuita dello 0,2% rispetto alla lettura invariata precedente e alla stima del consenso di un calo dello 0,1%. Alle 8:45 è in agenda l’inflazione a maggio finale della Francia, alle 9 quella della Spagna, invece alle 16 arriva la fiducia delle famiglie (Michigan) preliminare a giugno degli Stati Uniti.
Sul listino milanese attenzione alle banche coinvolte nel risiko bancario: Intesa Sanpaolo, Mps, Mediobanca, Bper e Banco Bpm. L'agenzia di rating Moody's non vede implicazioni immediate sul rating di Intesa Sanpaolo a seguito dell'offerta annunciata sul Monte, ma ritiene che la fusione di una parte del perimetro senese con Bper abbia rischi di esecuzione. Nel frattempo, Intesa Sanpaolo ha il 3,13% di Generali all'8 giugno, secondo un filing della Consob.
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Quanto a Unicredit, la controllata russa sta chiudendo una delle sue sedi a Mosca, lasciando nella capitale russa una sola filiale full-service. Mentre Berenberg ha confermato il rating buy ma ha alzato il target price su Unipol da 29,20 a 32,50 euro e Goldman Sachs ha alzato il target price su Stm da 42 a 58 euro (rating neutral).
Nel settore auto, invece, Stellantis, Volkswagen e Renault, che rappresentano il 60% della produzione automobilistica europea, hanno sottoscritto un impegno comune sul «made in Europe» che hanno inviato ai membri del Parlamento Europeo. Nell'impegno congiunto, riporta il Financial Times, le tre case automobilistiche europee sostengono con forza il made in Europe con regole semplici e chiare e forti incentivi per potenziare la produzione nell'Ue.
Ferretti, con riferimento alle indiscrezioni di Bloomberg circa un possibile interesse della stessa all'acquisto dell'intero capitale di The Italian Sea Group o dei suoi principali asset, ha chiarito che «allo stato attuale, non è in corso alcuna trattativa in tal senso né con la predetta società né con gli azionisti di riferimento». Al contempo, però, ha precisato che «in qualità di operatore di primo piano nel settore nautico italiano e in linea con la propria strategia di crescita per linee esterne, Ferretti valuta e monitora costantemente le opportunità che possono presentarsi sul mercato».
Infine, si rammenta che termina l’opas di CF+ su Banca Sistema. L’offerta pubblica di acquisto e di scambio non è finalizzata al delisting delle azioni. Qualora l'offerente venga a detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale, si è impegnato a ripristinare entro 90 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
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